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Trento

Festival della Famiglia: ecco le soluzioni innovative per gli anziani fragili

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Affrontando il tema della non autosufficienza il presidente Acli Luca Oliver esorta la politica ad occuparsi delle reali questioni sociali, prefigurando il futuro.

Di quali innovazioni ha bisogno la provincia di Trento per rispondere al meglio ai bisogni degli anziani fragili? Euricse ha risposto a questa domanda nella ricerca qualitativa commissionata dalla Federazione anziani e pensionati ACLI Trentine, presentata ieri mattina durante il convegno “Integrazione nei servizi domiciliari agli anziani: quale supporto alla solidarietà delle famiglie”, inserito nel programma dell’8° Festival della Famiglia.

Analizzando i più rappresentativi casi studio trentini e nazionali, le ricercatrici hanno sottolineato l’importanza di agire sulla delicata fase che precede la non-autosufficienza, sull’attivazione della cittadinanza e sulle azioni a favore dei care-giver (coloro che si prendono cura degli anziani non autosufficienti).

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In apertura del seminario, promosso all’interno del Festival della famiglia, il presidente delle Acli Luca Oliver, ha affermato che “per affrontare cambiamenti epocali come quello del progressivo invecchiamento della popolazione serve coraggio”.

L’innovazione nei servizi agli anziani fragili presa in esame da Euricse non riguarda solo i supporti tecnologici, bensì soprattutto l’estensione degli interventi in termini di prevenzione e reti tra enti pubblici, privati e cittadini. Lo studio evidenzia in proposito -anche tramite interviste ad hoc- la rilevanza di esperienze come le comunità age-friendly (sentinelle nel quartiere e buon vicinato), le soluzioni sharing (coabitazioni e badante di condominio) e i servizi di prossimità (operatori di quartiere e operatore socio sanitario itinerante).

Inserendosi nel dibattito sul percorso della legge provinciale in materia di servizi agli anziani e alla prossima creazione di “Spazio Argento” – la cui sperimentazione in tre ambiti territoriali è appena partita, anche con il supporto scientifico di Euricse -, la ricerca presentata questa mattina fornisce alcuni spunti per descrivere scenari e sviluppi che il settore del welfare per anziani si troverà ad affrontare.

“Nel nuovo modello organizzativo che verrà testato in Val d’Adige, Giudicarie e Primiero– ha spiegato Sara Depedri, responsabile del progetto di ricerca curato assieme ad Ester Gubert– l’innovazione è possibile in primo luogo quando i contesti normativi ed operativi, come i Cataloghi dei servizi o i processi negli affidamenti, sono sufficientemente flessibili a recepire i cambiamenti. È poi fondamentale che gli attori chiave nella realizzazione di questi servizi innovativi, cioè gli enti di Terzo settore e le cooperative sociali, vengano coinvolti anche nella fase di pianificazione”.

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Intervenire sull’innovazione dei servizi è una questione urgente, anche se il welfare provinciale per la terza età è uno dei più avanzati in Italia.

“Intervenire sulle fragilità e agire sulla prevenzione è efficiente perché significa investire risorse pienamente recuperabili che permettono di abbattere i costi futuri dell’intervento su situazioni di gravità. La chiave, anche in quest’ottica, è comunque puntare sulla creazione di solide reti di soggetti specializzati”, ha concluso il presidente di Euricse Carlo Borzaga.

Secondo Renzo Dori, presidente della Consulta provinciale per la Salute, bisogna superare il modello incentrato sul ruolo delle RSA e dell’ospedalizzazione dell’assistenza, puntando sul welfare comunity/generativo e sulla cura familiare dell’anziano, mentre secondo Claudio Mazzurana, di Acli anziani Con.s.a.t. (Consulenze Servizi Anziani Trentini) va proposta un’impostazione delle politiche sociali rivolte all’anziano in senso sussidiario e partecipativo.

Maria Antonia Pedrotti, aderente a Fap Acli e consigliere UPIPA, ha ricordato che in Italia ci sono circa 7 milioni di Care-Giver, di cui il 65% è rappresentato dalle donne. A riguardo Pedrotti ha rilanciato l’ipotesi di una legge per il riconoscimento e l’affiancamento di queste figure del sociale.

