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Anche il Trentino avanza verso l’Industria 4.0

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Presentato ieri a Como il progetto “Fabbrica Diffusa” di ComoNExT, per il Trentino aderisce HIT – Hub Innovazione Trentino, in rappresentanza unitaria di Trentino Sviluppo, Fondazione Edmund Mach e Fondazione Bruno Kessler.

Il network di respiro nazionale “Fabbrica Diffusa”, al quale aderisce HIT – Hub innovazione Trentino, nasce dall’interazione di alcuni poli tecnologici, parchi scientifici, enti di ricerca e hub di innovazione in risposta a una crescente esigenza da parte delle imprese italiane di allinearsi dal punto di vista digitale con le industrie manifatturiere degli altri paesi.

L’iniziativa è volta a consentire alle piccole e medie imprese di sperimentare in via diretta l’importanza e i vantaggi dell’Industria 4.0, un modo di pensare la produzione in maniera sempre più digitale, automatizzata e interconnessa, che riguarda le nuove tecnologie nel campo dell’utilizzo e analisi dei dati, delle interfacce e interazioni uomo-macchina, ma si pensi anche a realtà aumentata, manifattura additiva, stampa 3D, robotica.

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Fabbrica Diffusa metterà a disposizione delle aziende una filiera di produzione temporanea organizzata in una serie di stazioni operative in grado di mostrare e far testare in pratica le opportunità dell’Industria 4.0, attraverso dei “dimostratori” a loro volta interconnessi tra loro. I diversi dimostratori, come fossero veri e propri reparti di un’azienda ideale, sono caratterizzati da specializzazioni differenti e integrate, che definiscono una linea di produzione completa.

Fabbrica Diffusa si rivolge alle industrie manifatturiere, attualmente i comparti industriali coinvolti sono quello del tessile, del legno arredo e del food.

A trasformarsi in factory temporanee, parte di una filiera “diffusa” in tutta Italia dove sperimentare le possibilità delle tecnologie più all’avanguardia, anche i tre enti trentini coinvolti da HIT: Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Edmund Mach e Trentino Sviluppo.

“L’adesione a Fabbrica Diffusa da parte di HIT risponde a una vocazione fondamentale per la fondazione, che è quella di farsi portavoce del sistema della ricerca e dell’innovazione trentina nelle principali iniziative nazionali ed europee. Con il network Fabbrica Diffusa si vuole dimostrare che la fattibilità tecnologica è questione di sistema, che la valorizzazione dei risultati della ricerca passa attraverso la contaminazione diffusa e che il Trentino ha il suo sistema ‘di e per’ l’innovazione, un sistema sempre più vitale, propositivo e interconnesso a livello nazionale ed internazionale“ ha dichiarato il presidente di Hub Innovazione Trentino Paolo Girardi.

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La prima ipotesi di “Storia di Fabbrica” del progetto a cui si sta lavorando – ne seguiranno altre che permetteranno di toccare tutti i settori di possibile applicazione delle tecnologie presenti nella Fabbrica Diffusa – riguarda il settore industriale del Food & Beverage e prevede la produzione congiunta di un succo di mela attraverso una filiera “diffusa” in tutta Italia.

Il ciclo di produzione partirà da un’analisi delle esigenze e tecnologie necessarie per realizzare un reparto di produzione, della quale si occuperà l’Università Carlo Cattaneo LIUC di Varese. Il tutto proseguirà con la progettazione attraverso piattaforma online del contenitore, che seguirà la milanese Cariplo Factory.

In Trentino si arriverà al terzo step, per la raccolta e spremitura delle mele coltivate dalla Fondazione Edmund Mach, che si potrà occupare anche del controllo analitico della qualità dei frutti.

La ProM Facility di Trentino Sviluppo a Rovereto, sarà coinvolta invece per la produzione dei contenitori in maniera automatizzata tramite manifattura additiva in polimeri termoplastici.

