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Trento

Recupero ex area Atesina: il clamoroso bluff di Italo GIlmozzi

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Il progetto di recupero dell’area ex Atesina è pronto per decollare, parola di Italo Gilmozzi assessore fino a maggio.

Resta solo da capire se la sua uscita al consiglio di circoscrizione Centro Storico – Piedicastello è stato uno spot elettorale in stile promessa da marinaio, oppure se si tratta di realtà.

Ad insospettire però sono i tempi.

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Dopo mesi di silenzio, domenica pomeriggio il comitato dei residenti simpatizzanti del PD (all’origine del movimento “spontaneo” c’è Nicola Vigorito noto esponente pd) 3.0 organizza un sit in davanti all’ingresso dell’ex Atesina di via Marconi, riaccendendo i sopiti interessi sulla vicenda.

Martedì al consiglio di circoscrizione sarebbe stato all’ordine del giorno l’illustrazione del progetto di riqualificazione di piazza Mostra per il quale è stato finanziato il secondo lotto senza che i lavori siano nemmeno iniziati, ma tutto cambia: si parla dell’ex Atesina e di un progetto in fase di decollo.

Davvero una strana coincidenza, ma cos’ha detto di concreto e di nuovo Gilmozzi ? Nulla.

Ha ribadito il noto finanziamento di 2 milioni da parte del comune; ha ipotizzato che il contratto di permuta con la Provincia possa essere firmato entro il primo bimestre 2020; infine è stato illustrato un preliminare di progetto, ovvero il nulla assoluto, di come potrebbe essere riqualificata l’area ex Atesina.

Dov’è la notizia? Semplicemente non c’è e Gilmozzi non ha fatto altro che dire cose già note che il pubblico voleva sentire e che sono state interpretate in modo del tutto diverso dal reale.

Il bello è che tra l’entusiasmo generale lo stesso Vigorito già domenica, una cosa giusta l’aveva detta.

Cioè che quei 2 milioni di euro sono insufficienti per riuscire ad arrivare ad un qualcosa di usufruibile.

Per Gilmozzi quei 2 milioni di euro serviranno a demolire i capannoni più recenti, a creare una prima area verde e poi se dall’intervento di bonifica resteranno dei soldi, si parlerà di infrastrutture.

Nessuna novità perché il primo passo per dare il via ad un progetto che ancora di fatto non esiste, è la firma della permuta che a questo punto dovrebbe essere fatta alla pari: lo scalo Filzi alla Provincia e l’ex Atesina al Comune.

Tutto così semplice? Può essere, ma di certo Gilmozzi ha venduto la pelle dell’orso senza nemmeno aver avvistato il plantigrado e non è corretto.

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