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Trento

La Valle di Cavedine visita le terre degli emigrati trentini nel sud del Brasile

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Tra il 1870 e il 1889 solo gli abitanti del Tirolo meridionale emigrati in America sono stati 23.846, quasi il 7% della popolazione dell’attuale Provincia Autonoma di Trento.

La maggioranza di questi si è stabilita in Brasile, Argentina, Messico e USA.

Il gruppo di Cavedeneri, capitanati dal nostro connazionale Giuliano Berti, residente in Brasile e nipote del nonno emigrato da Cavedine alla fine del 1800, e coordinati da Ivanov Minatti (nato in Brasile e di origini Valsuganote) dopo un piacevole e rilassante volo , è giunto a San Paolo in Brasile.

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ll viaggio ha assunto spesso i tratti di un’esperienza indimenticabile, una sorta di rigenerazione prima di entrare in una realtà completamente nuova, difficile e sofferta in quanto, dopo l’abolizione della schiavitù, il governo brasiliano aveva organizzato una grande macchina di propaganda volta ad attrarre nuova manodopera per sostituire gli schiavi.

Toccante ed emozionante l’incontro con Giuliano Berti e, dopo i primi saluti, subito partenza per la visita di San Paolo, la metropoli che conta più di dodici milioni di abitanti nella sola area urbana, la più grande dell’emisfero australe e in particolare la Basilica del Santuario Nazionale di Nossa Senhora Aparecida.

Il più importante luogo di culto cattolico del Brasile che si trova nella città di Aparecida nello Stato di San Paolo ed è la più grande Chiesa Cristiana del continente americano e la seconda al mondo dopo la basilica di San Pietro in Vaticano. Successivamente partenza con volo a Foz do Iguaçu per visitare le cascate. Foz do Iguaçu, la seconda cartolina brasiliana più riconosciuta a livello mondiale grazie a lussureggianti Iguazu Falls, una delle nuove sette meraviglie della natura, confinanti con l’Argentina e patrimonio dell’Unesco.

Spettacolari e suggestive, nate da un’eruzione vulcanica, 275 cascate che formano l’intero sistema lungo il fiume Iguazú. Imponente, la Garganta del Diablo, la gola del diavolo, la più impetuosa cascata formata da 14 salti d’acqua, profonda 700 metri.

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Altra località importantissima visitata, la diga idroelettrica di Itaipú, situata sul fiume Paraná, al confine tra Paraguay e Brasile. È il più grande impianto idroelettrico operativo al mondo per quanto concerne la produzione energetica annuale.

Terminate le visite alle cascate e alla diga, trasferimento a Curitiba, fra le foreste pluviali al Parque de Aves per ammirare rari volatili e altri magnifici esemplari della fauna brasiliana e sudamericana. I boschi e le foreste del parco si estendono per oltre 16 ettari e ospitano più di 800 specie di uccelli, oltre a farfalle, rettili, insetti e scimmie.

Al termine, nuovamente in volo per Jaragua Do Sul con l’incontro dei primi emigrati trentini, con emozioni e sensazioni indescrivibili. Bellissima la cerimonia alla Chiesetta Alpina con pranzo assieme alla comunità e un altro gruppo proveniente da Belluno e in particolare da Canale d’Agordo, paese natale di Albino Luciani, divenuto Papa Giovanni Paolo I.

In seguito visita a Pomerode, la città piu tedesca del Brasile e proseguimento del viaggio a Rio dos Cedros, accompagnati dall’amico Valdemar Dalagnolo, con visita alla comunità, al municipio ed al museo storico, accompagnati dalla signora Doralice Panini direttore di cultura e turismo.

Visita nella Chiesetta Madonna Assunta costruita dagli emigrati di Cavedine nel 1927 e Santa Messa celebrata da don Roberto Cattoni. Dietro la Chiesa il cimitero dove sono sepolti parecchi emigrati della nostra valle con attiguo monumento con i nomi dei primi nostri paesani che hanno raggiunto queste località.

Dopo la cerimonia, cena conviviale con la comunità di Rio dos Cedros a base di churrasco.

L’economia brasiliana negli ultimi anni sta vedendo una costante crescita e nonostante le contraddizioni di un ex paese del Terzo Mondo, anche le condizioni di vita stanno migliorando. Le colonie di italiani che si stabilirono in quasi completo isolamento, costruirono strade e villaggi, dando vita ad una regione fino ad allora selvaggia e disabitata che oggi è tra le più prospere del Brasile.

Degne di citazione anche la visita alle città di Blumenau e Rodeio.

