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Musica

Musica Trentina in Lutto: è morto Claudio Benedetti, una vita dedicata al jazz

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Si è spento all’età di 91 anni Claudio Benedetti il batterista Jazz forse più famoso ed importante della nostra regione.

Una carriera musicale iniziata negli anni 40 e suggellata di successi e collaborazioni con i più importanti musicisti italiani.

I suoi ultimi concerti risalgono al 2011 ma fino alla fine il suo contagioso entusiasmo e le sue forti motivazioni e l’amore per la musica non sono venuti mai a mancare.

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Una vita dedicata alla musica spiega il perchè di una carriera così fulgida. Lo swing e il drumming raffinato e inconfondibile gli hanno portato fama e apprezzamenti nell’ambiente non facile della musica Jazz e pop italiana.

Claudio Benedetti si è perfezionato a Parigi nella scuola del grande maestro Kenny Clarke.

I nomi di Chet Baker, Lee Konitz, Harold Danko, Mangelsdorff, Frank Foster, Dusko Goykovich, sono solo alcuni degli incontri fondamentali che hanno contribuito in maniera significativa alla sua formazione.

La storia di Claudio Benedetti comincia però molto prima, nel 1944 infatti, la musica di un orchestrina Jazz delle truppe americane accampate nelle vicinanze di Mori, attira l’attenzione di Claudio che giovanissimo, ottiene entusiasta di poter assistere alle prove, e racconta: “quando gli americani si attendarono vicino Mori io, bambino, ero pronto a farmi le corvee in cucina pur di stare vicino alla loro orchestra. Poi, me ne andavo nella casa sinistrata di Mori con i tamburi in un sacco e là suonavo all’impazzata, tanto che qualcuno pensò vi fosse un pazzo e chiamò Pergine. Arrivarono due marcantoni con la camicia di forza… videro che ero un ragazzino e si misero a ridere”.

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Dopo mesi di estenuanti esercizi, sorretto da un’incrollabile passione e dalla voglia (mai sopita) di migliorarsi, comincia per lui l’attività vera e propria di batterista. Gli ingaggi occasionali si moltiplicano. Fra le orchestre degne di menzione quella con Sergio De Cecchi (piano), Ennio Carretta (sax), Ciccio Vianello (basso)e il grande talento musicale di Germano Cavalet, fisarmonicista veneziano di rara bravura, scomparso purtroppo prematuramente.

Dopo circa 3 anni con il Quartetto Star ecco arrivare il primo ingaggio alla Terrazza dell’Odeon di Milano, che fa strada alla notorietà e lo porta a lavorare con grandi nomi come Macario e Dapporto.

Poco dopo sarà la fama cosmopolita della bravissima Caterina Valente a impegnare Claudio Benedetti in un tour attraverso la Spagna e il Portogallo.

A St. Moritz entra a far parte dell’orchestra del Palace Hotel, dove si esibisce per numerosi volti noti, come ad esempio Onassis, che a quanto pare lasciava mance generosissime perché amava gli assoli di batteria.

Nell’ambiente notturno internazionale di St. Moritz incontra la cantante Jacqueline Francoise. Con lei affronterà una lunga tournèe in Svizzera.

Il 1961 rappresenta un’altra tappa importante per Claudio Benedetti, con l’ingaggio in Rai e la scelta di entrare nel gruppo dei Campioni, molto popolare in quel periodo (nel gruppo farà una breve comparsa anche Lucio Battisti).

Entrato nel giro che conta partecipa a sessioni con i cantautori che stanno facendo la storia della musica italiana: Sergio Endrigo, Umberto Bindi, Tony Renis, Nico Fidenco, Luigi Tenco, Giorgio Gaber, Mina, Enzo Jannacci, intervenendo nelle registrazioni dei celebri brani “Io che amo solo te”, “Legata a un granello di sabbia”, “La ballata del Cerutti”, “Trani a gogò”, “Stringimi forte i polsi”, “Stessa spiaggia, stesso mare”, ecc.

L’approdo in Rai significa per Claudio l’opportunità di lavorare con illustri musicisti e di entrare in importanti orchestre come quelle di Enrico Simonetti, Xavier Cugat, Aldo Buonocore per citarne alcune.

I maestri Pino Calvi, Enrico Simonetti, Lelio Luttazzi, Gorni Kramer, Bruno Canfora, Mario Bertolazzi e altri, gli affidano la conduzione ritmica in molte delle trasmissioni televisive degli anni ‘60.

