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Trento

È morto Stefano Tabarelli de Fatis, il vice comandante dei vigili del fuoco di Baselga del Bondone

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Sgomento e tristezza in tutti i corpi dei vigili del fuoco della provincia di Trento per la morte di Stefano Tabarelli de Fatis vicecomandante dei vigili del fuoco di Baselga del Bondone.

Stefano è morto ieri alle 15.30 del pomeriggio a soli 29 anni dopo un malore improvviso.

Tutto era cominciato con un banale mal di testa al mattino terminato purtroppo con la tragica morte del giovane vigile del fuoco nel pomeriggio di ieri.

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Stefano si è sentito male martedì mattina. Erano stati i suoi genitori a chiamare i soccorsi quando hanno capito subito che qualcosa non andava per il verso giusto.

Purtroppo l’ictus che lo aveva colpito è stato fatale e a distanza di due giorni il giovane è deceduto all’ospedale santa Chiara

Lascia la fidanzata Arianna la sorella di 28 anni Debora e due genitori con i quali viveva.

Lavorava come macchinista sui treni ma era sempre pronto all’azione quando il pericolo chiamava.

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Gli amici lo descrivono come una persona fantastica, allegra, tranquilla, buona ed educata.

Era entrato nei vigili del fuoco da giovanissimo nel 2009, ma nella vita oltre al casco dei pompieri aveva due altre grandi passioni: il ballo e i motori

In una nota il Corpo dei vigili del fuoco provinciale rivolge le più sentite condoglianze ai familiari e alla sua ragazza Arianna.

«Abbiamo tutti perso un amico…Un grande amico, Ciao Taba Il tuo comandante e amico Gianluca» – Queste le ultime parole del comunicato lanciato dalla caserma dove operava ormai da anni con professionalità e dedizione.

Da ore sulla pagina facebook dei vigili del fuoco di Baselga del Bondone arrivano messaggi di cordoglio da tutte le caserme del Trentino e da semplici cittadini.

«Che brutto scherzo ci hai fatto… Stavolta invece delle nostre tante risate, ci hai fatto piangere tutte le nostre lacrime… Guida i nostri treni dal cielo adesso… I nostri cuori daranno sempre il pronti al tuo ricordo… Ciao, Maestro!»Scrive un’amica

Arriva anche la vicinanza del consigliere provinciale Devis Moranduzzo e del presidente del consiglio regionale Roberto Paccher che sulla loro pagina social scrivono: «Tra ieri e oggi Trento piange due giovani, il primo, Stefano Tabarelli De Fatis (29 anni) vicecomandante dei vigili del fuoco di Baselga del Bondone è deceduto in seguito ad un malore e Silvio Maestrello, anche lui giovane, volontario e istruttore della Croce Bianca di Trento è spirato dopo aver combattuto una brutta malattia. Alle famiglie e ai loro amici le mie più sentite condoglianze».

I familiari di Stefano, rispettando la sua grande generosità d’animo, hanno dato il consenso per la donazione degli organi.

I funerali di Stefano saranno celebrati martedì alle 14. 30 nella chiesa di Baselga del Bondone. Il feretro sarà trasferito nella caserma dei vigili del fuoco mezz’ora prima  per un momento di preghiera e poi in  processione portato alla chiesa per il funerale.

Saranno i 12 vigili del fuoco insieme ai 5 allievi a portare e scortare la bara fino in chiesa.

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Trento

Riforma del turismo, gli appuntamenti sul territorio dell’assessore Failoni

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Dopo l’incontro di Fiera di Primiero, e quelli di ieri mattina a Tesero e del pomeriggio alle ore 17.30 presso la sala della Cantina di Toblino, proseguono anche nei prossimi giorni gli appuntamenti sul territorio dell’assessore Roberto Failoni, per illustrare il disegno di legge di riforma del turismo che, su proposta della Giunta, sarà discusso in Consiglio provinciale nei prossimi mesi con l’obiettivo di far entrare in vigore la nuova normativa a gennaio del prossimo anno.

La visione della riforma mette al centro il turista e i suoi bisogni e, come annunciato, intende intervenire sulla governance del sistema turistico trentino coinvolgendo i territori.

Negli incontri con l’assessore si parlerà di come è cambiato negli anni il modo di fare accoglienza e della necessità di aggiornare l’organizzazione e gli strumenti a disposizione del Trentino, anche guardando a cosa si fa fuori dai nostri confini.

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Partendo dall’ispirazione, che è alla base della scelta della località e del tipo di vacanza, saranno affrontati temi come la corrispondenza tra quello che il turista si aspettava e quello che ha trovato, la fidelizzazione e quindi la sfida a farlo tornare, la ricerca di nuovi prodotti e nuovi mercati, la consulenza, la formazione e il coaching per accompagnare gli operatori, la sfida del digitale con la possibilità di offrire nuovi servizi e esperienze.

Questo il calendario per i prossimi giorni:

Oggi, giovedì, 23 gennaio
– ore 10.00
Val di Sole – c/o Cassa rurale di Malè

venerdì, 24 gennaio
– ore 14.30
Alto Garda – c/o Palacongressi di Riva del Garda – Sala Riva
– ore 18.00
Stenico c/o municipio

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lunedì, 27 gennaio
– ore 14.00
Val di Cembra – /o sala comune di Cembra
– ore 16.00
Valsugana – c/o Apt sede di Levico

mercoledì, 29 gennaio
– ore 9.30
Valle dell’Adige – c/o Apt Trento
– ore 18
Ledro – Molina

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Trento

Oltrecastello: esposto contro il pastore del Caucaso che aggredisce le persone

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La notizia era apparsa sulla pagina facebook di “Trentino Dogs” il 2 dicembre 2019 quando ad Ostrecastello un pastore del Caucaso, (nella foto) che passeggiava libero fra le vie della frazione, aveva seminato il terrore fra i residenti.

