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Trento

Famiglia e natalità al centro: la Giunta presenta i 36 interventi di aiuto alle famiglie

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Un piano strategico straordinario di legislatura, che pone la famiglia e la natalità al centro dell’azione di governo.

E’ quanto ha stabilito ieri dalla Giunta provinciale con questo strumento fondamentale dal punto di vista delle politiche familiari, suddiviso in 36 interventi, alcuni già in essere e articolati a loro volta in macro aree quali misure di sostegno al reddito, servizi di conciliazione vita-lavoro, iniziative per la transizione all’età adulta, azioni che vanno a rafforzare le reti familiari e l’associazionismo e altre che vanno a sviluppare il sistema trentino qualità famiglia.

“Con questo piano vogliamo confermare la centralità delle politiche familiari nella nostra azione di governospiega il presidente Maurizio Fugatti -. La famiglia è quel luogo fondamentale dove si creano i legami primari, dove si costruiscono i cittadini di domani, per questo è importante promuoverla e sostenerla nelle proprie funzioni sociali. Vanno in questa direzione i tanti interventi che abbiamo già messo in campo, penso all’assegno di natalità, all’abbattimento delle rette dei nidi, ai buoni sportivi e culturali, alla deduzione dei redditi di lavoro femminile. Oggi, con il piano abbiamo reso sistematiche queste azioni, le abbiamo ampliate, organizzate e rese trasversali, soprattutto abbiamo stabilito un orizzonte temporale, che è quello della legislatura”.

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“Sappiamo che contrastare quello che ormai si profila come un inverno demografico sarà difficile – prosegue a sua volta l’assessore alla famiglia, Stefania Segnana -, viviamo in un Paese dove si fanno meno figli, anche il Trentino seppure in modo contenuto, non è immune a questo andamento visto che il numero medio di figli per donna è pari all’1,5 a fronte di una media nazionale dell’1,34, idem per l’indice di invecchiamento. Le dinamiche demografiche saranno uno dei fattori cruciali dell’economia e lo stesso sviluppo del Trentino dipenderà non solo dalle politiche economiche, ma anche da quelle sul benessere familiare, che aiutano a mantenere le persone sul territorio e sanno innescare dinamiche equilibrate, con rapporti sostenibile fra giovani e anziani. E’ davvero fondamentale qualificare sempre più il nostro come un territorio amico della famiglia, accogliente e attrattivo per le famiglie e per tutti i soggetti che interagiscono, le famiglie rappresentano un presidio fondamentale per un territorio orograficamente complesso come il nostro, ma anche un presidio della struttura stessa della società”.

“Vogliamo creare nella nostra comunità quelle condizioni di fiducia necessarie per rendere in grado le famiglie e i giovani di realizzare i propri progetti di vita – conclude l’assessore alla cultura, Mirko Bisesti -. Lo abbiamo visto anche ieri, durante la presentazione del Festival della Famiglia, non a caso dedicato proprio al tema della denatalità, se le nascite sono in calo e la nostra popolazione invecchia sempre di più, anche i nostri giovani escono di casa sempre più tardi. Ebbene il Piano prevede interventi puntuali anche nei delicati processi di transizione all’età adulta“.

Il Piano prende le mosse dall’assestamento di bilancio approvato lo scorso agosto.

La manovra infatti prevedeva l’adozione di un Piano strategico straordinario a favore della famiglia e della natalità, oltre ad alcuni interventi già messi in campo come l’adozione di un assegno straordinario per sostenere la natalità a decorrere dal prossimo anno, l’abbattimento delle rette delle famiglie per la fruizione dei servizi di conciliazione e altri interventi per sostenere l’occupazione femminile. Cinque le misure in cui si compone il piano, suddivise a loro volta in 36 interventi.

1. Misure di sostegno al reddito delle famiglie

Indicatore di marginalità territoriale: messo in campo per sostenere la popolazione trentina che vive in montagna, in modo da differenziare gli effetti tra centro e periferia.

Assegno straordinario di natalità: rivolto alle famiglie con Icef fino a 0,40, a decorrere dal 1° gennaio 2020, importo annuale pari a 1.200 euro per il primo figlio, 1.440 euro per il secondo figlio, 2.400 euro per il terzo e successivi figli.

Bonus asilo nido: rivolto alle famiglie con Icef fino a 0,40, decorre dal 1° settembre 2019, viene erogato attraverso lo strumento dell’Assegno unico provinciale.
Voucher sportivo: domande dal 4 novembre, viene erogato attraverso lo strumento dell’Assegno unico e alle famiglie con almeno tre figli, il contributo va da 100 a 200 euro.

Voucher culturale: domande ogni anno dal 7 al 31 ottobre, viene erogato attraverso lo strumento dell’Assegno unico; il contributo è di 100 euro per il percorso “teatro/cinema/filodrammatiche” e il 70% della spesa sostenuta per la frequenza di scuole musicali, bande e cori.

