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Trento

La start up Vaia continua la sua ascesa: nel 2020 non si abbandonano le Dolomiti

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La start up Vaia continua la sua ascesa perché chi raccoglie gli alberi della tempesta semina sostenibilità

Vaia è in primo luogo un evento meteorologico rilevante verificatosi sul nordest italiano tra il 26 e il 30 ottobre 2018.

Un fortissimo vento caldo di scirocco, che ha soffiato tra i 1’’ e 200 kn/h per diverse ore, e arrivato dopo una grave perturbazione di origine atlantica, ha provocato la morte di milioni di alberi.

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La distruzione di diverse decine di migliaia di ettari di foreste alpine è stata inevitabile.

A segnalare la gravità della situazione che si è abbattuta ferocemente sul Trentino anche una pagina Wikipedia dedicata che ricorda «Unità di Crisi attivata dalla Regione Veneto definì l’evento come il peggiore rispetto all’alluvione del Veneto del 2010, all’alluvione di Venezia del 4 novembre 1966 (che comunque interessò tutta la Regione) e ad altri precedenti eventi meteorologici registrati sul territorio».

Ad oggi l’omonima start up affermatasi negli ultimi mesi in Trentino sta donando nuova vita agli alberi caduti. Un progetto all’insegna della sostenibilità amplifica quindi un suono per nulla linfatico e, d’altro canto, con parecchia linfa vitale.

Amplificatori passivi di design quelli prodotti da Vaia, oggetti ricercati, items analogici e allo stesso tempo innovativi. Se si tratta di suono questa start up ne sa di certo qualcosa, così come esplicitato sul sito ufficiale: si tratta di un nuovo modo di creare oggetti senza depauperare materie prime, fornendo una risposta concreta alle conseguenze dei cambiamenti climatici.  «Ma noi vogliamo fare un passo in – spiegano gli ideatori- , al fine di tutelare le comunità e i territori esposti al rischio idrogeologico, Vaia si impegna a piantare un albero per ogni prodotto venduto».

La produzione è locale ed artigianale, le falegnamerie coinvolte dalla start up utilizzano il legno degli alberi caduti e garantiscono elevati standard di qualità. Il ciclo di vita del prodotto è particolarmente lungo e ritorna in natura a impatto zero. La sua capacità di amplificare il suono può essere sfruttata in qualsiasi occasione: dalla creazione di un piacevole sottofondo acustico durante una cena all’animazione di una serata con qualche amico un pochino più movimentata.

La start up emergente sta riscuotendo un sensibile successo. Il mese scorso alcuni collaboratori sono approdati a Milano, capitale italiana dell’innovazione, per partecipare alla Milano Music Week.

Nel team di Vaia molti giovani trentini pronti a scommettere sulla sostenibilità.

«La tempesta per me è stato un evento spossante– spiega Stefania Tonelli del settore comunicazione- che ha fatto realmente percepire quella che è l’emergenza climatica di adesso. Grazie alla start up ho la possibilità di intervenire per me per il mio territorio nel contesto di un progetto più ampio che mi permette di mettermi in gioco e dedicarmi a qualcosa in cui credo. Ho la possibilità di cimentarmi in quello che è il mio settore di studi, di creare una rete all’interno del territorio che leghi la comunità grazie ad un progetto speciale».

«Siamo piacevolmente colpiti dall’accoglienza positiva ricevuta, abbiamo venduto cubi che non ci aspettavamo, tante aziende si sono rivolte a noi e questo ci ha colpito molto. Abbiamo venduto qualche migliaio di cubi, l’idea per il futuro è quella di continuare sulla linea di trasformare risorse che andrebbero disperse in prodotti esteticamente belli e da un valore unico. Ovviamente continuando a sostenere l’ambiente. Il nostro focus nel prossimo anno rimarranno le Dolomiti» ha spiegato Giuseppe, uno dei fondatori e definito da tutti “il cuore di Vaia”.

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