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Sport Trentino

Il Trento è incontenibile. 6-1 al Mori e Coppa Italia Trentina conquistata

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Il primo obiettivo stagionale è stato raggiunto. Il Trento si porta a casa la Coppa Italia Trentina strappazzando senza pietà il Mori Santo Stefano.

Il trofeo era già stato vinto nel 2014, nel 2015 e nel 2016. La gara appare fin da subito a senso unico: dopo mezz’ora il Trento era già avanti 3 a 0.

Questo pomeriggio l’allenatore Trainotti decide di lanciare dal primo minuto Panizza al posto dell’indisponibile Badjan e concede l’esordio al neoacquisto Fortunato.

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Il centrocampista classe ’90, cresciuto nella primavera dell’Inter, ha nel suo curriculum parecchie apparizioni fra Serie C e Serie D vestendo le maglie di Spal, Mantova, Treviso, Pordenone e Chieri. In attacco si ricompone il trio Baido-Pietribiasi-Sottovia.

Il Mori pare particolarmente organizzato dal punto di vista tattico, ma nonostante ciò è la squadra di casa che fa la partita. Al decimo un’azione dalla destra finisce sui piedi di Sottovia, che dal limite dell’area calcia in porta. Il diagonale è perfetto e angolato. 1-0.

Il gol è solo l’inizio. La squadra di casa continua a premere sull’acceleratore e dopo soli cinque minuti Fortunato spedisce Pietribiasi verso la porta. L’attaccante lanciato a rete non indirizza a sufficienza il pallone, che viene allungato da Prezzi in calcio d’angolo.

C’è solo il Trento in campo. Passano altri cinque minuti e si ripete l’azione di poco fa. Fortunato lancia nuovamente Pietribiasi che scatta sul filo del fuorigioco ed elude l’uscita di Prezzi. La punta appoggia per Sottovia, che a porta vuota non può fare altro che mettere in rete. 2-0.

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La squadra ospite si vede solo alla mezz’ora con una velleitaria conclusione dalla distanza di Dossi. Conci non ha problemi a bloccare. Dopo questo piccolo sussulto, il Trento continua ad attaccare con insistenza.

Come accaduto a Mezzolombardo con la Rotaliana e in casa con il Comano, il Trento segna almeno un gol per uno sbaglio della difesa avversaria. Questa volta un errato disimpegno consegna la sfera a Pietribiasi, che preso possesso del pallone fa subito gol. 3-0.

Allo scadere del primo tempo per il Mori arriva il gol della bandiera. Da un calcio d’angolo la palla cade in mezzo all’area e dalla mischia scatenatasi si fa largo Cescatti, che insacca. 3-1.

Con l’inizio della ripresa la musica non cambia. Il Trento riprende ad attaccare e dopo un quarto d’ora trova anche il poker. Sottovia, scatenato, raccoglie il pallone e salta un paio di difensori. Trovatosi di fronte a Prezzi, salta anche il portiere e insacca in porta. 4-1.

La squadra di casa pare non avere pietà. Dopo soli tre minuti Caporali scappa sulla fascia destra e mette in mezzo per Sottovia. Il tiro è forte e preciso, ma Prezzi riesce a respingere, spedendo però il pallone sui piedi di Pietribiasi. A porta vuota arriva il quinto gol. 5-1.

La partita inizia ad assumere un punteggio tennistico.  Nel frattempo Toccoli fa entrare i giovani: Santuari (2001) al posto di Baido, Comper (2003) al posto di Pietribiasi e Pederzolli (2002) al posto di Paoli.

A cinque minuti dal termine c’è gloria anche per Caporali. La mezz’ala fa tutto da sola: prima salta il terzino Cascone e poi il portiere Bordignon, entrato al posto di Prezzi, e fa 6 a 1.

Troppo Trento per un Mori che non è riuscito ad adottare le adeguate contromisure. La partita è risultata quasi un allenamento, con la squadra di casa che nell’attaccare incorreva in davvero poche difficoltà.

Dopo aver alzato la Coppa Italia Trentina davanti a quasi 500 spettatori, sabato prossimo alle 14:30 a San Giorgio è la volta della finale regionale con il Laives.

