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Arte e Cultura

UNESCO “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”: il soprintendente Franco Marzatico nominato referente nazionale

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Il soprintendente per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, Franco Marzatico, è il nuovo referente italiano del sito UNESCO “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” del quale fanno parte anche i siti archeologici di Fiavé e Ledro in Trentino.

Il Gruppo di Lavoro Italiano, riunitosi nei giorni scorsi a Milano, ha nominato all’unanimità il soprintendente trentino, che succede a Filippo Maria Gambari direttore del Museo delle Civiltà di Roma.

“Il dott. Marzatico – si legge nella motivazione – possiede una lunga e documentata esperienza nella tutela, ricerca, conservazione e valorizzazione dei contesti palafitticoli trentini”.

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A questo si aggiunge il Parco archeologico di Fiavé in corso di realizzazione, che assieme al Museo delle Palafitte costituirà un vero e proprio polo archeologico, immerso in un contesto ambientale unico.

Sono 111 i siti archeologici, fra i quali anche Fiavé e Ledro, che insieme costituiscono i “siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” dal 2011 inclusi nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

I sei Paesi interessati sono, oltre all’Italia (con le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento), Francia, Svizzera, Germania, Austria e Slovenia. La decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale, di includere Fiavé e Ledro nella prestigiosa Lista, è il riconoscimento ufficiale della validità e dell’importanza dei due siti trentini.

I motivi della candidatura sono legati a diversi aspetti, a partire dalla scarsa rappresentanza, nel patrimonio mondiale, della preistoria, rispetto alla quale le palafitte costituiscono uno dei fenomeni più appariscenti, molto conosciuti dal grande pubblico e nel contempo ricchi di testimonianze di valore storico.

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I villaggi palafitticoli sono infatti una delle più importanti fonti archeologiche per lo studio delle comunità umane europee tra il 5000 e il 500 a.C. Le condizioni di conservazione in ambiente umido hanno permesso la sopravvivenza di materiali organici che contribuiscono in modo straordinario a comprendere il Neolitico, ovvero l’avvento delle prime società agrarie, l’età del Bronzo, caratterizzata dalla diffusione di tecnologie complesse come la metallurgia e gli scambi su lunga distanza, ed infine le interazioni fra gruppi umani e territorio a fronte dell’impatto dei cambiamenti climatici.

 

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eventi

«La culla delle mamme»: Michel Odent racconta 70 anni di parti naturali

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“ La culla delle mamme” è una conferenza pubblica che terrà venerdì sera a partire dalle 19,30 al Centro Santa Chiara.

Interverrà il medico di fama internazionale Michel Odent che con la traduzione di Chiara Scropetta, parlerà di quella che è stata una svolta nella storia della nascita.

Odent è stato il pioniere di un nuovo tipo di consapevolezza sull’importanza che hanno le prime esperienze di vita.

Le sue riflessioni, i suoi ragionamenti e le sue domande costituiscono il racconto di una straordinaria esperienza durata 70 anni.

La sua relazione offrirà interessanti spunti. La serata è stata organizzata col sostegno della Fondazione Caritro e pur essendo ad ingresso gratuito è gradita la prenotazione: 3388868249.

Odent dopo aver lavorato in Algeria e Guinea come chirurgo di guerra, dirige per 23 anni (dal 1962 al 1985) il servizio di chirurgia e ostetricia/maternità del piccolo ospedale di Pithiviers, nel dipartimento del Loiret nella Francia centrale.

Le esperienze connesse a questi anni sono fondamentali nell’influenzare il suo interesse verso la storia della neonatologia e la ricerca sulla nascita e la salute.

Odent è noto per aver creato, in ambito ospedaliero, la prima “salle souvage”, un ambiente simile a una stanza di casa, una mediazione tra parto in casa e parto medicalizzato in clinica.

Trasferitosi a Londra nel 1985, fonda il Primal Health Research Centre, dove sostiene le prassi del parto attivo, del parto nell’acqua e dei concetti collegati alla salute primale, anche in riferimento al concetto di “assistenza sanitaria primaria” contenuto nella Dichiarazione di Alma Ata del 1978.

Una delle tesi sostenuta nei suoi saggi è quella secondo cui il percorso culturale fino ad oggi manifestatosi ha trascurato l’importanza dell’amore come potenziale, e per certi versi rivoluzionaria, strategia per la sopravvivenza umana; Odent asserisce che lo stile di vita umano (che finora ha generalmente sostenuto la validità e l’importanza del dominio dell’Uomo sulla Natura e sugli altri gruppi umani e animali) è ormai superato e non più idoneo allo scopo della sopravvivenza stessa.

Dal 1989 al 2012 Michel Odent ha prodotto nove opere di grande successo:

Ecologia della Nascita, Red Edizioni, 1989.
L’acqua e la sessualità, Red Edizioni, 1991.
Abbracciamolo subito! I veri bisogni del bambino e della mamma, Red Edizioni, 2006.
L’agricoltore e il ginecologo. L’industrializzazione della nascita, Il Leone Verde, 2006.
Psiconeuroendocrinologia della nascita, Centro Studi il Marsupio, luglio 2007.
La scientificazione dell’amore. L’importanza dell’amore per la sopravvivenza umana, Urrà Edizioni, 2008.
Il cesareo, Blu Edizioni, 2009.
Le funzioni degli orgasmi, Terra Nuova edizioni, 2009.
Nascere nell’era della plastica, Terra Nuova edizioni, 2012.