Abituati tradizionalmente al consumo quotidiano di vino, i Trentini non tardarono a piantare le prime vigne, con il supporto anche della Provincia Autonoma di Trento e della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Nella città vicina a Rodeio abbiamo visitato la Vinicola San Michele, luogo in cui si respira aria trentina e si produce fra i vari vini anche il Teroldego e degli spumanti metodo classico molto interessanti. Alla fine del pomeriggio, ritorno a Jaraguà do Sul con la partecipazione alla cena presso il Schützenfest (Tipica festa tedesca della città).

Altra tappa a Florianopolis: dove si trova la capitale dello stato di Santa Catarina, situata sull’omonima isola soprannominata anche Ilha da magia, fondata nel 1726 con il nome di Nossa Senhora do Desterro (Nostra Signora degli Emigrati).

La città è comunemente conosciuta con il nomignolo di Floripa e vanta il riconoscimento statistico di capitale brasiliana con la migliore qualità della vita e indice di sviluppo umano. L’isola sulla quale sorge, vanta circa cento spiagge di vario tipo.

Le attività principali sono turismo, servizi, università, informatica. Santa Catarina cittadina di 30.000 abitanti molto tranquilla situata all’interno dello stato del Rio Grande do Sul a 600 metri di altezza.

Una delle prime mete della colonizzazione dei nostri emigrati Trentini e Veneti e Nova Trento, cittadina di 11.000 abitanti fondata da oriundi trentini di Roncegno. Oggi, Nova Trento è il secondo centro di turismo religioso del Brasile in virtù dei numerosi pellegrinaggi per visitare i luoghi dove visse Santa Paolina Visintainer, anch’essa trentina di Vigolo Vattaro, considerata la prima Santa brasiliana.

Abbandonati, ma mai scordati questi luoghi ricchi di emozioni e partecipazioni condivise, partenza non senza qualche lacrima, con volo verso Rio de Janeiro, la città che ha messo al centro del mondo il Brasile.

Meta turistica dei sogni con le sue famosissime spiagge e “dannata” allo stesso tempo con le sue favelas comunemente chiamate comunità. Rio de Janeiro è anche sede del carnevale più bello e grande al mondo. Non poteva mancare la visita al gigantesco Cristo Redentore,che si erge a 700 metri a picco sulla città e sulla baia di Rio de Janeiro.

È alta 38 metri, è un simbolo della città ed è stato inserito nel 2007 fra le sette meraviglie del mondo moderno, posto in cima al Corcovado uno dei monti che circonda la città. Altra visita al monte Pào de Acùcar (Pan di Zucchero) con la sua funivia e soggiorno a Copacabana noto per la sua spiaggia lunga circa 6 chilometri. Le spiagge, la vegetazione vergine, la samba e la travolgente voglia di vivere dei brasiliani sono alcuni degli elementi che attraggono da sempre i turisti, provenienti da tutte le parti del pianeta.

Un grazie sincero per l’amore, l’affetto e la disponibilità di tante persone che abbiamo incontrato e che non ci saremmo mai immaginato di conoscere, a quel Trentino che vive fuori dai nostri confini. Grazie ai Trentini di Florianopolis, Rio dos Cedro, Rodeio, Nova Trento, ci avete emozionato tantissimo.

In questi undici giorni abbiamo avuto l’onore di entrare in contatto con voi, amici o meglio fratelli, che vivete lontano, ma molto radicati alle vostre origini. Vi sentite sempre Trentini ed “Italiani”. Non dimenticheremo mai l’accoglienza commovente che abbiamo ricevuto fin dall’arrivo, al primo incontro con lo striscione all’aeroporto: “Benvenuti Amici Trentini”. Momenti che resteranno impressi nella memoria e nei nostri cuori per sempre.

I contenuti sono stati curati per la Voce del Trentino da Flaviano Bolognani

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Trento

BrennerLEC: al via la terza fase del progetto con importanti novità per ottimizzare la gestione del traffico e migliorare la qualità dell’aria

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E’ iniziata la terza fase sperimentale del progetto LIFE BrennerLEC di cui l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente è partner. Due le principali novità: l’estensione dell’applicazione dei limiti dinamici in condizioni di traffico intenso a tutto il tratto di progetto che si estende da Bolzano Nord a Rovereto Sud e l’introduzione di un sistema semi-automatizzato che fornisce agli operatori dell’A22 le indicazioni sui limiti di velocità ottimali da applicare.

