Connect with us
Pubblicità

Spettacolo

Tolo Tolo: il trailer che ha ingannato milioni di italiani

Pubblicato

-

Che Zalone, fino a oggi, si fosse dimostrato un genio della comicità italiana non c’erano dubbi.

Quello che è successo con Tolo Tolo sembra essere però un’altra storia.

Il film era stato lanciato come l’ennesimo successo annunciato. La quinta pellicola che avrebbe consacrato il Checco nazionale in quell’Olimpo della commedia italiana a fianco di grandi come Paolo Villaggio.

Pubblicità
Pubblicità

Sì, perché il pregio di Zalone, così anche come di mostri sacri del cinema italiano come Paolo Villaggio, è stato quello di riuscire a interpretare l’Italia in cui vivevano. Gag esilaranti e macchiette caratterizzanti nascondevano, dietro l’ironia e la comicità, i limiti stessi della società che raccontavano.

Fantozzi era l’eterno sconfitto, subalterno e sfruttato, sposato con una donna che non amava e sempre alla ricerca di un riscatto che non avveniva mai.

Zalone aveva creato un personaggio capace di far sorridere dietro all’ingenuità concreta di un meridionale alla ricerca (anch’esso) del riscatto personale.

Pubblicità
Pubblicità

Innamorato di Marika con il padre leghista (Cado dalle Nubi 2009), eroe ingenuo che sventa un attacco terroristico (Che bella giornata 2011), padre in piena crisi economica (Sole a Catinelle 2013).

Infine, in un’Italia sempre più multietnica, l’attore e regista pugliese racconta l’odissea della ricerca del posto fisso, a cui nessuno vuole, alla fine, rinunciare (Quo Vado 2016).

Come non ricordare, sempre nello stesso film, uno Zalone in difficoltà in un ambiente culturale diverso come il nord Europa, in scenari che mostrano i limiti italici ma nello stesso tempo la nostra unicità.

Momenti di sottile comicità, sempre in Quo Vado, anche nel “periodo equino”, che denuncia una deriva sentimentale sempre più imperante.

Tolo Tolo doveva essere, dicevamo, il film della consacrazione ma si è dimostrato un capolavoro mancato. Certo l’incasso di 8 milioni nei primi giorni racconta un’altra realtà, ma per capire quell’incasso bisogna analizzare ciò che lo precede.

Zalone veniva in primis da quattro film che non hanno deluso l’aspettativa e da un trailer, quello di Tolo Tolo, che racconta un film diverso da quello che poi si è rivelato.

La trama risulta modesta, semplice e scontata. L’inizio sembra una forzatura come del resto il finale. Lo stile della narrazione è inesistente così come la comicità all’interno del film.

A Zalone è mancato il coraggio di raccontare un’Italia alle prese con i problemi dell’integrazione. Un’Italia in un periodo storico certamente delicato.

Una narrazione filmica in cui vi è l’assenza dell’elemento comico nel trattare temi importanti come il populismo, con il clima sempre più anti immigrati che va avanzando nel nostro Paese. Non si menziona il grande cuore che comunque alla nostra gente non manca.

A Zalone, è mancato invece il coraggio di una comicità spicciola incentrata sulla convivenza reciproca tra immigrati e italiani. Quel rapporto ben centrato nel suo trailer.

L’insistenza del pulivetri, dell’immigrato fuori dal supermercato. Tutte esche. Il trailer risulta più coraggioso di quanto poi riveli la reale sostanza del film. Non per nulla quell’anteprima così bene studiata ha convinto oltre un milione di Italiani. Il film invece no.

Poteva essere un capolavoro e invece è stato un flop. Una commedia in potenziale, un film banale. Zalone non ha voluto osare, sfidare il potere. Ha avuto paura di essere il comico geniale, ma politicamente onesto, che tutti vedevamo.

Certo un film che esce a gennaio e che parla dell’integrazione e delle sue problematiche poteva risultare pericoloso per chi aspetta con ansia i risultati delle prossime elezioni regionali in Emilia, ma un artista non dovrebbe curarsi della politica.

Tolo Tolo poteva essere un capolavoro, invece è rimasta un’opera incompiuta.

Pubblicità
Pubblicità

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

di tendenza