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Valsugana e Primiero

Doppio intervento sulle Pale di San Martino: due sci-alpinisti salvati dal soccorso Alpino

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Verso le 12.20 di oggi il Soccorso Alpino Trentino è intervenuto in soccorso a uno sci-alpinista scivolato a valle per un centinaio di metri mentre stava scendendo lungo il Canalone nord di Cima Bureloni (gruppo delle Pale di San Martino).

A dare l’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato il compagno di escursione che lo ha raggiunto a una quota di circa 2.400 m.s.l.m. trovandolo in stato cosciente.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero il quale ha calato sul ferito, tramite l’utilizzo del verricello, il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica.

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L’uomo è stato quindi stabilizzato e imbarellato.

Insieme al compagno è stato imbarcato a bordo dell’elicottero per il trasferimento all’ospedale Santa Chiara di Trento, a seguito dei traumi riportati nella caduta.

Poco dopo, l’elicottero è intervenuto nuovamente per soccorrere una sci-alpinista scivolata per circa 200 metri a valle sul ghiacciaio del Travignolo (Pale di San Martino).

La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 13.45 da parte dell’uomo che era con lei.

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Anche in questo caso la donna, in stato cosciente, è stata raggiunta dal Tecnico di Elisoccorso e dall’equipe medica. Una volta stabilizzata, la sci-alpinista è stata imbarellata e imbarcata a bordo dell’elicottero per il trasferimento all’ospedale Santa Chiara di Trento.

In entrambi i casi non è stato necessario l’intervento degli operatori della Stazione di San Martino di Castrozza del Soccorso Alpino e degli uomini della Guardia di Finanza, pronti per dare supporto all’equipaggio dell’elisoccorso in caso di bisogno.

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Valsugana e Primiero

Castel Ivano: Pasquazzo tenta il colpo di mano per far fuori Vesco

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Continuano i mal di pancia all’interno della Giunta Comunale di Castel Ivano.

La nostra testata ne aveva dato notizia solo 3 settimane fa (qui articolo)

Sempre più in bilico il primo cittadino Alberto Vesco che nel 2016  sostenuto da due liste Civiche denominate “Per Castel Ivano” e “Costruire Comunità” aveva raccolto il 59,83 % dei consensi superando Armano Floriani.

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Dopo la spaccatura della maggioranza sulla SS 47  alcune settimane fa con le tre astensioni di peso da parte degli assessori di maggioranza  Tomaselli, Tisi e Pasquazzo, emergono nuovi scenari in vista delle elezioni di Maggio si stanno verificando.

Secondo fonti accreditate il noto esponente del Partito Democratico Giacomo Pasquazzo  classe 1991, candidato anche recenti Elezioni Provinciali dove raccolse 715 preferenze come candidato unico della Valsugana Orientale, starebbe lavorando per un nuovo soggetto civico da contrapporre a Vesco senza però abbandonare per ora il ruolo di assessore (per ovvi motivi remunerativi)  con delega a cultura, istruzione, attività con la biblioteca innovazione e comunicazione.

Insieme a lui ci sarebbe il Presidente della Comunità di Valle  Valsugana Tesino Atilio Pedenzini  anche lui in quota Partito Democratico.

Abbastanza singolare la storia politica del Giovane di Ivano Fracena che balzò alle cronache Provinciali per le sue crociate contro la caserma dei Vigili del Fuoco volontari  che lo spinsero a costituire un comitato da lui “capitanato” di cui alcune testate diedero notizia.(link )

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Crociate abbandonate una volta eletto come spesso accade alla tradizionale politica di sinistra volta solo al consenso elettorale.

Insomma in vista delle Elezioni Comunali di Domenica 3 Maggio le manovre per guidare il Comune nato dalla fusione dei comuni di Spera, Strigno, Villa Agnedo e Ivano Fracena sono iniziate e potrebbero portare a veri fuochi artificiali.

Ed ancora una volta la nostra testata come accaduto per le recenti elezioni di Borgo Valsugana racconterà quello che succede per davvero, non limitandosi a pubblicare  i soliti comunicati stampa di partito.