A partire dalla fine del 2019, la sperimentazione della gestione dinamica della velocità in caso di traffico intenso – prima limitata al tratto autostradale Trento centro-Rovereto sud – è stata estesa fino a Bolzano Nord (91 km), sempre in carreggiata sud. I primi test sono stati effettuati durante le giornate di esodo turistico a cavallo tra dicembre e l’inizio di gennaio.

Da questa fase, l’attivazione dei limiti da parte degli operatori del Centro Assistenza Utenti (CAU) di A22 avverrà in base alle indicazioni fornite dal programma di calcolo, sviluppato nell’ambito del progetto e testato nella fase precedente, che indica quando e di quanto limitare la velocità per fluidificare il traffico ed evitare i fastidiosi e pericolosi stop and go.

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L’applicazione dei limiti dinamici ha dimostrato che è possibile ridurre i tempi medi di percorrenza anche del 34% permettendo ai veicoli di viaggiare ad una velocità di circa 80 km/h, a fronte dei 55 km/h prospettati in condizioni di traffico particolarmente critiche.

In maniera analoga, di qui alla fine del progetto prevista per l’aprile 2021, funzionerà anche la seconda sperimentazione, quella limitata alla tratta tra Egna Ora e San Michele (in entrambi i sensi di marcia) e volta a ridurre l’inquinamento atmosferico. Nelle prime due fasi, l’obiettivo principale è stato quello di misurare il rapporto tra limiti dinamici di velocità e riduzione delle emissioni.

I test hanno dimostrato che ridurre la velocità media dei veicoli leggeri di 14 km/h produce un calo delle concentrazioni di biossido di azoto del 10% a bordo autostrada.

I dati così raccolti hanno permesso l’introduzione di un sistema semiautomatico: grazie al complesso sistema diagnostico e previsionale realizzato dai partner tecno-scientifici del progetto, intrecciando in tempo reale i dati meteo, quelli sulla qualità dell’aria e sui volumi di traffico, il sistema informatico dedicato è in grado di proporre la scelta per il limite di velocità ottimale che, anche in questo caso, resterà agli operatori attuare.

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L’aiuto allo sviluppo di un progetto pilota sostenuto dalla Commissione Europea come modello di riferimento per l’intera Unione passa dalla collaborazione degli utenti. Per incentivarla, l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente e i partner di progetto hanno ideato un concorso a premi basato sull’utilizzo dell’App Shelly: più si rispettano le indicazioni sulla velocità e più premi si vincono. Per maggiori informazioni si rimanda al sito https://brennerlec.life/.

 

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Trento

Fino al 31 marzo le candidature per il Premio Arge Alp 2020

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AAA cercasi fanfara per Arge Alp, la Comunità di Lavoro delle Regioni Alpine. E’ indetto un concorso musicale con un primo premio del valore di 5.000,00 Euro e altri due premi di 1.000 Euro ciascuno.

Tema del concorso è una composizione per fanfara. Quella che risulterà vincitrice “sarà usata come fanfara ufficiale per Arge Alp inoccasione di eventi, disponibile sulla homepage del sito dedicato, usata come sigla per video e come elemento integrante e caratteristico dell’unione delle dieci regioni, land e cantoni che fanno parte di diverse nazioni”, sottolinea il presidente del Land Salisburgo, attuale presidente di Arge Alp. La scadenza è il 31 marzo 2020 (ore 16).

La composizione per fanfara – massimo dieci musicisti – ammessa al concorso dovrà avere una lunghezza compresa tra i 3 e i 5 minuti e una versione breve (sigla di 7-9 secondi) estrapolata dalla prima.

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L’opera deve saper rappresentare in musica le Alpi come spazio di vita nonché i principi di Arge Alp che si possono sintetizzare in tradizione e innovazione, comprensione reciproca e responsabilità condivisa, in sostanza l’idea ispiratrice dell’istituzione transfrontaliera: Arge Alp in musica.

La compositrice o il compositore nonché i musicisti che eseguono il pezzo devono provenire da una regione Arge Alp oppure avere lì il proprio domicilio.

Spartiti e registrazione originale

Il termine per la consegna delle composizioni è fissato per il 31 marzo 2020 alle ore 16. Per partecipare occorre consegnare, indicando come oggetto “Concorso di composizione musicale per Arge Alp”, lo spartito della fanfara nonché la versione breve e una registrazione originale delle opere in formato MP3.

