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Rovereto e Vallagarina

Area “Ex Marangoni Meccanica”, apre l’ennesimo supermercato tra le montagne di materiale da riporto: dov’è finito il progetto integrato di recupero?

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Il 19 novembre scorso il Comune di Rovereto ha pubblicato sul proprio sito internet un comunicato stampa  con il quale annuncia pomposamente “Rovereto premiata a Torino”.

Per cosa? Per il progetto di recupero dell’area ex-Marangoni, per la sua sostenibilità, per l’attenzione posta dal progetto all’integrazione sociale ed urbana ed il rispetto dell’ambiente.

In realtà il premio non è andato al Comune di Rovereto (che l’ha ritirato con l’assessore all’urbanistica Maurizio Tomazzoni sempre pronto a sacrificarsi in lunghi viaggi, in Italia ed all’estero, per rappresentare il Comune) ma, come spiega bene il sito ufficiale di Urbanpromo (che annualmente eroga questi riconoscimenti), è stata premiata la società Rovim Srl per, si legge testualmente, “un percorso di riqualificazione condivisa con l’amministrazione Comunale, è quello di creare valore per tutti gli attori coinvolti, realizzando una ricucitura del tessuto urbano che apre il paesaggio e rimette in relazione due zone dello stesso quartiere, oggi divise dallo stabilimento in disuso”.

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Nel suo comunicato, l’Amministrazione del sindaco Valduga annunciava che “Rovereto è stata in prima linea nelle rispettive sessioni dedicate per il progetto di recupero dell’area ex-Marangoni, un progetto sostenibile, attento all’integrazione sociale ed urbana, rispettoso dell’ambiente. L’iniziativa di recupero infatti verte su uno spazio industriale abbandonato, trasformato in un modello di convivenza attraverso una riqualificazione sostenibile. Particolare interessante del progetto è stata la funzione sociale di ricucitura di due parti della città divise dal comparto industriale abbattuto”.

Tante belle parole, ma com’è la vera realtà dei fatti? La realtà dei fatti è che domani aprirà sull’area ex Marangoni Meccanica solo l’ennesimo supermercato che sorge a Rovereto, il 6° sull’asse via Abetone-via del Garda in poco più di un chilometro di strada (che diventeranno 7 con la già annunciata realizzazione di un altro supermercato a marchio Conad sull’area “La Favorita”, acquistata all’asta a prezzo di saldo dalla stessa proprietà che ha acquistato l’area ex Marangoni Meccanica).

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Quello che aprirà domani è un supermercato a marchio MD, realizzato in fretta e furia per non perdere il lancio dello shopping pre-natalizio, ma il resto del progetto che fine ha fatto?

Non c’è fretta, il Comune ha pensato bene di suddividere il piano attuativo dell’area in 3 parti (quella commerciale, quella residenziale destinata a social housing ed il parco verde), in modo che possano essere realizzate anche in tempi diversi.

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Casualmente, ma è solo una casualità, la prima area realizzata è quella commerciale, e neppure tutta, visto che nel piano attuativo è previsto un altro spazio commerciale di oltre 1200 mq che arriverà di sicuro.

Ma il parco? I due moderni edifici ecosostenibili per la residenzialità che dovevano comporre un “un modello di convivenza attraverso una riqualificazione sostenibile per la funzione sociale di ricucitura di due parti della città divise dal comparto industriale abbattuto”?

Non se ne sa nulla, quello che si vede benissimo sono i mucchi di materiale da riporto ancora presenti in bell’evidenza tra il nuovo supermecato MD e l’esistente Lidl, una curiosa assonanza che fa tris con il D+ presente a 200 metri lineari da MD.

Il viale dei discount, tutti nel segno della lettera D.

Altro che “progetto sostenibile, attento all’integrazione sociale ed urbana, rispettoso dell’ambiente” come dichiara l’Amministrazione Valduga, solo un supermercato (ce n’era davvero necessità?) ed il resto (social housing e parco verde a disposizone della comunità) più avanti, chissà quando, ma questo non è importante.

Saranno contenti I residenti di Lizzanella, ora si sentiranno riqualificati?

