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Trento

Arresti «Mafia Nigeriana» a Trento: la base era un negozio etnico. Trovate anche pillole abortive

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La base trentina della «Mafia nigeriana» è stata scoperta in un negozio etnico di oggettistica africana ubicato vicino alla stazione di Trento dove è stata trovata della droga, dei  soldi e un sacchetto pieno di pillole abortive.

Proprio il ritrovamento di queste pillole abortive potrebbe ipotizzare anche un grosso giro riguardante lo sfruttamento della prostituzione uno dei pilastri dove si poggia la mafia nigeriana italiana.

Il guadagno dalla vendita della droga, principalmente marijuana ed eroina, fruttava agli spacciatori della compagine criminale dai 5 mila ai 6 mila euro al giorno.

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Come si ricorda sono stati 24 gli arresti in flagranza di reato nel corso delle indagini, con il contestuale sequestro di 2 mila dosi di sostanza stupefacente.

I nigeriani che facevano capo all’organizzazione, esercitavano una sorta di attività da “pendolari dello spaccio”. Gli uomini risultavano tutti residenti a Verona e utilizzavano nomi in codice per non farsi identificare.

Ogni mattina gli spacciatori partivano da Ala, Verona e Vicenza, dopo essersi riforniti di droga ed aver ricevuto istruzioni dai capi via chat.

Per quanto riguarda la droga è stato sequestrato il principio attivo che poteva fruttare fino a 2 mila dosi di eroina, con un guadagno di 200 mila euro.

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Una gran parte dei soldi finiva in Nigeria mentre non è ancora chiaro dove finisse la restante parte di denaro.

La conduzione degli affari era gestita da un’associazione molto rigida e definita: al vertice c’erano “Iron Boss”, “Bobo“, “Ken” e “Ukua”, tutti soprannomi di residenti nel veronese.

Il loro compito era quello di gestire lo spaccio e di reperire la materia prima attraverso dei loro connazionali a Bari e in Germania.

Sono stati effettuati 35 arresti, di cui 27 ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Alcuni degli arrestati sono stati addirittura colti in flagranza di reato, in quanto trovati in possesso di droga durante le stesse perquisizioni. Tra gli arrestati quattro sono residenti in Trentino e sono arrestati dalle parti di Montevaccino.

Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere e spaccio di sostanze stupefacenti. Alcuni degli arrestati possono però avvalersi della protezione internazionale.

L’imperativo ordine dei capi nigeriani era quello di presidiare ad ogni costo piazza Dante con la droga sempre disponibile.

E se qualcuno veniva arrestato dalle forze dell’ordine veniva subito sostituito nel giro di poche ore.

Un fiorente mercato milionario insomma organizzato come una potente azienda, della morte purtroppo.

 

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Trento

Federazione, si dimette il vicepresidente Marco Misconel

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“Un passo indietro per stimolare una ampia riflessione nel credito cooperativo trentino sui principali temi che riguardano il futuro delle Casse Rurali. Ho ritenuto necessario dare un segnale forte al movimento di credito cooperativo per rilanciare il ruolo delle Casse Rurali e della Federazione che le rappresenta”.

Il vicepresidente del credito della Federazione Marco Misconel motiva così le proprie dimissioni consegnate oggi alla presidente Mattarei, che ne ha preso atto.

La presidente Marina Mattarei porterà le dimissioni in consiglio di amministrazione convocato per lunedì prossimo.  “Comprendo e rispetto le motivazioni che hanno portato a questa scelta radicale – ha affermato la presidente della Federazione – e ringrazio il collega Misconel per l’impegno svolto fin qui con passione e competenza”. Misconel era stato eletto vicepresidente nel giugno del 2018 e consigliere del fondo comune delle casse rurali trentine il 25 ottobre 2019

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Nomina del 08/06/2018

 

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Trento

Ciclisti in via Brennero, rischio incidente. Il Video

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Il video è stato ripreso con la dash Cam poco prima delle ore 19.00 di oggi venerdì 17 gennaio 2020.

Due ciclisti provenienti da Gardolo stanno percorrendo la via Brennero poco prima dello svincolo della tangenziale.

La loro manovra oltre che pericolosissima per se stessi e per le autovetture che transitano è vietata dal codice della strada.

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Come si vede nel video, il conducente arrivato nei pressi dei due ciclisti deve rallentare vistosamente per evitare di investirli non potendosi spostare sulla corsia di sorpasso già occupata da altri veicoli.

I due ciclisti, pare di origine nord africana hanno poi imboccato lo svincolo che porta alla tangenziale. 

Nel video non è ben visibile se i fari sono in funzione o meno. Da ricordare che per raggiungere Trento da Gardolo ci sono comunque numerose alternative sia percorrendo delle strade comunali oppure prendendo la ciclabile.

L’episodio non sarebbe isolato, infatti gli avvistamenti nel merito sono numerosi e riguardano anche i ciclisti che viaggiano sulla tangenziale e anche di notte.  

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Come tutti gli utenti della strada, anche i ciclisti devono rispettare precise regole di comportamento, sia in città, che nei percorsi extraurbani.

I Ciclisti possono pedalare su tutte le strade comunali, provinciali, statali. Non possono transitare sulle autostrade e sulle strade a scorrimento veloce o superstrade e in talune gallerie.

In proposito l’Art. 182 comma 9 del codice della strada recita: “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento”.

La violazione, se contestata è di 35 euro per non aver rispettato il divieto imposto dalla segnaletica

 

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Trento

Parcheggi selvaggi e viabilità poco chiara. I cittadini di Pergine protestano

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Da Pergine Valsugana arrivano due segnalazioni comprensive di fotografie al numero whatsApp della nostra redazione. (3922640625)

La prima riguarda Viale Dante  dove i mezzi traditi dal navigatore imboccano la via Maoro per raggiungere la tangenziale, ma arrivati a pochi metri dal passaggio a livello si ritrovano il divieto.

E in un budello poi si ritrovano a fare manovre assurde bloccando il traffico.

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«Tutto questo – segnala il cittadino – perché da anni è stato richiesto un divieto per camion fino all’imboccatura. Inoltre la strada è stretta e senza marciapiede, e tutte le volte che c’è un incidente sulla statale 47 se ne approfitta per passare impedendo alle persone di uscire dai cancelli e chi va a scuola o al lavoro a piedi devono fare il segno della croce»

L’altra segnalazione riguarda i parcheggi selvaggi di via Bellini. «Ormai il fenomeno è giornaliero – osserva un altro cittadino – e succede anche quando i parcheggi regolari sono vuoti. Se proprio il Comune vuole far cassa, può mandare i vigili, così poi hanno i soldi per sistemare le buche delle strade del paese»

Nel merito rimane un mistero il perché le autovetture siano posteggiare sulla carreggiata in divieto invece che utilizzare il posteggio ex Cederna tanto acclamato dal sindaco che rimane sempre vuoto.

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