TRENTO (4-3-1-2): Conci; Paoli (41’st Pederzolli), Carella, Trainotti, Panizza (11’st Pellicanò); Caporali, Pettarin (17’st Ferraglia), Fortunato; Baido (11’st Santuari); Pietribiasi (27’st Comper), Sottovia.
Allenatore: Flavio Toccoli.
MORI SANTO STEFANO (4-3-1-2): Prezzi (21’st Bordignon); Moscatelli, Pozza, S. Dal Fiume (19’st Cascone), Cescatti; Comai (4’st Rizzello), Libera, Pedrotti (11’st Simonini); Dossi; Cerda (7’st Marchione), Pezzato.
Allenatore: Davide Zoller.
ARBITRO: Ugolini di Trento (Giannone di Arco Riva e Parisi di Rovereto).
RETI: 9’pt e 21’pt Sottovia (T), 32’pt Pietribiasi (T), 46’pt Cescatti (M), 13’st Sottovia (T), 16’st
Pietribiasi (T), 41’st Caporali (T).
NOTE: spettatori 500 circa.

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Sport Trentino

Risultati 5° Trofeo Tridentum: Stefano Ballo protagonista

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Nella foto Stefano Ballo

Grande spettacolo di nuoto portato in scena da Snd Nuotatori Trentini nella due giorni del 5° Trofeo Tridentum alla piscina del centro sportivo Trento nord, dove non sono mancati i campioni con tempi di notevole livello tecnico affiancati da numeri in crescita con 32 squadre e 550 atleti in gara.

Prima nella classifica di società Leosport Creazzo con 186 punti, seguita da The Hurricane Pescara (144,50) e Team Nuoto Trento (78,50).

Il premio “Magic Silvan” nei 200 delfino, in memoria al presidente onorario di Nuotatori Trentini Silvano Danieli e pioniere del nuoto trentino, se lo è aggiudicato per la seconda volta consecutiva uno dei migliori interpreti di questa distanza in Italia Giacomo Carini (Canottieri Vittorino da Feltre) con 1.56.84.

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A livello assoluto il podio per le migliori prestazioni è stato composto al maschile dal protagonista della manifestazione e detentore del record italiano assoluto in tessuto dei 200 stile libero Stefano Ballo (Time Limit) con 877 punti Fina (1.43.81 nei 200 stile libero); al secondo posto Giacomo Carini con 795 punti Fina (nei 200 farfalla); al terzo posto il velocista olimpico a Rio 2016 Federico Bocchia (In Sport Rane Rosse) con 786 punti Fina (22.19 nei 50 stile libero).

Al femminile le migliori tre atlete sono state: Bruna Pesole (Team Nuoto Trento) 771 punti Fina (4.15.01 nei 400 stile libero); Lucia Scartozzoni (Leosport) 741 punti Fina (4.18.50 nei 400 stile libero); Elisa Fiorini (Rari Nantes Ala) 733 punti Fina (2.29.19 nei 200 rana).

Nella categoria ragazzi hanno dominato conquistando le rispettive migliori prestazioni: Elia Codardini (classe 2004 – Leosport) 664 punti Fina (51.05 nei 100 stile libero) ed Anna Porcari (classe 2006 – Team Veneto) 608 punti Fina (1.03.18 nei 100 farfalla).

Tra i più giovani della categoria esordienti A hanno dominato Massimo Sartori (classe 2007 – Leosport) 426 punti Fina (59.68 nei 100 stile libero) e Valentina Procaccini (Hurricane) 514 punti Fina (35.64 nei 50 rana).

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Nelle spettacolari staffette 4×50 mista, composte da due esordienti A e due assoluti, doppiette per The Hurricane con due formazioni sui due gradini più alti del podio sia al maschile che al femminile.

Stefano Ballo ha dominato in ben 4 prove individuali con la tripletta nello stile libero nei 100/200/400 metri a cui ha aggiunto il successo nei 200 misti. Doppietta nei 100 e 200 farfalla per Giacomo Carini.

Nelle prove del dorso si impongono Giovanni Barison (Team Nuoto Trento) nei 100 e Pierandrea Matteazzi (Centro Sportivo Esercito) nei 200 metri. Mentre nella rana Francesco Visentini (Team Veneto) vince nei 100 e Leonardo Bricchi (Canottieri Vittorino da Feltre) nei 200.

Spettacolari e combattutissime le finali sui 50 metri: Federico Bocchia vince nello stile libero, il giovane classe 2003 Matteo Gusperti (Team Nuoto Trento) domina nella farfalla, Fabio Gasparini (Nuoto Mira) nel dorso, e Francesco Visentini (Team Veneto) nella rana con la doppietta personale nei 50/100 metri.

