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Politica

Elezioni comunali 2020: coro di no degli alleati per il candidato di Kaswalder. Il centrodestra ha già il suo candidato Sindaco

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Malumori e disagio da parte degli alleati e dei cittadini per la sparata del presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder che ieri ha indicato come candidato Sindaco del centro destra  l’avvocato Lorenzo Eccher. 

Kaswalder ha confermato ieri in conferenza stampa di «aver deciso di puntare sull’avvocato Lorenzo Eccher. Un bel nome, un moderato che ha esperienza di Comune, visto che è stato presidente di circoscrizione. E posso anche dire che Autonomia Popolare di nomi per fare una lista a maggio ne ha in soprannumero. La faremo con Eccher candidato sindaco, pronti a condividere il suo nome con chi vorrà farlo. Mi pare che il centrodestra stia attendendo troppo per fare la propria mossa»

Nulla da eccepire sulla persona e sul professionista, ma il problema è che Eccher fino a 3 anni è stato tesserato con il PD e fino all’anno scorso era nelle file del partito di Lorenzo Dellai. 

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«Per noi della Lega Eccher è impresentabile – dichiara Mirko Bisesti – e se è pur vero che ogni partito entro la fine dell’anno doveva portare al tavolo delle trattative un nome, è anche vero che far saltare fuori quello di Eccel che è stato militante nel centro sinistra fino a l’altro giorno, appare quanto meno poco produttivo per la nostra alleanza». 

Anche Claudio Cia di Agire affonda sulla dichiarazioni di Walter Kaswalder: «La sparata di Walter crea solo confusione tra i cittadini che ogni giorno vengono bombardati da volti, da nuove sensibilità politiche e nuovi sponsor. Dobbiamo però essere realisti, i cittadini non sono abituati ai tecnicismi e al linguaggio criptato della politica, ma chiedono semplicemente la verità delle cose e questa la si esprime sempre e solo nella semplicità della comunicazione».

Cia conferma inoltre che: «ad oggi non esiste un candidato sindaco espressione di una coalizione, qualunque essa sia, e ciò vale anche nel centrodestra. Se non vogliamo alimentare ulteriormente la diffidenza dei cittadini nei confronti della politica è vitale impegnarsi a non spacciare per verità ciò che è solo un opinioni personale. La confusione è già fin troppa».

Giorgio Leonardi oltre che il nome, contesta anche il metodo usato da Kaswalder, «queste cose dovrebbero rimanere sui tavoli di confronti degli alleati e non essere date in pasto ai giornalisti. Portare come candidato sindaco un nome con una militanza dentro il PD è sintomo di debolezza del centrodestra» 

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Ma nel centro destra non ci sono attese. Pare infatti che ci sia un grosso nome come candidato sindaco della coalizione.

Si tratterebbe di un nome importante che arriva dalla società civile, 60 anni, cattolico, moderato, senza tessere di partito o militanza, con una grande conoscenza del capoluogo e delle sue dinamiche. Un candidato che non ha mai ricoperto nessun ruolo politico nella sua vita ma numerose cariche di enorme prestigio all’interno della società trentina. Un figura di vero cambiamento quindi.  

La persona in questione avrebbe già accettato di correre per le elezioni del 3 maggio 2020 per il comune di Trento.

Il nome verrà portato al tavolo della coalizione il giorno 9 gennaio 2020, dove presumibilmente dovrebbe essere confermato da tutti gli alleati per poi dare il via alla campagna elettorale.

Per il centro sinistra si stanno muovendo in coppia Ugo Rossi e Lorenzo Dellai che stanno puntando sul nome di Merler.

Nel PATT la spaccatura è ormai evidente, nel movimento si fa largo l’idea di costruire un polo insieme a #inmovimento e alcune liste civiche per poter poi giocare il Jolly al possibile ballottaggio.

Ma se il centro destra dovesse vincere al primo turno per gli autonomisti di sinistra sarebbe la fine. 

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Politica

La Calabria passa al centro destra, fallito l’attacco di Salvini in Emilia Romagna. Evaporati i cinque stelle

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Ieri domenica 26 gennaio si è votato in due Regioni italiane, l’Emilia-Romagna e la Calabria.

Entrambe erano amministrate, fino a ieri, dal centrosinistra: i governatori erano Stefano Bonaccini e Mario Oliverio.

