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Trento

Sanità: domani presidio del sindacato Nursing Up sotto il palazzo della regione

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Il sindacato Nursing up di Trento ha proclamato lo stato di mobilitazione del personale del comparto sanità ed enti locali (Apsp) per domani venerdì 22 novembre 2019.

Alle ore 10.00 alle 13.00 il sindacato ha organizzato un presidio di protesta sotto il palazzo della Regione in Piazza Dante dove verranno spiegate le rivendicazioni e le motivazioni dell’agitazione.

Alcune di queste sono già state presentate al Presidente della Giunta Fugatti e all’Assessora alla salute Segnana, «senza risposta alcuna»dichiara il segretario Cesare Hoffer

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I sindacati in concreto chiedono la conclusione della coda contrattuale del contratto sanità CCPL 2016/2018, con l’ottenimento di una reale valorizzazione dei professionisti sanitari del comparto, che eleverebbe la qualità delle cure nei confronti dei pazienti; l’individuazione di adeguate risorse per il rifinanziamento dei contratti pubblici 2019/2021; l’assunzione di un’ adeguato numero di personale infermieristico, di professionisti sanitari ed Oss, per garantire adeguati standard assistenziali e il potenziamento del parco macchine aziendale, molti nostri professionisti infermieri e sanitari sono ancora costretti ad utilizzare il proprio mezzo personale per garantite le attività assistenziali territoriali.

Nursing Up chiede anche  l’attivazione di uno specifico tavolo di confronto presso l’ assessorato alla salute e alle politiche sociali sulle problematiche dei professionisti sanitari trentini e sul loro sviluppo professionale.

«Ravvisiamo purtroppo la totale assenza di un confronto costruttivo con le attuali istituzioni – afferma ancora Cesare Hoffer –  come si puo’ continuare a pensare di non ascoltare la voce dei professionisti infermieri e sanitari, figure che con la loro professionalità, competenza e sacrificio continuano a garantire un’elevata qualità assistenziale nonostante un costante aumento dei carichi di lavoro? Per quanto ci riguarda, il tempo delle parole è ormai finito, ora inizia quello della protesta, anche dura, volta anche a salvaguardare la qualità delle cure nei confronti del cittadino, che devono essere erogate dal professionista in un contesto di sicurezza e non certo a rischio di errore».

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