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Valsugana e Primiero

Borgo: nuova viabilità sperimentale all’incrocio per Olle

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È un luogo comune pensare che la classe politica una volta eletta decida spesso di “non decidere” su nulla nascondendosi dietro la burocrazia per non scontentare nessuno.

Non si può di certo dire cosi però per quanto riguarda l’amministrazione di Borgo Valsugana guidata dal neo eletto  sindaco Enrico Galan.

In questi giorni è stata infatti apportata una modifica importante alla viabilità all’entrata della frazione di Olle nei pressi della località alla Croce.

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Il primo cittadino a seguito delle richieste arrivate dalla comunità ha spiegato in un comunicato ufficiale l’intento dell’amministrazione da lui guidata sulla tematica.

La modifica della viabilità sull’incrocio in località alla Croce è una sperimentazione che deriva anche dalla richiesta scritta di 33 residenti che hanno evidenziato problematiche relative alla sicurezza dei pedoni.

Tra le questioni sollevate la pericolosità del passaggio pedonale a valle dello stop in quanto in uscita da Via Molinari l’immissione delle auto avviene spesso senza il rispetto dello stop ma solo con la verifica di auto che provengono da sinistra: “di fatto accade che l’automobilista si trova sul passaggio pedonale senza aver arrestato la marcia. Con questa modifica si vuole costringere al rispetto dello Stop e che quindi l’immissione su Via per Olle permetta anche la verifica della presenza di pedoni nei pressi del passaggio pedonale. Al termine di questa sperimentazione l’amministrazione valuterà la scelta definitiva oltre ad altri eventuali sistemi per rendere più sicuro la viabilità della zona (ad es: segnalazione luminosa passaggio pedonale, bande ad effetto ottico/vibratorio)” – si legge nella nota del sindaco Galvan

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Valsugana e Primiero

Caldonazzo seconda meta più attrattiva del Trentino. Aumentati del 40% i residenti negli ultimi anni. Ecco il perché

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Nella foto il Sindaco Giorgio Schmidt insieme alla nostra collaboratrice Arianna Bianchi

È un’inversione di tendenza quanto sta succedendo a Caldonazzo dove negli ultimi vent’anni è stato registrato un sensibile aumento dei residenti rispetto agli altri paesi del Trentino che tendono ad abbandonare i territori per trasferirsi sempre più nelle città.

Caldonazzo infatti ha registrato un incremento del 40% della popolazione che da 2.742 è arrivata a ben 3.916 abitanti.

Insieme al Sindaco del paese, Giorgio Schmidt, abbiamo cercato di capire i motivi dell’incremento e tentato di spiegare come questo fenomeno sia stato possibile in così pochi anni.

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Tanti sono i pezzi che formano questo puzzle, e ogni tassello è essenziale per comprendere a pieno i motivi che spingono sempre più famiglie a trasferirsi in questo comune.

“Oggi la gente non solo cerca di stabilirsi non troppo lontano dall’ambiente lavorativo, ma si concentra molto sulla qualità della vita, quindi cerca un posto dove poter sfruttare al meglio il tempo libero, e a Caldonazzo questo è possibile.” – Esordisce il Sindaco di Caldonazzo

Caldonazzo nasce su un territorio pianeggiante, circondato da boschi dove corre il torrente Centa, affacciato sul meraviglioso lago che prende il suo nome e circondato dalle montagne, che lasciano godere di bellissimi paesaggi.

Partendo infatti dal piano territoriale, possiamo dire che Caldonazzo è valorizzato in primis per il punto strategico in cui è posizionato.

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Infatti dalla cittadina si può giungere facilmente a Trento ed alle numerose montagne nelle vicinanze, come la Panarotta, dove è possibile fare sport in ogni stagione.

Sul piano dei trasporti pubblici  le ferrovie trentine sono ben organizzate, disponendo di treni e corriere che facilitano gli spostamenti sul territorio.

“Inoltre – sottolinea il sindaco – la recente costruzione delle gallerie di Martignano, ha permesso di diminuire notevolmente i tempi di percorrenza in auto da Caldonazzo a Trento. Con tanti chilometri di piste ciclabili e di sentieri nel bosco dove passeggiare, anche le discipline sportive come la bici o la corsa sono molto agevolate e permettono di ammirare le bellezze del territorio in tutte le stagioni”.