I risultati del voto — a pochi seggi da scrutinare – danno vittoriosa in Calabria Jole Santelli del centrodestra con un nettissimo vantaggio

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In Emilia-Romagna, dove le sezioni scrutinate sono oltre 4200 su un totale di 4520, Bonaccini è al 51,33 per cento; Borgonzoni al 43,76; Simone Benini (Movimento 5 Stelle) al 3,4%.

Il Partito democratico si conferma primo partito, con il 34,6 per cento; la Lega è seconda con il 31,96 per cento.

I 5 Stelle sono fermi al 4,7 per cento: alcuni elettori pentastellati hanno votato in modo disgiunto (la lista del partito, ma Bonaccini presidente). I grillini nelle precedenti elezioni erano arrivati al 28%

In ogni caso, il risultato del Movimento, in una delle Regioni storicamente più importanti per i 5 Stelle, è drammatico. Male anche Forza Italia che si è fermata al 2,2 %

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In Calabria, dove le sezioni scrutinate sono invece ancora meno di 2000 su 2420, Santelli è al 56 per cento, Filippo Callipo (centrosinistra) al 30,1%; Francesco Aiello (5 Stelle) al 7,37%. Il primo partito è, anche qui, il Pd, con il 15,96%; Forza Italia è seconda con il 12,56%, seguita dalla Lega al 12 per cento e da Fratelli d’Italia (11,14%).

Il movimento cinque stelle potrebbe non entrare nemmeno in consiglio provinciale visto lo sbarramento all’8% in una regione dove nelle precedenti elezioni aveva superato il 26%

Fallito quindi l’attacco di Matteo Salvini all’Emilia Romagna che nonostante la grande affluenza (67,67% contro il 36,9% delle amministrative del 2014) rimane nella mani del centro sinistra. Per il centro destra si tratta certo di un grande risultato ma che non è però servito per governare una regione dove la lega primeggia in molti centri importanti.

Il drammatico risultato del movimento cinque stelle potrebbe ora influire sulla tenuta del governo vista la debolezza raggiunta nei consensi delle due tornate elettorali. L’incongruenza di un partito che rimane il primo in parlamento, anche se ha perso 31 deputati, nonostante sia ormai sparito dal paese. Ora il PD presenterà il conto e si mangerà quello che rimane dell’ormai ex partito di Grillo. 

Ora si guarda alle prossime elezioni in Toscana, Puglia e Basilicata e alle comunali in Trentino dove il 3 di maggio 2020 si voterà per eleggere tutti i nuovi sindaci della regione.

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Politica

Emilia Romagna, prima proiezione: centro sinistra avanti

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Alle 23.00 è iniziato lo spoglio delle elezioni regionali in Emilia Romagna. Nella prima proiezione sui dati reali il centro sinistra avanti con una forbice del 48,6 al/52%  mentre il centrodestra si ferma al 40/44%. Il campione preso in esame è del 3%. Il margine di errore non è superiore al 2%. Quindi la forbice fra i due concorrenti comincia ad essere ampia.

I due contendenti sono praticamente alla pari in una volata che probabilmente durerà fino a tarda notte. Per i risultati della Calabria  il candidato del centro destra è nettamente in vantaggio. Crollo del movimento cinque stelle che è al 2/4%

Il risultato totale dell’affluenza secondo i dati finali forniti dal Viminale in Emilia Romagna è del 65,12% riferita al totale di 328 sezioni contro il 35,90% delle elezioni del 2014

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Politica

Elezioni Emilia Romagna: primo exit pool, Bonaccini avanti

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Alla chiusura delle urne arrivano i primi risultati degli exit pool sui risultati delle elezioni provinciali dell’Emilia Romagna. 

Il primo exit pool da il centro sinistra avanti con una forbice del 47/51%  mentre il centrodestra si ferma al 44/48%.

I due contendenti sono praticamente alla pari. Da ricordare che gli exit pool sono puramente informativi e non costituiscono dati reali.

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Dalle 23.00 è in corso lo spoglio che porterà verso le 2.00 del mattina alla nomina del presidente dell’Emilia Romagna.

I primi risultati reali sullo spoglio saranno diffusi fra circa un’ora attraverso la prima proiezione. Per i risultati della Calabria  il candidato del centro destra è nettamente in vantaggio.  

Fin da stamane l’affluenza è stata in continua crescita per le elezioni regionali dell’Emilia Romagna che oggi è al centro di tutta Italia per l’importanza del suo risultato che potrebbe influire sull’andamento del governo romano.

Il risultato totale dell’affluenza secondo i dati finali forniti dal Viminale in Emilia Romagna è del 65,12% riferita al totale di 328 sezioni contro il 35,90% delle elezioni del 2014

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