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Trento

NOE Trento: sacchi azzurri nel mirino, accertate 821 violazioni in 10 mesi

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Da gennaio ad ottobre gli accertatori ambientali appartenente a Dolomiti Ambiente in collaborazione con gli agenti di quartiere e personale dell’ufficio del Nucleo operativo ambientale (NOE) della Polizia Locale di Trento Monte Bondone hanno accertato 821 violazioni all’art. 5 del Regolamento per la raccolta integrata dei rifiuti urbani. (oltre 80 al mese)

Fondamentale l’apporto fornito dagli accertatori ambientali che operano giornalmente sul territorio da circa due anni, segnalando le più svariate situazioni anomale.

Circa l’80 % delle violazioni ha riguardato l’esposizione dei sacchetti azzurri o dei contenitori per le frazioni dei rifiuti raccolti con il servizio porta a porta nei giorni diversi da quelli previsti dal calendario predisposto da Dolomiti Ambiente. Con questa attività si è voluto dare una risposta puntuale ai numerosi cittadini che segnalavano la presenza di sacchi azzurri, utilizzati per la raccolta degli imballaggi leggeri, che rimanevano esposti su suolo pubblico per parecchi giorni creando una sensazione di degrado e lordura.

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Per ovviare a questo inconveniente per ogni zona del comune è prevista una giornata specifica per la raccolta dei sacchi.

Lo specifica l’art. 5 comma e del Regolamento per la gestione integrata dei rifiuti urbani, che prevede: “L’esposizione di sacchetti e/o contenitori su area pubblica, in punti concordati con il Gestore, deve avvenire prima delle ore diciotto della sera antecedente il giorno di raccolta ed altresì il mancato ritiro dei suddetti contenitori deve essere effettuata dopo le ore venti del giorno di raccolta;la violazione ammonta a Euro 54.”

A seguito di controlli con mezzi di videosorveglianza in dotazione al personale del nucleo operativo ambientale della Polizia Locale – attivati a seguito della preziosa collaborazione dei cittadini – è stata sanzionata una persona di sesso maschile che abbandonava (FOTO 1) uno scatolone contenente rifiuti vari tra cui bottiglie in plastica, contenitori per liquido antigelo ecc., in un’area di servizio di un distributore di carburanti in tangenziale, verso le ore 18 del 9 novembre 2019, alla presenza di più persone.

La sanzione applicata è quella prevista e punita dalla Legge 152/2006, articolo 192 comma 1 del Testo Unico in materia di ambiente, che vieta l’abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo, sanzionato con il pagamento di una somma di euro 600. Al responsabile dell’abbandono è stato intimato di procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti depositati.

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Un altro intervento che ha richiesto varie settimane di indagini e istruttoria riguarda un episodio avvenuto lo scorso 19 settembre alle 11.40 circa: personale della Polizia Locale appartenente ai Servizi Esterni, a seguito di una segnalazione telefonica inerente ad uno sversamento di liquido in un piazzale (FOTO 2), è intervenuta in zona nord del capoluogo cittadino.

Con l’ausilio del personale del NOA si è potuto accertare l’avvenuta l’immissione di liquido maleodorante in una caditoia, utilizzata per la raccolta delle acque meteoriche, operata da un autobotte di proprietà di una ditta locale. All’arrivo degli agenti operanti la caditoia del piazzale era interessata dalla presenza di un liquido verde/blu che emanava un cattivo odore.

Dopo aver acquisito e visionato i filmati di videosorveglianza dell’area interessata allo sversamento del liquido, si è potuto accertare la responsabilità di un uomo, in seguito identificato, che intento a srotolare un tubo flessibile “tipo manichetta” per poi portarsi in prossimità della caditoia per la raccolta delle acque meteoriche del piazzale e immettere la parte terminale del tubo flessibile all’interno della caditoia.

Tale operazione è stata ripetuta in due distinte occasioni. Su indicazione della Polizia Locale, personale della ditta sorpresa a smaltire illecitamente liquidi derivanti da lavorazioni industriali ha disposto a proprie spese l’intervento di una ditta specializzata per la bonifica della caditoia.

Al termine delle indagini due persone sono state segnalate all’attività giudiziaria ai sensi Art. 256 co. 1 lett. a) e co. 2) del Decreto Legislativo n. 152 del 03/04/2006 “Testo unico leggi ambientali”, per avere effettuato una gestione di rifiuti speciali non pericolosi non autorizzata. Gli indagati sono stati ammessi al pagamento di una somma pari ad euro 6.500 euro ciascuno, al fine di evitare l’azione penale, sanzione pecuniaria che veniva pagata alcuni giorni dopo da entrambi gli indagati.

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