Servizi di trasporto scolastico: sono state dimezzate le tariffe del trasporto scolastico per alunni e studenti che frequentano la scuola dell’infanzia, la primaria e la secondaria di primo e secondo grado: attualmente l’abbonamento senza libera circolazione è pari a una tariffa massima di 59 euro per un figlio e di 90 euro per due o più figli, mentre quello con libera circolazione è di 97 euro per un figlio di di 150 euro per due o più, le tariffe possono essere ridotte fino a 31 euro tramite Icef.

Contributo per posizione previdenziale alla nascita del bambino: la misura punta a sostenere la famiglia al momento della nascita del figlio incentivando l’apertura di una posizione previdenziale complementare.

2. Servizi di conciliazione vita/lavoro a sostegno dell’occupazione femminile

Deduzione dei redditi di lavoro femminile: la Giunta ha stanziato una spesa annuale di 500.000 euro per il 2020 e il 2021, l’obiettivo è rendere questa misura strutturale al fine di incentivare il lavoro femminile.

Revisione del sistema dei servizi di conciliazione vita-lavoro 0/3 anni: attualmente l’offerta dei servizi per la prima infanzia in Trentino è strutturata su 188 servizi socio-educativi ripartiti in 94 nidi d’infanzia di Comuni e Comunità per un totale di 3.754 posti bambino, 2 nidi privati accreditati per 30 posti, 89 nidi familiari Tagesmutter per circa 450 posti, 1 continuità nido-materna; nel periodo dal 1 gennaio al 30 ottobre 2019 sono stati assegnati complessivamente 750 buoni di servizi per la fascia 3 mesi – 3 anni che hanno coinvolto circa 650 famiglie. L’obiettivo per la legislatura è semplificare il sistema di offerta dei servizi 0-3 anni tramite un sistema di accreditamento unico provinciale con requisiti strutturali e professionali di qualità.

Servizi educativi 0/6 anni: l’obiettivo è una revisione complessiva del sistema dei servizi per l’infanzia secondo logiche di accessibilità, fruibilità e sostenibilità economica.

Strategie per la conciliazione vita/lavoro nelle organizzazioni: obiettivo elevare dall’attuale 20% al 40% il numero di lavoratori trentini occupati in organizzazioni che hanno attivato piano aziendali di conciliazione vita/lavoro, nonché valorizzare la certificazione Family Audit.

Servizi di conciliazione vita-lavoro interaziendali: l’obiettivo è quello di sviluppare i Distretti Family Audit a livello territoriale e sperimentare i servizi di nido inter-aziendale e servizi time-saving interaziendali.

Conciliazione vita/lavoro al maschile: ridurre il divario di genere fra mamma e papà nelle attività di cura.

3 . Sistema Trentino Qualità Famiglia

Attrattività territoriale: obiettivo riorientare le politiche pubbliche e i servizi pubblici e privati sul cittadino/famiglia per accrescere l’attrattività di un territorio.
Saturazione del capitale territoriale: effettuare una ricognizione del capitale territoriale entro il 30 giugno del prossimo anno e definire un piano operativo.
Trentino living-lab sulle politiche di benessere: in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler per offrire il corredo di tecnologie, conoscenze e metodologie in ambito di welfare e Family Audit.

Trentino comunità educante: revisionare in chiave educativa i requisiti facoltativi e obbligatori attualmente in essere per l’accreditamento delle organizzazioni sul benessere familiare e rafforzare le partnership con organizzazioni attente alle tematiche educative.

Piano comunali sul benessere familiare: in Trentino il 90% della popolazione abita in un Comune amico della famiglia, ovvero sono quasi un centinaio i Comuni con la certificazione “Family in Trentino”, altri 60 sono in fase di acquisizione per un totale di 160 (nel 2015 erano 67), tra questi 13 hanno anche la certificazione Family Audit, 19 sono poi i Distretti Famiglia. L’obiettivo è elevare dall’attuale 56% al 100% il numero dei Comuni certificati, richiedere ai Comuni di valorizzare anche il Family Audit nelle procedure di evidenza pubblica per la scelta dei fornitori, sviluppare partnership extra-locali.

Distretti e marchi famiglia in Trentino: In Trentino vi sono 19 Distretti famiglia ai quali hanno aderito 850 organizzazioni di cui il 30% ha natura pubblica e il 70% natura privata, mentre il 28% del totale ha la certificazione Family in Trentino. L’obiettivo è favorire la nascita dei Distretti in tutto il territorio provinciale e rivedere i disciplinari esistenti per l’accreditamento prevedendo requisiti di tutela ambientale e di utilizzo dei prodotti locali. Manager territoriale: approvare entro fine anno i criteri per erogare il contributo per i manager di territorio, figure funzionali allo sviluppo dei distretti per la famiglia.

Infrastrutture family friendly: attività di sensibilizzazione delle organizzazioni aderenti ai Distretti Famiglia ad adottare gli standard infrastrutturali family friendly. Sportello unico per il cittadino e la famiglia: attivazione entro i primi mesi del 2020 ed estensione dell’attività informativa sulle politiche familiari a tutta la rete dei Caaf e dei patronati, nonché degli uffici periferici della provincia.