Di sicuro gli oltre 400 operatori economici del centro di Rovereto ringraziano sentitamente l’Amministrazione comunale del sindaco Valduga, che durante il proprio mandato ha inaugurato l’Iper Orvea di casa Poli in via del Garda (già in parte autorizzato dalla precedente Amministrazione) da oltre 3300 mq di superficie di vendita, il supermarket Aldi, sempre in via del Garda, tra qualche mese un altro supermarket Aldi in via del Brennero, appena a nord dello stadio Quercia (I cui lavori sono già a buon punto), ponendo le basi anche dell’apertura di un altro supermercato in via del Garda (sarà il 7° in poco più di un chilometro, un record intergalattico) sull’area “La Favorita”, grazie ad una deroga urbanistica che consentirà agli illuminati imprenditori Hager e Signoretti (gli stessi dell’area ex Marangoni Meccanica) di realizzare una maxi plusvalenza nella compravendita di un’area acquistata all’asta e rivenduta ad un altro player della grande distribuzione organizzata.

Con i ringraziamenti davvero sentiti degli oltre 400 imprenditori che ancora oggi, dopo anni di sofferenze e crisi, stanno resistendo stoicamente sul mercato cittadino, nonostante le scelte illuminate del sindaco Valduga e della sua giunta.

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Rovereto e Vallagarina

Nessun “esubero” in Marangoni: la nota dell’Assessore Spinelli

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Con riferimento a quanto apparso oggi sulla stampa locale, a seguito dell’incontro tra l’azienda Marangoni e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli puntualizza quanto segue.

A settembre 2019, data dell’ultima riunione alla quale la Provincia autonoma di Trento è stata invitata, tenutasi presso la sede di Confindustria Trento, la Provincia si era assunta due impegni con le organizzazioni sindacali: il primo era quello di ricercare aziende del settore interessate ad insediarsi nel compendio industriale di Rovereto, occupando gli spazi non utilizzati da Marangoni; il secondo riguardava la negoziazione con Marangoni di nuovi vincoli occupazionali, dato che i precedenti erano da tempo scaduti.

In questa direzione hanno lavorato nei mesi scorsi Assessorato e Trentino Sviluppo, arrivando a metà dicembre alla firma del protocollo d’intesa per la nascita del Polo Tecnologico “Industria della Gomma”.

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La situazione odierna vede tre aziende del settore interessate a dar vita al nuovo Polo Tecnologico occupando gli spazi non utilizzati da Marangoni. La firma dei contratti di locazione è prevista nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda il rapporto con Marangoni, indipendente dalla trattativa con gli altri soggetti, si precisa che non è stato ancora sottoscritto l’atto che trasforma il contratto di leasing, conseguente al leaseback del 2010, in contratto di locazione ordinaria.

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L’ipotesi di accordo trovata con l’azienda prevede il mantenimento di un valore minimo di 170 ULA per i prossimi cinque anni, fino 2025, a fronte dei 190 lavoratori ad oggi occupati. Marangoni ha precisato che il nuovo livello occupazionale verrà raggiunto mediante pensionamenti e senza il ricorso ad alcun licenziamento.

L’Assessore Spinelli ritiene quindi che la Provincia abbia corrisposto agli impegni presi con i sindacati nel confronto avuto a settembre e dà piena disponibilità ad un incontro, da fissare in tempi rapidi, per illustrare nel suo complesso ed in modo dettagliato il progetto di nuovo Polo Tecnologico “Industria della Gomma”.

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Rovereto e Vallagarina

Anche Villa Lagarina nella polizia intercomunale

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Finalmente è una realtà ed è operativo dal primo gennaio 2020 il corpo intercomunale di polizia municipale, che unisce 12 comuni tra cui Villa Lagarina.

Una sinergia da sempre caldeggiata dall’amministrazione guidata da Romina Baroni, che infatti è tra quelle che hanno spinto di più per attivarla: «Un risultato davvero importante e affatto scontato, nell’ottica di razionalizzare le risorse e migliorare il servizio, garantendo una presenza sul territorio adeguata e qualificata, ampliata anche alle ore serali (7-24).

In questa fase ho chiesto al comandante del nuovo corpo, Emanuele Ruaro, che sia data priorità alla sicurezza stradale, al sistema della sosta e alle emergenze ambientali, oltre che di integrare il nostro sistema di sorveglianza con la centrale di Rovereto».

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Attenzione quindi ai limiti di velocità, al parcheggio selvaggio e ai furbetti dei rifiuti.

