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Trento

Trattato dai condomini peggio di un “animale”: la storia di Andrea, bambino autistico di 9 anni

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foto di repertorio che non raffigura il bambino autistico

Quella che raccontiamo oggi è una vicenda vera, ma soprattutto assurda, che coinvolge la mamma di Andrea, (nome di fantasia) un figlio autistico di 9 anni che soffre di atipie e stereotipie caratteristiche di chi è affetto da questa patologia.

La storia che riportiamo accade in un condominio della provincia di Trento dove sono alloggiate sei famiglie ed ha inizio lo scorso Natale

La famiglia di Andrea è un nucleo normale, con il padre che lavora 10 ore al giorno, mentre la mamma rimane a casa ad accudire 3 figli, due dei quali molto piccoli.

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Una famiglia di genitori 40 enni quasi modello che cerca di sbarcare il lunario con onestà e spirito di sacrificio, e che abita a piano terra di questa palazzina

La mamma ha ricevuto di recente delle missive da parte dell’amministratore del condominio in cui vive, che l’ha intimata di pagare una serie di multe di circa 40 euro a causa dei rumori che sentono i condomini dal suo appartamento.

In particolare a lamentarsi di questi rumori sarebbe il condomino che abita di sopra.

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A dare fastidio sarebbe il saltellare del bambino autistico, comportamento tipico dei disturbi legati appunto alle stereotipie motorie di chi soffre dello spettro autistico, come sfarfallare le mani, girare in tondo, dondolarsi o appunto saltellare.

Il saltellare del bambino non avviene a tutte le ore del giorno ma solo in determinati momenti.

La mamma l’altro giorno ha ricevuto un’altra lettera dove l’amministratore la invita a pagare con la minaccia di adire a vie legali e le consiglia, quasi fosse un medico specializzato, di portare il bambino fuori da casa per farlo stare meglio, dimenticando che la «povera» donna ha altri due figli molto piccoli a cui badare, uno dei quali di meno di 2 anni.

Insomma le consiglia come curare i problemi del figlio autistico, pensate un po’ voi!

Qui però cominciano alcune incongruenze che meritano di essere riportate.

Un’altra signora da tempo si lamenta per i molti animali presenti dentro una famiglia che arrecano fastidio. Ebbene, in questo caso l’amministratore di condominio non si è però comportato nella stessa maniera.

Lui e la maggioranza dei residenti hanno infatti votato a favore di un condomino pieno di animali, perché a loro dire, sono terapeutici scordandosi che tutti avevano votato a favore del procedimento che sanzionava con multe e minacce legali il bambino autistico colpevole solo di battere ogni tanto i piedi sul pavimento di un appartamento a piano terra.

Secondo la ricostruzione della famiglia, cosa ancora più grave è che l’amministratore non ha speso una sola parola umana a riguardo della famiglia con il bambino autistico pur essendo a conoscenza grazie alla documentazione della sua disabilità.

La domanda ora che in molti si pongono è: «Ad oggi è possibile che un cane o un gatto siano più tutelati per legge rispetto un disabile?»

«Nulla in contrario sugli animali – spiega la mamma – le leggi che ci sono sono giuste. Ma può essere considerato rumore molesto il saltare di un bambino perché felice? Un bambino autistico che non parla e che comunica così la sua gioia come un cane che abbaia di gioia quando vede il padrone? Ma quest’ultimo ha diritto di far rumore mentre mia figlio no, questo solo  per qualche ignorante però»

Sulla questione è intervenuto anche il cavaliere Giovanni Coletti, presidente della fondazione trentina per l’autismo che è proprietaria di casa Sebastiano la struttura di ricerca e di riabilitazione socio sanitaria, eccellenza Europea ubicata a Coredo. «La situazione è alquanto delicata – afferma Coletti – ho parlato con la mamma e in effetti va trovata una soluzione nel merito. Noi come fondazione abbiamo sensibilizzato tutti i condomini inserendo in tutte le bussole delle lettere alcune spiegazioni per far capire i comportamenti dei bambini autistici e vedremo di continuare in tal senso».

«A parziale scusante – aggiunge Coletti – c’è il fatto che il condomino che si lamenta per il saltellare del bambino faccia i turni la notte e che quindi di giorno abbia il diritto di riposare. Ma in questo caso una soluzione si può trovare fra due persone intelligenti e perbene. In questo caso però pare che non si voglia trovare la soluzione. Pare invece esagerata la reazione dell’amministratore di condominio sulle sanzioni ad una famiglia che è già stata penalizzata dalla vita».

La famiglia di Andrea, verso la quale pare ci sia un vero comportamento vessatorio persecutorio ed intimidatorio, sta pensando anche di fare un esposto in Questura per denunciare il tutto.

A fare da contorno di questa triste storia c’è anche il proprietario dell’appartamento che avrebbe intimato alla famiglia di abbandonare la casa. Al peggio quindi non c’è mai fine.

La lettera inviata all’amministratore del condominio

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