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Io la penso così…

Trento, in Piazza Duomo l’albero di Natale senza il presepe – di Carla Gardumi

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Spett.le direttore,

vorrei segnalare la desolazione assoluta della piazza Duomo a Trento e del resto del centro storico che la circonda!

Nel pomeriggio di ieri ci siamo recate, mia sorella ed io, trentine doc, nel centro storico della nostra amata città, Trento per l’appunto, ed abbiamo potuto constatare la pochezza notevole ed anche l’assenza delle decorazioni natalizie e di luci nelle vie del centro, che dovrebbero testimoniare l’allegrezza e la spettacolarità della città addobbata in attesa del grande evento del Natale!

Noto che in piazza Duomo, cuore storico di Trento, si erge nel centro di essa un albero di Natale su cui sono state appese alcune palle di Natale ed una illuminazione, comunque adeguata, mentre la base del medesimo è circondata da non ben definiti pannelli colorati di verde…non ho parole!

Vorrei suggerire che sarebbe opportuno decorare meglio ed in maniera consona alla Santa Festa la base di questo povero albero, che dovrebbe comunicarci l’atmosfera festosa e Santa del Natale.

Ma non finisce qui! La piazza Duomo è completamente sgombra e vuota, senza alcun addobbo che ci possa dire che arriverà il Santo Natale, un vero deserto di comunicazione, nulla che ci porti un messaggio di gioia e di pace in attesa del Bambino Gesù!

Ma Trento non è forse pubblicizzata dai media locali come città del Natale?

Non parliamo poi delle luci decorative sui palazzi che circondano la piazza: dove sono finite?

L’anno scorso la piazza Duomo era un tripudio di luci, installate sopra i vari locali pubblici e negozi, che oltretutto illuminavano anche il nostro cammino sulla piazza, che ora si presenta assolutamente buia!

Devo dire ancora altrettanto delle vie del centro storico: misere illuminazioni distanti molto una dall’altra e installate solamente in alcune vie: forse che il nostro comune si è improvvisamente impoverito?

So di commercianti che non hanno avuto alcun contributo dal comune per abbellire le vie, nonostante aderissero all’Uopo in maniera concreta!

Ricordo che lo scorso Natale era una gioia per tutti camminare per le vie decorate ed illuminate, che creavano quella magica atmosfera che solo il Santo Natale ci sa trasmettere.

Ed il nostro amato presepe dov’è finito?

Esso costituisce per tutti noi il simbolo della Natività di nostro Signore Gesù e della Santa Famiglia Cristiana, facente parte integrante della nostra cultura cristiana, di cui siamo fieri paladini, condivisa pienamente anche dai nostri vicini Altoatesini che non hanno certo lesinato nel farne parte con i loro conterranei.

Chiudo questa mia con profonda tristezza, consapevole del vuoto che si è creato attorno a questa Santa ricorrenza, la Più attesa dell’anno.

Carla Gardumi – Trento

Io la penso così…

La buona sanità trentina: «Grazie per come avete curato mio figlio»

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Egregio Direttore,

scrivo  questa lettera che Vi prego di pubblicare per intero.

Martedì 14 gennaio mio figlio di 19 anni ha avuto un incidente a Marilleva sullo snowboard.

È stato immediatamente soccorso e trasportato in elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento. Aveva battuto la testa ed aveva un piccolo ma significativo versamento di sangue.

Scrivo perché voglio pubblicamente ringraziare tutto il personale medico e non.

Voglio ringraziare con particolare affetto e profonda stima la dottoressa Linda Novarese che con grande professionalità e umanità ha seguito quasi 24 ore al giorno ognuno dei “suoi” ammalati e quindi anche mio figlio Benjamin che non si aspettava certo di passare la settimana bianca della sua scuola al reparto OBI del pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara ed era quindi anche molto avvilito.

Tutto è finito bene e siamo tornati a casa con la certezza di essere stati curati in una eccellente struttura pubblica.

Grazie ancora.

Marina Masiero – Ancona 

Potete inviare le email al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: redazione@lavocedeltrentino.it

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Io la penso così…

L’accordo Rossi – Ianeselli basato sul poltronismo e sull’individualismo – di Andrea Merler

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Egregio direttore,

le elezioni comunali di Trento che si terranno il prossimo 3 maggio ci stanno facendo vivere una pagina politica governata dai tatticismi e dagli individualismi.

Dopo aver assistito ai numerosi rimpasti del Sindaco uscente Andreatta e allo sbilanciamento della coalizione a sinistra anche nella “nuova Alleanza targata Ianeselli, abbiamo ulteriori conferme della continuità di visione politica e di spostamento del baricentro.

