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Piana Rotaliana

Liquidato con un assegno di 2,58 euro: l’amarezza dell’ex socio della cassa rurale di Mezzocorona

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È un sorriso amaro e deluso quello di un ex socio della cassa rurale di Mezzocorona che spontaneamente ha chiamato la nostra redazione dopo la fusione con la cassa Rurale di Trento.

Il suo è uno sfogo di chi forse non è stato ascoltato abbastanza oppure di chi è stato per tanti anni socio della cassa rurale di Mezzocorona quando era un’importante punto di riferimento per il paese.

«Quanto mi è arrivato un assegno di 2,58 (foto titolo) per la mia quota mi sono messo a ridere – spiega l’ex socio della cassa rurale –  costa più la carta e la spedizione postale che l’importo liquidato. Ma la cosa che fa ancora più rabbia è che la quota d’iscrizione alla fine degli anni 90 era di 90 mila lire. (foto sotto) ed ora mi ritrovo 2,58, uno scandalo….»

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Il ricordo va anche a parte della storia della cassa rurale di Mezzocorona: «Ricordo quando il direttore era Umberto Lechthaler con alla vice presidenza Ezio Permer, allora era una cassa rurale modello fatta su misura per aiutare il territorio e coloro che producevano, in quegli anni è stata il punto di riferimento di molti per la sua amministrazione a modello di famiglia, allora era un’istituto indipendente che era cresciuto molto arrivando ad essere uno dei primi nel Trentino»

Anche l’ex socio della rurale di Mezzocorona, dall’esterno, ha avuto modo di assistere a quanto successo nella riunione che ha decretato il via libera alla fusione fra le due casse rurali, «Mi hanno detto che è stata una cosa scandalosa, mai visto nulla di simile. So che qualcuno sta pensando a dei ricorsi e che altri stanno chiudendo i conti correnti. Ma certo non mi sarei mai aspettato che all’interno della cooperazione potesse succedere una cosa del genere che ritengo inquietante» 

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Piana Rotaliana

Mercatone Uno: chieste sei condanne per i responsabili del fallimento

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Per Mercatone Uno si apre lo scenario giudiziario che potrebbe aiutare a capire le ragioni di un crac che ha messo sulla strada centinaia di lavoratori.

Le condanne richieste dal pm Michele Martorelli sono miti (da 2 anni fino a 4 anni e 4 mesi per i sei imputati) se rapportate all’accusa è di bancarotta fraudolenta per distrazione per aver messo in atto operazioni societarie finalizzate a depauperare il patrimonio dell’azienda, sottraendo 300 milioni di euro.

Gli imputati che hanno tutti chiesto il rito abbreviato, sono: le tre figlie del fondatore Romano Cenni scomparso prima della crisi aziendale nel 2017; Gianluca Valentini figlio dell’altro socio fondatore di Mercatone Uno; l’imprenditore riminese Luigi; l’ex amministratore Giovanni Beccari ed il consigliere Ilario Ghiselli. La sentenza è attesa per il 5 febbraio e non avrà effetti risarcitori per i dipendenti, ma servirà per capire il contesto nel quale è iniziato il tracollo di una delle aziende italiane leader nel mercato dell’arredamento.

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L’inchiesta era partita proprio dai commissari che stavano e stanno cercando di salvare il gruppo.

Secondo la procura della Repubblica era stato attivato un complesso meccanismo dal 2005 al 2013, attraverso una complessa riorganizzazione societaria che per l’accusa ha determinato la spoliazione del patrimonio immobiliare e un consistente flusso di denaro dal gruppo ai soci storici.

In particolare per i Pm è nel 2012 che viene svuotato il patrimonio, quando il fondo viene smontato e il patrimonio distratto dalla Mercatone Uno viene collocato in una società creata ad hoc, la milanese Cve srl riconducibile sempre a Cenni e Valentini.

Dal 2006, gli indagati avrebbero inoltre indebitamente incassato dalla Mercatone i canoni rialzati delle sedi del gruppo per 18 milioni l’anno, assicurandosi introiti per oltre 100.

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Piana Rotaliana

Zambana: 32 enne aggredita dal compagno finisce al santa Chiara

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Continuano purtroppo le violenze sulle donne.

