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Trento

Università Trento, la scelta dei dirigenti tra candidati “indovinati” e l’arte di arrampicarsi sugli specchi

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Quando spuntano ombre di anomalie e dubbi sulla trasparenza delle diverse procedure interne di selezione dei candidati in qualsiasi settore, il nome di Unitn (università di Trento) riemerge quasi naturalmente dalla rosa delle possibili realtà oggetto di approfondimento.

Anche questa volta, come nel caso delle borse di studio assegnate indebitamente, il caso meriterebbe risposte adeguate (leggi anche Borse di studio a bimbi di tre anni: contributi a pioggia a figli di dipendenti Unitn ma senza ICEF né ISE o Borse di studio ai bimbi, la “Voce” aveva ragione: danno erariale di Unitn da 607mila euro).

Avvisi di selezione e candidati “indovinati” – Recentemente è uscito un “avviso di selezione per conferimento di incarico dirigenziale a tempo determinato” per un ruolo di livello dirigenziale di durata triennale (rinnovabile) di Dirigente direzione sistemi informativi, Servizi e Tecnologie informatiche di Ateneo, al fine di presiedere l’area Sistemi informativi, Servizi e infrastrutture tecnologiche, l’Area Servizi utente nonché l’Area Servizi BackOffice e Area trasversale.

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L’accesso è riservato a chi abbia maturato esperienza in funzioni dirigenziali (relativa all’oggetto della selezione), in base al curriculum vitae fornito dal candidato e all’esito del colloquio individuale.

Per tale avviso, l’Università di Trento si avvale della società di selezione del personale Cercasi SAS con sede a Trento in via Kufstein 17, 38121 Località Produttiva, la quale ha il compito di garantire trasparenza e imparzialità nello svolgimento della procedura e di tenere altresì conto delle condizioni di pari opportunità dei candidati, oltre a verificare il possesso dei requisiti professionali e ad accertare le capacità attitudinali e professionali degli stessi, motivando il giudizio in relazione alla specializzazione professionale maturata, al livello posseduto delle conoscenze e alle caratteristiche attitudinali.

La società conclude quindi la procedura di selezione formulando una rosa finale di tre candidati/e idonei a ricoprire l’incarico dirigenziale, redigendo per ciascuno un sintetico profilo.

I candidati saranno poi sottoposti ad ulteriore verifica di idoneità dal direttore generale, che individua d’intesa con il rettore il soggetto vincitore, ovvero il più idoneo a ricoprire l’incarico.

Peccato però, che in un concorso dirigenziale indetto dall’università di Trento, il nominativo del vincitore era già stato indicato dal consigliere provinciale del MoVimento 5 Stelle Filippo Degasperi.

E’ il caso della selezione per la direzione Patrimonio Immobiliare per la quale il nominativo “indovinato” dal consigliere era quello dell’architetto Giancarlo Buiatti.

Doti divinatorie del consigliere appena menzionato, oppure falle del sistema che permettono l’individuazione precoce del candidato ancora prima della conclusione del processo di scelta dell’idoneo al ruolo di dirigente?

Se questo, a quanto pare, è stato (e sarà) più volte possibile, come si spiega il valore del ruolo di incarico di tali società esterne e soprattutto, il denaro pubblico speso per l’utilizzo di tale prezioso servizio di “couseling”?

Nel caso specifico, ci si chiede quale sia il valore attribuito al ruolo delle ditte incaricate in questa e nelle precedenti selezioni (oltre alla Cercasi nel 2019 anche lo Studio Marco Calzà di Rovereto nel 2016 o la Look4You Consulting nel 2017), ruolo che ad esse è stato affidato in questo caso nell’ambito di una selezione interna alla pubblica amministrazione (il cui fine dovrebbe essere l’interesse collettivo) nonostante l’Unitn sia dotata nell’organico di docenti esperti in materia e quindi maggiormente idonei ad un’eventuale selezione di candidati nelle diverse aree di competenza.

Quali sono dunque le motivazioni della scelta di una ditta esterna per la selezione dirigenziale, quando lo stesso incarico potrebbe essere affidato A COSTO ZERO a docenti universitari interni che, oltre a rivestire un ruolo di pubblico ufficiale, sarebbero inoltre altamente qualificati al reclutamento del miglior candidato per l’assolvimento di pubbliche funzioni?

Il dubbio su una potenziale mancanza di trasparenza di tali selezioni viene rafforzato anche dal fatto che per ciascun bando non vengono indicati i nomi dei partecipanti e i nominativi della commissione esaminatrice come invece risulta per altre selezioni dirigenziali in altre università italiane e in altre amministrazioni pubbliche come per esempio la Provincia di Trento.

Quanto è costata questa scelta ad Unitn – Sappiamo che la selezione per la dirigenza della direzione Pianificazione e Approvvigionamenti e amministrazioni, la cui vincitrice è risultata essere la dottoressa Elisabetta Endrici, è costata 13mila euro di soldi pubblici. Allora il “supporto di selezione dirigente DPAF” era stato affidato allo Studio Calzà (2016) come da immagine riportata sotto:

 

La selezione del dirigente della direzione Patrimonio Immobiliare il cui vincitore è l’architetto Giancarlo Buiatti è costato invece 13.500 euro, sempre di soldi pubblici. Allora il “supporto di selezione dirigente DPIAF” era stato affidato alla Look4You Consulting SRL (2017) come da immagine riportata sotto:

Infine, la recente selezione della direzione Comunicazioni e relazioni esterne dell’ateneo, la cui vincitrice è la dottoressa Alessandra Montresor è costata 2800 euro di soldi pubblici nel 2019 per la “selezione dirigente nuova direzione” curata dalla CercaSI sas di Trento, come da immagine riportata sotto:

I candidati di altre amministrazioni – Come è possibile anche che all’interno dell’università di Trento non ci siano figure professionali idonee a ricoprire un ruolo dirigenziale dato che i candidati selezionati negli ultimi anni provengono da altre amministrazioni?

Come è possibile che non siano mai stati effettuati dei controlli in merito all’utilizzo del denaro pubblico in relazione alla scelta di ditte esterne per la selezione di personale interno, selezione che peraltro con altre metodologie non comporterebbe  alcun costo?

Chi assicura infine che la ditta esterna abbia davvero gli strumenti per accertare la reale competenza di una “rosa di tre candidati” da sottoporreal direttore generale che individua d’intesa con il rettore il soggetto più idoneo a ricoprire l’incarico?

Formazione post nomina: fare luce su cosa succede “dopo” – Un’ultima domanda che merita approfondimento si riferisce invece alla Formazione post nomina: siamo sicuri che il dirigente non si avvalga di una formazione successiva al conferimento dell’incarico per l’espletamento delle sue funzioni, dal momento in cui il miglior candidato idoneo a ricoprire l’incarico stesso dovrebbe già essere in possesso dei requisiti richiesti nell’avviso di selezione?

E se sì, quale sarebbe il costo per la pubblica amministrazione? A queste e ad altre domande ci si aspetterebbe, dall’ateneo trentino, delle risposte quantomeno esaustive.

 

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