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Politica

Vox Italia sbarca a Trento: “Contro i finti populismi gialloverdi, sovranità vera e diritti sociali”

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Il partito è nato lo scorso 14 settembre, e dopo la prima presentazione in Alto Adige avvenuto il 19 ottobre a Bolzano i “sovranisti liberi” di Vox Italia sono approdati anche a Trento. Ieri, all’auditorium San Giuseppe, la presentazione ufficiale.

Ad aprire i lavori sintetizzando i punti fondamentali del programma la coordinatrice regionale Cristina Barchetti, che ha recentemente preso la decisione di lasciare Fratelli d’Italia “per iniziare un nuovo progetto politico controcorrente rispetto al pensiero unico del politicamente corretto ma eticamente corrotto”.

Parla di un partito diverso dagli altri, Barchetti: “Ci hanno additato come nuovo contenitore dei 5 Stelle ma questo non  corrisponde assolutamente a verità. Noi siamo aperti al dialogo politico con chiunque sostenga un pensiero libero e un’ideologia pulita che sia come la nostra. Dall’economia autonoma di stampo keynesiano al rispetto dell’dentità, difendiamo la gente. L’euro non è una moneta ma un sistema di guerra ai popoli liberi: noi non nasciamo per produrre e fare andare avanti un sistema globalizzato e schiavista. Siamo esseri umani e non numeri. La politica deve tornare a essere la ricerca del vero, la popolazione deve essere correttamente informata e non solo dal mainstream. E’ per questo che noi cercheremo di dare un’informazione corretta e indipendente”.

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La neo costituita realtà, nata da un’iniziativa del filosofo Diego Fusaro e guidata da Francesco Toscano, punta in alto e si vuole affermare come “il primo partito Ideologico dell’era post ideologica“. Al contempo, con molto lavoro e umiltà – affermano i suoi rappresentanti – si vuole lavorare per il bene dei cittadini e con la volontà, forte, di tornare a dare voce al popolo.

Nessuna fazione politica dunque ma valori che si richiamano alla destra come il sentimento nazionale, l’identità di popoli, il sovranismo monetario, politico ed economico così come a quelli di sinistra quando si parla dei temi della giustizia sociale, i diritti e la lotta per le classi subalterne, della difesa delle classi lavoratrici e medie “glebalizzate” e pauperizzate dal modello di sviluppo liberista.

Lo ha sottolineato anche Fusaro nel meeting milanese degli scorsi giorni, che ha ribadito il netto rifiuto di Vox Italia delle etichette ideologiche, per lo “sviluppo di una politica sovranista, socialista, populista e democratica, che, attraverso l’attuazione della Costituzione repubblicana del 1948, porti l’Italia a conquistare la sovranità politica, economica, monetaria e militare, in un’ottica di collaborazione internazionalista tra stati sovrani”.

La verità va spiegata: questo pare essere il motto della nuova compagine che anche nel capoluogo è pronta a mettersi al servizio della cittadinanza per una politica  innovativa e di “rottura”,  in contrapposizione al sedicente sovranismo liberista delle destre verdi-bluette.

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Nel suo intervento telefonico nel corso dell’incontro, il presidente Francesco Toscano ha sottolineato che “in Trentino Alto Adige i rappresentanti di Vox Italia stanno facendo un lavoro eccezionale per portare avanti il progetto del partito. Noi non facciamo politica estremizzando e polemizzando, ma lavorando per la gente“.

Netta distanza dal Vox spagnolo.

La nostra realtà non ha nulla a che fare con il partito politico spagnolo fondato il 17 dicembre 2013 da alcuni membri dissidenti del Partito Popolare – ha rimarcato Barchetti – . Loro sono di estrema destra ma il loro sovranismo passa per il liberismo che noi rifiutiamo. Tra i nostri obiettivi ci sono comunque il mantenimento del sovranismo, ma non quello finto di Salvini, poi auspichiamo un’uscita ragionata dall’Euro e una valorizzazione dell’economia nazionale con il recupero dell’indipendenza energetica, alimentare con la centralizzazione industriale che al contempo rimanga aperta agli accordi bilaterali internazionali. Ci rifacciamo per questo motivo a un tipo di economia keynesiana“.

Fanno parte del team di Vox Italia anche il referente per Trento, l’ex leghista Carlo Emanuele Schifano, e i bolzanini Eriprando della Torre di Valsassina e Daniele Tommasi.

Nel corso della conferenza, Della Torre di Valsassina ha dal canto suo evidenziato l’incompatibilità dei trattati europei con la Costituzione repubblicana; punto di riferimento fondamentale di Vox Italia per la riconquista della sovranità della nostra Nazione. Inoltre, ha sostenuto l’illegittimità delle cessioni di sovranità, che sono da considerarsi reato.