Il processo produttivo del succo di mela proseguirà con l’imbottigliamento e certificazione degli standard igienici e qualitativi da parte di 012 Factory, Innovation Hub di Caserta, per concludersi con il confezionamento, pallettizzazione e spedizione alla grande distribuzione da parte di ComoNExT, l’innovation hub di Lomazzo, Como, ideatore del format Fabbrica Diffusa.

“Fabbrica Diffusa è un luogo dove imprese, professionisti e studenti possono toccare con mano e sperimentare le tecnologie di Industria 4.0 verificando quali e in che modo possono essere applicate alla loro realtà per migliorare processi e prodotti o per definire nuove soluzioni – ha dichiarato il Direttore Generale di ComoNExT, Stefano Soliano –. “Siamo orgogliosi di portare questo servizio alle imprese attraverso un progetto corale e aperto ad ulteriori collaborazioni, a dimostrazione di come la trasformazione digitale delle imprese, piccole e meno piccole, sia una necessità sentita come urgente su scala nazionale”ha concluso Soliano.

Attualmente i fornitori di tecnologie Industria 4.0, hardware e software, presenti nel dimostratore di ComoNExT sono alcuni tra i più importanti player nazionali e internazionali: Cisco, ESA Automation, Festo, Kaeser Kompressoren, KUKA, Nebbiolo Technologies, Robotunits, SIAT, Schunk. Sono invece “Tech master”: Synesis, Fluxedo, Porini, Rite Hite, Servitly.

Le imprese trentine interessate al progetto potranno approfondire le modalità di collaborazione contattando HIT – Hub Innovazione Trentino.

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Imprese e studenti assieme, in un viaggio nell’innovazione industriale

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L’industrial Innovation Day è il momento in cui le aziende si avvicinano al mondo della ricerca attraverso nuovi strumenti di trasferimento delle conoscenze e di possibilità di fare innovazione. Favorire lo scambio e il trasferimento tecnologico tra imprese e università su progetti condivisi, grazie anche all’opportunità delle borse di dottorato in ricerca industriale finanziate a partire dall’anno accademico 2020-2021.

Queste le novità presentate agli studenti dell’Ateneo di Trento nel pomeriggio di mercoledì 4 dicembre in occasione dell’Industrial Innovazione Day – I2D, tenutosi a Rovereto in Polo Meccatronica, l’hub tecnologico dove i sistemi dell’impresa, della formazione, della ricerca e dell’innovazione interagiscono per sviluppare progetti innovativi.

Una cinquantina gli studenti dell’Università di Trento, iscritti per lo più al terzo e quarto anno dei corsi di laurea magistrale in Informatica, Ingegneria meccatronica, Ingegneria dell’Informazione e delle Comunicazioni e Ingegneria dei Materiali e della Produzione, fortemente interessati a conoscere le nuove opportunità per l’anno accademico in corso. Insieme a loro, per parlare di possibili progetti condivisi, una trentina di aziende, tra le più innovative sul territorio.

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Questo è stato l’Industrial Innovazione Day – I2D, organizzato congiuntamente da Trentino Sviluppo, Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler per promuovere i nuovi programmi di formazione aziendale per gli studenti e le possibilità di innovazione per le aziende del territorio, rafforzando così quel rapporto sempre più stretto e dinamico tra mondo universitario e industriale.

Nel portare i suoi saluti iniziali, Mauro Casotto, direttore operativo di Trentino Sviluppo – ha sottolineato che: “Il Polo Meccatronica è l’hub tecnologico di riferimento, dove i sistemi dell’impresa, della formazione, della ricerca e dell’innovazione interagiscono per sviluppare progetti innovativi. Dal 2017 ad esempio, i laboratori di ProM Facility, offrono alle aziende della filiera una piattaforma integrata per la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, la verifica e la validazione di sistemi e processi produttivi, ed agli studenti delle superiori, laureandi e dottorandi percorsi di ricerca e formazione d’eccellenza. Oggi gli studenti hanno potuto visitarli per rendersi concretamente conto delle potenzialità”.

