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Trento

Le fake news de Ildolomiti.it: Pianesi ci ricasca e s’inventa un nuovo caso di razzismo

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Luca Pianesi, direttore de Ildolomiti.it, noto giornale online vicino ai centri sociali e alla sinistra trentina ci ricasca.

Ildolomiti persevera, anche perché non nuovo a figuracce epocali, cercando casi di razzismo che non esistono.

Luca Pianesi ossessionato ormai dai casi di razzismo a tal punto da inventarli di sana pianta quando non ci sono, incappa in un nuovo clamoroso errore.

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Insomma una fake news da guiness dei primati.

Lo studentino del primo banco questa volta scivola sugli insulti razzisti ricevuti dalla mamma senegalese fuori dal pronto soccorso di Sondrio dopo la morte del suo bambino.

Arriva infatti puntuale una smentita delle forze dell’ordine: «Nella zona del pronto soccorso dove sostava la giovane mamma nigeriana che ha perso la bambina di 5 mesi lo scorso 14 dicembrenon c’è stato nessun commento e nessun insulto razzista perché presenti erano solo lei, il marito, il personale medico, una parente e i carabinieri. Ad assicurarlo all’Adnkronos sono gli stessi militari. Nessuno ha gridato frasi razziste all’indirizzo della donna e la donna non può aver reagito a questi insulti perché non c’e’ stata interazione tra chi aspettava di essere curato e lei. Al comando per ora non è stata neanche presentata alcuna denuncia per episodi di razzismo». (qui link della smentita)

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Ad aggravare ancora di più la gigantesca fake news de ilDolomiti.it c’è anche la dichiarazione del direttore del pronto soccorso che afferma «Io non ho sentito nessun urlo o insulto razzista»

Ma ora andiamo a vedere alcuni passaggi scritti da Idil Boscia, collaboratore de ilDolomiti, nel suo articolo farneticante e basato sul nulla.

«Cari signori e signore di Sondrio, mi rivolgo a voi, che non avete avuto pietà – inizia l’articolo – A voi che vi siete infastiditi di fronte alle urla di una madre per avere perso un figlio. No, di più, che la avete insultata. Forse, alla voce “dolore“, nel vostro vocabolario, si trova specificato che è un sentimento che va soffocato. O, sotto “urla“, leggiamo che è qualcosa consentito solo a certe condizioni. Che il dolore ha una provenienza geografica. Che perdere un figlio è meno lancinante se ne hai altri». 

E ancora: «Immaginando la scena che si è svolta al Pronto Soccorso della città lombarda, balzata agli onori della cronaca (dove una madre di 20 anni originaria della Nigeria ha perso la bimba di 5 mesi e si è messa ad urlare in ospedale e i presenti avrebbero detto frasi irripetibili riferite al suo straziante dolore quali”tanto non può essere così grande visto che gli africani fanno un figlio all’anno’‘. ”Perdere un figlio per loro non è la stessa cosa”. ”Urla? Sarà un rito satanico. Tribale. Che fastidio. Mettetela a tacere, quella scimmia” ndr), non possono non venirmi in mente altre situazioni di dolore. E di urla». Qui i lettori possono godersi anche il resto

Ecco, «immaginando», come cita l’autore all’inizio dell’ultima frase.

E di immaginazione ce ne voleva molta, perché inventarsi una storia così sul nulla è da visionari che provocano solo allarme sociale inventandosi casi di razzismo che non esistono.

«Grazie, cari signori e signore, per avermi ricordato, anche oggi, che siamo caduti davvero in basso» – scrive così l’autore dell’articolo verso la fine. Temiamo che a cadere in basso sia stata invece la testata con cui collabora tale Idil Boscia.

Come si ricorda il giornale diretto da Pianesi (foto) è recidivo e si è distinto più volte inventandosi casi di razzismo poi smontati. L’ultimo è stato relativo al caso Demattè accusato di non aver aiutato una donna di colore caduta in biciclette mentre procedeva in senso unico a Rovereto. Il caso di presunto razzismo venne smontato quando venne mostrata la seconda parte del video dove appariva chiaro che Demattè invece si era fermato. 

Poi le accuse contro il nostro giornale, diventato una vera ossessione per Pianesi, che si sono dimostrate false e certificate anche dall’ordine dei giornalisti

Da ricordare anche quando la testata di Pianesi aveva messo la foto di un uomo vittima di un incidente che invece era vivo  e vegeto scambiandolo per un altro oppure quando aveva diffuso la notizia secondo la quale sarebbe stato vietato l’ingresso nel centro storico ai «Gretini» durante l’ultima manifestazione. Cosa poi smentita subito attraverso una comunicato dalla Questura. 

Ci sarebbe insomma da ridere, se di mezzo non ci fosse la perdita di un figlio piccolo e la sua mamma affranta dal dolore. Ma questo a Pianesi pare non interessare molto. Meglio urlare «al razzismo, al razzismo», rende di più.

 

 

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