La decisione di convergere sul corpo intercomunale di polizia municipale è stata avvallata  lo scorso 28 novembre dal Consiglio comunale (astenute le tre minoranze), approvando la convenzione decennale e il relativo regolamento del nuovo corpo di polizia locale.

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Per Villa Lagarina, che aveva un proprio corpo di polizia municipale, un provvedimento opportuno al momento giusto, dato che nel corso del 2018 era andato in pensione il vigile Elvio Bonomi e presto lo seguirà anche il vigile Vigilio Baldessarini, da anni punti di riferimento sia per i residenti sia per gli amministratori.

A capo della nuova struttura c’è Emanuele Ruaro, comandante della polizia municipale di Rovereto, da tempo operativa anche sulle valli del Leno: Trambileno, Terragnolo e Vallarsa.

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L’ampliato corpo si estende quindi ora anche a Besenello, Calliano, Isera, Nogaredo, Nomi, Pomarolo, Volano e – appunto – Villa Lagarina che vi ha conferito l’autovettura elettrica e i propri due agenti, facendo arrivare il totale dell’organico a 55 effettivi che opereranno dalle 7 alle 24 su un territorio di 323 chilometri quadrati e una popolazione di quasi 64mila persone.

Il costo per Villa Lagarina sarà pari a 45.750 euro l’anno fino al 2022 con una copertura annua di servizio pari a 2928 ore. Successivamente il calcolo terrà conto della popolazione e delle ore di servizio prestate dagli agenti sul territorio comunale.

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Rovereto e Vallagarina

L’assessore Quinto Canali rassegna le dimissioni

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«In coerenza e uniformità con gli intenti politici recentemente annunciati dalla formazione “Brentonico Futura” – vale a dire, con gli indirizzi e gli obiettivi per la creazione di una nuova proposta politica per l’Altopiano di Brentonico nel segno della generazione di un programma complessivo di progresso, costituente, più inclusivo e riformatore, un patto riformista di comunità e tra le generazioni – condividendone l’occorrenza, lo spirito e il merito, comunico che in data 20 gennaio 2020 ho rassegnato le dimissioni dalla carica di assessore comunale di Brentonico per le competenze alla cultura, all’istruzione e alla collaborazione per le iniziative sovracomunali delegatemi ad inizio legislatura».

Esordisce così la lettera di Quinto Canali dove vengono spiegate le ragioni delle dimissioni.

Nella lettera di dimissioni Canali evidenzia che «i maggiori e più complessi e articolati progetti strutturali ideati e sui quali cui ho lavorato godono ora di autosufficienza e autonomia di azione, di proseguo e di futuro tramite enti superiori o convenzioni pluriennali o l’ufficio comunale alla cultura e istruzione; in particolare: il progetto per la candidatura del Monte Baldo unitario a Patrimonio mondiale Unesco; il progetto per la rinascita dal 1 settembre 2020 dell’Istituto Comprensivo di Brentonico con gli importanti e innovativi contenuti di scuola di comunità; il progetto per la creazione dell’Archivio di comunità (la ricerca, lo studio, la divulgazione e la valorizzazione dei beni culturali tangibili e intangibili del territorio) in convenzione con l’Università di Padova (progetto recentemente arricchitosi della cooperazione con il Muse e, grazie a un finanziamento dell’Unione Europea, dell’adesione delle Università di Cipro, Zagabria e Clermont Auvergne; per l’Italia le prossime summerschool internazionali di archeologia partecipata e sui paesaggi storici si terranno annualmente a Brentonico a partire dal settembre 2020 e saranno estendibili al Monte Baldo) e il progetto per la creazione di reti collaborative culturali e sociali tra il Comune di Brentonico e i comuni del Monte Baldo e altri funzionali contigui, o loro enti anche strumentali; nonché, il progetto per il sito web ‘montebaldo.eu’.

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E ancora: «Ho altresì ricordato che sono già finanziate le sette nuove pubblicazioni che troveranno prossima edizione (CD organo e i volumi su Brentonico tra il XII e il XIII secolo, su Albino Zenatti, su Josef Anton Raffeiner, sulle botteghe brentegane a Milano, sulla chiesa di Brentonico e su Brentonico nel Novecento), così come sono già state predisposte tutte le iniziative e le manifestazioni culturali fino tutto aprile 2020».

 

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