codice rosso stop alla violenza
Connect with us
Pubblicità

eventi

La formazione della Polizia Locale contro la violenza. Successo per l’evento ANVU a Trento

Pubblicato

-

Grande partecipazione al Convegno indetto oggi dall’ANVU associazione professionale della Polizia Locale, un successo dato da un’ottima organizzazione e dalla levatura di relatori di assoluta eccellenza per la tematica: “ Tutela della vittime di violenza domestica”

La lodevole iniziativa proposta dal funzionario e Presidente Provinciale ANVU dr. Cosimo Maria Zaccaria e dal Presidente Regionale ANVU Marco Demattè ha pertanto riscosso il successo sperato, si ringraziano partecipanti ed autorità intervenute. Un ringraziamento particolare va alle istituzioni patrocinanti questo progetto, la Presidenza del Consiglio Provinciale e Regionale del Trentino.

Il tema è attualissimo e molto sentito come avevamo già potuto osservare in altre occasioni e manifestazioni ed evidenziato nel nostro precedente articolo

PubblicitàPubblicità

Nel pubblico erano presenti molti ufficiali ed agenti della Polizia Locale, Carabinieri, Finanza e Polizia di Stato nonché ospiti graditi delle Istituzioni per la proposta formativa Anvu considerato il grande l’interesse e la volontà di formazione sulla importante e nuova normativa.

Il 9 agosto infatti è entrata in vigore la Legge 19 luglio 2019, n. 69, conosciuta come Codice Rosso, che ha introdotto modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e nuove disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Nel convegno sono stati evidenziati molti esempi concreti e pratici nonché aspetti fondamentali legati alla verità ed integrale genuinità delle querele legate a queste tematiche.

È stata sottolineata agli operatori di polizia presenti al corso l’ importanza vitale, nella corretta applicazione della norma, dell’avviso immediato al PM supportato dai maggiori elementi possibili ed anche ad eventuale discolpa del presunto colpevole da ricercare con l’attività di PG.

Pubblicità
Pubblicità

Infatti non sono rari i casi di false denunce – specie nelle coppie che stanno affrontando delle separazioni – che potrebbero avere effetti devastanti per l’accusato pur quando venisse poi assolto in virtù di approfondite indagini.

Una falsa querela ha effetti così deleteri professionalmente e di forte discredito sociale che potrebbero portare in certi casi fino al suicidio dell’ innocente accusato ingiustamente. Su questo è doveroso prestare tanta attenzione quanta ne và alle vittime.

È stato fortemente ribadito che il fine ultimo e nobilissimo dell’ attività di PG è sempre quello della ricerca della verità, raccogliendo sempre tutti gli elementi, sia a favore che a discolpa.

Queste sono le principali novazioni legislative:

Art. 387 bis c.p. Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa

Chiunque, essendovi legalmente sottoposto, violi gli obblighi o i divieti derivanti dal provvedimento che applica le misure cautelari di cui agli articoli 282-bis e 282-ter del codice di procedura penale o dall’ordine di cui all’articolo 384-bis del medesimo codice è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Art. 612 ter c.p. – c.d. Revenge Porn Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.

Era assolutamente opportuno in un mondo cambiato, tecnologico e con una portata offensiva elevata della rete punire severamente questi comportamenti che hanno già portato a conseguenze estreme molte persone.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000.

La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.

Novità anche per chi sfregia con l’acido o deturpa l’aspetto fisico di una persona.

Questi casi hanno allarmato e indignato tutto il paese anche se si sono notate delle disparità dal punto di vista delle vittime.

Infatti dice di aver ricevuto meno visibilità mediatica il maschio William Pezzulo, sfregiato in faccia con l’acido dalla sua ex fidanzata, Elena Perotti e da un suo complice, il 19 settembre 2012, racconta in una intervista la sua disavventura che ha visto una condanna mite della responsabile a soli otto anni di carcere e che sconterà agli arresti domiciliari per motivi di salute.

A dispetto della parità di genere “l’uomo è molto meno considerato, quando è vittima di un attacco con l’acido. Se capita a una donna, l’attenzione mediatica è diversa”.

Art. 583 quinquies c.p. Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

Giustissimo aumento di pena giunti grazie alla sensibilizzazione del legislatore forse grazie all’opinione pubblica ed anche alla stampa, alle immagini dei volti deformati delle donne occorre ricordare che ci sono anche quelli di uomini, non sempre ricordati, infatti non solo femmine ma maschi sono stati sfregiati con l’acido, e l’orrore è lo stesso.

