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Trento

Il TAR annulla il permesso di costruire in via Giovanni a Prato angolo via Malta e condanna il comune di Trento al pagamento delle spese e al risarcimento.

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Venerdì il TAR di Trento ha annullato le concessioni edilizie date dal comune di Trento alla ditta Angelini per la costruzione di un edificio di sette piani al posto di una palazzina di due piani in via Giovanni a Prato angolo via Malta (foto) condannando l’amministrazione comunale a risarcire la ricorrente con 3.000 euro disponendo la rifusione del contributo totale speso per il ricorso e al pagamento di tutte le  spese del processo.

Lo scheletro del mini-grattacielo è ben visibile e il cantiere intralcia il traffico della zona dove c’è Villa Igea.

Il comune di Trento si era opposto al ricorso ma è stato sconfitto e il conto totale da pagare sarà piuttosto salato.

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Il permesso di costruire (n. 17259) era stato rilasciato dal Sindaco Andreatta in data 21 gennaio 2019 e prevedeva l’intervento di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione dell’edificio (p.ed. 3029 C.C. Trento) , e con un atto del 20 aprile 2019 poi anche il permesso di costruire una sopraelevazione nello stesso edificio.

A fare ricorso al TAR era stata la proprietaria di un appartamento all’ultimo piano della palazzina confinante con l’edificio da ristrutturare che ha presentato il ricorso il 1° di agosto 2019

Nel ricorso viene sottolineato che l’edificio è ubicato in zona definita “Città consolidata” soggetto vero a lavori di «manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, anche con demolizione e ricostruzione e con spostamento del sedime nel rispetto degli allineamenti, con obbligo di non eccedere però il volume massimo preesistente fuori terra, la superficie coperta e l’altezza massima»,

La legge del 4 marzo 2002 consente, per una sola volta, “la sopraelevazione al fine di ricavare o migliorare unità abitative nei sottotetti esistenti”, precisando però che “è esclusa la possibilità di sopraelevare sulla scorta della presente disposizione i fabbricati per i quali si prevedano interventi di demolizione e ricostruzione”.

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Tale edificio prima dell’intervento di demolizione e ricostruzione assentito con l’impugnato permesso di costruire si sviluppava su cinque piani (piano seminterrato, piano rialzato, primo e secondo piano fuori terra e sottotetto) ma poi tra i mesi di aprile e giugno del 2018 sull’edificio in questione sono stati realizzati i lavori con l’impugnato permesso di costruire intervenendo sul recupero del sottotetto a fini abitativi.

Aggiunge la ricorrente: «che dalla documentazione è emerso come l’intervento di ristrutturazione non comportasse la ricostruzione di un edificio con volumetria corrispondente a quella esistente alla data di entrata in vigore dell’art. 33 delle bensì la realizzazione di un nuovo edificio di sei piani fuori terra, avente volumetria, SUN e altezza notevolmente superiori».

Nella documentazione presentata nel ricorso è poi emerso che la proprietà ha dichiarato l’agibilità del sottotetto che però era stata lasciata allo stato grezzo e, quindi, era inagibile.

In definitiva tali fotografie dimostrano che solo all’apparenza è stato allestito un sottotetto abitabile, mentre in realtà non sono state eseguite le opere di finitura, così risparmiando sulle spese non indispensabili, essendo il sottotetto comunque destinato ad essere demolito di lì a breve.

Ciò conferma che l’intervento di sopraelevazione era, sin dall’inizio, funzionale a realizzare una nuova volumetria da poter sfruttare in occasione del successivo intervento di demolizione e ricostruzione.

Per ultimo, – si legge nel ricorso – il nuovo edificio sorgerà alla distanza di soli 5,20 mt dal condominio di fronte e ad soli 2,95 mt dal confine, cosa vietata dalla disciplina delle distanze.

