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Val di Non – Sole – Paganella

“Ospitar”: via al progetto di turismo diffuso a Ville d’Anaunia grazie alle seconde case

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Foto Patrick de Aliprandini

Costruire un sistema di ospitalità diffusa, una rete di abitazioni private da affittare ai turisti, aiutando i proprietari delle seconde case nella gestione di questa operazione che spesso può rivelarsi laboriosa.

È questo l’obiettivo che si è prefissata l’amministrazione comunale di Ville d’Anaunia guidata dal sindaco Francesco Facinelli, che ha deciso di aderire al progetto di turismo diffuso “Ospitar” promosso dalla start up di Trento Community Building Solutions (Cbs).

L’intento di questa proposta – già avviata a Cavareno, Tenna, Terragnolo, Spormaggiore e Calceranica – è quello di recuperare e riqualificare l’enorme patrimonio delle seconde case, lasciate sfitte e spesso abbandonate, attraverso la leva del turismo online.

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L’iniziativa sarà presentata ufficialmente lunedì prossimo, 25 novembre alle 20.30, nell’aula magna delle scuole a Tuenno.

I proprietari che aderiranno al progetto “Ospitar” potranno contare su un supporto qualificato per seguire le fasi di ristrutturazione della casa, per la messa online sui portali di vendita e, su richiesta, anche per la gestione delle prenotazioni. I promotori si impegneranno a promuovere l’intera comunità di Ville d’Anaunia e gli immobili con azioni mirate di web marketing.

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C’è un dato che dovrebbe far riflettere: ogni abitazione lasciata sfitta comporta una spesa annuale di diverse migliaia di euro (si stima una cifra compresa fra i 3.000 e i 4.000 euro all’anno). Altro particolare: un immobile “abbandonato” perde il proprio valore nel tempo, per via dei mancati interventi di ristrutturazione.

Per ogni comunità, non solo per i proprietari, diventa prioritario trovare una soluzione a questa situazione, con strumenti in grado di generare un reddito che possa coprire i costi di mantenimento e di riqualificare, con interventi di ristrutturazione, intere parti del proprio abitato.

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L’ANALISI DEI DATI CATASTALI DELLE SECONDE CASE: CHI SONO I PROPRIETARI? – Il primo passaggio della collaborazione fra Cbs e l’amministrazione comunale è stata l’analisi dei dati catastali, per avere un quadro preciso sul numero delle seconde case, sul profilo dei proprietari, sulla frammentazione degli immobili.

Sul territorio di Ville d’Anaunia sono stati individuati 1.149 proprietari, a fronte di 1.112 seconde case. Il 45% dei proprietari è over 65 e, considerando che oggi il settore turistico si sviluppa prevalentemente su piattaforme online che permettono l’incontro tra domanda e offerta, appare plausibile ipotizzare la necessità di un supporto per i proprietari nel caso in cui volessero provare ad affittare il proprio immobile attraverso le Ota (Online Travel Agencies).

L’analisi ha permesso inoltre di rilevare la distribuzione della proprietà delle seconde case sul territorio, ossia il numero di immobili che ogni proprietario possiede. Ebbene, nel Comune di Ville d’Anaunia la proprietà è piuttosto distribuita, con la maggioranza dei proprietari che possiede una sola seconda casa (73%).

È stata inoltre analizzata la frammentazione della proprietà, ed è stato rilevato che più del 90% delle proprietà è intestato a una o, al massimo, a due persone. Anche il dato sulla residenza dei proprietari delle seconde case appare molto interessante: quasi il 90% dei proprietari vive in Trentino. Entrando nello specifico, tra questi l’85% risiede in Val di Non e il 68% vive nel Comune di Ville d’Anaunia.

IL RUOLO DEL COMUNE E LA GENERAZIONE DELL’INDOTTO – Nell’ambito di questo progetto, il Comune rappresenta l’attivatore: spetta infatti ai privati il compito di svilupparlo.

La start up Cbs si attiverà per trovare delle formule di contribuzione che supportino l’iniziativa: nelle località trentine dove Ospitar è una realtà, sono state sviluppate delle formule di collaborazione con le banche di credito cooperativo (attraverso il confezionamento di mutui agevolati per gli interventi di ristrutturazione), con le aziende di promozione turistica e con altri enti, in primis le Comunità di Valle. Il fine del progetto è la riqualificazione del patrimonio immobiliare e il turismo diventa lo strumento.

Prendendo in esame gli interventi negli altri Comuni dove Ospitar si è sviluppato, si è visto che per ogni euro investito c’è stato un ritorno di 5 euro. Vengono attivate convenzioni con artigiani del paese per le ristrutturazioni, si avviano progetti di collaborazione con cooperative locali (si pensi la tema delle pulizie delle case, ma anche alla gestione del flusso di prenotazioni), si genera un flusso inatteso, fino a pochi mesi prima, di turisti che vivono la comunità non solo nella casa ma anche, per esempio, negli esercizi commerciali e nella ristorazione.

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Incendio a Denno: la solidarietà dopo la paura

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Dopo il grande spavento per l’incendio divampato questa mattina prima dell’alba in una vecchia palazzina in via Santi Gervasio e Protasio (qui l’articolo), che fortunatamente non ha visto vittime né feriti gravi, a Denno è scattata la gara di solidarietà. (altro…)

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Il Presepe di Lino Peroceschi di Cles in Consiglio regionale

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Anche quest’anno il Consiglio regionale ospita, in occasione del Santo Natale, un’opera di Lino Peroceschi, appassionato artista del Presepe, che ha allestito una piccola ma significativa opera nell’atrio, affacciato su Piazza Dante, del Palazzo della Regione.

“Il Presepe appartiene alla cultura della gente trentina – spiega il Presidente Roberto Paccher – ed è un simbolo di quei valori, nel rispetto di tutte le sensibilità religiose, che hanno portato alla costituzione dell’Europa moderna.  Per questo è importante che anche in una sede istituzionale come quella del Consiglio regionale, che rappresenta la storia della nostra Autonomia, possa trovare spazio un Presepe come questo che, pur piccolo, racchiude uno spaccato della storia trentina e altoatesina”.

Il primo Presepe (dal latino praesepe, mangiatoia), secondo la Legenda Maior, fu fatto da San Francesco d’Assisi: tornato da poco dal viaggio in Egitto e Palestina, in occasione del Natale del 1223 allestì nel borgo di Greccio, in Lazio, una rappresentazione vivente della natività.

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Da allora la tradizione del Presepe si è diffusa in tutta l’Italia e l’Europa medievale, per giungere fino a noi.

Lino Peroceschi, di Cles, da più di trent’anni si dedica con passione alla costruzione artigianale di Presepi che sono oggi visibili in molti luoghi della nostra Regione.

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In quest’opera, che è visibile nell’ingresso del Consiglio e dalle vetrate affacciate su Piazza Dante, ha voluto rappresentare la natività all’interno di una casa contadina tradizionale trentina e l’ha collocata accanto alla torre di Castelforte, una antica e suggestiva rocca nei pressi di Andriano, in Alto Adige.

Il presepe sarà visibile da Piazza Dante fino al  6 gennaio.

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Castel Belasi si veste di magia per Natale e si prepara a un weekend fatto di musica, arte e laboratori

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Castel Belasi in versione "invernale" (foto Alberto Franzoi)

Sarà un Natale magico a Castel Belasi. Sabato e domenica prossimi, 14 e 15 dicembre, il maniero di Campodenno ospiterà una due giorni di eventi, musica e laboratori per adulti e bambini. (altro…)

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