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Trento

38.633 ricoveri negli ospedali di Trento nel 2018. Gli aborti sono 166

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Con riferimento all’anno 2018, i dati forniti dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari evidenziano 38.633 ricoveri, per 241.221 giornate di degenza negli ospedali cittadini (S. Chiara, S. Camillo e Villa Bianca).

I posti letto totali sono 853. I ricoveri sono diminuiti leggermente (-3,7%), così come le giornate di degenza (-1,3%).

La degenza media, calcolata come rapporto tra numero di giornate di degenza e ricoveri, è pari a 6,2, dato maggiore dell’anno precedente di 0,1.

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In Provincia i ricoveri sono 81.258 e le giornate di degenza 645.606, con una degenza media di 7,9 giorni.

Le persone residenti ricoverate sono 12.907 (dato inferiore a quello dell’anno precedente -3,6%): la maggior parte degli accessi alle strutture ospedaliere si verifica per malattie del sistema circolatorio (14,3%) e dell’apparato digerente (10,5%).

La percentuale di persone residenti a Trento ricoverate sul totale dei residenti diminuisce costantemente nel corso del tempo: si passa dal 14,0% del 2009 al 10,9% del 2018.

I ricoveri per parto delle residenti a Trento sono stati 801, dato in diminuzione rispetto al 2017 (-7,9%).

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Rimane costante il numero di interruzioni volontarie di gravidanza (166 nel 2017 e nel 2018).

Nel corso dal 2018 si evidenzia un decremento rispetto all’anno precedente delle persone non residenti in Trentino che vengono ricoverate in regime ordinario (-12,5%) ed un aumento di quelle ricoverate in day hospital (+17,3%) presso le strutture territoriali (mobilità attiva) e che provengono principalmente dal Veneto, dalla provincia di Bolzano e dalla Lombardia.

Si tratta in tutto di 3.758 persone, con una diminuzione percentuale del -6,9%. Nel decennio questo dato ha evidenziato un andamento piuttosto altalenante, con anni in crescita e anni in calo.

Sono in diminuzione, rispetto al 2017, le persone che, pur essendo residenti a Trento, vanno a farsi curare in strutture esterne alla Ragione (mobilità passiva). Il valore è pari a 2.023 con una diminuzione percentuale del 6,4%. Nel decennio il dato è calato del 26,3%.

Le mete preferenziali sono, come nel caso della mobilità attiva, il Veneto, la Lombardia e la Provincia di Bolzano. Le farmacie sul territorio comunale sono 30, di cui 10 comunali.

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Trento

Oltrecastello: esposto contro il pastore del Caucaso che aggredisce le persone

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La notizia era apparsa sulla pagina facebook di “Trentino Dogs” il 2 dicembre 2019 quando ad Ostrecastello un pastore del Caucaso, (nella foto) che passeggiava libero fra le vie della frazione, aveva seminato il terrore fra i residenti.

In realtà l’animale, che spesso era libero di vagare nel paese insieme ad un altro Pastore del Caucaso, era fuggito per l’ennesima volta dal recinto del giardino di una casa di proprietà

Il cane nelle sue «passeggiate» aveva già morso delle persone. Erano infatti state denunciate due aggressioni avvenute nel giro di pochissimi giorni una dall’altra.

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L’attacco più grave è avvenuto il 28 novembre scorso nella piazza principale. L’aggressione ha costretto un uomo ad un intervento chirurgico per una lesione ai tendini del braccio.

Dopo l’ennesima aggressione alcuni residenti avevano minacciato di denunciare quanto successo alla Polizia Locale e ad alcune associazioni animaliste per «malcustodia». 

Fra gli internauti c’era stato anche chi chiedeva di aprire una raccolta firme per allontanare i cani e invece chi consigliava le persone aggredite di denunciare il fatto e chiedere un risarcimento.

Ora è ufficiale che dopo i fatti sia stato inviato alle forze dell’ordine un esposto con le firme di alcuni residenti.

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Nell’esposto si fa cenno che dopo le “ripetute aggressioni si invitava a custodire il cane in maniera adeguata e cioè in una gabbia fatta ad hoc per evitare che si liberasse. Inoltre nell’esposto si chiedeva che tutti e quattro i cani posseduti dall’uomo girassero con la museruola e che venissero portati a spasso uno alla volta”.