Su questo punto specifico il collegio, vista la testimonianza fotografica depositata da ricorrente, ha ritenuto però l’inutilizzo delle stesse smentendo quindi la realizzazione delle opere relative al recupero del sottotetto. Ma questo non ha cambiato il dispositivo di annullamento dei permessi per la realizzazione del fabbricato.

La presidente del TAR Roberta Vigotti in conclusione ha accolto il ricorso annullando tutti i permessi di costruire.

«Giova ribadire, infatti,  – si legge nel dispositivo – che la ricorrente con i primi due motivi non si duole del fatto che sia stato assentito un intervento di demolizione e ricostruzione relativo ad un immobile già sopraelevato, bensì del fatto il calcolo della volumetria dell’edificio risultante dall’intervento di ristrutturazione non abbia considerato solo la volumetria che il preesistente edificio presentava prima dell’intervento di sopraelevazione. Dunque l’accoglimento dei primi due motivi determina in venir meno dell’interesse ad una decisione di merito sul quarto motivo in quanto – come evidenziato dalla stessa ricorrente in memoria – secondo l’art. 2-bis, comma 1-ter, del D.P.R. 380/2001, “in ogni caso di intervento di demolizione e ricostruzione, quest’ultima è comunque consentita nel rispetto delle distanze preesistenti purché sia effettuata assicurando la coincidenza tra l’area di sedime e del volume dell’edificio ricostruito con quello demolito, nei limiti dell’altezza massima di quest’ultimo”. In altri termini, trattandosi nella fattispecie decisa di un intervento di demolizione e ricostruzione il cui progetto prevede che l’area di sedime dell’edificio ricostruito coincida con quella dell’edificio demolito, l’accoglimento delle censure relative all’intera operazione edilizia scolorano l’interesse relativo al mancato rispetto delle distanze, che rimane assorbito nell’interpretazione dell’art. 87 delle N.T.A. correttamente prospettata dalla ricorrente e condivisa da questo Tribunale»

 

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Trento

Scritte sui muri: il vizietto del centro sinistra di nascondere la spazzatura sotto il tappeto

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È unico e singolare il metodo usato dall’amministrazione comunale di Trento per la pulizia delle scritte fatte sui muri della città, in particolar modo sugli immobili di pregio del centro storico. 

Invece che pulire le scritte le nasconde, ma solo in alcuni casi.

L’esempio è dato dalla scritta che campeggia in via delle Orfane, per la precisione sull’ex palazzina dell’INPS, dove ormai da anni si leggono parole poco edificanti nei confronti dello Stato.

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Tale scritta però viene nascosta usando un materiale apposito, come si vede dalle foto, solo al passaggio delle personalità.

È successo per esempio durante la visita di Mattarella sabato scorso. 

Poi le scritte offensive tornano a fare capolino per il bel vedere di turisti e cittadini.

Gli esempi sono molti, sotto è possibile ammirare lo splendido lavoro fatto dagli operai comunali in via Perini e in via Rosmini. 

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Per il centro sinistra quindi va di moda nascondere la spazzatura sotto il tappeto, ma solo quando arrivano le personalità per poi far ritornare tutto come prima. Chi se ne frega in fondo dei cittadini….

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Trento

Cliogym Pergine Valsugana, 15 anni di ginnastica e passione

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La ginnastica artistica non è uno degli sport più seguiti, soprattutto in Italia, ed è quello che in molti chiamo «sport di nicchia».

Ciò nonostante migliaia di atleti amano tale disciplina incondizionatamente.

A Pergine Valsugana, Enrico Tomasi con le figlie Samantha e Jennifer hanno fondato l’associazione sportiva dilettantistica Cliogym, affiliata alla F.G.I.

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Tutto iniziò nell’estate del 2004, quando i fondatori decisero di creare una realtà di ginnastica artistica che corrispondesse alla loro filosofia: dare la possibilità al maggior numero di ragazzi/e di praticare questo sport e raggiungere con poche atlete un’alta preparazione tecnica per poter partecipare a gare di livello superiore.

