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Arte e Cultura

Ieri il professor Mario Tozzi al Muse: i rischi e l’approccio ambientale in Italia

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Ieri sera alle 20.30 al Muse Mario Tozzi, geologo e volto televisivo molto conosciuto e apprezzato, ha parlato ad un folto pubblico di persone qualificate sul modo affrontare i rischi naturali in Italia e migliorare la sicurezza del territorio e dei cittadini.

La serata è stata organizzata nell’ambito del progetto Life Franca, tre anni di lavoro, con l’obiettivo di promuovere l’approccio ad un migliore gestione del rischio ambientale in trentino Alto Adige.

Alla serata erano presenti anche il coordinatore del Progetto, prof. Roberto Poli, cattedra UNESCO sui sistemi anticipanti e direttore del master in previsione sociale dell’Universita di Trento, e il direttore del MUSE, dott. Michele Lanzingher. I due esperti hanno introdotto la serata.

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Mario Tozzi, oltre che esperto divulgatore divulgatore scientifico, è anche primo ricercatore al CNR, per cui la trattazione del tema ha avuto un valore scientifico di alto profilo.

Sapete che muoiono piu persone per la caduta di una noce di cocco che per l’assalto degli squali? 150, morti all’anno.

Ha introdotto un tema cosi importante come il rischio e la sicurezza del territorio, Il prof. Mario Tozzi, disegnando un viaggio nell’universo culturale dell’uomo rispetto alla percezione del pericolo, che ha messo in luce come gran parte dei disastri che si ripetono sulla terra, hanno una spiegazione non fatalistica, ma legate alle risposte che l’uomo dà alla Natura.

Inoltre, il fatto che nell’immaginario collettivo e individuale, spesso il rischio viene percepito in maniera molto personale, e non seguendo evidenze scientifiche e studi validati.

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Italia e Giappone sono territori simili, perché in Italia si muore di più a causa di terremoti? Le conoscenze sono simili, ricerca e studi sul tema, sono sviluppati allo stesso modo. Tanto che nel terremoto di Avezzano del 1915, vennero dal Giappone studiosi per documentarsi sulle misure messe in campo dai colleghi italiani. Iniziando di fatto una collaborazione scientifica.

Addirittura la situazione geomorfologica del Giappone è più precaria, e la frequenza di terremoti è maggiore. La spiegazione è culturale.

I Giapponesi hanno maturato nel corso dei secoli una consapevolezza rispetto al terremoto, per cui l’evento viene vissuto come un forte stimolo alla rinascita e al fare meglio. Questo atteggiamento resiliente, ha portato alla messa in campo di misure protettive sempre più efficaci, per cui il rischio terremoto è stato molto calmierato, e ha portato ad un modus vivendi per cui la pericolosità è stata notevolmente ridotto.

Il caso Italia invece, è sintomatico. Il vissuto dell’evento tragico, è legato ad una volontà soprannaturale.

Divertenti sono stati gli aneddoti legati all’eruzione del Vesuvio, e a come, in generale ci si affidi alla protezione divina del Santo, piuttosto che alla propria capacità di mettere in campo misure per evitare disastri, come costruire in zone a rischio, nei canali fluviari, e con modalità non antisismiche.

Come pure il caso di Sant Emidio, protettore dei terremotati, che fu portato in spalla dall’Italia al Portogallo, dopo un tremendo terremoto di inizio XIX° secolo. Addirittura venerato nel comune di Avezzano. Chissà cosa avranno pensato gli abitanti dopo il terremoto del 1915, con migliaia di morti….ha ricordato Mario Tozzi.

Anche qui, il punto è che, con le conoscenze scientifiche, i progressi della scienza, le evidenze delle analisi geomorfologiche, le manifestazioni della natura sono in gran parte prevedibili e cosi è veramente possibile evitare morti e danneggiamenti.

Ad Amatrice, vi erano testimonianze storiche, addirittura un libro pubblicato nella biblioteca, che racccontava di un terremoto qualche secolo fa. “E di questo ne ho parlato al sindaco”, ha aggiunto Tozzi. Lo stesso per lo tzunami del 2004 in Asia, studiato dal professore in uno dei suoi favolosi reportage: la presenza di alte maree di alta pericolosità è preannunciata da situazioni che molte tribu del luogo conoscevano, e si sono salvate disallocandosi piu all’interno in territori collinari, qualche tempo prima dell’evento.

Anche qui la memoria tramandata di fatti analoghi è diventata patrimonio di conoscenza tramandato per generazioni, come sapere di alto valore per la sopravvivenza. C’è una sorta di tendenza a non capire che la prevenzione parte dalle proprie scelte.

Da qui è arrivato, inevitabile, il problema delle misure da mettere in campo.