Nella ricerca Euricse, ha ribadito Pedrotti, sono stati evidenziati molti progetti interessanti sparsi in Italia, molti anche in Trentino. Un esempio è l’Oss itinerante, tale figura ha il compito di far visita all’anziano, al suo domicilio per ascoltare le loro esigenze , dirottare specifici servizi degli anziani. Questa figura potrebbe essere molto importante nelle Comunità di Valle, dove già esiste una APSP e quindi figure Oss  già presenti.

Nelle nostre Comunità dove è forte lo spirito del volontariato troviamo molte associazioni, alcune in collaborazione con l’Ente Pubblico con le quali si potrebbe rafforzare una rete comune, tale da costruire una mappatura dei bisogni degli anziani. Altro contributo importante può essere dato dai Circoli Anziani sparsi sul territorio del Trentino, la loro presenza e funzione è indispensabile, ma potrebbero diventare Sentinelle di comunità, che ascoltano, intercettano e segnalano alla famiglia e a tutte le strutture sociali.

Infine secondo Bruna Bagozzi, geriatra e membro del Comitato Provinciale della Fap, per garantire adeguati servizi domiciliari è necessario rafforzare un’equipe multidisciplinare con dotazione organica correlata al fabbisogno assistenziale con formazione continua e addestramento specifico degli operatori.

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Trento

Concluso il percorso di «InterAgire»: presentate le criticità della città di Trento

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Si è concluso lo scorso 27 novembre il confronto di AGIRE per il Trentino con le circoscrizioni, denominato “InterAgire”. Con questo percorso, il movimento ha voluto presentare i propri referenti territoriali e condividere idee e pensieri con la cittadinanza.

Gli incontri si sono sviluppati partendo dal “Rapporto sulle attività delle Circoscrizioni” e dalle delibere assunte nel corso delle riunioni del Consiglio comunale in cui sono state discusse le loro richieste e problematiche.

In conferenza stampa il movimento ha presentato le criticità riscontrate sul territorio.

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Il movimento durante l’incontro ha confermato le perplessità di cui si era già ampiamente a conoscenza tra cui sono state ricordatre la viabilità di via Brennero/via Bolzano, la necessità di riqualificare alcune aree sia in termini di edifici sia in termini di arredo urbano con particolare riferimento al centro storico, alcuni parchi a cui prestare particolare attenzione lavorando su illuminazione e gestione del verde, nonché criticità della viabilità nelle zone antistanti alcune scuole, con particolare riferimento agli orari di ingresso e uscita.

Sono stati segnalati numerosi attraversamenti pedonali carenti di illuminazione che, soprattutto nel periodo invernale, possono rivelarsi molto pericolosi.

Anche la sempre più diffusa convivenza tra pedoni e biciclette rivela molte criticità e potenziali pericoli, soprattutto se ora si andranno ad aggiungere le nuove regolamentazioni sui monopattini.

«Dalle richieste della popolazione è emerso anche un particolare disagio relativo a situazioni di marciapiedi e parcheggi non ancora a norma per il mondo della disabilità, ma più in generale a chiunque abbia difficoltà motorie o porti passeggini e carrozzine. Questo e molto altro ci ha portato a elaborare alcuni spunti che saranno presenti all’interno del nostro programma elettorale per il comune di Trento» – spiega il coordinatore di Trento Mauro Corazza

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E ancora: «Sicuramente gli uffici tecnici si dovranno avvalere della competenza di collaboratori aggiornati sulle nuove regolamentazioni riguardanti il mondo della disabilità. Il tema della sicurezza è molto sentito, ma non deve essere strumentalizzato, e questo ci porta a riconsiderare l’importanza del ruolo delle unità cinofile per la loro funzione deterrente e puntuale nel contrasto dello spaccio, rispetto ad altri interventi sicuramente di impatto visivo, ma dall’efficacia da valutare».

Il decoro urbano è stato un tema costante affrontato in ogni incontro sul territorio: «nella prossima Giunta comunale – ipotizza Corazza –  potrebbe essere opportuno conferire tale competenza speciale ad uno degli Assessori, programmando anche il miglioramento degli attuali sistemi di videosorveglianza».