Flavio Deflorian, Prorettore al Supporto al Sistema Produttivo dell’Università di Trento – ha ricordato che: “Per questi studenti, l’immediato futuro potrebbe riservare preziose occasioni di tirocinio e collaborazioni per tesi magistrali e borse di dottorato strutturato, proprio in virtù di una sinergia continua tra il mondo della ricerca e quello delle aziende. Del resto in Trentino l’incontro tra studenti e imprese, negli ultimi anni, è diventata una pratica continua, passando dall’ambito degli intenti a quello della realtà”.

I nuovi laboratori didattici del Dipartimento in Ingegneria e Scienza dell’Informazione sono stati illustrati da Paolo Giorgini, Direttore del Dipartimento: “Si tratta di spazi dove studenti, ricercatori e industrie possono condividere esperienze e sviluppare insieme progetti altamente innovativi utilizzando tecnologie all’avanguardia negli ambiti di ricerca che caratterizzano il DISI”.

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“Il dottorato di Innovazione industriale attivato all’Università di Trento con la Fondazione Bruno Kessler nasce proprio per permettere alle aziende di accedere a figure professionali altamente specializzate nella gestione di problematiche industriali in svariati ambiti di ricerca – ha spiegato Dario Petri, Direttore Dipartimento in Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Trento – “L’iniziativa, che ha già raccolto 800 mila euro di finanziamenti dalle aziende, offre un percorso personalizzato con l’affiancamento costante di due tutor (accademico e aziendale)”.

Ad entrare nel dettaglio del funzionamento delle nuove borse di dottorato industriale, per l’anno accademico in corso, sono stati Stefano Tonetta, vice-coordinatore del Dottorato in Innovazione Industriale per la Fondazione Bruno Kessler e Farid Melgani, coordinatore del Dottorato in Innovazione Industriale per l’Università di Trento.

Infine, Paola Garbari ha illustrato i servizi rivolti a giovani e imprese da parte dell’Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento.
Dopo una visita guidata alla ProM Facility, gli studenti hanno incontrato “faccia a faccia” gli imprenditori per generare opportunità di collaborazione e portare nuove idee, tecnologie e metodologie nei processi industriali.

Le aziende, da parte loro, hanno avuto la possibilità di presentare il proprio business e conoscere giovani talenti.

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Con la Proto Challenge di HIT i talenti dell’ingegneria dialogano con le imprese

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Dopo due mesi di intenso lavoro e confronto tra giovani ingegneri e imprese del settore manifatturiero, vince la sfida tecnologica il team con la migliore proposta di ottimizzazione meccanica per l’azienda ZF Padova srl stabilimento di Arco

Mercoledì 4 dicembre si è svolto a Povo, presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento, l’evento finale della Proto Challenge di HIT – Hub Innovazione Trentino.

Quest’anno la sfida per l’innovazione volta a far dialogare i più promettenti ingegneri trentini con il mondo delle imprese manifatturiere, ha premiato il team composto da quattro giovani studenti di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento.

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Il gruppo di lavoro ha presentato l’idea più convincente e innovativa, rispondendo alle richieste dell’azienda ZF Padova srl, stabilimento di Arco, proponendo in particolare l’ottimizzazione di una componente meccanica di un invertitore marino.

La Proto Challenge rappresenta un’opportunità importante per le aziende, perché oltre a fornire l’occasione per un confronto propositivo e concreto con le giovani leve dell’ingegneria trentina, approfondisce una modalità produttiva che rappresenta oggi un’opportunità importante per le piccole e medie imprese: la manifattura additiva.

Massimizzare la resistenza minimizzando il peso, mantenere le performance meccaniche alleggerendo le componenti, migliorare forma e volumi riducendo massa e materiali per ottimizzare il prodotto in senso topologico e ridurre i costi di produzione.