Al femminile quattro vittorie per Bruna Pesole (Team Nuoto Trento) nei 200/400 stile libero, 200 farfalla e 200 misti, importante tripletta nella rana per la specialista Elisa Fiorini (Rari Nantes Ala) che infila le vittorie nei 50/100/200 metri, doppietta nel dorso per Nicole Santuliana (Leosport) nei 100 e 200 metri.

Singoli successi per Sara Gusperti (Team Nuoto Trento) nei 100 farfalla, Sofia Coral Ambler (Team Veneto) nei 100 stile libero.

Fantastiche anche le finali al femminile con Giulia Spaziani (Circolo Canottieri Aniene) vincitrice dei 50 stile libero, Maddalena Foradori (2001 Team Rovereto) nei 50 dorso e Alessandra Garzetta (Leosport) nei 50 farfalla.

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Basket serie D: in testa vincono tutti. La sorpresa Paganella Lavis

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E’ il Paganella Lavis il protagonista di questa prima giornata del girone di ritorno: batte alquanto a sorpresa il Psg Villafranca, si porta a quota 10 punti mettendosi alle spalle tre squadre.

Una vittoria pesante che oggi qualificherebbe il Paganella Lavis ai play off. In testa nulla cambia.

Vincono Gardolo, Cus Trento e Virtus Riva che incontrano ben poche difficoltà a sconfiggere rispettivamente Europa Bolzano, Junior Basket Rovereto e Pergine Audace.

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Per il Cus Trento si tratta della prima vittoria dell’anno 2020 arrivata al termine di una partita convincente.

Zobele nel ruolo di miglior marcatore dell’incontro con 19 punti, mentre per Rovereto risponde Bernardino con 14 punti.

La vittoria arriva anche dopo la prima settimana di allenamenti a ranghi quasi completi, per un Cus Trento che soffre da sempre dopo le soste del campionato.

Sarà interessante vedere cosa farà il Cus Trento domenica prossima in trasferta sul campo del lanciato Paganella Lavis.

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RISULTATI: Tecnisan GS Riva 2018 – Piani Junior Bolzano 67 – 75. Franceschi Eurocar Gardolo – Europa Bolzano 85 – 57. Cus Trento – Junior Basket Rovereto 76 – 56. Paganella Lavis – Psg Villafranca 72 – 68. Gardascuola Virtus Altogarda – Pergine Audace 65 – 42.

CLASSIFICA: Franceschi Eurocar Gardolo, Gardascuola Virtus Altogarda e Cus Trento 16. Tecnisan Gs Riva 2018 14. Piani Junior Bolzano 12. Paganella Lavis 10. Pergine Audace 9. Psg Villafranca e Junior Basket Rovereto 8. Basket Pergine 2 e Europa Bolzano

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A Levico solito finale da cardiopalma. Anche oggi vittoria di misura con l’Inveruno

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È la prima volta che il Levico vince per due volte di fila in Campionato. La partita di questo pomeriggio era di quelle da non sbagliare.

La vittoria con l’ultima in classifica, l’Inveruno, ha permesso quindi di guardare alla classifica con un po più di respiro. I gialloblu sono ancora in piena zona playout ma la retrocessione diretta dista ad oggi dieci punti.

L’Inveruno, squadra dell’hinterland milanese, annovera nella sua rosa qualche giovane interessante. Il portiere Piccirillo è di proprietà dell’Atalanta, il centrale di centrocampo Negri ha un passato nelle giovanili di Hellas Verona, Carpi e Spal, il trequartista Greco proviene dalla Primavera del Torino, mentre le due punte Braidich e Vai provengono dalla Primavera dell’Inter.

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Nella squarta di Cortese giocano dal primo minuto sia il difensore classe ‘03 Kojdheli che il terzino destro classe ’02 De Nardi. Per chi si ricorderà, De Nardi è lo stesso ragazzo che nel girone andata inflisse al Trento la prima sconfitta stagionale con un grandissimo gol da fuori area. Al tempo giocava nell’Arco e nel mercato invernale è stato acquistato proprio dal Levico.

Fin dalle prime battute si nota che il Levico ha un altro passo rispetto agli ospiti. Dopo pochissimi minuti un inserimento di Esposito taglia in due la difesa dell’Inveruno. Solo davanti al portiere, la punta di casa non sbaglia. 1-0.