Quelli che hanno tentato l’esperimento populista per la difesa delle fasce deboli e della sovranità della Nazione hanno fallito miseramente perché in verità non c’era nessuna reale intenzione né di difendere il sovranismo né di tutelare le fasce deboli della popolazione – ha sottolineato Della Torre di Valsassina – .  Si tratta chiaramente di un finto sovranismo a ispirazione liberista di impronta gialloverde che noi rigettiamo. Lega e MoVimento 5 Stelle lavoravano politicamente all’interno di un sistema liberista e non si può nemmeno pensare di recuperare sovranità all’interno di un sistema di questo tipo. Vox Italia nasce proprio per questo“.

Perché sosteniamo un’uscita ragionata dall’euro? – continua Della Torre – Perché questa moneta unica non è semplicemente una moneta ma rappresenta l’esercito di occupazione con il quale il sistema liberista in Europa occupa le nazioni e impedisce loro di essere sovrane. Naturalmente l’Unione europea, per agire in questo modo, ha dovuto disattivare completamente le Costituzioni dei singoli Paesi e soprattutto quella italiana, che fondamentalmente socialdemocratica e antiliberista.

Noi come Vox Italia chiediamo che venga ripristinata la versione originale della nostra Costituzione, non quella modificata con il Pareggio di Bilancio che impedisce all’Italia di fare deficit e di fatto toglie allo Stato il controllo sulla propria politica monetaria“.

È intervenuto quindi Daniele Tommasi che ha rilevato come il liberismo abbia fatto allontanare l’Uomo dalle sue radici, intese come eredità presente di una cultura e una tradizione organica e specifica, omologando tutti i popoli ad un modello unico di pensiero, di usi e di costumi.

Per Tommasi “non dobbiao pensare di appiattirci a vivere nella società dell’homo omini lupus di Hobbes. I nostri ragionamenti e le nostre scelte non sono razionali ma dettati dalle paure che non ci permettono di allontanarci da ruolo che ci vogliono assegnare, ovvero quello del consumatore perfetto, totale. Per anelare ad essere liberi, dobbiamo pretendere di elevarci affinché la nostra coscienza torni viva e consapevole, non più soggetta a manipolazioni o appiattimenti di massa“.

Infine, la parola è passata al referente per il Trentino Schifano, il quale ha illustrato quelle che saranno le prime battaglie politiche del movimento sul territorio tra cui il problema dell’immigrazione incontrollata e la sospensione dell’l’introduzione del 5G fintantochè non ci saranno garanzie per la tutela della salute dei cittadini.

Non siamo contro la tecnologia, ma siamo cittadini che vogliono essere informati sui rischi per la Salute pubblica che possono comportare questi piccoli ripetitori distribuiti capillarmente in ogni dove.

Per quanto riguarda il sistema in cui viviamo, posso pensare che Orwell si metterebbe le mani nei capelli pensando che il paradosso del suo ‘1984’ è qua, e forse lo abbiamo anche superato. Sono un ex leghista proveniente dalla realtà brianzola, deluso da manovre politiche che non ho capito“.

Schifano ha infine dichiarato come Vox Italia sia aperto al dialogo con i cittadini per affrontare le problematiche relative al territorio assieme all’imminente creazione del circolo cittadino di Trento di Vox Italia.

Il 21 dicembre saremo inoltre in tutte le piazze italiane per farci conoscere. Se i cittadini riterranno che questo progetto possa avere uno sviluppo saremo contenti di portare avanti questo impegno civile e politico“.

Sotto, il team regionale di Vox Italia

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Politica

Matteo Salvini a Bibbiano: «Giù le mani dai bambini»

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Ultima sfida, Bibbiano. Il centro blindato per la doppia manifestazione della Lega e delle Sardine.

Matteo Salvini e la candidata leghista per la Regione Emilia Romagna, Lucia Borgonzoni, sul palco alle 18 in piazza della Repubblica, proprio di fianco al municipio ma senza nessun simbolo.

Sul palco, lo striscione: “Giù le mani dai bambini“, simbolo dell’iniziativa e siluro contro la sinistra che è stato lo slogan cantato dalla piazza insieme a Salvini verso il finale del comizio.

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Presenti quasi 3 mila persone (Bibbiano fa 10 mila persone) che hanno applaudito. Fra di loro molta commozione nel sentire le storie delle mamme di Bibbiano a cui hanno strappato i figli ingiustamente.

Sul palco anche la mamma del piccolo Tommy, il bambino di 18 mesi rapito e assassinato a colpi di vanga nel 2006, per il quale sono stati condannati Antonella Conserva e Mario Alessi.

La donna condannata a 24 anni ha già ottenuto dei permessi premio ed è libera di girare nel luogo dove è avvenuto l’omicidio. La mamma di Tommy sul palco ha chiesto maggiore giustizia fra gli applausi della piazza.