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Questi i focus di lavoro degli ingegneri che hanno elaborato possibili soluzioni ai problemi posti dalle aziende dalla produzione del tutto eterogenea, che va dalla realizzazione di trasmissioni e sistemi di controllo per imbarcazioni (ZF Padova srl stabilimento di Arco), a quella di tavoli chirurgici-medicali (OPT SurgiSystems srl di Calliano); dalla produzione di valvole ed erogatori per aerosol e cosmetici (Coster Tecnologie Speciali spa di Calceranica al Lago), alla produzione di componentistica per il settore automotive (Röchling Automotive srl stabilimento di Laives).

Le aziende hanno richiesto in particolare delle proposte di ottimizzazione topologica di componenti meccaniche che permettano la produzione delle stesse attraverso tecnologie di manifattura additiva quali il 3D printing.

Oltre alla presentazione delle sfide e i risultati della Challenge, l’evento finale si rivelato occasione per approfondire il tema della manifattura additiva con Carlo Damiani di Altair Engineering, che ha aperto l’evento con un intervento sulle soluzioni di Computer Aided Engineering per l’additive manufacturing; con Francesco Robotti di Eurocoating, che ha proseguito illustrando le sfide del settore e con Italo Moriggi di Skorpion Engineering, che ha concluso con un approfondimento sull’importanza della progettazione in chiave additiva.

Favorire il trasferimento della conoscenza e delle idee dall’ambito universitario e degli istituti di ricerca a quello delle imprese, per far dialogare due mondi non sempre sufficientemente consapevoli del circolo virtuoso che tale confronto potrebbe generare, è la missione di HIT – Hub Innovazione Trentino, fondazione che supporta l’inserimento di tecnologie ideate nell’ambito della ricerca scientifica nei processi produttivi.

Flavio Deflorian, Prorettore al supporto al sistema produttivo dell’Università di Trento e membro del consiglio di amministrazione di HIT ha dichiarato: “La Proto Challenge è l’ennesima dimostrazione di come HIT sia in grado di far incontrare concretamente le necessità tecnologiche delle imprese produttive con i migliori talenti e le soluzioni provenienti dal mondo dell’università e della ricerca. Come Università di Trento siamo assolutamente felici che i nostri studenti possano lavorare per intere settimane su problemi reali proposti dalle aziende del territorio, sfidandosi per trovare le soluzioni più opportune. Questa metodologia sta prendendo sempre più piede a livello europeo, con esempi in tutte le regioni più evolute”.

Il team vincitore della Proto Challenge si è aggiudicato l’opportunità di partecipare all’Additive Manufacturing Forum, conferenza industriale di riferimento al livello europeo che si terrà a Berlino a Marzo 2020.

All’azienda associata al team vincitore, è invece offerta la possibilità di prototipare l’elemento meccanico oggetto della sfida presso la ProM Facility di Rovereto, centro unico in italia e laboratorio di eccellenza per la prototipazione meccatronica.

La Proto Challenge è un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Università di Trento, Trentino Sviluppo e la Prom Facility del Polo Meccatronica, Confindustria Trento, il Contamination Lab, NOI Techpark, la Libera Università di Bolzano e Altair Engineering Srl, nell’ambito del Digital Innovation Hub Trentino-Alto Adige/Südtirol.

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Nasce in Progetto Manifattura un mini hub dell’economia circolare

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Nasce in Progetto Manifattura a Rovereto un mini hub dell’economia circolare.

L’iniziativa di Trentino Sviluppo, svolta in partnership con la società di formazione e consulenza Terra Institute, già insediata in Progetto Manifattura, permetterà l’arrivo nel polo green di quattro realtà produttive: Anodica Trevigiana, Ecobeton, FIS e Nuova Saimpa.

L’obiettivo?

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Riscrivere insieme le strategie d’impresa e di filiera per favorire la transizione verso un nuovo modello produttivo in cui valorizzare gli scarti di lavorazione e ridurre gli sprechi, con ricadute positive sull’ambiente e sul conto economico. Obiettivo che potrà essere raggiunto anche grazie a Circular Re-Thinking, una winter school dedicata ai futuri professionisti dell’economia circolare, progettata da Trentino Sviluppo, Terra Institute e Materia Rinnovabile e sponsorizzata dal Gruppo Ardian.