Chiunque cagiona ad alcuno lesione personale dalla quale derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso è punito con la reclusione da otto a quattordici anni. La condanna ovvero l’applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per il reato di cui al presente articolo comporta l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno.

Esiste un fondo che copre i rimborsi alle vittime quando i colpevoli non provvedono a risarcire ma vi si può accedere solo se si guadagna meno di 11.500 euro l’anno, pertanto su questo fronte ancora c’è molto da fare.

Tutto ciò considerato è doveroso confermare che è importante certamente che il messaggio contro la violenza sia forte, soprattutto contro chi è parte debole, ricordando che spesso parti deboli sono anche i bambini, gli anziani e gli stessi uomini, non esclusivamente le donne.

Che ci siano meno casi di violenza sugli uomini non è un dato di fatto. In Italia non ci sono indagini ufficiali e largamente condivise che possono confermarlo. E gli uomini, a causa dello stereotipo di virilità e della quasi certezza di non essere creduti, non denunciano.

In Gran Bretagna il ministero dell’Interno ha monitorato l’andamento del fenomeno della violenza in Inghilterra negli ultimi anni: se prima la forbice tra donne e uomini vittime era piuttosto ampia, adesso si parla di un 7,9% contro un 4,2 per cento.

«Le donne hanno quasi il doppio delle probabilità di subire abusi domestici», si legge nel rapporto.

Si parla di «1,3 milioni di donne vittime e 695 mila di sesso maschile», numeri comunque importanti in entrambi i casi anche se, tiene a precisare il ministero, «le stime non tengono conto del contesto e dell’impatto dei comportamenti abusivi subiti».

Tutti dobbiamo essere più attenti e sensibili nei confronti della violenza, la violenza non ha genere, va difesa la parte più debole e diffusa una maggior cultura della non violenza.

La nozione di «violenza domestica», era già stata offerta dall’art. 3, del d.l. 93/2013 (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere), conv. dalla l. 113/2013, sulla scia di quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul : «[..] si intendono per violenza domestica uno o più atti, gravi ovvero non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra persone legate, attualmente o in passato, da un vincolo di matrimonio o da una relazione affettiva, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima.

Nel 2011 è stata approvata la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Istanbul, 11 maggio 2011), che, fondata sulla Raccomandazione “Rec(2002)5 on the protection of women against violence”, stabilisce per la prima volta dei parametri vincolanti per prevenire la violenza contro le donne e la violenza domestica, proteggere le vittime e punire gli autori.

La Convenzione è entrata in vigore l’8 agosto del 2014 e al momento è stata ratificata da 16 Stati, tra i quali la Spagna il 10 aprile 2014 e l’Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 771.

La Convenzione enfatizza il concetto di violenza domestica, definita all’art. 3, lett. b) come ricomprendente “tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima”.

Non si deve dimenticare, infatti, che in molti ordinamenti la violenza domestica è stata sino a tempi recenti considerata meno grave della violenza extra – domestica.

Con questa ultima normativa del Codice Rosso si porta a compimento un processo legislativo che negli ultimi anni è sempre andato migliorando e si pone l’obbiettivo di difendere effettivamente la parte più debole e la direzione è quella giusta.

Pubblicità
Pubblicità

eventi

«La culla delle mamme»: Michel Odent racconta 70 anni di parti naturali

Pubblicato

-

“ La culla delle mamme” è una conferenza pubblica che terrà venerdì sera a partire dalle 19,30 al Centro Santa Chiara.

Interverrà il medico di fama internazionale Michel Odent che con la traduzione di Chiara Scropetta, parlerà di quella che è stata una svolta nella storia della nascita.

Odent è stato il pioniere di un nuovo tipo di consapevolezza sull’importanza che hanno le prime esperienze di vita.

Le sue riflessioni, i suoi ragionamenti e le sue domande costituiscono il racconto di una straordinaria esperienza durata 70 anni.

La sua relazione offrirà interessanti spunti. La serata è stata organizzata col sostegno della Fondazione Caritro e pur essendo ad ingresso gratuito è gradita la prenotazione: 3388868249.

Odent dopo aver lavorato in Algeria e Guinea come chirurgo di guerra, dirige per 23 anni (dal 1962 al 1985) il servizio di chirurgia e ostetricia/maternità del piccolo ospedale di Pithiviers, nel dipartimento del Loiret nella Francia centrale.

Le esperienze connesse a questi anni sono fondamentali nell’influenzare il suo interesse verso la storia della neonatologia e la ricerca sulla nascita e la salute.

Odent è noto per aver creato, in ambito ospedaliero, la prima “salle souvage”, un ambiente simile a una stanza di casa, una mediazione tra parto in casa e parto medicalizzato in clinica.

