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Piana Rotaliana

Allontanamenti minori: a Lavis venerdì le storie del dolore

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Venerdì sera 6 Dicembre 2019 alla Casa Pezcoller in via Degasperi, 22 a Lavis – Trento un pubblico numeroso e partecipante ha più volte applaudito le relatrici presenti alla serata informativa realizzata grazie all’Associazione “Nessuno escluso”.

L’argomento dell’incontro era attuale e purtroppo decisamente scottante: si è parlato infatti degli allontanamenti coatti dei minori dalle proprie famiglie.

Grande emozione per la testimonianza di due donne coraggiose.

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La prima voce è stata quella di Marianna, che dopo essere stata definita dalla stampa una madre capace di conciliare lavoro, figli e un nipotino, è entrata, dopo solo 12 mesi da quel riconoscimento, in quel particolare tunnel pieno di straziante dolore che la separa ancora dai suoi bambini.

Fatima, appena maggiorenne, ha preso poi la parola raccontando che a soli 11 anni è stata portata via con i 5 suoi fratelli dalla sua casa e dai suoi cari per essere trasferita in una casa famiglia.

Marianna e Fatima si sono commosse raccontando che cosa hanno dovuto vivere, scuotendo inevitabilmente l’animo di tutti i presenti.

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Ma le domande che tutti si dovrebbero fare sono: per quale motivo accadono queste cose ? Quale beneficio può aver avuto Fatina o i figli di Marianna ? I genitori diventano migliori nel periodo dell’allontanamento?

Durante la serata si è parlato anche della situazione degli affidamenti in Trentino.

Sull’argomento hanno cercato di rispondere Gabriella Maffioletti, La D.ssa Marica Malagutti, l’avv Donatella Bussolati e Maricetta Tirrito

La serata è stata aperta e presentata da Giorgio Varignani, presidente della giovane Associazione “Nessuno escluso” che si dedica con grande impegno ad ogni tipo di disagio sociale .

Varignani ha poi passato la parola alla Maffioletti ex consigliere di Trento, delegata regionale di Adiantum e portavoce del Movimento Giustizia Sociale, nota attivista dal lontano 2011 sul tema degli allontanamenti coatti, quando ancora nessuno si occupava di questo scottante argomento.

La Maffioletti ha sottolineato come si dovrebbe sanare l’attuale Servizio Sociale dedicato alle famiglie che attualmente presenta falle in materia di protezione/tutela dei minori derivanti dal fatto che a loro sono state delegate, da parte della Autorità giudiziaria, le indagini di verifica probatorie della capacità genitoriale e delle condizioni di benessere psicofisico in cui versa un minore all’interno della propria famiglia.

Sono verifiche che si traducono quasi sempre in “ pagelle giudicanti” pregne di pregiudizio e di descrizioni di fatti e circostanze non basate su elementi oggettivi e probatori di reali vizi in capo o all’uno o all’altro genitore a seconda di quale tra i due spesso, risulti essere, oltretutto il più “precario” a livello di criticità conclamate.

La Maffioletti in particolare ha posto l’accento sulla necessità di ritornare ad avere un servizio rivolto al reale supporto delle famiglie e di togliere il grande potere ai servizi sociali esercitato in maniera impropria in virtù dell’art. 403 del c.c. che di fatto consente nella prassi a tali servizi di sostituirsi ai tribunali sulla presunzione di un “grave pregiudizio” incombente sul minore.

Sempre la Maffioletti nel suo intervento ha voluto ricordare come forse la speranza di riportare a casa tanti bambini istituzionalizzati, tolti dalle famiglie e posti in appartamenti “protetti” o strutture dedicate anonime e prive di calore umano spesso, inascoltati , che chiedono ad adulti sordi od impotenti di ritornare alle loro case, possa essere rappresentata dalla crisi economica che sta attanagliando il Paese e che costringe anche nella manovra finanziaria che il governo locale si appresta a votare a fare dei poderosi tagli proprio alla spesa corrente erogata in bilancio per il welfare collettivo.

In un passaggio importante poi ha snocciolato i dati estrapolati dal Report -Organizzazione servizi e interventi rivolti ai Minori in Provincia di Trento (anno riferimento 2018) che riporta i numeri dei minori fuori famiglia a 300 e che indica in 8.407.000 euro la spesa per assistenza in case famiglia di 174 minori commentando questo dato che risulta essere forse sottostimato rispetto al totale della spesa riferibile a tutto l’indotto anche di consulenti esterni.

La parola poi è passata alla D.ssa Malagutti che ha parlato delle emozioni che sottendono gli allontanamenti dei bambini dai propri cari, come la paura e il dolore.

La Dottoressa ha inoltre sottolineato i danni psicologici di tali allontanamenti coatti e la necessità di una valutazione oggettiva e statistica sugli effetti che questa metodologia ha sulle giovani menti e i giovani cuori che inevitabilmente soffrono oggi e che presto diventeranno adulti di domani.

L’avvocato Donatella Bussolati è intervenuta affermando che il diritto del minore a vivere all’interno della famiglia è sancito dalla costituzione e ribadito dal diritto internazionale in particolare dall’art 8 della convenzione di Strasburgo che obbliga lo Stato, da un lato ad astenersi da ingerenze ingiustificate e dall’altro a mettere in atto tutte le misure idonee a supporto della famiglia di origine.

I servizi sociali possono essere la forza delle famiglie se pongono al centro la persona fuori da giudizi precostituiti.

Il lavoro deve essere svolto sulle risorse personali potenziando naturalmente la genitorialità.

Il conflitto tra operatore sociale e familiare del minore non deve in alcun modo esistere perché sta al professionista non entrare nella eventuale conflittualità con l’utente. Quindi, sottolinea la Bussolati, se l’operatore sociale non è in grado di fare questo, non può rivestire il proprio ruolo professionale.

Infine Maricetta Tirrito, presidente del “laboratorio Una Donna per la tutela dei diritti dei deboli” e che dopo Bibbiano si occupa anche della sofferenza dei bambini e delle loro famiglie ha parlato del sua grande lotta e impegno verso questi temi attuali e purtroppo dolorosamente inaccettabili.

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