4. Politiche di transizione all’età adulta

Staffetta generazionale: per favorire l’occupazione giovanile, sperimentazione da attuare nel settore pubblico e nel comparto delle aziende pubbliche per i servizi alla persona. Integrazione del canone d’affitto per i giovani: la Provincia vuole introdurre una misura che favorisca la fuoriuscita dei giovani dall’abitazione dei genitori tramite la concessione di un contributo per l’abbattimento del canone di locazione degli alloggi sul libero mercato del territorio provinciale.
Abitazioni pubbliche, aree montane e giovani: dal caso pilota di Luserna, estendere il co-living ad altre realtà territoriali saturando il patrimonio abitativo pubblico inutilizzato.

Servizio civile universale: attivare indagini per meglio conoscere i bisogni dei giovani e focalizzare l’attività formativa sui temi della transizione all’età adulta.
Politiche giovanili e processi di transizione all’età adulta: confermare il disegno strategico di forte connessione e integrazione tra politiche familiari e politiche giovanili sviluppando progettualità orientata all’autonomia dei giovani, costruire e implementare network di lavoro, sviluppare azioni volte a far emergere idee e talenti. Lavoro estivo e stagionale per i giovani: indirizzare le progettualità dei piano giovani di zona ad offrire opportunità di tirocinio estivo in raccordo con gli indirizzi di alternanza scuola-lavoro e in sinergia con Agenzia del Lavoro.

5. Rafforzare le reti familiari, extra familiari e l’associazionismo familiare

Pianificazione integrata: raccordare le pianificazioni territoriali in materia di giovani, famiglia e sociale.

Nascere e crescere in Trentino: nel 2018 la Giunta ha promosso questo documento per sviluppare azioni sinergiche che accompagnino i genitori nella realizzazione dei loro progetti di vita, per il benessere proprio e dei figli; l’obiettivo è di diffondere nei territori la visione e gli interventi previsti con l’accordo “Nascere e crescere in Trentino”.

Accompagnare e sostenere i primi 1.000 giorni: rinforzare nei servizi socio-sanitari ed educativi i programmi di provata efficacia per la salute preconcezionale, lo sviluppo del bambino e la genitorialità come Ospedali e Comunità Amici dei bambini, Nati per leggere e per la musica, GenitoriPiù, ecc.

Accompagnare e sostenere i processi di crescita dei figli: estendere le buone pratiche in sinergia con il privato sociale.
Investire sulle relazioni familiari: sostenere le famiglie fragili e i minori attraverso l’implementazione del programma PIPPI e di altri interventi.
Associazionismo familiare, relazioni familiari e partecipazione: promuovere un approccio sistemico di miglioramento delle relazioni familiari e della salute con interventi di filiera, nonché promuovere l’associazionismo familiare e ampliare le alleanze volte alla promozione di stili di vita sani.

I nonni: risorsa della famiglia, risorsa delle società: la Provincia intende sostenere il valore, l’importanza e il ruolo dei nonni sia all’interno della rete familiare primaria che nel più ampio contesto sociale. Secondo l’Istat nel 2017 erano ben il 37% le famiglie italiane con figli fino a 14 ad affidarsi alle cure dei nonni, mentre in Europa il valore è molto più basso (il 2% in Svezia, il 14% in Germania). L’obiettivo di legislatura è di valorizzare i nonni all’interno delle pianificazioni di settore.

Nascere e crescere in Trentino, un kit per neogenitori: progettazione del kit e organizzazione della consegna tramite la rete ospedaliera con decorrenza dall’1 giugno 2020.

Analisi statistica – Il Piano si compone inoltre di un’analisi statistica sulla popolazione a cura di Ispat nella quale si evidenzia il numero medio di figli per donna, in Trentino pari a 1,50 a fronte di una media nazionale dell’1,34, un’incidenza dei giovani fra 0 e 14 anni del 14,7% (la media nazionale è del 13,5%) a fronte di un’incidenza degli anziani di 65 anni e oltre del 21,4% (dove il valore nazionale è del 22,3%). In costante aumento anche la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, dove il Trentino si trova in buona posizione seppur lievemente al di sotto della media europea, anche se per offerta di servizi alla prima infanzia la provincia è molto in alto in Italia e al pari dei paesi europei più elevati.

Report natalità – Nel Piano infine anche un report sulla natalità in Trentino: la provincia, pur con un tasso di fecondità sempre maggiore rispetto a quello generale dell’Italia e a quello delle altre regioni del Nord-Est, mostra trend molto simili a quelli degli altri territori europei, ovvero una ripresa lenta ma progressiva fino al 2010, seguita da una evidente contrazione, in corrispondenza della crisi economica.

Negli ultimi anni i primi segnali di ripresa non arrestano la denatalità, vengono quindi presi in considerazione alcuni fenomeni da cui dipende questo calo come l’aumento della percentuale delle donne che non fanno figli, la diminuzione in termini numerici della popolazione femminile in età feconda, il calo delle nascite con l’aumentare del tasso di disoccupazione.

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