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Trento

Uncino Ztl: commercianti in ginocchio, dal comune solo false promesse e assenza totale

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nella foto Gloria De Simoi la titolare di Glo Calzature

Dopo le feste natalizie tirano le somme i commercianti dell’uncino Ztl di Via Galilei, Via Roggia Grande e Via Calepina.

Ma qualcosa non torna e i dati sciorinati più volte dall’amministrazione comunale – a tratti anche alquanto confusi – del minor traffico e quindi di minor smog e miglior qualità della vita, sono indirettamente proporzionale agli incassi degli esercenti che sono calati in media del 25%.

L’aria che si respira nei negozi interessati è molto pesante e c’è chi pensa anche alla chiusura dopo un Natale che non è andato come le aspettative e con le strade senza luminarie per la scelta del comune.

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«17 mila multe ogni anno per un totale di oltre 1,5 milioni di euro incassati in questa zona dal comune e non hanno nemmeno messo una lampadina sulle strade dei nostri negozi. Un vergogna che non ha precedenti» Dichiara un commerciante della zona. 

C’è anche chi sottovoce parla addirittura di «ritorsioni» da parte dell’amministrazione comunale nei confronti di alcuni commercianti del posto.

Una soluzione decisa dall’amministrazione comunale calata come una mannaia sulle teste dei commercianti dell’uncino che non è mai stata ne discussa, ne condivisa.

Anche per promesse sono state tutte disattese lasciando i commercianti completamente da soli. Ad aggravare ancora di più una situazione tragica sono state le dichiarazioni degli assessori Gilmozzi e Stanchina che hanno chiesto ai titolari del negozi di «darsi più da fare». L’affermazione ha fatto infuriare ancora di più gli esercenti.

«Avevano promesso di aiutarci per cercare di ripopolare la zona mettendo delle casette e delle aiuole particolari, oppure organizzando degli aventi musicali, ma non abbiamo mai visto nulla, noi nel nostro piccolo abbiamo organizzato eventi, proiezioni, e mille altre cose pagando di tasca nostra naturalmente. Dire che non ci siamo dati da fare è un affermazione ridicola» – spiega Gloria De Simoi di Glo’ Calzature, negozio purtroppo salito alla ribalta delle cronache per il grosso furto subito prima di Natale.

«La zona si è svuotata,  – aggiunge Gloria – non si vede più nessuno ma abbiamo in programma delle nuove cose per il nuovo anno. Abbiamo perso il 20% delle vendite e continuando di questo passo non possiamo resistere sul mercato. Anch’io ho dovuto rinunciare a del personale ma l’amarezza maggiore è vedere l’assenza dell’amministrazione con i suoi assessori che durante le riunione non hanno nemmeno il coraggio di guardarti in faccia e preferiscono chattare con il telefonino». 

Gloria De Simoi non le manda a dire insomma, anche se l’ottimismo e l’intraprendenza del commerciante non è sparita e c’è ancora voglia di dare battaglia per uscire da questa situazione. «Non riusciamo a fare fronte al calo drastico del fatturato – continua Gloria – Abbiamo superato gli anni duri della crisi, ma adesso il rischio chiusura è concreto. Da queste vie molti se ne sono andate alle prime voci di chiusura al traffico ed altri si stanno trasferendo perché il calo del fatturato è drammatico”.

Purtroppo la trasformazione dell’uncino in ZTF ha portato a risultati nefasti per alcuni commercianti. «Il drastico calo di fatturato mi ha costretto a licenziare due dipendenti – spiega un altro esercente – purtroppo la gente non entra e non ci sono parcheggi quindi cambia abitudini e negozi per gli acquisti. Anzi, alcuni clienti che hanno preso la multa per venire nel mio negozio l’hanno inconsciamente associata alla mia attività. Abbiamo dovuto lavorare di più a fronte di un guadagno minore». 

la zona sotto le festività natalizie completamente al buio

Alcuni negozianti parlano di pura demagogia durante le riunioni dove il comune ha snocciolato dati falsi solo per fare una propaganda esclusivamente lusingatrice per salvare il salvabile. «Le riunioni a cui ho partecipato con gli amministratori comunali sono state imbarazzanti, piene di ovvietà e di dati totalmente sbagliati.» – spiega un altro esercente in grave crisi. 