Oggi le atlete/i della Cliogym sono circa un centinaio, suddivisi in gruppi di età.

Sono coinvolti bambini e bambine di scuola materna ed elementare, ragazze di medie e superiori.

Vengono organizzati corsi per le agoniste e pre – agoniste, ed infine è stato costruito anche il gruppo delle “old school” ragazze che  studiano o lavorano, ma  troppo affezionate alla ginnastica per rinunciarci.

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 «Ho iniziato questo sport da oltre 18 anni,  – ci spiega Melanie Cristofolini – ma la ginnastica e ancora amore per me, un’emozione che sento partire dalla pancia e che mi invade poi tutto il corpo; per questo non finisce la voglia di sapere, di migliorare, e soprattutto di trasmettere questo sport magnifico. Vedere le ragazze divertirsi, raggiungere piccole e grandi soddisfazioni e uscire dalla palestra contente, mi rende felice e mi ripaga di tutti gli sforzi».

Anche altre ragazze hanno cominciato ad intraprendere la strada per diventare allenatrici . Per Anna Pintarelli «insegnare alle bimbe e stata un’esperienza molto positiva, grazie alla quale ho capito che voglio lavorare con i bambini; perché vederli sorridere durante un esercizio e condividere con loro la mia passione è meraviglioso, spero che vedano nella ginnastica ciò che ho visto e vissuto io. Come dimenticare poi, il dolore ai muscoli dopo gli allenamenti, i calli sulle mani dopo le parallele, il sudore, le chiacchiere, l’ansia prima delle gare…».

Per Samantha questo sport è «il posto dove io sto bene anche se la giornata è cominciata male, il posto che mi rinvigorisce». La commuove vedere la passione che lega lei e le ragazze, vedere la soddisfazione che emanano chiedendo «Mi è venuto bene?» appena finito un esercizio.

«Mi accorgo che crescono assieme, dentro e fuori, e giorno dopo giorno con loro cresco anch’io. Si creano relazioni durature basate su una passione comune; ma più di tutto mi stupisce vedere che tengono duro dopo le sconfitte, e continuano a riprovarci»

Poi Samantha elenca le attività previste per il 2020: le gare di FGI (Federazione Ginnastica Italia) e CSI (Centro Sportivo Italiano), il gymcamp, alcuni allenamenti con la ex ginnasta olimpica Elisabetta Preziosa, varie gite, e infine delle trasferte per vedere le gare di atlete di alto livello.

Nel 2019 la Cliogym ha festeggiato i 15 anni e ha quindi voluto realizzare un saggio in grande, commuovendo atleti e genitori anche con l’utilizzo di vecchie foto.

Dietro a queste esibizioni c’è moltissimo lavoro, ma, come afferma Samantha «dopo mesi di fatica, vedere il saggio delle bambine e delle ragazze mi regala sempre lacrime di gioia e soddisfazione». Mostrando la ginnastica ad amici e parenti, si cerca di condividere il sentimento che si prova durante gli allenamenti, ma è quasi  impossibile farlo cogliere a chi non l’ha mai provato.

Anche il presidente Enrico Tomasi descrive ogni saggio emozionante, pur avendone visti una trentina dalla fondazione della Cliogym.

Lo commuove vedere le ragazze che hanno passato la loro infanzia e la loro adolescenza ad allenarsi nella piccola palestra delle scuola G. Rodari, montando e smontando ogni giorno l’attrezzatura. «Cos’è per me la Cliogym? È una grande famiglia composta da ragazzi appassionati, ma non solo: anche i genitori sono coinvolti e ci aiutano spesso prima e dopo le esibizioni; è una famiglia che si impegna e si dedica alla ginnastica artistica, faticando volentieri per ottenere insieme tante soddisfazioni».

Ma qual è il motivo che non permette ad atleti ed atlete di smettere di praticare questo sport?

