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Politica

Elezioni comunali 2020, Cia (AGIRE): «Marchiori si arrampica sugli specchi. Il PATT non è nel centro-sinistra, il PATT è a sinistra».

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Chiariamo subito una cosa. Il Patt non entra nella coalizione di centrosinistra e domani non parteciperà al suo tavolo di confronto. Il PATT scende in campo per appoggiare Franco Ianeselli”, così ha dichiarato questa mattina il Segretario del partito autonomista Simone Marchiori (nella foto) ad un media locale.

La dichiarazione è apparsa ai più piuttosto criptica per non dire contraddittoria ed incongruente.

Nella dichiarazione di Marchiori si ha la sensazione di un «rigetto» verso la sinistra a tal punto da prenderne seccamente le distanze.

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Ma allora perché sostenere un candidato sindaco che è acclarato essere vicino ai centri sociali, al mondo anarchico e alla sinistra più radicale? 

Il comportamento è sempre lo stesso, il PATT tenta di far passare il messaggio di non essere di sinistra. Chiariamo subito, non è il primo caso del genere, l’ultimo esempio lampante è quello successo a Borgo durante le ultime elezioni comunali dove il PD Borghesano si era talmente vergognato di presentarsi con il proprio simbolo che ha pensato bene di presentarsi con una lista civica mascherata. Risultato: gli elettori non sono tutti stupidi e gli hanno puniti. 

Oggi essere del PD sembra una vergogna, appartenere o sostenere la sinistra è una vergogna. Ma questo il PATT lo dice e basta, poi intanto lo sostiene in cambio di….

Sull’argomento è intervenuto anche il consigliere provinciale Claudio Cia che nel merito ha voluto fare chiarezza sulla «confusione» di Marchiori: «Credo sia importante per tutti dirimere un po’ di questioni, visto che Marchiori sembra leggermente confuso: Ianeselli è ormai il candidato in pectore della coalizione di sinistra, avendo incassato il beneplacito di Pd, Upt, i Verdi, Trentino in Azione, l’Altra Trento a Sinistra e – in parte – di Futura. Pare un po’ difficile a questo punto, smentirne l’investitura, specie dopo che ognuno dei partiti sopracitati è uscito con un comunicato stampa per festeggiare il rientro del PATT nella coalizione di sinistra».

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Secondo Cia il ragionamento del segretario del partito autonomista potrebbe essere corretto nell’ipotesi in cui alle elezioni comunali di Trento fosse possibile il voto disgiunto (ovverosia votare un candidato sindaco di uno schieramento politico e un partito che non lo sostiene). «Ciò, sfortunatamente per Marchiori – aggiunge il segretario di Agire –  non è possibile e credo sia difficile che nei mesi che ci separano dalle elezioni comunali a Trento si possa addivenire ad una riforma tale per cui si riesca a giustificare l’arrampicata e le acrobazie sugli specchi del segretario del Partito autonomista. Su una questione mi sento però di dare ragione a Marchiori, il PATT non è entrato nella coalizione di centrosinistra, il PATT è completamente a sinistra».

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Politica

La Calabria passa al centro destra, fallito l’attacco di Salvini in Emilia Romagna. Evaporati i cinque stelle

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Ieri domenica 26 gennaio si è votato in due Regioni italiane, l’Emilia-Romagna e la Calabria.

Entrambe erano amministrate, fino a ieri, dal centrosinistra: i governatori erano Stefano Bonaccini e Mario Oliverio.

I risultati del voto — a pochi seggi da scrutinare – danno vittoriosa in Calabria Jole Santelli del centrodestra con un nettissimo vantaggio

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In Emilia-Romagna, dove le sezioni scrutinate sono oltre 4200 su un totale di 4520, Bonaccini è al 51,33 per cento; Borgonzoni al 43,76; Simone Benini (Movimento 5 Stelle) al 3,4%.

Il Partito democratico si conferma primo partito, con il 34,6 per cento; la Lega è seconda con il 31,96 per cento.