Trasferitosi a Londra nel 1985, fonda il Primal Health Research Centre, dove sostiene le prassi del parto attivo, del parto nell’acqua e dei concetti collegati alla salute primale, anche in riferimento al concetto di “assistenza sanitaria primaria” contenuto nella Dichiarazione di Alma Ata del 1978.

Una delle tesi sostenuta nei suoi saggi è quella secondo cui il percorso culturale fino ad oggi manifestatosi ha trascurato l’importanza dell’amore come potenziale, e per certi versi rivoluzionaria, strategia per la sopravvivenza umana; Odent asserisce che lo stile di vita umano (che finora ha generalmente sostenuto la validità e l’importanza del dominio dell’Uomo sulla Natura e sugli altri gruppi umani e animali) è ormai superato e non più idoneo allo scopo della sopravvivenza stessa.

Dal 1989 al 2012 Michel Odent ha prodotto nove opere di grande successo:

Ecologia della Nascita, Red Edizioni, 1989.
L’acqua e la sessualità, Red Edizioni, 1991.
Abbracciamolo subito! I veri bisogni del bambino e della mamma, Red Edizioni, 2006.
L’agricoltore e il ginecologo. L’industrializzazione della nascita, Il Leone Verde, 2006.
Psiconeuroendocrinologia della nascita, Centro Studi il Marsupio, luglio 2007.
La scientificazione dell’amore. L’importanza dell’amore per la sopravvivenza umana, Urrà Edizioni, 2008.
Il cesareo, Blu Edizioni, 2009.
Le funzioni degli orgasmi, Terra Nuova edizioni, 2009.
Nascere nell’era della plastica, Terra Nuova edizioni, 2012.

Continua a leggere

eventi

Si chiude Idee Sposi, appuntamento alla prossima edizione

Pubblicato

-

Cala il sipario sulla manifestazione dedicata al matrimonio: stand affollati e visitatori incuriositi, in cerca di spunti e suggerimenti oppure dell’occasione perfetta per il grande giorno.

È giunta a conclusione la diciassettesima edizione di Idee Sposi, la fiera a Trento che da oltre tre lustri si dedica all’evento nuziale con uno sguardo a 360 gradi su quello che serve alle coppie per sciogliere lo stress organizzativo del giorno del matrimonio.

Anche oggi, ultimo dei tre giorni di fiera, sono stati numerosi i visitatori che hanno scelto di approfittare della cinquantina di espositori riuniti nei 2.500 metri quadrati del polo espositivo Trento Expo per trovare in un unico momento una vasta gamma di soluzioni, prodotti e servizi e magari confrontarsi con altre coppie nella stessa fase della vita che stanno affrontando il medesimo percorso.

La parola d’ordine, in via Briamasco, è sicuramente personalizzare: tutto, nella giornata del matrimonio, deve parlare degli sposi.

Ecco allora che i professionisti presenti a Idee Sposi sono pronti ad ascoltare: comprendere le esigenze di ognuno è la prima regola per indirizzare le coppie alla scelta più appropriata, si tratti di una baita o di un castello per il ricevimento, di un menù classico o delle isole tematiche per coppie – e invitati – più dinamici. E sempre più, rivelano gli espositori presenti alla fiera, i futuri sposi sono attenti all’ambiente: chiedono di non usare la plastica oppure dove vada a finire tutto il cibo non consumato nella giornata.

A Idee Sposi ci sono anche aziende che collaborano con il Banco alimentare del Trentino, che il giorno successivo al ricevimento recupera il cibo e lo dona alle strutture caritative. Chi ha deciso di fare visita alla fiera ha potuto spaziare dalla ristorazione agli abiti da sposa, sposo e cerimonia, dai fotografi alle gioiellerie, dai wedding planner agli specialisti dell’intrattenimento.

Ha potuto chiedere consigli per la luna di miele – gli Stati Uniti e il Giappone rimangono le destinazioni più gettonate anche per il 2020 – oppure suggerimenti per scegliere la torta nuziale più adatta: quella classica, con pan di spagna, crema chantilly e una copertura di cioccolato bianco rimane un evergreen in grado di accontentare tutti, ma la moda del momento, importata da Stati Uniti e Gran Bretagna, è la torta nuda, quella, cioè, che non prevede i tipici rivestimenti con creme, glasse, pasta di zucchero o altro.

I pasticceri presenti a Idee Sposi, però, realizzano anche torte a tema personalizzate su richiesta degli sposi.