Accompagna grandi artisti come Bramieri e Gaber, in ben 46 commedie musicali tra cui: “L’amico del giaguaro” con Gino Bramieri, Marisa Del Frate e Raffaele Pisu (1961); “La Trottola” con Corrado e Sandra Mondaini (1965-66); “Il conte Max” con Marcello Marchesi, “Giochiamo agli anni Trenta” con Giorgio Gaber, dove con un suggestivo assolo sul tempo di 5/4 ispira con quel suggerimento al coreografo Don Lurio l’intuizione per un improvviso memorabile balletto stile jungle; “Tigre contro Tigre” , “Hobbyamente” e “L’assillo infantile” nel 1966; “La sveglia al collo” (1967). Nel 1968 a Roma, suona con Enrico Simonetti in “Indiavolation”. Lavora inoltre al fianco delle Kessler e di Don Lurio, che ricorda con molto affetto.

Negli anni ‘70 il batterista torna in Trentino, costretto da doveri famigliari (la madre si ammala gravemente), ma continua la sua attività in altre 3 importanti commedie musicali della RAI: “Macario più” con Macario, “Rita ed io” con Rita Pavone e Carlo Dapporto, “Valentina” con Elisabetta Viviani e Teo Teocoli ed Enzo Montagnani. Nel frattempo a Rovereto apre una raffinata boutique che porta il suo nome, all’incrocio tra via Paganini e corso Bettini, dove sfoggiava tutto il suo gusto per un’eleganza da vero dandy.

Partecipa inoltre nella commedia musicale “Ma perché, perché si” nel 1972 con Tony Renis.

Non ha mai abbandonato l’attività concertistica, spostandosi in tutta Italia e in Europa ha continuato a regalare forti emozioni a ritmo di Jazz. Si è fatto inoltre promotore e interprete di applauditi concerti che hanno portato nella sua città e più in generale, in tutto il Trentino, nomi illustri del Jazz mondiale.

Nei primi anni 90 suona in molti locali a Trento, fra cui il Boston Bar, dove insieme a Lorenzo Frizzera e Carlo La Manna tiene molti concerti jazz.

Ancora oggi viene ammirato per l’energia che trasmette durante i suoi concerti, lasciando il segno anche tra i giovanissimi, pubblico tutt’altro che semplice. Alla domanda: “Cosa rappresenta per Lei il Jazz?” Claudio rispondeva così: “Vita. Sto bene quando suono, in mezzo ai giovani; anche se la batteria è lo strumento più stressante e faticoso che ci sia e ci deve essere sempre tanta tensione ed energia…”

Claudio Benedetti ha suonato con le stelle più alte del firmamento jazzistico in tutta Europa, con un solo rimpianto: “Benchè abbia avuto in dono una vita che auguro a qualunque musicista, sono vissuto in anni in cui il jazz non era popolare come ai giorni nostri”

Claudio Benedetti si era sposato due volte: la prima volta con Ulla, una bellissima finlandese, che si trasferì in Italia per amore e  la seconda volta con Elvira, una donna della Val Venosta che divenne sua moglie.

Da lei sono nati due figli: Luca, 38 anni, che vive a Bolzano, e Sara, 35 anni, che vive in Australia.

I funerali di Claudio Benedetti si svolgeranno domani alle 11 alla chiesa della Sacra Famiglia, a pochi metri dalla casa di via Vittorio veneto, dove Claudio ha trascorso gran parte della sua vita roveretana.

Grazie a RedPress per la collaborazione

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Musica

È uscito il videoclip «Ti Dicono Che» di Maire Brusco

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Lei si chiama Maire Brusco, ed è una giovane cantautrice trentina con alle spalle però molte esperienze.

Pochi giorni fa è stato pubblicato sul suo canale YouTube il videoclip del suo primo: «Ti dicono che».

La canzone è l’inizio di un progetto musicale che prevede l’uscita di un EP nel 2020.

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Il singolo è stato arrangiato e prodotto da Lorenzo Scrinzi – giovane musicista e produttore altoatesino – ed è stato registrato presso Nologo Recording Studio Laives (BZ).

Il video è stato girato ad Avio (Trento) da Tommaso Prugnola.