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Le candidature vanno indirizzate qui

Per tutti i dettagli consultare invece consultare la pagina: https://www.argealp.org/it/

ARGE ALP: Dieci regioni in quattro stati. Dalla sua fondazione nel 1972 l’Arge Alp è un’importante rete di cooperazione transfrontaliera quando si tratta delle priorità dell’arco alpino, in particolare a livello ecologico, culturale, sociale ed economico. Negli stati Italia, Austria, Germania e Svizzera i seguenti land, regioni e cantoni, con una popolazione pari a 26milioni di persone, collaborano insieme: Baviera, Grigioni, Lombardia, Salisburgo, S. Gallo, Alto Adige, Ticino, Tirolo, Trentino e Vorarlberg.

 

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Trento

Riforma del turismo, fusione APT Trento e Rovereto: Failoni: «Nessuna imposizione ma solo molto opportunità da cogliere»

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In questi giorni l’assessore al turismo Roberto Failoni sta incontrando le Aziende per il Turismo, le categorie economiche, gli amministratori e gli operatori del ricettivo e degli altri settori economici legati al mondo del turismo attraverso una trentina di incontri in tutte le valli del Trentino.

Lo scopo di queste riunioni è quello di confrontarsi con i territori prima della preadozione del disegno di legge di riforma della legge sul marketing turistico.

«Non capisco la querelle che si sta sviluppando sulla stampa in merito ad un’ipotetica fusione dell’Azienda per il Turismo di Trento con quella di Rovereto, – commenta l’assessore al turismo Roberto Failoni – sfido chiunque a dire che impongo la fusione tra l’APT di Trento e quella di Rovereto, anche perché, se i primi non vogliono, c’è poco da fare. In autonomia, ciascun territorio avrà la facoltà di cogliere le opportunità migliori per il proprio ambito».

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«La riforma che stiamo portando avanti – prosegue l’assessore – guarda al 2030 e mette al centro il turista e i suoi bisogni, necessità che vanno sicuramente oltre i confini gestionali e organizzativi che ci diamo. La sfida è quella di permettere alle APT di agire con snellezza ed efficacia sul mercato per svolgere al meglio questo importante compito verso i nostri ospiti, cercando di sviluppare quella qualità dell’esperienza e dell’ospitalità che oggi è fondamentale per migliorare la competitività del nostro sistema turistico rispetto ai competitor più forti. In questi mesi abbiamo studiato diverse realtà, compreso quello che fanno Austria, Svizzera e Germania e su questo non si scherza: una destinazione turistica che ha meno di 1 milione di presenze non ha un peso specifico sufficiente per posizionarsi sul mercato. Da 1 a 3 milioni iniziamo a ragionare, mentre è da 3 milioni di presenze che abbiamo la forza per stare sul mercato da veri protagonisti. La stessa indagine ci ha evidenziato chiaramente come le APT di minori dimensioni o i consorzi fuori ambito turistico non hanno sufficiente personale e forza per dare servizi di qualità ai propri operatori e turisti (il principale scopo dell’APT) o, altresì, di posizionarsi sui diversi mercati con un prodotto turistico competitivo. Se vogliamo condannare i territori piccoli a rimanere marginali la strada è semplice: lasciamo tutto come è, lasciamo che il turismo rimanga ancillare rispetto agli altri settori dell’economia e lasciamo che le diverse normative blocchino per sempre il funzionamento di queste realtà. Allora sì che il Trentino non sarà interamente turistico, come invece vogliamo scrivere per la prima volta in legge».

Nei prossimi giorni l’assessore Failoni ha in programma diversi incontri sul territorio.

«Per quanto riguarda la Vallagarina – conferma l’assessore – oltre all’assemblea dei soci dell’APT, l’intenzione è quella di incontrare gli operatori dei diversi Comuni con incontri ad hoc come per tutto il Trentino. È giusto che ciascuna zona rifletta sullo stato attuale e che colga – o meno – le opportunità che ci possono essere, come no, in altri contesti. La scelta però sarà in primo luogo in mano al mondo imprenditoriale, ricordo infatti che le APT non sono l’ufficio affari esteri dei Comuni».

Giovedì 30 gennaio l’Assessore Failoni sarà a Brentonico per un’inaugurazione, mentre venerdì 7 febbraio l’intenzione è quella di incontrare l’assemblea dell’APT e – in un incontro pubblico – gli operatori della Vallagarina.

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«Seguiranno – conclude l’assessore – altri incontri sul territorio, in tutta la Vallagarina, coinvolgendo non solo Rovereto ma anche le altre località. Ricordo infatti che la città di Rovereto ha solo il 50% delle presenze dell’intero ambito, è pertanto giusto che ciascuna zona della Vallagarina possa scegliere in piena autonomia sul proprio futuro».

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