«Cominci e non sai neanche bene perché, all’inizio è come un altro hobby, ma poi continuando senti la passione ed il bisogno – tenta di spiegarci Rossella Offercrea dipendenza, ti resta sempre dentro e non riesci ad abbandonarlo. La palestra diventa la tua seconda casa, dove trascorri tempo ed emozioni».

Anche Eleonora Farina prova a farci entrare  in questo mondo attraverso la sua testimonianza: «la ginnastica artistica mi ha dato tanto, ho imparato a cadere e rialzarmi. Mi ha insegnato a non mollare mai nemmeno quando è dura ricominciare, perché se qualcosa ti piace veramente, dai tutto te stesso».

«Pure quando sono lontana, la ginnastica mi fa sentire a casa – ci racconta Francesca Farinanon dimenticherò mai le gare e l’agitazione in cui si è immersi. Le compagne di squadra ti sostengono e ti incoraggiano, ma in quel momento non senti niente e nessuno, esisti solo tu, il tuo corpo e la ginnastica».

E come riuscire a fare capire questo amore a chi non lo prova?

Che vale la pena avere le mani distrutte, tornare a casa con tutto il corpo che fa male, patire per giorni il dolore ai muscoli, alla schiena, al collo?

Avere paura di infortunarsi ma rischiare lo stesso, perché in quel momento ciò che si vuole è provare e riuscirci?

«Ma chi te lo fa fare?» è la domanda di amici e famigliari, ma l’unica cosa a cui si pensa è tornare ad allenarsi, perché la paura più grande è quella di non poterlo più fare.

Come si può spiegare l’emozione del proprio corpo che vibra e freme dalla voglia di saltare in aria, girare, senza sapere bene cosa sta accadendo, e tutto nel giro di pochissimi secondi? Poi si arriva, a volte in piedi, a volte a terra, ma in entrambi i casi non basta, e si desidera provare ancora quell’adrenalina e quell’emozione.

La ginnastica è tutto questo: è impegno, è fatica, è passione, è paura, è coraggio, è adrenalina, è consapevolezza del proprio corpo, è dolore, è delusione, è soddisfazione, è volare, è desiderio, è soluzione, è amore. La Cliogym, a tutto ciò, aggiunge le risate, l’ambiente familiare, il sostegno, l’aiuto reciproco e l’amicizia.

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Trento

Politiche culturali e giovanili: l’accordo di collaborazione fra Trentino e Alto Adige

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Ottimizzare le risorse, far nascere nuove iniziative, aumentare le occasioni di incontro e di scambio di buone pratiche, potenziare le ricadute sui rispettivi territori: sono i principali obbiettivi dell’accordo di collaborazione in materia di politiche culturali e giovanili firmato recentemente dall’assessore provinciale alla cultura Mirko Bisesti e dal suo collega altoatesino Giuliano Vettorato.

Per quanto riguarda la formazione sarà facilitata la partecipazione degli operatori culturali della Provincia di Bolzano alle attività e iniziative formative promosse dalla Trentino School of management (TSM).

Sarà inoltre avviato un progetto comune sulle residenze artistiche e si collaborerà anche ad una Piattaforma regionale dello spettacolo, che coinvolgerà Teatro stabile di Bolzano, Centro servizi culturali S. Chiara e l’Associazione per il coordinamento teatrale trentino.

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Tra i contenuti c’è anche la “Piattaforma Generazioni” che ha l’obiettivo di promuovere progetti e formazione, in particolare nei territori periferici, in modo da agevolare la realizzazione dell’autonomia giovanile anche in materia di lavoro.

Vi è poi la “Piattaforma regionale sulla memoria attiva” che intende promuovere progetti che pongono al centro il tema della memoria come occasione di riflessione sul passato per aumentare la consapevolezza del presente. Di quest’ultima piattaforma faranno parte iniziative come “Promemoria Auschwitz”, “Ultima fermata Srebrenica” e “Campi della legalità”.

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