L’academy partirà in febbraio e si comporrà di 96 ore in aula, accompagnate da un viaggio studio a Berlino in realtà di spicco nell’ambito dell’economia circolare e da un massimo di sei mesi di tirocinio in alcune aziende partner, tra cui quelle del nuovo hub di Rovereto. Le candidature sono aperte fino a domenica 15 dicembre.

Progetto Manifattura, il polo tecnologico green di Trentino Sviluppo a Rovereto, si prepara a lanciare un nuovo hub dell’economia circolare. A tal fine, al 1° piano dell’Edificio Essicazione, nel compendio storico recentemente riqualificato, sono stati predisposti degli spazi disegnati per ispirare la collaborazione tra imprese.

Troveranno casa in questi 100 metri quadrati, oltre a Terra Institute, già presente in Manifattura dal 2018, quattro aziende del Triveneto impegnate nel settore dell’impiantistica, delle lavorazioni e stampe di materiali plastici, nella produzione di complementi d’arredo di design e di rivestimenti d’interni: Anodica Trevigiana, Ecobeton, FIS e Nuova Saimpa.

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L’obiettivo dell’insediamento in questo nuovo mini hub dell’economia circolare è quello di ripensare insieme, in un’ottica collaborativa, i processi aziendali, al fine di favorire la transizione verso un nuovo modello produttivo e distributivo, dove rivalorizzare gli scarti di lavorazione in un’ottica di risparmio energetico e di risorse.

«La circolarità – ha commentato Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della provincia autonoma di Trento – è il paradigma dell’economia del futuro a cui è opportuno che anche le aziende trentine aderiscano con convinzione. Peraltro studi recenti indicano che l’introduzione di processi circolari non è dettata solamente da principi etici e responsabili, ma anche dalla convenienza economica per le imprese stesse».

Le aziende “circolari” riescono infatti mediamente a ridurre alcune voci di costo in maniera interessante. Per fare questo salto serve un cambiamento radicale della cultura d’impresa.

“Di qui – spiega il presidente di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini – l’idea di avviare, contestualmente alla costruzione del mini hub dell’economia circolare in Progetto Manifattura, un percorso formativo altamente specialistico su questi temi, denominato proprio Circular Re-Thinking”.

Ideato da Trentino Sviluppo, Terra Institute e Materia Rinnovabile, il programma è sponsorizzato dal Gruppo Ardian, azienda del settore rinnovabili insediata da diversi anni nel polo green di Rovereto, e partirà nel febbraio prossimo.

«Per noi – spiega il fondatore di Terra Institute Günther Reifer – questo approccio rappresenta da un lato la risposta alle emergenze sociali, ambientali e macroeconomiche con cui ci dobbiamo confrontare quotidianamente, e dall’altro un veicolo per sperimentare nuove opportunità e soluzioni nei diversi contesti aziendali».

«Un progetto che riteniamo di grande interesse – ha sottolineato Emanuele Scarpa, responsabile finanziario Energy Management Services del Gruppo Ardian – e che abbiamo deciso di sponsorizzare con grande convinzione, anche perché da questo percorso potrebbero nascere delle startup altamente specializzate nell’economia circolare che auspichiamo possano entrare a far parte del nostro network».

Destinatari dell’iniziativa sono i singoli che desiderino specializzarsi in materia di economia circolare, ma anche le aziende che vogliano formare in tal senso uno o più dei propri collaboratori.

Il programma si compone della tradizionale formazione in aula per 96 ore, spalmate su circa tre settimane di lezione e dedicate ai temi di logistica e approvvigionamento delle materie prime, design, rimodellazione e rilavorazione del prodotto, distribuzione, usura dei beni, riparazione, raccolta e riciclo.

A questo pacchetto didattico – che coinvolge una ventina di docenti – si aggiungono un viaggio studio a Berlino nelle realtà più blasonate dell’economia circolare e un’esperienza in azienda della durata di massimo sei mesi, finalizzata all’assunzione.

 

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