I 5 Stelle sono fermi al 4,7 per cento: alcuni elettori pentastellati hanno votato in modo disgiunto (la lista del partito, ma Bonaccini presidente). I grillini nelle precedenti elezioni erano arrivati al 28%

In ogni caso, il risultato del Movimento, in una delle Regioni storicamente più importanti per i 5 Stelle, è drammatico. Male anche Forza Italia che si è fermata al 2,2 %

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In Calabria, dove le sezioni scrutinate sono invece ancora meno di 2000 su 2420, Santelli è al 56 per cento, Filippo Callipo (centrosinistra) al 30,1%; Francesco Aiello (5 Stelle) al 7,37%. Il primo partito è, anche qui, il Pd, con il 15,96%; Forza Italia è seconda con il 12,56%, seguita dalla Lega al 12 per cento e da Fratelli d’Italia (11,14%).

Il movimento cinque stelle potrebbe non entrare nemmeno in consiglio provinciale visto lo sbarramento all’8% in una regione dove nelle precedenti elezioni aveva superato il 26%

Fallito quindi l’attacco di Matteo Salvini all’Emilia Romagna che nonostante la grande affluenza (67,67% contro il 36,9% delle amministrative del 2014) rimane nella mani del centro sinistra. Per il centro destra si tratta certo di un grande risultato ma che non è però servito per governare una regione dove la lega primeggia in molti centri importanti.

Il drammatico risultato del movimento cinque stelle potrebbe ora influire sulla tenuta del governo vista la debolezza raggiunta nei consensi delle due tornate elettorali. L’incongruenza di un partito che rimane il primo in parlamento, anche se ha perso 31 deputati, nonostante sia ormai sparito dal paese. Ora il PD presenterà il conto e si mangerà quello che rimane dell’ormai ex partito di Grillo. 

Ora si guarda alle prossime elezioni in Toscana, Puglia e Basilicata e alle comunali in Trentino dove il 3 di maggio 2020 si voterà per eleggere tutti i nuovi sindaci della regione.

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Politica

Emilia Romagna, prima proiezione: centro sinistra avanti

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Alle 23.00 è iniziato lo spoglio delle elezioni regionali in Emilia Romagna. Nella prima proiezione sui dati reali il centro sinistra avanti con una forbice del 48,6 al/52%  mentre il centrodestra si ferma al 40/44%. Il campione preso in esame è del 3%. Il margine di errore non è superiore al 2%. Quindi la forbice fra i due concorrenti comincia ad essere ampia.

I due contendenti sono praticamente alla pari in una volata che probabilmente durerà fino a tarda notte. Per i risultati della Calabria  il candidato del centro destra è nettamente in vantaggio. Crollo del movimento cinque stelle che è al 2/4%

Il risultato totale dell’affluenza secondo i dati finali forniti dal Viminale in Emilia Romagna è del 65,12% riferita al totale di 328 sezioni contro il 35,90% delle elezioni del 2014

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Politica

Elezioni Emilia Romagna: primo exit pool, Bonaccini avanti

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Alla chiusura delle urne arrivano i primi risultati degli exit pool sui risultati delle elezioni provinciali dell’Emilia Romagna. 

Il primo exit pool da il centro sinistra avanti con una forbice del 47/51%  mentre il centrodestra si ferma al 44/48%.

I due contendenti sono praticamente alla pari. Da ricordare che gli exit pool sono puramente informativi e non costituiscono dati reali.

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Dalle 23.00 è in corso lo spoglio che porterà verso le 2.00 del mattina alla nomina del presidente dell’Emilia Romagna.

I primi risultati reali sullo spoglio saranno diffusi fra circa un’ora attraverso la prima proiezione. Per i risultati della Calabria  il candidato del centro destra è nettamente in vantaggio.  

Fin da stamane l’affluenza è stata in continua crescita per le elezioni regionali dell’Emilia Romagna che oggi è al centro di tutta Italia per l’importanza del suo risultato che potrebbe influire sull’andamento del governo romano.

Il risultato totale dell’affluenza secondo i dati finali forniti dal Viminale in Emilia Romagna è del 65,12% riferita al totale di 328 sezioni contro il 35,90% delle elezioni del 2014

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