Anche senza allontanarsi troppo dal centro si può godere di grandi spazi verdi per i più piccoli e locali, inoltre ci sono servizi come la posta, i supermercati e la banca che promuovono una cittadinanza attiva in paese.

Ma Caldonazzo è davvero un paese per i giovani?

«Sul piano della popolazione,  – osserva il sindaco – possiamo parlare di Caldonazzo come di un paese tendenzialmente giovane; l’età media, infatti, si abbassa grazie alle numerose coppie che si trasferiscono qui per costruire una famiglia. Grazie anche alla presenza di asili e scuole elementari, il numero di bambini che le frequentano è raddoppiato negli ultimi anni».

Sul piano lavorativo non sono state istituite nuove postazione di lavoro, in quanto la capienza delle tre grosse aziende già presenti in Valsugana, Coster, Adige S.p.a e Menz e Gasser, riescono ad assorbire gran parte della popolazione che per la maggior parte lavora regolarmente creando quindi benessere e ricadute positive su tutto il paese.

Per fronteggiare l’aumento degli abitanti, il Paese ha puntato sulla riqualificazione del tessuto edilizio già esistente anziché sulla costruzione di nuovi edifici, permettendo così un consumo zero del terreno.

«Il requisito della residenza richiesto a chi si trasferisce – ricorda il Sindaco – lo rende un paese vivo non solo in estate, ma durante tutto l’anno. L’integrazione è un altro punto di forza, infatti, chi si trasferisce a Caldonazzo non ci viene solo a pernottare, ma ci vive, frequentando le associazioni ed i locali che animano il paese.»

Un tessuto sociale forte, numeroso e variegato quello di Caldonazzo: «Sul piano sociale hanno vita, infatti, più di 54 associazioni,  – aggiunge Giorgio Schmidt – che coinvolgono i residenti di qualsiasi età in attività che permettono la conoscenza e il confronto con i compaesani. Ne esistono di tutti i tipi, da quelle sportive a quelle musicali, da quelle ludiche per i bambini a quelle culturali per gli anziani».

Per quanto riguarda l’attività sportiva vi è un’ampia scelta di sport come l’equitazione (nella frazione Lochere), la scalata, il calcio con l’Associazione Sportiva Audace, la pallavolo oppure attività acquatiche come la vela, il canottaggio, il kayak e il dragon boat.

Quest’ultimo è un sport che piace particolarmente ai ragazzi che, nel periodo estivo, gareggiano nei vari laghi del trentino portando a casa, di tanto in tanto, qualche vittoria.

Non da meno sono le tradizioni che persistono negli anni, come la rinomata Sagra di san Sisto oppure il Mercatino di Natale.

Dal punto di vista culturale, il paese porta avanti una lunga storia che si può ammirare passeggiando nelle vie del centro storico.

Inoltre, essendo Caldonazzo un centro turistico conosciuto in Italia e all’estero, in estate vanta più di 1 milione e mezzo di visitatori, e guadagna così il secondo posto (dopo Riva del Garda) come meta turistica più attrattiva del Trentino.

Questi numeri costituiscono un grande orgoglio per la popolazione, ma allo stesso tempo sono un grande impegno per la Giunta comunale che deve tarare i servizi non solo per gli abitanti in continua crescita, ma anche per il temporaneo aumento che la cittadina subisce durante l’alta stagione.

In questo periodo la popolazione si mescola dunque con turisti tedeschi, olandesi, austriaci…, creando in paese un clima più europeo.

«Tuttavia questo forte flusso di turisti in estate, non ostacola particolarmente la vita degli abitanti,  – ci spiega Davide, un residente che abita a Caldonazzo da una decina di anni – si sta meglio in estate, con i turisti, che danno vita al paese e alle sue attività commerciali. L’unico punto che ne soffre un po’ è la viabilità trafficata lungo il lago, che alle volte rende difficili gli spostamenti.»

Tutti questi aspetti rendono pertanto Caldonazzo una cittadina che attrae molte persone a visitarla, o addirittura moltissime altre ad abitarvi stabilmente.

Sotto una panoramica ripresa con il Drone che ha immortalato uno strano effetto dove il lago di divide in due, da una parte di notano le onde, dall’altra il lago completamente piatto.

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