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Giudicarie e Rendena

La magia delle immagini 3D sospese in aria è realtà grazie alla startup 3D.I.V.E. di Storo

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Le sperimentazioni sono durate quasi tre anni. Ora la startup 3D.I.V.E., insediata a Casa Demadonna a Storo, nello spazio di coworking realizzato da Cedis, Comune e Bim del Chiese, è pronta alla fase di pre-industrializzazione con il sostegno di fondi di private equity e del bando Seed Money-FESR 1/2017 gestito da Trentino Sviluppo e finanziato grazie a fondi europei, statali e provinciali.

Dal campo medico all’infotainment, dall’allestimento fieristico all’automotive, dagli smartphone ai televisori «senza schermo», sono tante le applicazioni concrete e futuribili per un’esperienza integrale a tre dimensioni e “tutto volume”.

Tecnicamente non si tratta di una “proiezione” ma di una “ricostruzione” in aria tramite componenti tridimensionali. È l’avveniristica tecnologia messa a punto dalla startup 3D.I.V.E., avviata nell’estate del 2017 a Verona dal fisico ottico di origine bresciana (ma che ha passato infanzia e adolescenza in Alta Val Rendena) Gianluigi Tregnaghi, socio di maggioranza e responsabile tecnologico, e dalla italo-francese Claire Lusardi, laurea e master in economia, responsabile business e marketing.

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La startup è cresciuta grazie al bando Seed Money-FESR 1/2017 di Trentino Sviluppo (che ha concesso un contributo a fondo perduto di 69.000 euro) e a un finanziamento della Regione Veneto. Si chiama 3D.I.V.E., dove l’acronimo «ive» (integral volume experience) completa la più nota sigla 3D, sinonimo di tridimensionalità.

Una scoperta fatta quasi per caso, lavorando su altri progetti e che si basa sulla rielaborazione di principi ottici noti fin dalla seconda metà dell’Ottocento.

«Ricostruiamo in sospensione, in aria, immagini a due dimensioni che trasformiamo in immagini con componenti tridimensionali» spiega Tregnaghi.

«Non si tratta di ologrammi, che si basano invece su una tecnologia di scrittura di un componente mediante tecniche laser e ricostruzione mediante luce coerente; noi elaboriamo le immagini 2D di un normale display e le ricostruiamo mediante una struttura hardware, in aria, con componenti tridimensionali. La modellizzazione matematica del fenomeno che sta alla base dei nostri sistemi è stata realizzata dal fisico teorico Enrico Benassi e consta di circa 52 pagine di equazioni».

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Se all’inizio delle sperimentazioni, due anni e mezzo fa, la dimensione delle immagini sospese in aria era di 2-3 centimetri, oggi si è arrivati a 20-30 centimetri e si sta lavorando per riprodurre anche la figura umana. «Stiamo cercando fondi di equity per la piena pre-industrializzazione dei nostri sistemi – aggiunge Claire Lusardi – e stiamo iniziando una collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler di Trento. Potremmo inserire le nostre tecnologie in un soggetto industriale già esistente o crearlo noi direttamente».

Ma quali possono essere i mercati e i campi di applicazione della tecnologia 3D.I.V.E.? «Immaginiamo di essere al telefono con il nostro smartphone o impegnati in una comunicazione Skype – spiega ancora Tregnaghi – e vedere materializzarsi in aria in 3D la figura del nostro interlocutore.

Possiamo immaginare una tv senza schermo, effetti 3D in sospensione che “escono” dal nostro smartphone con una tecnologia priva di un punto fisso di osservazione, come invece è per altre proposte tecnologiche di realizzazione di display a 3 dimensioni per smartphone; ma pensiamo anche a un navigatore per auto che proietta in 3D all’altezza del parabrezza le mappe, a sistemi per entertainment, exhibition e show.

Abbiamo già ideato un espositore meccanico innovativo che innanzitutto è facilmente trasportabile in normali valigie senza utilizzo di macchinari particolari, si può montare e smontare senza l’uso di attrezzi, è riutilizzabile e ha integrati i nostri sistemi di ricostruzioni immagini in 3D

Ma ci sono anche applicazioni in campo medico: «Soprattutto – sottolinea Tregnaghi – per analizzare fratture ossee senza gli invasivi raggi X e ricostruire l’osso con componenti tridimensionali, ma anche nella diagnosi e riabilitazione del morbo di Parkinson, con un sistema di analisi dei blocchi articolari e di stimolo per migliorare funzioni perse dai pazienti, come il senso di profondità».

 

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Giudicarie e Rendena

Scoperto attico abusivo a Madonna di Campiglio

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Durante le festività natalizie, nel corso di un servizio congiunto tra la Stazione Carabinieri di Madonna di Campiglio e la Polizia Locale delle Giudicarie (competente sull’ex Comune di Ragoli ora Tre Ville), è stato controllato un cantiere per la sopraelevazione di uno storico albergo nella frazione di Palù di Madonna di Campiglio trasformato recentemente in Residenza Turistico Alberghiera.

