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Val di Non – Sole – Paganella

Denno, inaugurata la nuova scuola primaria “Don Simone Weber”. Un luogo ideale dove crescere e imparare

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Una scuola tutta nuova, colorata, funzionale. Il luogo ideale dove crescere e imparare.

È stata inaugurata ufficialmente nella mattinata di ieri la nuova scuola primaria “Don Simone Weber”, che da settembre ospita gli 88 bambini di Denno e Sporminore in spazi luminosi e moderni.

Un edificio che, affiancandosi alla già realizzata scuola media, è andato a completare un polo dell’istruzione all’avanguardia, costato 10,5 milioni di euro (di cui 2,7 milioni per le elementari) finanziati al 90% dalla Provincia, che serve tutta la bassa Val di Non.

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È stato un taglio del nastro “bagnato” per la nuova scuola, anche se la pioggia non ha intimorito i tanti cittadini accorsi e le molte autorità locali presenti.

Oltre al sindaco Fabrizio Inama, alla vicesindaco Annalisa Pinamonti e a tutta la giunta comunale, non sono voluti mancare all’appuntamento il sindaco di Sporminore Giovanni Formolo con i “colleghi” di Ton e Campodenno, Angelo Fedrizzi e Daniele Biada, l’assessore provinciale Giulia Zanotelli, la vicepresidente della Comunità della Val di Non Carmen Noldin, i consiglieri provinciali Paola Demagri, Lorenzo Ossanna e Denis Paoli e l’assessore di Ville d’Anaunia Maria Teresa Giuriato.

A rompere il ghiaccio e a fare gli onori di casa è stato il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Bassa Anaunia-Tuenno Massimo Gaburro, che ha voluto rivolgere dei ringraziamenti importanti nei confronti di tutti gli attori coinvolti – dall’amministrazione comunale alla Provincia – nella realizzazione di questo splendido polo dell’istruzione.

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Per me è un onore inaugurare questa scuola bella e funzionale – ha dichiarato Gaburro – che però non deve essere solo muri: facciamo in modo che sia pietra viva, che attraverso le attività, le esperienze, queste stanze possano essere degli spazi educativi. La vera sfida è formare i bambini, dando loro le chiavi per interpretare un mondo sempre più difficile da comprendere”.

La parola è passata quindi all’assessore provinciale Giulia Zanotelli, che ha sottolineato come “la formazione sia fondamentale per il futuro dei nostri giovani e per fare in modo che si aprano al mondo”.

La vicepresidente della Comunità di Valle Carmen Noldin ha posto invece posto l’accento sul grande lavoro di squadra che ha portato alla realizzazione della struttura: “Oggi è forte il sentimento di riconoscenza nei confronti dell’amministrazione comunale e della Provincia, che hanno costruito un gioiello da tutelare, rispettare e anche amare”.

Ad allietare la mattinata ci ha pensato la banda dei Musicanti Nonesi, che ha suonato gli inni d’Italia, del Trentino e dell’Europa.

A prendere in mano il microfono è stato poi il sindaco di Denno Fabrizio Inama. “L’idea del polo scolastico è nata nel 2005, con il nostro primo programma di legislatura, quasi come un sogno – ha ricordato –. Attraverso un percorso lungo e difficile siamo arrivati a questo risultato, che spero sia apprezzato, anche se la vera essenza della scuola sono i bambini e i docenti. La formazione è uno strumento imprescindibile per farsi strada nella vita e per crescere come comunità. È importante conoscere, essere curiosi, perché solo attraverso la cultura si può comprendere, si può distinguere il bene dal male e si può costruire un futuro migliore”.

Inama ha poi omaggiato gli alunni con una vignetta significativa che è stata appesa all’interno della scuola, aggiungendo nuovi colori agli ambienti luminosi dell’edificio.

Prima della benedizione da parte di don Daniele Armani, che ha letto delle parole profonde di Papa Francesco, e del taglio del nastro, le maestre e gli scolari hanno letto le proprie riflessioni su questa nuova “casa della conoscenza”.

Davvero simpatici, coinvolgenti e particolarmente apprezzati dai genitori sono stati anche i canti trilingue.

Ma a colpire più di tutto è stato il quadro con impressa una frase di Malala, che farà da guida agli alunni della nuova scuola: Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. È davvero così.

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