Durante la conferenza stampa i vertici dei Agire per il Trentino hanno preso atto che molti di questi interventi sono strettamente legati alle disponibilità economiche del Comune, «risulta fondamentale implementare gli sforzi degli uffici preposti per accedere a fondi nazionali ed europei. Esistono poi innumerevoli situazioni già note che si protraggono da anni in attesa delle risposte della politica. Questo ci porta a considerare necessario un aggiornamento del Regolamento interno del Consiglio, in modo da accelerare gli iter delle delibere, alla luce del fatto che i tempi della politica non sono più compatibili con i tempi della città».

Alla conferenza stampa era presente anche il consigliere provinciale e segretario di Agire Claudio Cia che ha sottolineato l’importanza delle Circoscrizioni.

Cia ha assicurato che in caso di vittoria del centro destra sarò garantita «la necessaria  autonomia rispetto alle indicazioni che possono arrivare dalle segreterie dei partiti. Nel caso delle richieste di parere per situazioni strettamente attinenti il territorio di competenza, riteniamo si debba iniziare a considerare il parere delle stesse come vincolante. Allo stesso modo risulterà importante coinvolgere sempre più le azioni congiunte dei cittadini, come associazioni e comitati di quartiere, che spesso hanno maggior polso della situazione e cercare, nei limiti del possibile, di agevolarne il lavoro, visto che oltretutto si tratta di interventi di puro spirito civico e volontario».

«Il percorso di “InterAgire” si è quindi rivelato impegnativo e allo stesso tempo entusiasmante – dichiara ancora Cia – abbiamo voluto dare il segnale importante che AGIRE per il Trentino è presente sul territorio per ascoltare, raccogliere idee e trovare la forma per portarle avanti, proprio come si conviene a chi intende fare politica nel miglior modo possibile».

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Trento

Musica troppo alta: sequestro preventivo per lo Yoshi club di Trento

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La Polizia di Stato ha posto sotto sequestro preventivo il locale Yoshi club in piazza Venezia a Trento. (ex Mandragola) I sigilli sono stati posti sull’ingresso del locale dopo le numerose segnalazioni arrivate da parte dei residenti per la musica troppo alta.

Le forze dell’ordine sono intervenute per effettuare gli accertamenti sui decibel che sono stati certificati fuori norma in materia di diffusione. Da qui il sequestro preventivo del locale in applicazione dell’articolo 321 del codice penale «Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice competente a pronunciarsi nel merito ne dispone il sequestro con decreto motivato. Prima dell’esercizio dell’azione penale provvede il giudice per le indagini preliminari».

Ora nelle sedi opportune saranno stabiliti quanti giorni il locale dovrà rimanere chiuso. 

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Trento

Allarme rapine a Trento: il Questore Garramone aumenta i controlli

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Ieri pomeriggio il Questore Garramone ha riunito tutti dirigenti delle varie articolazioni della Questura, nonché dei Commissariati di Polizia di Stato di Rovereto e Riva del Garda per affrontare le questioni relative agli ultimi avvenimenti delittuosi che hanno colpito la città di Trento.

Nel corso della riunione il Questore ha dettato le linee guida per il contrasto dei fenomeni delittuosi ed in particolare delle iniziative volte ad aumentare i servizi di prevenzione, ed ad implementare le attività investigative.

Il Questore viste anche le recenti rapine avvenute in via Fersina ai danni di due donne e quella di Martignano, ha disposto un aumento dei servizi di prevenzione a mezzo della Squadra Volante e del Reparto Prevenzione Crimine, sia nei parchi pubblici, sia nelle vie limitrofe al palazzetto dello sport di via Fersina, affinché i cittadini, in concomitanza con gli eventi sportivi, possano godersi le gare il più serenamente possibile.

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Nello stesso contesto ha stabilito l’aumento da parte della Squadra Mobile delle attività investigative destinate a contrastare il fenomeno dei reati contro il patrimonio ed in particolare dei furti in appartamento e le rapine avvenute recentemente sulla collina di Trento.

La Squadra Mobile, a seguito dei tre arresti del 23 dicembre, è riuscita ad individuare 20 furti avvenuti in città e nella provincia di Trento e ad addebitarli alla banda arrestata alla vigilia di Natale.

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