Il brano vuole essere di stimolo alle nuove generazioni, ma non solo, per ricordarsi il piacere delle cose semplici, dei valori che si stanno un po’ perdendo per strada… “sempre più attaccati ai bisogni, dimenticando cosa serve davvero”.

E nella frase «Vorrei fermare il tempo solo un po’ per ritrovare il senso di quel che ho», c’è forse il senso di tutta la canzone e di un messaggio positivo verso le nuove generazioni.

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Il sound è molto accattivante e la melodia è di quelle che entrano subito in «circolo».

Ottime le immagini del video che danno un senso di riappacificazione con l‘ambiente e la natura e alcuni particolari (vedi metronomo) che sembrano voler fermare il tempo.

Il testo è anche un messaggio in alcuni passaggi triste dove si scorge da parte dell’artista un senso di «quello che potrebbe essere ma non è», ma subito arriva l’entusiasmo verso la vita e «quel dire di no» cantato nel ritornello che lancia una nuova speranza per credere nei valori che forse oggi sono passati e non esistono più.

La canzone è disponibile su tutti i portali digitali per lo streaming e il download.

Maire ha studiato musica fin da piccola, frequentato il Liceo Musicale e il Triennio Pop al Conservatorio F.A.Bonporti di Trento.

In seguito ha proseguito la sua formazione musicale e artistica presso il C.E.T. di Mogol e partecipando ad alcuni concorsi canori nazionali, ottenendo molte soddisfazioni dalla critica

Maire Brusco ha partecipato alle selezioni di Sanremo Giovani.

Canta soul, funky e jazz, la musica della grande Aretha  Franklin.

Da sola ha ideato e messo in piedi un musical a livello regionale  con due cast di strumentisti e uno tecnico.

 

 

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Musica

L’Orchestra Haydn in versione itinerante per le feste Natalizie

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L’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento – direttore e trombettista Marco Pierobon – per le feste natalizie sarà in versione itinerante.

Sei i concerti previsti con quello del debutto al Teatro Comunale di Vipiteno alle 20,30 di lunedì 9 dicembre.

Il 10 l’Orchestra Haydn sarà di scena a Tione e mercoledì 11 a Cles.

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Il 12 dicembre sarà la volta del Casinò Municipale di Arco ed il 19 ci sarà l’ultima tappa altoatesina: a Bolzano all’Auditorium. Il ciclo di concerti si concluderà venerdì 20 dicembre al Teatro Sociale di Trento.

I brani musicali saranno tutti a carattere natalizio e spazieranno dallo Schiaccianoci a Tu scendi dalle stelle e a Mery Little Christmas. Per i concerti di Bolzano, Vipiteno, Cles, Tione e Arco, info e ticket allo 0471-053800, solo per quello del Teatro Sociale a Trento: 0461-213834.

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Musica

Chiesa di santa Maria Maggiore piena per Antonella Ruggiero

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Ieri pomeriggio, alle 17.00, nella storica basilica conciliare di Santa Maria Maggiore di Trento, la celeberrima cantante genovese Antonella Ruggiero, ex vocalist dei Matia Bazar, accompagnata all’organo dal maestro torinese Fausto Caporali, ha tenuto un concerto di musica sacra della durata di quasi un’ora.

La suadente voce della Ruggiero e le calde note dell’organo si sono diffuse nell’aria della Chiesa ed hanno estasiato il pubblico che occupava tutti i posti disponibili.

Il tema è quello sacro, incentrato particolarmente sulla figura di Maria, e i canti sono una forma elevata di preghiera.

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La Ruggiero ha cantato diverse Ave Maria, quella di Schubert e quella di Gounod, la canzone profana Ave Maria di Fabrizio De Andrè, Panis Angelicus ed altri noti brani di musica sacra.

Il sodalizio artistico con il maestro Fausto Caporali va avanti da alcuni anni e li ha portati a suonare e cantare insieme in molte chiese e cattedrali italiane.

La cantante di Vacanze romane ha una voce caratterizzata da una elevata estensione vocale che le ha permesso di interpretare diversi generi musicali dal pop alla lirica.

Alla fine del concerto, Antonella si è gentilmente fermata nella sacrestia per salutare qualche fan e firmare alcune dediche ed autografi.

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L’appuntamento di ieri è stato il primo di una serie di eventi che proseguiranno nelle prossime settimane in seno alla rassegna “I suoni dei concerti natalizi nelle chiese di Quartiere”.

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