Gli operatori, con non poche difficoltà, dopo essere entrati nella struttura, sono riusciti ad accedere ad una mansarda, che ufficialmente doveva essere un sottotetto, scoprendo un attico completamente rifinito e già in uso al proprietario.

In effetti, la società proprietaria della struttura aveva chiesto ed ottenuto dal Comune di Tre Ville una variante in deroga al piano regolatore, che, per questo tipo di strutture, ai sensi della L.P. 7/2002, poteva essere concessa solamente per gli interventi riguardanti le parti ad uso comune dell’esercizio turistico.

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La società aveva presentato un progetto di ampliamento che prevedeva la realizzazione nel sottotetto di spazi destinati alla clientela sotto forma di sale lettura e biblioteca.

Il sopralluogo da parte dei militari e degli agenti ha permesso dunque di verificare che, quella che doveva essere una sala lettura, era in realtà un lussuoso attico con vista sulle Dolomiti di Brenta.

Oltre alle conseguenze previste per la violazione delle normative in materia di edilizia ed urbanistica, sono al vaglio dell’autorità giudiziaria anche le condotte poste in essere dai gestori tese ad impedire il regolare svolgimento del controllo da parte degli operanti, nonché le posizioni del direttore dei lavori, del responsabile per la sicurezza e delle imprese esecutrici.

Nella generale ottica della sicurezza dei cittadini, tali controlli assumono rilievo anche in considerazione di eventi del recente passato.

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Lo scorso anno, in una zona limitrofa, si sviluppò un incendio in una struttura alberghiera, in cui venne poi verificato che, alcuni locali per cui era stato concesso un permesso a costruire in deroga per realizzare servizi, erano stati trasformati in spazi alloggiativi.

I controlli dei Carabinieri, fatti in collaborazione con la Polizia Locale, sono finalizzati dunque a intervenire anche su tali forme di illegalità, che vanno a danneggiare gli albergatori onesti, oltre che i turisti che affollano, soprattutto in questo periodo, le località turistiche delle dolomiti.

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Giudicarie e Rendena

Degrado lungo il lago di Toblino. La Polizia delle Giudicarie «pizzica» 8 furbetti dei rifiuti

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Anche il Lago di Toblino entra nel mirino dei vandali dei rifiuti.

Le foto inviate da Alex Giardini al numero whatsApp della redazione (3922640625) testimoniano l’abbandono di rifiuti di ogni tipo.

Fra i rifiuti sono visibili plastica, lattine, nylon, pezzi di ferro e materiali da cantiere.

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I rifiuti sono stati trovati subito dopo il castello, di fronte alla fermata dell’autobus, sul prato adiacente alla spiaggetta dove esce la roggia

Nel frattempo continuano le sanzioni per i furbetti dei rifiuti da parte della Polizia Locale Giudicarie che solo negli ultimi giorni ha sanzionato 8 persone per abbandono di rifiuti non differenziati.

I furbetti sono stati scoperti a  Comano Terme, a Fiavè, nel comune di Tre Ville ed a Madonna di Campiglio. In un caso la persona sanzionata era recidiva per ben 3 volte. (sotto le foto)

 

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Giudicarie e Rendena

Incidente Ape Tione, morto in tarda serata l’86 enne Luigi Viviani

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Non ce l’ha fatta Luigi Viviani l’anziano 86 enne che ieri è stato centrato mentre era a bordo della sua Ape da un 24 enne sulla strada provinciale 239 poco dopo Tione.

L’anziano residente a Villa Rendena  era stato ricoverato ieri mattina al santa Chiara in condizioni gravi ma pareva non essere in pericolo di vita.

Poi nelle ore successive le sue condizioni sono peggiorate finché nella tarda serata di ieri il suo cuore si è fermato.

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Il 24 enne a bordo di una 500 abarth al termine di un breve rettilineo, all’altezza dell’incrocio con la strada che, per chi scende da Verdesina, permette di raggiungere da nord l’ospedale aveva invaso la corsia da dove proveniva l’Ape di Viviani.

Gli agenti della Polizia Giudicarie hanno appurato che stava rientrando da un sorpasso.

Lo scontro è stato violentissimo e l’anziano è stato sbalzato sull’asfalto a metri di distanza.

Il mezzo di Luigi Viviani si è disintegrato rovesciandosi sul fianco sinistro, il cassone si è staccato e parti dell’abitacolo sono finiti nel prato sottostante.

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Sul posto erano arrivati subito i soccorsi e da Trento si era levato in volo l’elicottero della protezione civile vista la gravità delle ferite dell’anziano.  

Viviani era sposato con 3 figli e prima di andarsene in pensione aveva lavorato per molti anni presso la fonderia Marchesi a Tione. Era un grande appassionato di pesce e caccia.

 

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