Fortunatamente dopo le lamentele e le sanzioni dovute alle aggressioni la situazione si è stabilizzata.

Resta comunque il fatto che la gestione del cane abbia bisogno di parecchia attenzione.

A parziale difesa del proprietario del cani era arrivata anche una lettera di scuse pubblicata sui social«non voglio assolutamente giustificare l’accaduto anche se stavolta qualcuno ha forzato il lucchetto che chiudeva il recinto perché avrei dovuto pensare anche a quello. Perché non si possa mai più verificare un episodio simile i cani verranno portati via in settimana e all’interno del recinto farò realizzare un box chiuso ermeticamente anche sopra e sotto in modo sia impossibile uscire anche se il recinto fosse forzato come avvenuto giovedì scorso. Il vicino ha confermato di avere visto e allontanato persone che si aggiravano li intorno. Mi assumo totale responsabilità comunque perché i cani sono miei, anche sotto casa ora staranno sempre legati con una catena che impedisca qualsiasi possibile fuga, le sto istallando già ora. Mi scuso per la paura che hanno sicuramente provocato ma veramente non succederà mai più . Inizierà anche un percorso con un educatore e farò qualsiasi cosa necessaria perché mai più possa accadere una cosa simile. Mi scuso nuovamente ..anche se capisco non serve a molto ma veramente verrà fatto tutto il necessario e fino a allora i cani verranno portati in un luogo adeguato a custodirli» – Spiegava il proprietario dei cani

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Trento

Blitz via Missioni Africane: la banda di albanesi aveva svaligiato venti case in Trentino

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Erano stati arrestati all’alba del 23 dicembre 2019 in un’appartamento di via Missioni Africane sulla collina di Trento tenuto d’occhio da giorni dagli agenti della Polizia di Stato.

Nel blitz la Squadra Mobile della Questura di Trento, d’intesa con la Procura della Repubblica, aveva arrestato per il reato di ricettazione 3 cittadini stranieri, due uomini ed una donna, rispettivamente di 28, 31 e 26 anni di nazionalità albanese, residenti a Milano e Trento.

All’interno dell’appartamento erano stati trovati diversi monili in oro (anelli, collane e braccialetti) per un peso complessivo di circa 1 chilogrammo.

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Nel corso dell’operazione gli agenti della Questura di Trento avevano rivenuto anche circa 1000 euro in contanti e 7000 franchi svizzeri nonché guanti, passamontagna ed attrezzi per smontare pietre preziose e porte di appartamento.

All’esterno dell’abitazione i tre avevano installato un efficiente sistema di videosorveglianza, nel tentativo di prevenire gli interventi delle Forze dell’Ordine.

La banda di albanesi dopo le indagini si è scoperto essere riconducibile almeno a venti case svaligiate fra Trento, Rovereto, Arco e Riva del Garda con un bottino complessivo di 3o mila euro.

Gli investigatori sono anche riusciti a recuperare parte della refurtiva (bracciali, collane, anelli e orecchini) che custodivano appunto nel loro appartamento a Trento.

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Si trattava in ogni caso di una banda esperta. I tre passavano le ore a studiare i movimenti delle case da svaligiare e nel momento in cui erano sicuri che non ci fosse nessuno all’interno, entravano in azione. Ciò poteva avvenire sia di giorno che di notte. Gli attrezzi del mestiere erano un cacciavite e un piede di porco.

È stato anche appurato che la proprietaria che ha affittato l’appartamento ai 3 albanesi fosse all’oscuro della loro attività criminale.

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Trento

Concluso il percorso di «InterAgire»: presentate le criticità della città di Trento

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Si è concluso lo scorso 27 novembre il confronto di AGIRE per il Trentino con le circoscrizioni, denominato “InterAgire”. Con questo percorso, il movimento ha voluto presentare i propri referenti territoriali e condividere idee e pensieri con la cittadinanza.

Gli incontri si sono sviluppati partendo dal “Rapporto sulle attività delle Circoscrizioni” e dalle delibere assunte nel corso delle riunioni del Consiglio comunale in cui sono state discusse le loro richieste e problematiche.