«Non c’è dubbio che per gli innamorati che devono organizzare il matrimonio Idee Sposi costituisca una grandissima opportunità: a Trento Expo si può trovare davvero tutto ciò che serve, fornito dalle migliori aziende e dai professionisti più qualificati del settore – assicura il presidente di Keeptop Fiere Milo Marsili – il buon riscontro di pubblico e la soddisfazione diffusa fra espositori e visitatori sono ogni anno motivo di grande soddisfazione. Ho visto molte coppie lasciare il salone espositivo contente: la maggior parte arriva con le idee molto chiare e nella fiera riesce a trovare quello che cerca. Idee Sposi si conferma il punto di riferimento per il settore wedding in regione e da parte nostra c’è la voglia di continuare a crescere, rinnovarci e svilupparci per far sì che la manifestazione mantenga il ruolo di leader che ha saputo conquistarsi. Preannuncio già novità e sorprese per la prossima edizione».

Non resta dunque che guardare con fiducia al futuro. Prima, però, Keeptop Fiere invita a segnare in agenda un altro appuntamento importante: dal 14 al 16 febbraio 2020, infatti, Trento Expo ospiterà la sesta edizione di Idee Benessere.

Continua a leggere

eventi

Villazzano: stasera la serata dedicata alla tragedia di Černobyl

Pubblicato

-

Presso la sala Civica sopra il Teatro di Villazzano a partire dalle ore 20.00 ospiterà questa sera una serata sul tema “ Chernobyl è entrato nella nostra vita e ci è rimasto”, organizza l’associazione Villazzano Solidale in collaborazione con la circoscrizione di Villazzano.

Interverranno i fisici nucleari Mirco Elena e Aldo Valentini; il fotografo giornalista Sandro Botto ed in conclusione di serata sarà offerto un rinfresco.

Era il 26 aprile 1986 quando alle ore 1.23 e 40 secondi del mattino, presso la centrale nucleare V.I. Lenin, situata in Ucraina settentrionale (che all’epoca faceva parte dell’Unione Sovietica), a 18 chilometri da quella di Černobyl e a 16 dal confine con la Bielorussia, ci fu l’esplosione.

È stato il più grave incidente nucleare mai verificatosi in una centrale nucleare e uno dei due incidenti classificati come catastrofici con il livello 7 (massimo della scala INES) dall’IAEA, insieme all’incidente avvenuto nella centrale di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011.

Un disastro ambientale gravissimo il cui ricordo è rimasto intatto negli anni.

L’esplosione del reattore uccise due addetti della centrale, un terzo morì di trombosi coronarica. Tra il personale e i primi soccorritori, 134 persone furono ricoverate per gli effetti acuti delle radiazioni28 morirono nelle prime settimane, altri 19 negli anni seguenti. Fra i civili, più di 4 mila persone, in gran parte bambini e adolescenti, hanno contratto un cancro alla tiroide, che ha causato 15 vittime. La sorveglianza epidemiologica si è però fermata al 2002, sebbene le persone continuino ad ammalarsi.

Nel complesso, le morti accertate sono dunque 65, ma purtroppo si tratta soltanto della punta dell’iceberg. La gran parte delle vittime si avrà infatti per gli effetti a lungo termine delle radiazioni, destinati a manifestarsi in forma di tumori e leucemie

Le associazioni antinucleariste internazionali, fra le quali Greenpeace, presentano una stima fino a 6.000.000 di decessi su scala mondiale nel corso di 70 anni, contando tutti i tipi di tumori riconducibili al disastro secondo il modello specifico adottato nell’analisi.

Il gruppo dei Verdi del parlamento europeo, pur concordando con il rapporto ufficiale ONU per quanto riguarda il numero dei morti accertati, se ne differenzia e lo contesta sulle morti presunte, che stima piuttosto in 30 000-60 000

Le cause furono indicate variamente in gravi mancanze da parte del personale, sia tecnico sia dirigenziale, in problemi relativi alla struttura e alla progettazione dell’impianto stesso e della sua errata gestione economica e amministrativa.

Nel corso di un test definito “di sicurezza”, il personale si rese responsabile della violazione di svariate norme di sicurezza e di buon senso, portando a un brusco e incontrollato aumento della potenza (e quindi della temperatura) del nocciolo del reattore n. 4 della centrale: si determinò la scissione dell’acqua di refrigerazione in idrogeno e ossigeno a così elevate pressioni da provocare la rottura delle tubazioni del sistema di raffreddamento del reattore.

Il contatto dell’idrogeno e della grafite incandescente delle barre di controllo con l’aria, a sua volta, innescò una fortissima esplosione, che provocò lo scoperchiamento del reattore e di conseguenza causò un vasto incendio.

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza