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Trento

La nuova presa in giro dei «Gretini»

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La presa in giro finale dei “gretini” alla comunità trentina, è stata quella di piantare un alberello al termine di una mattinata di follia nella quale la città è stata presa in ostaggio da un migliaio di manifestanti.

Partecipazione peraltro molto sottotono rispetto alle altre e a quanto speravano gli organizzatori

La colpa non è tanto loro, ma di chi non ha vietato la manifestazione, quanto un percorso del quale era chiaro lo scopo: paralizzare la città.

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La presa in giro non è solo in quell’alberello che è finito per essere l’unico “tocco verde” della manifestazione, ma anche nell’aver spacciato tematiche ambientali come motivazione, quando invece il vero fine era quello della manifestazione politica anti Lega.

Cosa c’entra con una manifestazione ambientalista la canzone “ Bella Ciao”?

Gli striscioni contro la Lega, Salvini e Fugatti?

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Perché è stato permesso a degli studenti di salire sulla cima dell’alto tabellone luminoso dell’A22 per srotolare uno striscione contro Fugatti?

Non è stato bello vedere nemmeno delle scolaresche delle elementari essere coinvolte in questa sceneggiata politica che di ambientalista alla fine ha avuto ben poco.

Ma quanto è costata alla comunità questa falsa manifestazione ambientalista, ma vera manifestazione politica?

Una quantificazione è praticamente impossibile da fare.

Ma consideriamo il costo della Polizia Municipale, aggiungiamo quello maggiorato delle indennità di trasferta per i Reparti Mobili fatti appositamente arrivare in città.

Consideriamo anche quegli operatori economici che hanno dovuto ridimensionare il loro lavoro; le mancate consegne in un centro storico chiuso ai trasportatori ed il disagio chi non è riuscito a raggiungere il posto di lavoro o essendo arrivato in ritardo, ha dovuto giocarsi un permesso.

Vogliamo riassumere il tutto in “ costo sociale “ di una manifestazione inutile?

Allora chi l’ha autorizzata dovrebbe fare autocritica e almeno chiedere scusa alla comunità trentina.

Ancora più imbarazzanti le risposte dei giovani alle domande sul come risolvere i problemi ambientali del mondo.

Una ragazza ha risposto che in Trentino «È necessario piantare più alberi», un’altra «che bisogna adoperare il cellulare finché muore e non cambiarne uno ogni anno», un altro ancora che «non bisogna più circolare con le macchine nelle città». 

Un’ondata di superficialità farcita da mille contraddizioni e solo per fare un giorno in più di vacanza e protestare contro la Lega non si sa nemmeno per cosa.

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