L’ultimo caso ieri a Zambana (comune di Terre dell’Adige) dove pochi minuti dopo le 4.00 del mattino le forze dell’ordine sono dovute intervenire su richiesta di una donna 32 enne aggredita dal suo compagno.

Sul posto insieme alle forze dell’ordine sono arrivate anche due ambulanze, una delle quali ha trasportato la 32 enne in pronto soccorso al santa Chiara di Trento.

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I militari, arrivati sul posto, si sono occupati di sedare il giovane compagno, ancora visibilmente alterato, mentre i soccorritori hanno medicato la donna e l’hanno trasportata all’ospedale Santa Chiara.

Sul suo corpo erano presenti contusioni e abrasioni. Dopo il dovuto monitoraggio e le cure la donna è stata poi dimessa in mattinata con una prognosi di quattro giorni.

Dopo l’immediata apertura delle indagini le forze dell’ordine, dopo aver interrogato la donna, hanno scoperto che la lite e le aggressioni si ripetevano negli ultimi anni con frequenza ormai costante.

Il compagno è stato quindi denunciato per maltrattamenti in famiglia ed è stato allontanato dall’abitazione in modo da interrompere le violenze e per evitare che la denuncia provocasse una reazione ancora più esagerata da parte dell’uomo.

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Questo è stato possibile grazie al «Codice rosso» che prevede l’avvio immediato di un procedimento penale per i maltrattamenti in famiglia, e i reati di stalking e di violenza sessuale e la procedura di allontanamento immediato dalla casa.

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Piana Rotaliana

Mezzolombardo, Fugatti alla Polizia Locale: “Siete segno di unità e di sistema: le istituzioni e i cittadini riconoscono il vostro ruolo”

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Si è svolta ieri a Mezzolombardo la giornata provinciale della Polizia Locale, alla presenza del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, del prefetto Sandro Lombardi e dei rappresentanti del Consiglio provinciale Denis Paoli e Lorenzo Ossanna.

Tanti i sindaci intervenuti, accolti dal primo cittadino di Mezzolombardo Christian Girardi e da una folta rappresentanza di vigili urbani e comandanti dei rispettivi corpi locali, che si sono riuniti in occasione della festa di San Sebastiano, patrono della Polizia municipale.

Il presidente Fugatti ha ringraziato tutti gli operatori di Polizia Locale, sottolineando come il loro lavoro sia prezioso per la comunità:

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“Il cittadino è giustamente molto attento alla vostra presenza, perché è garanzia di sicurezza. Voi siete un segno di unità e di sistema e la Provincia e tutte le istituzioni riconoscono il vostro ruolo e vogliono dargli la dovuta attenzione” ha detto, facendo presente anche il rischio e la pericolosità che comportano le attività della Polizia Locale, impegnata non soltanto nelle mansioni amministrative, ma anche per la sicurezza sul territorio. Fugatti ha quindi ricordato come il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza rappresenti un segno forte di sinergia fra le istituzioni impegnate nella garanzia della legalità.

Durante la cerimonia, preceduta dall’alzabandiera presso il monumento ai caduti della citadina rotaliana e da una messa celebrata nella chiesa parrocchiale di Mezzolombardo, sono state consegnate le onorificenze ad alcuni agenti e operatori che si sono distinti, nel corso del 2019, per azioni di vigilanza e polizia urbana particolarmente meritevoli.

Il prefetto Lombardi ha sottolineato il lavoro congiunto fra tutte le forze di Polizia, necessario per il progresso civile ed economico della società. “I Vigili rappresentano il primo soccorso nelle emergenze di sicurezza” ha detto, “in voi vi è lo spirito vitale del nostro operare, la parte essenziale della storia dei nostri Comuni”.

Anche il sindaco di Mezzolombardo Girardi ha rivolto parole di elogio verso tutti gli operatori: “Siete la forza di prossimità e il cittadino si aspetta da voi aiuto nelle piccole cose e una moltitudine di questioni da garantire, come il contrasto dei reati“. Come è stato ricordato, la cerimonia di oggi è la dodicesima tenutasi in provincia di Trento in occasione della festa patronale di San Sebastiano.

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