In realtà l’animale, che spesso era libero di vagare nel paese insieme ad un altro Pastore del Caucaso, era fuggito per l’ennesima volta dal recinto del giardino di una casa di proprietà

Il cane nelle sue «passeggiate» aveva già morso delle persone. Erano infatti state denunciate due aggressioni avvenute nel giro di pochissimi giorni una dall’altra.

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L’attacco più grave è avvenuto il 28 novembre scorso nella piazza principale. L’aggressione ha costretto un uomo ad un intervento chirurgico per una lesione ai tendini del braccio.

Dopo l’ennesima aggressione alcuni residenti avevano minacciato di denunciare quanto successo alla Polizia Locale e ad alcune associazioni animaliste per «malcustodia». 

Fra gli internauti c’era stato anche chi chiedeva di aprire una raccolta firme per allontanare i cani e invece chi consigliava le persone aggredite di denunciare il fatto e chiedere un risarcimento.

Ora è ufficiale che dopo i fatti sia stato inviato alle forze dell’ordine un esposto con le firme di alcuni residenti.

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Nell’esposto si fa cenno che dopo le “ripetute aggressioni si invitava a custodire il cane in maniera adeguata e cioè in una gabbia fatta ad hoc per evitare che si liberasse. Inoltre nell’esposto si chiedeva che tutti e quattro i cani posseduti dall’uomo girassero con la museruola e che venissero portati a spasso uno alla volta”.

Fortunatamente dopo le lamentele e le sanzioni dovute alle aggressioni la situazione si è stabilizzata.

Resta comunque il fatto che la gestione del cane abbia bisogno di parecchia attenzione.

A parziale difesa del proprietario del cani era arrivata anche una lettera di scuse pubblicata sui social«non voglio assolutamente giustificare l’accaduto anche se stavolta qualcuno ha forzato il lucchetto che chiudeva il recinto perché avrei dovuto pensare anche a quello. Perché non si possa mai più verificare un episodio simile i cani verranno portati via in settimana e all’interno del recinto farò realizzare un box chiuso ermeticamente anche sopra e sotto in modo sia impossibile uscire anche se il recinto fosse forzato come avvenuto giovedì scorso. Il vicino ha confermato di avere visto e allontanato persone che si aggiravano li intorno. Mi assumo totale responsabilità comunque perché i cani sono miei, anche sotto casa ora staranno sempre legati con una catena che impedisca qualsiasi possibile fuga, le sto istallando già ora. Mi scuso per la paura che hanno sicuramente provocato ma veramente non succederà mai più . Inizierà anche un percorso con un educatore e farò qualsiasi cosa necessaria perché mai più possa accadere una cosa simile. Mi scuso nuovamente ..anche se capisco non serve a molto ma veramente verrà fatto tutto il necessario e fino a allora i cani verranno portati in un luogo adeguato a custodirli» – Spiegava il proprietario dei cani

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Trento

Blitz via Missioni Africane: la banda di albanesi aveva svaligiato venti case in Trentino

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Erano stati arrestati all’alba del 23 dicembre 2019 in un’appartamento di via Missioni Africane sulla collina di Trento tenuto d’occhio da giorni dagli agenti della Polizia di Stato.

Nel blitz la Squadra Mobile della Questura di Trento, d’intesa con la Procura della Repubblica, aveva arrestato per il reato di ricettazione 3 cittadini stranieri, due uomini ed una donna, rispettivamente di 28, 31 e 26 anni di nazionalità albanese, residenti a Milano e Trento.

All’interno dell’appartamento erano stati trovati diversi monili in oro (anelli, collane e braccialetti) per un peso complessivo di circa 1 chilogrammo.

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Nel corso dell’operazione gli agenti della Questura di Trento avevano rivenuto anche circa 1000 euro in contanti e 7000 franchi svizzeri nonché guanti, passamontagna ed attrezzi per smontare pietre preziose e porte di appartamento.

All’esterno dell’abitazione i tre avevano installato un efficiente sistema di videosorveglianza, nel tentativo di prevenire gli interventi delle Forze dell’Ordine.

La banda di albanesi dopo le indagini si è scoperto essere riconducibile almeno a venti case svaligiate fra Trento, Rovereto, Arco e Riva del Garda con un bottino complessivo di 3o mila euro.

Gli investigatori sono anche riusciti a recuperare parte della refurtiva (bracciali, collane, anelli e orecchini) che custodivano appunto nel loro appartamento a Trento.

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Si trattava in ogni caso di una banda esperta. I tre passavano le ore a studiare i movimenti delle case da svaligiare e nel momento in cui erano sicuri che non ci fosse nessuno all’interno, entravano in azione. Ciò poteva avvenire sia di giorno che di notte. Gli attrezzi del mestiere erano un cacciavite e un piede di porco.

È stato anche appurato che la proprietaria che ha affittato l’appartamento ai 3 albanesi fosse all’oscuro della loro attività criminale.

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