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Arte e Cultura

«Facciamo che eravamo»: al via il laboratorio teatrale per bambini

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“ Facciamo che eravamo” è la definizione di un laboratorio teatrale riservato ai bambini di età compresa tra i 6 ed i 10 anni condotto da Michele Torresani educatore teatrale e responsabile di Equipe Teatro di Progetto 92.

Saranno dieci incontri (95 euro Iva esclusa il costo dell’iscrizione) che saranno all’insegna del divertimento e della fantasia per favorire la libera espressività dei bambini.

Si giocherà con la magia di entrare e uscire dalle parti, costruendo tutti insieme un piccolo spettacolo teatrale. Le lezioni inizieranno domani dalle 16,45 alle 18,15 e si concluderanno il 7 aprile. La prima lezione sarà gratuita, mentre tutte le altre si svolgeranno sempre al martedì. Per maggiori informazioni prenotazioni@articoimpresasociale.it

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eventi

Si chiude Idee Sposi, appuntamento alla prossima edizione

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Cala il sipario sulla manifestazione dedicata al matrimonio: stand affollati e visitatori incuriositi, in cerca di spunti e suggerimenti oppure dell’occasione perfetta per il grande giorno.

È giunta a conclusione la diciassettesima edizione di Idee Sposi, la fiera a Trento che da oltre tre lustri si dedica all’evento nuziale con uno sguardo a 360 gradi su quello che serve alle coppie per sciogliere lo stress organizzativo del giorno del matrimonio.

Anche oggi, ultimo dei tre giorni di fiera, sono stati numerosi i visitatori che hanno scelto di approfittare della cinquantina di espositori riuniti nei 2.500 metri quadrati del polo espositivo Trento Expo per trovare in un unico momento una vasta gamma di soluzioni, prodotti e servizi e magari confrontarsi con altre coppie nella stessa fase della vita che stanno affrontando il medesimo percorso.

La parola d’ordine, in via Briamasco, è sicuramente personalizzare: tutto, nella giornata del matrimonio, deve parlare degli sposi.

Ecco allora che i professionisti presenti a Idee Sposi sono pronti ad ascoltare: comprendere le esigenze di ognuno è la prima regola per indirizzare le coppie alla scelta più appropriata, si tratti di una baita o di un castello per il ricevimento, di un menù classico o delle isole tematiche per coppie – e invitati – più dinamici. E sempre più, rivelano gli espositori presenti alla fiera, i futuri sposi sono attenti all’ambiente: chiedono di non usare la plastica oppure dove vada a finire tutto il cibo non consumato nella giornata.

A Idee Sposi ci sono anche aziende che collaborano con il Banco alimentare del Trentino, che il giorno successivo al ricevimento recupera il cibo e lo dona alle strutture caritative. Chi ha deciso di fare visita alla fiera ha potuto spaziare dalla ristorazione agli abiti da sposa, sposo e cerimonia, dai fotografi alle gioiellerie, dai wedding planner agli specialisti dell’intrattenimento.

Ha potuto chiedere consigli per la luna di miele – gli Stati Uniti e il Giappone rimangono le destinazioni più gettonate anche per il 2020 – oppure suggerimenti per scegliere la torta nuziale più adatta: quella classica, con pan di spagna, crema chantilly e una copertura di cioccolato bianco rimane un evergreen in grado di accontentare tutti, ma la moda del momento, importata da Stati Uniti e Gran Bretagna, è la torta nuda, quella, cioè, che non prevede i tipici rivestimenti con creme, glasse, pasta di zucchero o altro.

I pasticceri presenti a Idee Sposi, però, realizzano anche torte a tema personalizzate su richiesta degli sposi.

«Non c’è dubbio che per gli innamorati che devono organizzare il matrimonio Idee Sposi costituisca una grandissima opportunità: a Trento Expo si può trovare davvero tutto ciò che serve, fornito dalle migliori aziende e dai professionisti più qualificati del settore – assicura il presidente di Keeptop Fiere Milo Marsili – il buon riscontro di pubblico e la soddisfazione diffusa fra espositori e visitatori sono ogni anno motivo di grande soddisfazione. Ho visto molte coppie lasciare il salone espositivo contente: la maggior parte arriva con le idee molto chiare e nella fiera riesce a trovare quello che cerca. Idee Sposi si conferma il punto di riferimento per il settore wedding in regione e da parte nostra c’è la voglia di continuare a crescere, rinnovarci e svilupparci per far sì che la manifestazione mantenga il ruolo di leader che ha saputo conquistarsi. Preannuncio già novità e sorprese per la prossima edizione».

Non resta dunque che guardare con fiducia al futuro. Prima, però, Keeptop Fiere invita a segnare in agenda un altro appuntamento importante: dal 14 al 16 febbraio 2020, infatti, Trento Expo ospiterà la sesta edizione di Idee Benessere.

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