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Trento

Rinvio a giudizio Ugo Rossi e Maurizio Zanin per vicenda KJ2. La solidarietà di Fugatti e Tonini

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“Siamo dispiaciuti e vogliamo esprimere solidarietà, nella consapevolezza che la gestione degli orsi problematici è impresa delicata e difficile, che talvolta impone a chi amministra la cosa pubblica di adottare decisioni per garantire l’incolumità dei cittadini”. Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti commenta la notizia dell’imputazione coatta del suo predecessore, Ugo Rossi, e del dirigente provinciale Maurizio Zanin, all’epoca dei fatti responsabile del Servizio provinciale foreste e fauna.

“Siamo fiduciosi che l’iter giudiziario saprà chiarire in via definitiva motivi e necessità urgenti e indifferibili che hanno portato ad adottare una soluzione certo estrema ma, ricordiamo, prevista dalla normativa vigente, dal Piano d’azione per la gestione dell’orso e supportata dal parere dei massimi esperti nel campo della gestione dei grandi carnivori.”

Arriva anche la solidarietà del consigliere provinciale del Partito Democrativo Giorgio Tonini che esprime tutta la sua vicinanza ad Ugo Rossi e a Maurizio Zanin, rinviati a giudizio dal giudice, contro il parere dell’accusa, per l’abbattimento dell’orsa KJ2.

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«La severità del provvedimento, – si legge nella nota di Tonini – che chiede all’ex-presidente e all’ex-dirigente un pesante supplemento di pazienza nel vedere riconosciuta la correttezza del loro operato, va letta per quello che è: una dimostrazione di scrupolosità del vaglio di legalità, dinanzi ad una fattispecie per molti versi inedita, da parte della magistratura giudicante; mentre non può e non deve in alcun modo essere interpretata strumentalmente come l’anticipo di una sentenza di condanna. Sono certo che il giudice di merito saprà tenere nel dovuto conto la recente sentenza del giudice delle leggi, che ha confermato la piena legittimità costituzionale delle leggi provinciali che hanno attribuito proprio ai presidenti delle province autonome di Trento e di Bolzano la competenza e l’onere del difficile bilanciamento tra la tutela dell’ecosistema alpino, ivi comprese le specie di grandi carnivori, e la salvaguardia non solo della vita umana, ma anche delle attività e degli interessi economici delle popolazioni di montagna».

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