Dobbiamo registrare però anche una novità con l’avvento dell’accordo “riservato” tra l’ex Presidente Rossi che rappresentava in quel momento il PATT e il Sindacalista della CGIL.

Questo accordo è stato interpretato come positiva risoluzione dell’imbarazzante situazione d’impasse sulla figura del Presidente Rossi che si era venuta a creare durante l’estate del 2018, qualche mese prima dell’ormai storica debacle nelle elezioni provinciali di ottobre.

La domanda che molti moderati si pongono ora, è questa: cosa può essere cambiato dall’estate del 2018 ad oggi?

Probabilmente il fatto di essere finiti sui banchi delle minoranze in Consiglio provinciale non è stato mai digerito da chi aveva detenuto le leve del potere per più di vent’anni e allora si è cercato di porre un giusto rimedio con il patto Rossi-Ianeselli.

A mio modo di vedere questa non è politica con la “P” maiuscola, ma denota invece lo scadimento dei rapporti politici, basati più sull’individualismo e sul poltronismo piuttosto che su stabili progetti di medio e lungo termine.

Le solide (?) basi di questo patto si appalesano pertanto come un mero scambio di posti di potere.

In epoca romana si usava il “do ut des” (io do affinché tu dia) per sancire un accordo, così come nel 2020 l’ex Presidente Rossi e il Sindacalista Ianeselli hanno concertato uno scambio di favori reciproci con buona pace di tutti. Ci si dimentica però che le promesse cariche giuntali per il PATT dipendono dagli equilibri futuri e incerti delle forze politiche di un’eventuale maggioranza e devono pur sempre passare al vaglio del voto elettorale.

Per nostra fortuna la democrazia prevede ancora questo fondamentale passaggio e le maggioranze non si decidono certo preventivamente nelle segrete stanze dei partiti o sulla base di patti tra presunti leader, perché sono solo gli elettori che possono decidere a chi assegnare la fiducia e la guida amministrativa della città. Nel “nuovocentrosinistra-autonomista che, di fatto, viene indicato solamente sotto l’egida di un’altra etichetta, pare che se lo siano dimenticati in troppi e si pensi, a torto o a ragione, di avere già la vittoria in tasca ancora prima di aver giocato la partita fino in fondo. Staremo a vedere come andrà a finire.

Quanto al PATT ho trovato quantomeno incoerente il suo segretario politico quando ha affermato che il partito, pur sostenendo a tutti gli effetti l’ormai ex Segretario della CGIL, non deve essere considerato nel centrosinistra.

Forse si pensa che il nuovo marchio formale della coalizione salverà l’apparenza, ma non basterà certo per la verifica della sostanza dei fatti oppure si ritiene che in città l’elettore sia ingenuo e creda alle favole politiche.

Come non comprendere tale contraddizione in termini e la finzione politica dato che con l’elezione diretta del Sindaco di Trento, prevista a partire dalla tornata del lontano 1995, il PATT è invece da considerare – senza riserva – all’interno della coalizione che sostiene Ianeselli e non potrebbe essere diversamente.

La prova di quanto appena affermato sarà anche la stessa scheda elettorale dove il simbolo del partito delle Stelle alpine dovrà indicare chiaramente il sostegno al candidato Sindaco Ianeselli anche solo per evitare la nullità delle schede.

Nel caso in cui avesse voluto veramente percorrere altre strade, il PATT, avrebbe invece dovuto sostenere un suo Alfiere o un altro candidato Sindaco di gradimento.

Ecco spiegato un altro motivo per cui le dichiarazioni del segretario Marchiori lasciano politicamente esterrefatti e le sue esternazioni si possono giustificare solo per la volontà di confondere gli elettori disattenti.

Il famoso terzo Polo di centro territoriale che avrebbe dovuto nascere dall’accordo tra PATT, UPT, #InMovimento e qualche altro cespuglio, è stato un vero e proprio bluff politico portato avanti scientemente dello stesso PATT e anche dall’Unione per il Trentino non più Cantiere Civico Democratico, che si sono ben presto allineati al nuovo corso dissolvendolo in una sola notte come la neve al sole d’agosto dopo l’improvvisa accelerazione impressa dal patto di ferro Rossi-Ianeselli.

Per il centrodestra si presenta l’occasione che tutti aspettano da una vita in una prospettiva di continuità rispetto a quello che si è già realizzato a livello provinciale nell’ottobre del 2018.

Il problema è che lo sbilanciamento a sinistra dell’altra coalizione antagonista deve essere valutato attentamente dalle componenti del centrodestra se si vuole pensare di poter intercettare il voto dei moderati disorientati. Una soluzione al rebus è la rinuncia senza remora alcuna al candidato Sindaco leghista, ma con la concreta e irripetibile opportunità di poter allargare il consenso necessario a vincere le prossime elezioni amministrative o perlomeno permettersi di giocarsi la partita partendo ad armi pari.