«Prima di prendere una decisione del genere andavano pianificate molte cose a partire dai parcheggi, – aggiunge ancora – ma è chiaro che da persone incompetenti non ti puoi attendere altro. E poi nel tentativo di metterci una pezza ti danno dei pass ai tuoi clienti per l’entrata nella ZTL che vanno dalle 8.00 alle 10.00 del mattino e dalle 14.00 alle 16.00 non sapendo nemmeno che i negozi aprono alle 9.00 e alle 15 del pomeriggio. Ma vi rendete conto?» 

La cronaca purtroppo riporta anche di altri due negozi chiusi in via Calepina e di una multa di 400 euro comminata ad un mamma, la cui colpa è stata solo quella di andare a prendere il figlio per alcune sere alla fine di uno stage in una pizzeria. La malcapitata, credendo che dopo le 22.00 la zona ZTL fosse libera, l’aveva percorsa tranquillamente per 5 sere.

Tiene invece l’attività del garage Europa ma fra mille difficoltà. «Noi ce la siamo cavata perché dopo una decina di anni dove i prezzi sono stati bloccati abbiamo deciso di aumentarli in corrispondenza della trasformazione in ZTL. La verità è che ora però sono aumentate le pratiche burocratiche da espletare (NdR – ogni sera deve segnalare tutte le targhe che entrano nel suo garage per così evitare le multe ai clienti) e che dobbiamo fare un grande lavoro informativo. Si lavora solo con i turisti, perché ai trentini è stata fatta perdere l’abitudine ad entrare in centro storico da Via Galilei». – Evidenzia il titolare

Le due proposte che sono sul tavolo riguardano la possibilità di aprire la ZTL in alcune ore del giorno oppure di bloccare il traffico all’altezza della sede centrale di Unicredit e riaprire il traffico dell’uncino. Proposte che per ora non sono state prese in considerazione dall’amministrazione.

Questo perché pare difficile che il comune rinunci all’incasso di 17.000 multe l’anno per la violazione della Ztl dell’uncino

Una storia insomma nata male e che rischia di finire anche peggio e tutto «per fare piacere a qualche famiglia che abita in queste vie che sogna la sostenibilità e che pensa che lo smog sia calato, cosa peraltro non vera»dicono tutti in coro

Una chiusura – dicono tutti – che stata una follia se pensiamo che per farsi dare un permesso per entrare con la macchina uno deve andare al comando di via Maccani rischiando di perdere mezza giornata. Un sistema tanto macchinoso che vede i possibili clienti perdere 3 ore per entrare 5 minuti in zona ZTL.

Tanti si auspicano la realizzazione di un parcheggio sotterraneo in piazza Venezia, ma se ne cominciato a parlare solo alcuni mesi fa e se va bene ci vorranno 15 anni per costruirlo.

A poco più di due anni da un provvedimento imposto dall’amministrazione senza interpellare gli operatori economici e con una petizione con oltre 600 firme finita nel dimenticatoio, gli assessori non sono stati in grado di dare risposte concrete a domande precise: “Mi date una motivazione per la Ztl che abbia un valore superiore al diritto a lavorare che sta venendo meno per 40 attività economiche?”

Ma siccome le sfortune e i drammi non arrivano mai da soli alle fine dell’anno sono arrivate anche le sanzioni da parte di ICA (affissione e pubblicità) che in taluni casi sono arrivate anche a 6 mila euro.  A dir poco inferociti sono stati gli esercenti di via Milano, Corso Tre Novembre, via Perini e appunto alcuni negozi dell’uncino. 

La novità nelle sanzioni è il fatto che ora i commercianti non solo devono pagare lo spazio per l’insegna e una metratura sulla vetrina adibita alla pubblicità del proprio negozio, ma anche quello di pubblicitario che si vede dalla vetrina esterna dentro il negozio.

Una cosa tragicomica, se tu servi al banco con la maglietta con il nome della tua azienda oppure sul bancone hai una locandina che pubblicizza un tuo servizio dovrai pagare anche quella. Un commercio ormai messo in ginocchio. 

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