Sul palco si sono alternati, moderati dall’ex ministra della Famiglia Alessandra Locatelli, alcuni genitori ai quali i servizi sociali della Val d’Enza hanno tolto i figli.

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Accanto a loro il leader della lega. Sotto il palco diversi cartelli contro la magistratura e a favore della famiglia “uomo-donna”.

«Voglio l’Italia unita nella lotta contro la droga, quartiere per quartiere, giardinetto per giardinetto, scuola per scuola, senza se e senza ma. Con le buone o con le cattive gli spacciatori vanno cancellati dalla faccia di questo Paese»ha detto Salvini prima di dare la parola alle mamme di Bibbiano che hanno raccontato le loro storie fatte di soprusi e allontanamenti illegittimi dell’operazione angeli e demoni

“Dobbiamo rivedere la legge sull’affido condiviso: mamma e papa’ possono litigare ma i bambini devono rimanere con le famiglie”. Cosi’ Matteo Salvini chiudendo la manifestazione in piazza a Bibbiano. “Massimo rispetto per quelle case famiglie che aiutano sul serio i bambini, massimo disprezzo per quelle strutture che sui bambini hanno fatto i soldi. Viva Bibbiano e sappiate che sono pronto a dare la vita per riportare a casa questi bambini. Giu’ le mani dai bambini”. 

“Ci sono oltre 26mila bimbi lontani, spesso per motivi giustificati. Ma se ce ne fosse solo uno lontano da mamma e papa’ senza motivo allora è dovere di un popolo civile riportarlo a casa”.

 

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Politica

Porte aperte in Consiglio regionale con il concerto per De Gasperi e Lubich

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Sabato 25 gennaio le porte del Consiglio regionale si apriranno alla cittadinanza in occasione di un concerto che chiude simbolicamente la giornata che vedrà il Presidente Mattarella protagonista a Trento e che vedrà ricordate le figure di Chiara Lubich e Alcide De Gasperi.

E il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher, ha voluto raccogliere la proposta del presidente del Coro del Noce, Paolo Magagnotti, di rendere omaggio allo Statista con un evento durante il quale ne verrà idealmente ripercorsa la vita politica, attraverso i canti della tradizione e il racconto per immagini della vita del padre dell’Autonomia trentina.

Madrina del coro e dell’intera serata, Maria Romana De Gasperi, che sarà presente dopo aver inaugurato, insieme al presidente Mattarella, lo spazio De Gasperi a Palazzo Thun.

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A partire dalle 20.30, il concerto avrà luogo nella Sala di Rappresentanza, il grande spazio progettato da Adalberto Libera e da pochissimo restaurato e messo a disposizione della cittadinanza.

Siamo orgogliosi – ha detto Paccherdi poter ospitare un evento così significativo nel Palazzo che racchiude in sé la storia della nostra Autonomia ed è la casa di tutti i cittadini. Questo concerto è una occasione per riscoprire in modo diverso il percorso di un uomo che ha permesso la rinascita della nostra terra e dobbiamo far sì che siano soprattutto i più giovani a poterne scoprire il valore”.

Le istituzioni hanno il dovere di organizzare momenti come questo, dove la nostra storia e le nostre tradizioni possono essere raccontate, dando vita a eventi che diventano occasione di arricchimento culturale e possono far nascere un dibattito costruttivo”.

L’Assessore regionale Claudio Cia,  che si è fatto portavoce della richiesta del Coro del Noce di poter dare vita a questo momento particolare, ha voluto rimarcare l’importanza di De Gasperi come uomo sotto il profilo politico, ma anche religioso e umano: “L’occasione della giornata in cui il Presidente Mattarella ricorderà Chiara Lubich e Alcide De Gasperi a Trento, ci permette  di riflettere anche su un altro aspetto del grande statista trentino, spesso sottovalutato: quello spirituale. De Gasperi è stato un uomo di grande fede e per capire il suo agire politico occorre pensare anche a questo aspetto”.

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Claudio Cia ha voluto anche lanciare l’idea di un collaborazione con il Museo Storico Trentino per la casa di De Gasperi in Val di Sella, un luogo della memoria molto amato da Alcide.

Il Presidente del Coro del Noce, Paolo Magagnotti, ha sottolineato il ruolo di Maria Romana De Gasperi come madrina della formazione mista e ha ricordato l’importanza della figlia dello Statista nel processo di conoscenza dell’opera del padre.

Il Concerto ripercorrerà – ha spiegato Magagnotti – la vita di De Gasperi attraverso le immagini che saranno proiettate su di un maxi schermo, mentre il coro ne accompagnerà la visione con i canti legati a momenti particolari del suo percorso.