In conferenza stampa il movimento ha presentato le criticità riscontrate sul territorio.

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Il movimento durante l’incontro ha confermato le perplessità di cui si era già ampiamente a conoscenza tra cui sono state ricordatre la viabilità di via Brennero/via Bolzano, la necessità di riqualificare alcune aree sia in termini di edifici sia in termini di arredo urbano con particolare riferimento al centro storico, alcuni parchi a cui prestare particolare attenzione lavorando su illuminazione e gestione del verde, nonché criticità della viabilità nelle zone antistanti alcune scuole, con particolare riferimento agli orari di ingresso e uscita.

Sono stati segnalati numerosi attraversamenti pedonali carenti di illuminazione che, soprattutto nel periodo invernale, possono rivelarsi molto pericolosi.

Anche la sempre più diffusa convivenza tra pedoni e biciclette rivela molte criticità e potenziali pericoli, soprattutto se ora si andranno ad aggiungere le nuove regolamentazioni sui monopattini.

«Dalle richieste della popolazione è emerso anche un particolare disagio relativo a situazioni di marciapiedi e parcheggi non ancora a norma per il mondo della disabilità, ma più in generale a chiunque abbia difficoltà motorie o porti passeggini e carrozzine. Questo e molto altro ci ha portato a elaborare alcuni spunti che saranno presenti all’interno del nostro programma elettorale per il comune di Trento» – spiega il coordinatore di Trento Mauro Corazza

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E ancora: «Sicuramente gli uffici tecnici si dovranno avvalere della competenza di collaboratori aggiornati sulle nuove regolamentazioni riguardanti il mondo della disabilità. Il tema della sicurezza è molto sentito, ma non deve essere strumentalizzato, e questo ci porta a riconsiderare l’importanza del ruolo delle unità cinofile per la loro funzione deterrente e puntuale nel contrasto dello spaccio, rispetto ad altri interventi sicuramente di impatto visivo, ma dall’efficacia da valutare».

Il decoro urbano è stato un tema costante affrontato in ogni incontro sul territorio: «nella prossima Giunta comunale – ipotizza Corazza –  potrebbe essere opportuno conferire tale competenza speciale ad uno degli Assessori, programmando anche il miglioramento degli attuali sistemi di videosorveglianza».

Durante la conferenza stampa i vertici dei Agire per il Trentino hanno preso atto che molti di questi interventi sono strettamente legati alle disponibilità economiche del Comune, «risulta fondamentale implementare gli sforzi degli uffici preposti per accedere a fondi nazionali ed europei. Esistono poi innumerevoli situazioni già note che si protraggono da anni in attesa delle risposte della politica. Questo ci porta a considerare necessario un aggiornamento del Regolamento interno del Consiglio, in modo da accelerare gli iter delle delibere, alla luce del fatto che i tempi della politica non sono più compatibili con i tempi della città».

Alla conferenza stampa era presente anche il consigliere provinciale e segretario di Agire Claudio Cia che ha sottolineato l’importanza delle Circoscrizioni.

Cia ha assicurato che in caso di vittoria del centro destra sarò garantita «la necessaria  autonomia rispetto alle indicazioni che possono arrivare dalle segreterie dei partiti. Nel caso delle richieste di parere per situazioni strettamente attinenti il territorio di competenza, riteniamo si debba iniziare a considerare il parere delle stesse come vincolante. Allo stesso modo risulterà importante coinvolgere sempre più le azioni congiunte dei cittadini, come associazioni e comitati di quartiere, che spesso hanno maggior polso della situazione e cercare, nei limiti del possibile, di agevolarne il lavoro, visto che oltretutto si tratta di interventi di puro spirito civico e volontario».

«Il percorso di “InterAgire” si è quindi rivelato impegnativo e allo stesso tempo entusiasmante – dichiara ancora Cia – abbiamo voluto dare il segnale importante che AGIRE per il Trentino è presente sul territorio per ascoltare, raccogliere idee e trovare la forma per portarle avanti, proprio come si conviene a chi intende fare politica nel miglior modo possibile».

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