Se ciò non fosse compreso e si volesse imporre un candidato di bandiera, la partita diventerebbe impari e soprattutto non credo potrebbe sarebbe attrattiva del voto moderato che andrebbe disperso negli indecisi e nell’astensionismo con effetti imprevedibili.

Ad oggi non possiamo immaginare l’esito del confronto interno al centrodestra perché nulla è stato ancora deciso e si continua a tergiversare tatticamente verosimilmente in attesa dell’esito positivo delle regionali in Emilia-Romagna e Calabria. I risultati definitivi di quest’ultime tornate elettorali andranno a certificare se tale scelta sia stata più o meno lungimirante oppure segneranno un autogol per aver lasciato un vantaggio insperato agli altri che hanno già iniziato la campagna elettorale.

Per il governo amministrativo e il bene della città c’è da sperare che si transiti velocemente dal tatticismo e dall’individualismo per arrivare all’instaurarsi delle condizioni più favorevoli per un confronto politico vero tra i due schieramenti in campo.

Di temi irrisolti e di quelli da affrontare ci sarà tanto da discutere in campagna elettorale e devo però concludere che fino ad ora non si sono notate grandi novità all’orizzonte né sul fronte dei candidati disponibili perché i big delle preferenze sono pur sempre gli stessi interpreti, né tantomeno sul piano dei programmi da attuare. Basterà la somma algebrica dei voti dei singoli protagonisti per vincere o serve qualcosa d’altro?

Sono convinto che le persone di buon senso, i lavoratori, gli imprenditori e i professionisti vogliano ancora immaginare una prospettiva positiva e credo che la Trento del futuro abbia la necessità di concretezza, di efficacia e di efficienza per riconquistare la piena fiducia dei cittadini e di poter riaffermare il suo ruolo politico di primo piano anche nei confronti della Provincia.

Andrea Merler – Trento

Per inviare le lettere al direttore per la rubrica «io la penso così» scrivere a: redazione@lavocedeltrentino.it

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Io la penso così…

Il PATT partito fuori dalla politica seria e reale – di Lorenzo Rizzoli

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Spett.Le Direttore,

le parole del segretario provinciale del PATT Simone Marchiori fanno riflettere.

Marchiori evidenzia che alle prossime elezioni comunali di Trento del 3 maggio 2020 il PATT sarà un partito BLOCKFREI rispetto alla coalizione del centrosinistra, ma appoggerà il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Franco Ianeselli sulla base di uno specifico accordo tra il partito ed il candidato sindaco.

Quindi, presumo, che la coalizione non sarà il “classico” centrosinistra autonomista, ma la novità sarà proprio questa: il “centrosinistra“ da una parte e l’”autonomista” a lato del solo candidato sindaco (fuori dalla coalizione).

L’accordo tra il PATT ed il candidato sindaco, stante ciò che si legge sulla stampa cartacea e online, dovrebbe consistere nei “ruoli” di Vicesindaco e qualche ruolo di assessore comunale.

Suona come “Caro Ianeselli, il PATT non entra in coalizione del centrosinistra in quanto non crede a questo tavolo, ma ti appoggiamo; in cambio dammi qualche ruolo all’interno della tua squadra di governo”.

Qualche domanda l’elettore se la fa. Che politica è questa? O meglio, questa è politica???

Un partito che negli ultimi anni (elezioni comunali Trento 2015 ed elezioni provinciali Trento 2018, con esame del voto sul Comune di Trento) si è assestato appena sotto il 10%, come può, oggi, “blindare” ruoli importanti quando non sa se riuscirà a confermare gli ultimi risultati?

E ancora, se per caso il PATT dimezzasse il risultato portando a casa un “misero” 5%, l’accordo con il candidato Sindaco, in caso di vittoria di Franco Ianeselli, rimarrebbe valido o il PATT verrebbe scalzato nella “distribuzione dei ruoli di governo” da forze politiche della coalizione di centrosinistra che raggiungono un risultato più dignitoso (es. Futura, UPT, ecc.)? Ed in questo caso il PATT minaccerebbe di rompere l’accordo con il Sindaco Franco Ianeselli passando alla “minoranza”?

Dati i comportamenti del PATT si potrebbe rispondere positivamente a quest’ultima domanda, ma meglio lasciare la risposta a maggio 2020.

L’augurio che mi faccio è che gli elettori valutino bene anche queste mosse politiche che, a mio modo di vedere, nulla c’entrano non solo con una politica seria, con una politica leale o con una politica del “fare”, bensì nulla hanno a che fare con la politica!

Lorenzo Rizzoli

Per inviare le lettere al direttore per la rubrica «io la penso così» scrivere a: redazione@lavocedeltrentino.it

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