Il Levico è nettamente più intenso e più aggressivo su tutti i palloni. Alla mezz’ora si ripete la stessa azione del gol: Esposito si infila ancora una volta tra i due centrali e solo davanti al portiere calcia a lato.

Nel primo tempo si gioca praticamente a una sola porta. Il capitano Cardore rischia di segnare anche questo pomeriggio, ma il colpo di testa finisce di poco alto.

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Il mister dell’Inveruno Viganò ha notato che le cose si sono messe parecchio male e all’inizio del secondo tempo compie ben quattro cambi:  l’attacco viene rivoluzionato. Fuori il trequartista Greco e le due punte Pastore e Braidich e dentro Parisi (ex Primavera Sassuolo), Vai e Broggini.

I cambi danno un piccolo segno di ripresa, tanto che l’Inveruno compie il primo tiro in porta della partita. La conclusione di Mandelli è però una telefonata a Boglic.

Il secondo tempo scorre senza particolari patemi. L’Inveruno non affonda quasi mai il colpo e il Levico amministra con tranquillità. L’allenatore Cortese non vuole però correre ulteriori rischi e decide di cambiare entrambe le ali di centrocampo: fuori Marku e Cardore, dentro Piacenti e il giovane Petrucci. È proprio nei minuti finali che però l’Inveruno capisce che sarebbe meglio trovare la via del pareggio.

Gli ultimi minuti sono da cardiopalma. Il neoentrato ospite Parisi è imprendibile e le serpentine alla Douglas Costa hanno fatto temere il peggio. Un scambio in velocità fra Lillo e Parisi  ha portato quest’ultimo solo davanti al portiere, ma Boglic ha mantenuto intatto il risultato.

L’Inveruno attacca con tutto il proprio organico, ma proprio sull’ultimo calcio d’angolo della partita, il Levico ha imbastito una ripartenza due contro zero. Petrucci e il neoentrato Muray si ritrovano a tu per tu con il portiere.

Petrucci decide di essere altruista e concede il 2-0 a Muray, ma una volta ricevuto il passaggio, l’attaccante belga calcia addosso al portiere e spreca tutto. Le ire del pubblico si sono placate solo grazie al triplice fischio.

Il Levico ha portato a casa tre punti essenziali per corsa salvezza, ma nonostante ciò sono emerse ancora una volta delle criticità. Per prima cosa l’attacco è veramente molto sterile.

Il Levico ha segnato due gol in quattro partite. Esposito pare troppo individualista e i dialoghi con il compagno di reparto Caruso sono quasi assenti. Fortunatamente la squadra gialloblu vanta una difesa molto solida (Pralini in primis) che permette loro di mantenere l’1-0.

È stata insufficiente la partita di Piacente, entrato con il compito di limitare le trame avversarie, ma, in difficoltà, è finito con il compiere falli su falli. Ottime invece le prestazioni dei due giovani Kojdheli e De Nardi. Con personalità e talento hanno dimostrato di essere pienamente all’altezza della categoria.

Per quanto riguarda la squadra avversaria si è messo particolarmente in mostra Pastore. Il giovane n° 10 ha cercato più volte di caricarsi la squadra sulle spalle ma non è stato seguito da nessuno.

La difesa, a parte le due infilate di Esposito, ha retto molto bene. L’esperto Garbini, (36enne italo-argentino) è stato impossibile da saltare in uno contro uno. Nonostante alcuni spunti interessanti l’Inveruno ha fatto comunque parecchia difficoltà.

LEVICO TERME (4-4-2): Boglic, De Nardi, Pralini, Monaco, Kojdheli (33°st Belesi), Cardore (15°st Piacente), Voltasio, Bonetto, Marku (15°st Petrucci), Esposito (33°st Micheli), Caruso (47°st Gorzelewski).  All:Cortese
INVERUNO (4-4-2): Piccirillo, Bellocci (13°pt De Stefano), Travaglini, Garbini, Gatelli (1° st Lillo), Greco (1°st Parisi), Negri, Mandelli,  Marioli, Pastore (13°st Broggini), Braidich (13°st Vai). All: Viganò
Arbitro: Gauzolino di Torino, guardalinee Ingenito di Piombino (LI) e Gioffredi di Lucca
Reti: 10°pt Esposito (L)
Ammoniti: Marku, Caruso, Piacente (L), Travaglini (I)

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