Connect with us
Pubblicità

Trento

Rete riabilitativa provinciale: a Villa Rosa via alla sperimentazione «NeMO»

Pubblicato

-

Era stato presentato poche settimane fa a Riva del Garda, nella cornice della XX Convention Scientifica Telethon.

Stiamo parlando di NeMO, centro di avanguardia nella cura delle malattie neuromuscolari che decollerà la prossima primavera all’interno dell’ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana.

Il nuovo centro potrà contare su 14 posti letto di ricovero ordinario per malattie neuromuscolari – neuroriabilitazione e di 4 posti letto in day hospital.

PubblicitàPubblicità

Ieri la Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, ha autorizzato l’Azienda sanitaria ad avviare a Villa Rosa un programma di sperimentazione della durata di cinque anni:

“Il centro prenderà in carico patologie fortemente invalidanti, come la SLA o le distrofie muscolari, e confidiamo che diventerà un punto di riferimento per pazienti non solo del Trentino Alto Adige, ma di tutto il Nord Est italiano – sono state le parole dell’assessore Segnana -. La presa in carico delle persone non autosufficienti è una problematica che ci sta particolarmente a cuore, per questo abbiamo accolto fin da subito questa proposta dando mandato all’Apss di concretizzarla”.

Nel corso del 2019 l’Azienda sanitaria ha proseguito e approfondito il confronto con Fondazione Serena, proponendo quindi lo studio di sostenibilità gestionale ed economica e uno schema di convenzione, che prevede i reciproci impegni nell’ambito del perseguimento di comuni obiettivi, sia in termini di valorizzazione dell’Ospedale Villa Rosa come polo di eccellenza provinciale ed extraprovinciale – attraverso l’adozione del modello clinico assistenziale NeMO – sia in termini di promozione dello studio e della ricerca nel campo delle patologie neuromuscolari e muscolari.

La proposta prevede dunque la realizzazione in provincia di Trento di un nuovo centro NeMO che, in rete con gli altri Centri attivi sul territorio e attraverso l’applicazione e la messa a disposizione del know how di Fondazione Serena, garantirà alcune importanti azioni nell’ambito delle patologie muscolari e neurodegenerative quali: il trattamento – anche in un’ottica riabilitativa – delle gravi disabilità neuromotorie sin dall’età evolutiva; la presa in carico globale del paziente in un’ottica di umanizzazione delle cure e con il coinvolgimento di una equipe multi professionale dotata di competenze specifiche ; la continuità assistenziale, terapeutica e riabilitativa del paziente in una prospettiva di long term care; la promozione dello studio e della ricerca nel campo delle patologie neuromuscolari e muscolari.

Pubblicità
Pubblicità

L’attività sarà erogata presso l’Ospedale Villa Rosa di Pergine Valsugana mediante l’attivazione di 14 posti letto di ricovero ordinario per malattie neuromuscolari – neuroriabilitazione, di 4 posti letto in day hospital destinati alla neuro riabilitazione, nonché di ambulatori multidisciplinari per le branche specialistiche di neurologia, pneumologia, medicina fisica riabilitativa e neuropsichiatria infantile.

Centro Clinico NeMO (NeuroMuscular Omnicentre)  – Si tratta di un centro clinico ad alta specializzazione, pensato per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le distrofie muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), patologie che interessano attualmente circa 40.000 persone in tutto il Paese.

Il Centro Clinico NeMO ha seguito nel 2018 oltre 3.800 persone, erogato oltre 7.790 prestazioni e dispone di 68 posti letto dedicati al ricovero e 10 posti letto per i servizi di Day Hospital. Oggi conta quattro sedi sul territorio nazionale: Milano, Arenzano (Genova), Messina e Roma; a queste si aggiungerà il centro che sarà attivato all’interno dell’ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana.

Al Centro Clinico NeMO trentino si effettueranno diverse attività, a partire dalla valorizzazione dell’esperienza clinica e riabilitativa presente nell’ospedale Villa Rosa: dalla diagnosi, ai trattamenti terapeutici e riabilitativi attraverso programmi individualizzati di fisioterapia neuromotoria, respiratoria, logopedica per disturbi del linguaggio e della deglutizione, di terapia occupazionale per il recupero e/o mantenimento delle capacità di eseguire attività della vita quotidiana e, ancora, di idrochinesiterapia grazie alle piscine presenti in ospedale, fino alla realizzazione di progetti tecnologici individualizzati per lo sviluppo e il mantenimento quanto più a lungo possibile dell’autonomia nel proprio contesto di vita.

Sarà inoltre predisposto per effettuare ricoveri ordinari, servizi ambulatoriali ad alta specializzazione (per neurologia, pneumologia, medicina fisica riabilitativa e neuropsichiatria infantile) e day hospital.

L’avvio del progetto è stato reso possibile grazie al supporto delle associazioni dei pazienti, soci del Centro Clinico NeMO: Fondazione Telethon, Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM), Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA Onlus), Associazione Famiglie SMA Onlus, Associazione Slanciamoci e Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus.

Pubblicità
Pubblicità

Trento

Riforma del turismo, gli appuntamenti sul territorio dell’assessore Failoni

Pubblicato

-

Dopo l’incontro di Fiera di Primiero, e quelli di ieri mattina a Tesero e del pomeriggio alle ore 17.30 presso la sala della Cantina di Toblino, proseguono anche nei prossimi giorni gli appuntamenti sul territorio dell’assessore Roberto Failoni, per illustrare il disegno di legge di riforma del turismo che, su proposta della Giunta, sarà discusso in Consiglio provinciale nei prossimi mesi con l’obiettivo di far entrare in vigore la nuova normativa a gennaio del prossimo anno.

La visione della riforma mette al centro il turista e i suoi bisogni e, come annunciato, intende intervenire sulla governance del sistema turistico trentino coinvolgendo i territori.

Negli incontri con l’assessore si parlerà di come è cambiato negli anni il modo di fare accoglienza e della necessità di aggiornare l’organizzazione e gli strumenti a disposizione del Trentino, anche guardando a cosa si fa fuori dai nostri confini.

Pubblicità
Pubblicità

Partendo dall’ispirazione, che è alla base della scelta della località e del tipo di vacanza, saranno affrontati temi come la corrispondenza tra quello che il turista si aspettava e quello che ha trovato, la fidelizzazione e quindi la sfida a farlo tornare, la ricerca di nuovi prodotti e nuovi mercati, la consulenza, la formazione e il coaching per accompagnare gli operatori, la sfida del digitale con la possibilità di offrire nuovi servizi e esperienze.

Questo il calendario per i prossimi giorni:

Oggi, giovedì, 23 gennaio
– ore 10.00
Val di Sole – c/o Cassa rurale di Malè

venerdì, 24 gennaio
– ore 14.30
Alto Garda – c/o Palacongressi di Riva del Garda – Sala Riva
– ore 18.00
Stenico c/o municipio

Pubblicità
Pubblicità

lunedì, 27 gennaio
– ore 14.00
Val di Cembra – /o sala comune di Cembra
– ore 16.00
Valsugana – c/o Apt sede di Levico

mercoledì, 29 gennaio
– ore 9.30
Valle dell’Adige – c/o Apt Trento
– ore 18
Ledro – Molina

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Oltrecastello: esposto contro il pastore del Caucaso che aggredisce le persone

Pubblicato

-

La notizia era apparsa sulla pagina facebook di “Trentino Dogs” il 2 dicembre 2019 quando ad Ostrecastello un pastore del Caucaso, (nella foto) che passeggiava libero fra le vie della frazione, aveva seminato il terrore fra i residenti.

In realtà l’animale, che spesso era libero di vagare nel paese insieme ad un altro Pastore del Caucaso, era fuggito per l’ennesima volta dal recinto del giardino di una casa di proprietà

Il cane nelle sue «passeggiate» aveva già morso delle persone. Erano infatti state denunciate due aggressioni avvenute nel giro di pochissimi giorni una dall’altra.

Pubblicità
Pubblicità

L’attacco più grave è avvenuto il 28 novembre scorso nella piazza principale. L’aggressione ha costretto un uomo ad un intervento chirurgico per una lesione ai tendini del braccio.

Dopo l’ennesima aggressione alcuni residenti avevano minacciato di denunciare quanto successo alla Polizia Locale e ad alcune associazioni animaliste per «malcustodia». 