Così, per esempio, mentre si vede De Gasperi chiuso in cella, il Coro intonerà “Addio Montagna”, oppure, mentre le immagini mostreranno la giovinezza a Innsbruck del politico trentino, si potrà ascoltare “Vienna Vienna”.

Il Coro del Noce – Nato ben 41 anni fa come Coro misto, il Coro del Noce prende il suo nome da fiume che percorre la val di Sole in tutta la sua estensione.

Una realtà che nel tempo si è affermata nel panorama regionale e nazionale con progetti volti al recupero sia dei canti di montagna sia a sonorità legate a momenti particolari della storia trentina, come l’emigrazione.

Nel titolo e sotto le interviste a Roberto Paccher e Claudio Cia

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Politica

«Voltaggabana»: nella classifica Conzatti supera Bottamedi. Pergher astro nascente

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È normalità che quando si entra nel periodo elettorale personaggi politici di secondo piano diventino vittime di un frenetico attivismo facendo di tutto per conquistare una visibilità che in altro periodo non avrebbero.

Uno degli esempi è Donatella Conzatti che sta sgomitando per mettersi in evidenza nel tentativo di trovare uno spazio tra l’armata Brancaleone formata dalle 11 liste che sostengono Ianeselli.

Dopo essere passata da Comunità Civica a Scelta Civica di Mario Monti, per traslocare poi all’Unione per il Trentino (UPT) tradita per trasferirsi in Alternativa Popolare di Angelino Alfano, Conzatti è tornata in Scelta Civica, per andare poi a far parte di Noi con l’Italia-UDC, approdando infine nella lista di Civica Popolare del ministro Lorenzin

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Ma non è ancora finita. Alle elezioni politiche del 2018 la Conzatti aderisce a Forza Italia con la quale, grazie ai voti della Lega, viene eletta senatrice. Poi decide di tradire il mandato elettorale per convolare a nozze con Italia Viva di Matteo Renzi.

Dopo questo percorso fatto di ben 9 salti della quaglia l'”affidabilità” politica di Donatella Conzatti è cosa certa e Ianeselli la può considerare tranquillamente un alleato del quale potersi fidare.

Qualche riflessione va fatta anche sulla candidatura con Forza Italia.

Di certo il curriculum della Conzatti non è quello di un politico di centro destra, ma allora perché ha accettato la candidatura?

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Non è che possa essere stata una scelta di comodo col l’obiettivo di facilitare quello che era il suo antagonista Tiziano Mellarini che fu il suo successore alla segreteria dell’Upt?

In questi giorni Donatella Conzatti è impegnata a far nascere una creatura con due teste o meglio due simboli: quello di Italia Viva affiancato da quello di #In Movimento di Andrea Robol rimasto isolato dopo la virata all’estrema sinistra del Patt.

Non solo, ma per uscire dall’agiato anonimato del Senato dov’è capogruppo di Italia Viva della Commissione Finanze, Donatella Conzatti ne ha pensato un’altra ed ha messo nel mirino il Festival di Sanremo.

L’iniziativa più recente è quella di scrivere alla Rai per chiedere l’esclusione del rapper Junior Cally accusato di inneggiare alla violenza di genere.

Precedentemente era intervenuta a favore della partecipazione della giornalista Rula Jebreal quale super retribuito ospite dello stesso festival.

Di certo alla Rai le lettere della Conzatti saranno tenute nella massima considerazione, ma intanto c’è sempre un giornale amico disposto a fare da cassa di risonanza e la visibilità è assicurata.

Ma Ianeselli farà decisamente meglio a selezionare con attenzione prima ancora degli alleati, le persone delle quali fidarsi.

Ma la «coerente» Conzatti è comunque in buona compagnia anche se con l’ultimo cambio di partito è balzata da sola in testa alla speciale classifica di quelli che nel gergo politico vengono chiamati «Voltagabbana» con l’iscrizione a ben 9 partiti.

Al secondo posto rimane saldamente Manuela Bottamedi, ritiratasi dalla scena politica. La ex consigliera provinciale in 7 anni ha cambiato sette partiti.

Tra gli astri nascenti specialisti nel salto della quaglia segnaliamo Roberto Pergher, medico dipendente dell’azienda sanitaria che ha criticato fortemente l’assessore Stefania Segnana che aveva sostenuto a tamburo battente nelle elezioni provinciali del 2018.

Pergher in soli 2 anni è passato da Civica Trentina ad Agire per il Trentino, a Forza Italia, alla Lega, e pochi giorni fa ha dichiarato di sostenere il PATT alleato con l’estrema sinistra alle prossime elezioni comunali del 3 maggio.

Di lui si ricorda soprattutto la locandina diffusa a suo sostegno sui social che pubblicava la data delle elezioni sbagliata. Cosa mai successa in Trentino

Se il buongiorno si vede dal mattino per lui, nella speciale classifica dei politici «coerenti», un futuro è assicurato. 

 

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