Continua Il prof. Tozzi, “In uno dei tanti condoni edilizio di cui è stato testimoni, come presidente di un’autorità di bacino, si visto dell’incredibile”, “ 3000 domande, in un paese di 2000 abitanti. Addirittura la richiesta di condono su un’edificio ancora da costruire, chissa forse, pensando alla lentezza dei tempi della burocrazia, era meglio portarsi avanti già prima di costruire.”

Il prof. Tozzi, è un fiume in piena, mai una pausa, e la sua narrazione precisa e coinvolgente appassiona tutti. Tanto che al termine numerose domande hanno appagato la curiosità dei partecipanti. In particolare sul tema del Mose (domanda fatta dal sottoscritto), sulla tempesta Vaia, sul ritiro dei ghiacciai, sulle possibili buone pratiche da mettere in campo per i comuni cittadini.

Un grande scienziato, gentile e partecipativo con tutti. Al termine con l’assessore alla cultura del comune di Nago Torbole Luisa Rigatti si è parlato insieme a lui per un suo coinvolgimento in un evento riguardante il lago di Garda, di cui ha ricordato il viaggio di Goethe e la morfologia particolare che si può ammirare da Nago, come il fiordo d’Italia. E a proposito di TV, Mario ci ha preannunciato il suo nuovo programma, in onda sulla RAI dal 15 febbraio 2020.

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eventi

«La culla delle mamme»: Michel Odent racconta 70 anni di parti naturali

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“ La culla delle mamme” è una conferenza pubblica che terrà venerdì sera a partire dalle 19,30 al Centro Santa Chiara.

Interverrà il medico di fama internazionale Michel Odent che con la traduzione di Chiara Scropetta, parlerà di quella che è stata una svolta nella storia della nascita.

Odent è stato il pioniere di un nuovo tipo di consapevolezza sull’importanza che hanno le prime esperienze di vita.

Le sue riflessioni, i suoi ragionamenti e le sue domande costituiscono il racconto di una straordinaria esperienza durata 70 anni.

La sua relazione offrirà interessanti spunti. La serata è stata organizzata col sostegno della Fondazione Caritro e pur essendo ad ingresso gratuito è gradita la prenotazione: 3388868249.

Odent dopo aver lavorato in Algeria e Guinea come chirurgo di guerra, dirige per 23 anni (dal 1962 al 1985) il servizio di chirurgia e ostetricia/maternità del piccolo ospedale di Pithiviers, nel dipartimento del Loiret nella Francia centrale.

Le esperienze connesse a questi anni sono fondamentali nell’influenzare il suo interesse verso la storia della neonatologia e la ricerca sulla nascita e la salute.

Odent è noto per aver creato, in ambito ospedaliero, la prima “salle souvage”, un ambiente simile a una stanza di casa, una mediazione tra parto in casa e parto medicalizzato in clinica.

Trasferitosi a Londra nel 1985, fonda il Primal Health Research Centre, dove sostiene le prassi del parto attivo, del parto nell’acqua e dei concetti collegati alla salute primale, anche in riferimento al concetto di “assistenza sanitaria primaria” contenuto nella Dichiarazione di Alma Ata del 1978.

Una delle tesi sostenuta nei suoi saggi è quella secondo cui il percorso culturale fino ad oggi manifestatosi ha trascurato l’importanza dell’amore come potenziale, e per certi versi rivoluzionaria, strategia per la sopravvivenza umana; Odent asserisce che lo stile di vita umano (che finora ha generalmente sostenuto la validità e l’importanza del dominio dell’Uomo sulla Natura e sugli altri gruppi umani e animali) è ormai superato e non più idoneo allo scopo della sopravvivenza stessa.

Dal 1989 al 2012 Michel Odent ha prodotto nove opere di grande successo:

Ecologia della Nascita, Red Edizioni, 1989.
L’acqua e la sessualità, Red Edizioni, 1991.
Abbracciamolo subito! I veri bisogni del bambino e della mamma, Red Edizioni, 2006.
L’agricoltore e il ginecologo. L’industrializzazione della nascita, Il Leone Verde, 2006.
Psiconeuroendocrinologia della nascita, Centro Studi il Marsupio, luglio 2007.
La scientificazione dell’amore. L’importanza dell’amore per la sopravvivenza umana, Urrà Edizioni, 2008.
Il cesareo, Blu Edizioni, 2009.
Le funzioni degli orgasmi, Terra Nuova edizioni, 2009.
Nascere nell’era della plastica, Terra Nuova edizioni, 2012.

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Arte e Cultura

«Facciamo che eravamo»: al via il laboratorio teatrale per bambini

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“ Facciamo che eravamo” è la definizione di un laboratorio teatrale riservato ai bambini di età compresa tra i 6 ed i 10 anni condotto da Michele Torresani educatore teatrale e responsabile di Equipe Teatro di Progetto 92.

Saranno dieci incontri (95 euro Iva esclusa il costo dell’iscrizione) che saranno all’insegna del divertimento e della fantasia per favorire la libera espressività dei bambini.

Si giocherà con la magia di entrare e uscire dalle parti, costruendo tutti insieme un piccolo spettacolo teatrale. Le lezioni inizieranno domani dalle 16,45 alle 18,15 e si concluderanno il 7 aprile. La prima lezione sarà gratuita, mentre tutte le altre si svolgeranno sempre al martedì. Per maggiori informazioni prenotazioni@articoimpresasociale.it

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eventi

Si chiude Idee Sposi, appuntamento alla prossima edizione

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Cala il sipario sulla manifestazione dedicata al matrimonio: stand affollati e visitatori incuriositi, in cerca di spunti e suggerimenti oppure dell’occasione perfetta per il grande giorno.

È giunta a conclusione la diciassettesima edizione di Idee Sposi, la fiera a Trento che da oltre tre lustri si dedica all’evento nuziale con uno sguardo a 360 gradi su quello che serve alle coppie per sciogliere lo stress organizzativo del giorno del matrimonio.

Anche oggi, ultimo dei tre giorni di fiera, sono stati numerosi i visitatori che hanno scelto di approfittare della cinquantina di espositori riuniti nei 2.500 metri quadrati del polo espositivo Trento Expo per trovare in un unico momento una vasta gamma di soluzioni, prodotti e servizi e magari confrontarsi con altre coppie nella stessa fase della vita che stanno affrontando il medesimo percorso.

La parola d’ordine, in via Briamasco, è sicuramente personalizzare: tutto, nella giornata del matrimonio, deve parlare degli sposi.

Ecco allora che i professionisti presenti a Idee Sposi sono pronti ad ascoltare: comprendere le esigenze di ognuno è la prima regola per indirizzare le coppie alla scelta più appropriata, si tratti di una baita o di un castello per il ricevimento, di un menù classico o delle isole tematiche per coppie – e invitati – più dinamici. E sempre più, rivelano gli espositori presenti alla fiera, i futuri sposi sono attenti all’ambiente: chiedono di non usare la plastica oppure dove vada a finire tutto il cibo non consumato nella giornata.

A Idee Sposi ci sono anche aziende che collaborano con il Banco alimentare del Trentino, che il giorno successivo al ricevimento recupera il cibo e lo dona alle strutture caritative. Chi ha deciso di fare visita alla fiera ha potuto spaziare dalla ristorazione agli abiti da sposa, sposo e cerimonia, dai fotografi alle gioiellerie, dai wedding planner agli specialisti dell’intrattenimento.

Ha potuto chiedere consigli per la luna di miele – gli Stati Uniti e il Giappone rimangono le destinazioni più gettonate anche per il 2020 – oppure suggerimenti per scegliere la torta nuziale più adatta: quella classica, con pan di spagna, crema chantilly e una copertura di cioccolato bianco rimane un evergreen in grado di accontentare tutti, ma la moda del momento, importata da Stati Uniti e Gran Bretagna, è la torta nuda, quella, cioè, che non prevede i tipici rivestimenti con creme, glasse, pasta di zucchero o altro.

I pasticceri presenti a Idee Sposi, però, realizzano anche torte a tema personalizzate su richiesta degli sposi.

«Non c’è dubbio che per gli innamorati che devono organizzare il matrimonio Idee Sposi costituisca una grandissima opportunità: a Trento Expo si può trovare davvero tutto ciò che serve, fornito dalle migliori aziende e dai professionisti più qualificati del settore – assicura il presidente di Keeptop Fiere Milo Marsili – il buon riscontro di pubblico e la soddisfazione diffusa fra espositori e visitatori sono ogni anno motivo di grande soddisfazione. Ho visto molte coppie lasciare il salone espositivo contente: la maggior parte arriva con le idee molto chiare e nella fiera riesce a trovare quello che cerca. Idee Sposi si conferma il punto di riferimento per il settore wedding in regione e da parte nostra c’è la voglia di continuare a crescere, rinnovarci e svilupparci per far sì che la manifestazione mantenga il ruolo di leader che ha saputo conquistarsi. Preannuncio già novità e sorprese per la prossima edizione».

Non resta dunque che guardare con fiducia al futuro. Prima, però, Keeptop Fiere invita a segnare in agenda un altro appuntamento importante: dal 14 al 16 febbraio 2020, infatti, Trento Expo ospiterà la sesta edizione di Idee Benessere.

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