Fra gli internauti c’era stato anche chi chiedeva di aprire una raccolta firme per allontanare i cani e invece chi consigliava le persone aggredite di denunciare il fatto e chiedere un risarcimento.

Ora è ufficiale che dopo i fatti sia stato inviato alle forze dell’ordine un esposto con le firme di alcuni residenti.

Pubblicità
Pubblicità

Nell’esposto si fa cenno che dopo le “ripetute aggressioni si invitava a custodire il cane in maniera adeguata e cioè in una gabbia fatta ad hoc per evitare che si liberasse. Inoltre nell’esposto si chiedeva che tutti e quattro i cani posseduti dall’uomo girassero con la museruola e che venissero portati a spasso uno alla volta”.

Fortunatamente dopo le lamentele e le sanzioni dovute alle aggressioni la situazione si è stabilizzata.

Resta comunque il fatto che la gestione del cane abbia bisogno di parecchia attenzione.

A parziale difesa del proprietario del cani era arrivata anche una lettera di scuse pubblicata sui social«non voglio assolutamente giustificare l’accaduto anche se stavolta qualcuno ha forzato il lucchetto che chiudeva il recinto perché avrei dovuto pensare anche a quello. Perché non si possa mai più verificare un episodio simile i cani verranno portati via in settimana e all’interno del recinto farò realizzare un box chiuso ermeticamente anche sopra e sotto in modo sia impossibile uscire anche se il recinto fosse forzato come avvenuto giovedì scorso. Il vicino ha confermato di avere visto e allontanato persone che si aggiravano li intorno. Mi assumo totale responsabilità comunque perché i cani sono miei, anche sotto casa ora staranno sempre legati con una catena che impedisca qualsiasi possibile fuga, le sto istallando già ora. Mi scuso per la paura che hanno sicuramente provocato ma veramente non succederà mai più . Inizierà anche un percorso con un educatore e farò qualsiasi cosa necessaria perché mai più possa accadere una cosa simile. Mi scuso nuovamente ..anche se capisco non serve a molto ma veramente verrà fatto tutto il necessario e fino a allora i cani verranno portati in un luogo adeguato a custodirli» – Spiegava il proprietario dei cani

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Blitz via Missioni Africane: la banda di albanesi aveva svaligiato venti case in Trentino

Pubblicato

-

Erano stati arrestati all’alba del 23 dicembre 2019 in un’appartamento di via Missioni Africane sulla collina di Trento tenuto d’occhio da giorni dagli agenti della Polizia di Stato.

Nel blitz la Squadra Mobile della Questura di Trento, d’intesa con la Procura della Repubblica, aveva arrestato per il reato di ricettazione 3 cittadini stranieri, due uomini ed una donna, rispettivamente di 28, 31 e 26 anni di nazionalità albanese, residenti a Milano e Trento.

All’interno dell’appartamento erano stati trovati diversi monili in oro (anelli, collane e braccialetti) per un peso complessivo di circa 1 chilogrammo.

PubblicitàPubblicità

Nel corso dell’operazione gli agenti della Questura di Trento avevano rivenuto anche circa 1000 euro in contanti e 7000 franchi svizzeri nonché guanti, passamontagna ed attrezzi per smontare pietre preziose e porte di appartamento.

All’esterno dell’abitazione i tre avevano installato un efficiente sistema di videosorveglianza, nel tentativo di prevenire gli interventi delle Forze dell’Ordine.

La banda di albanesi dopo le indagini si è scoperto essere riconducibile almeno a venti case svaligiate fra Trento, Rovereto, Arco e Riva del Garda con un bottino complessivo di 3o mila euro.

Gli investigatori sono anche riusciti a recuperare parte della refurtiva (bracciali, collane, anelli e orecchini) che custodivano appunto nel loro appartamento a Trento.

Pubblicità
Pubblicità

Si trattava in ogni caso di una banda esperta. I tre passavano le ore a studiare i movimenti delle case da svaligiare e nel momento in cui erano sicuri che non ci fosse nessuno all’interno, entravano in azione. Ciò poteva avvenire sia di giorno che di notte. Gli attrezzi del mestiere erano un cacciavite e un piede di porco.

È stato anche appurato che la proprietaria che ha affittato l’appartamento ai 3 albanesi fosse all’oscuro della loro attività criminale.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza