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Italia ed estero

Disastro reddito di cittadinanza, scoperta una clamorosa falla: anche con un lavoro all’estero gli stranieri incassano il sussidio

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Nella foto il responsabile nazionale immigrazione di Fratelli d'Italia, Paolo Diop

C’è una «falla» nel sistema del reddito di cittadinanza che può costare cara agli italiani.

Gli stranieri con permesso di soggiorno permanente, ovvero quelli che non sono cittadini del nostro Paese, ma ai quali viene riconosciuto il diritto di stare in via definitiva in Italia senza dover per forza ripresentare domanda ogni anno, col trucchetto dell’agevolazione introdotta dal Movimento 5 stelle possono letteralmente essere mantenuti a spese dello Stato anche per anni.

L’inghippo è stato scoperto dal responsabile nazionale immigrazione di Fratelli d’Italia, Paolo Diop (nella foto) e da quello regionale della Toscana, Andrea Romiti.

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La normativa europea parla chiaro: «Dopo almeno 5 anni consecutivi di soggiorno legale in un altro Paese dell’Unione si acquisisce automaticamente il diritto al soggiorno permanente. Si può quindi chiedere un documento di soggiorno permanente che conferma il diritto a soggiornare in modo permanente nel Paese in cui si vive, senza particolari condizioni».

Inoltre, chi ne faccia richiesta è agevolato anche perché le autorità competenti «non possono più chiedergli di dimostrare che ha un lavoro, che dispone di risorse sufficienti, di un’assicurazione sanitaria, ecc.

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza? Secondo quanto riportato sul sito del governo – spiega molto bene Chiara Giannini su ilgiornale.it  i «cittadini italiani o dell’Unione europea, cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo, o apolide in possesso di analogo permesso, cittadino di Paesi terzi familiare di cittadini italiani o comunitario titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, titolare di protezione internazionale». Il requisito è che si stia in Italia da 10 anni di cui almeno gli ultimi 2 consecutivi. Ed ecco la «falla».

«Questo comporta – spiega Diop – che uno straniero dopo questo periodo, se perde o lascia il lavoro percepisce la disoccupazione per circa due anni. Subito dopo scatta il reddito di cittadinanza». Se funzionasse il meccanismo del ricollocamento lavorativo, ovvero del percorso previsto dai 5 stelle, sarebbe diverso, ma in realtà non è così. «Assistiamo al fatto – prosegue Diop – che le persone italiane che ne hanno diritto e bisogno davvero magari possano trovarsi scavalcati dai furbetti che usano questo escamotage». E c’è un inciso.

«Queste persone – tiene a dire – potrebbero andare all’estero e lavorare tranquillamente e intanto percepire il reddito di cittadinanza dall’Italia. Tutto ciò comporta un danno enorme allo Stato. Nessuno ha fatto notare finora questo punto, ma Fdi lo porterà avanti come sua battaglia per il futuro. Troviamo ingiusto che ci sono italiani che non arrivano a fine mese – dice ancora – e chi fa il furbo alle loro spalle riesce ad avere un mucchio di soldi. Questo grazie ai 5 stelle che hanno dimostrato grande apertura a sinistra e infatti fanno leggi a sostegno di tutto ciò che riguarda gli immigrati. Si sono mascherati per un periodo col governo Salvini, ma di fatto sono immigrazionisti».

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Concetto ribadito anche da Romiti: «Come il famoso gioco a premi win for life, venendo qua in Italia vinci per tutta la vita il reddito di cittadinanza, lo straniero una volta in possesso del permesso di lungo periodo può smettere di lavorare, requisito necessario solo per il permesso temporaneo entro i primi 5 anni, e poi percepire questo sussidio fino a quando non arriverà alla meritata pensione». Mentre noi paghiamo.

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