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Piana Rotaliana

Le Olimpiadi vitienologiche aprono l’anno scolastico e accademico a San Michele

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E’ in programma martedì 19 novembre, alle ore 11, presso l’aula magna l’inaugurazione dei corsi di studio in campo vitienologico della Fondazione Edmund Mach e del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (C3A) dell’Università di Trento, alla presenza del presidente FEM, Andrea Segrè, del rettore Paolo Collini e dell’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli.

Alle 11.30 interverrà Franco Marzatico, Soprintendente per i Beni Culturali presso la Provincia di Trento con la Lectio Magistralis “ La cultura del vino nel mondo antico”. Alle ore 12.15 è prevista la premiazione dei vincitori “Olimpiadi Viti Enologiche” e l’intervento di Ilaria Pertot, direttrice del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (UniTrento-FEM) e Ivano Artuso, dirigente del Centro Istruzione e Formazione FEM.

Quest’anno l’evento sarà preceduto da una iniziativa unica nel suo genere: le Olimpiadi vitienologiche che vedranno sfidarsi dalle ore 8 alle 10.45 presso il Palazzo della Ricerca e della Conoscenza gli studenti del Centro Istruzione e Formazione e del Corso di laurea in una serie di prove di conoscenza e abilità in ambito viti-enologico.

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I ragazzi dovranno risolvere sei quesiti. Le squadre, miste, sono composte da 8 studenti e studentesse del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia – C3A e corso enotecnico della Fondazione Mach.

Tutti i partecipanti avranno diritto ad un viaggio per conoscere le tecniche più avanzate in ambito viti-enologico. Ai vincitori una cassetta professionale di accessori per la degustazione del vino.

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Piana Rotaliana

Ufficio del Catasto e del Libro fondiario di Mezzolombardo: Denis Paoli presenta un’interrogazione

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Ho presentato oggi un’interrogazione per far finalmente chiarezza sul futuro dell’ufficio del Catasto e del Libro fondiario di Mezzolombardo. Un’interrogazione che vuole rassicurare tutti dopo la delibera provinciale n. 1320 del 2019, nella quale si è prevista la revisione dell’assetto degli uffici territoriali, stabilendo nei fatti che gli uffici del Catasto e del Libro fondiario di Mezzolombardo, a cui fanno riferimento i Comuni della bassa Val di Non, dell’Altopiano della Paganella e della Rotaliana, non avranno più un dirigente proprio, ma saranno accorpati agli uffici di Trento e un dirigente verrà in paese solo in alcune giornate”. (altro…)

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Piana Rotaliana

San Michele all’Adige: premiati i migliori atleti e le migliori squadre della Comunità Rotaliana-Konigsberg

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Venerdì sera presso il municipio di San Michele  all’Adige si è svolta la quarta edizione della premiazione dei migliori atleti e delle migliori squadre della Comunità Rotaliana Konigsberg.

La comunità comprende i comuni di San Michele all’Adige, Mezzolombardo, Roverè della Luna, Lavis, Mezzocorona e Terre d’Adige.

Il primo comune ad essere stato premiato è stato quello di San Michele all’Adige di cui fa parte Grumo e dal 1° Gennaio 2020 anche Faedo.

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Carlo Rossi, ormai ultimo sindaco di Faedo si è così espresso: «le organizzazioni sportive sono l’anima di questa comunità a prescindere che dal fatto che il comune possa essere uno o due. L’unione fa la forza e quindi pensiamo che insieme si possa essere ancora più forti».

Sul palco sono stati premiati due piccoli calciatori della squadra di calcio della Garibaldina, Lucia Pedranz, atleta della società sportiva Atletica Val di Cembra, arrivata seconda ai Campionati italiani master di corsa in montagna, Giuliana Chiara Filippi, ragazza classe 2005 dell’Atletica Rotaliana, Jessica Lona, colonna portante della squadra di pallamano di Mezzocorona, militante nella serie A2 e la squadra di tamburello di Faedo insieme al suo presidente Remo Fontana.

Il secondo comune ad essere stato chiamato per la premiazione è stato quello di Mezzolombardo. Sul palco sono saliti due ragazzi dell’Atletica Rotaliana, Jason Martinatti e Martina Tomasi, l’allievo vigile del fuoco Marco Calliari, il tennista Stefan Vedovelli, il ciclista Roberto Dalsant, l’atleta della società Sonex Taekwondo Samuele Fersini, il campione del mondo di corsa con i cani da slitta Filippo Guadagnini, la società Rotaliana Basket e la società Rotalvolley.

Stefan Vedovelli, cresciuto nelle giovanili dell’Ata Battisti di Trento, l’anno scorso ha deciso di allenarsi per un anno in Serbia sotto la guida dell’ex numero 8 al mondo Janko Tipsarevic.

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Roberto Dalsant, oltre ad essere ciclista, si è contraddistinto per aver vinto la prima edizione della Micomarcia. La corsa, organizzata dal gruppo Micologico Rotaliano, prevedeva la partenza da Mezzolombardo e l’arrivo in cima al Monte Fausior. Roberto Dalsant è arrivato primo compiendo il tragitto in soli 49 minuti.

Il terzo comune in ordine di chiamata è stato quello di Roverè della Luna. Sul palco sono saliti il campione di Trial Michele Oberburgher, la giocatrice di freccette Gloria Degasperi, il rallista Denis Dalpiaz, l’arrampicatore Marco Zadra e la società sportiva di calcio La Rovere, militante nel girone B del Campionato di Prima Categoria.

Il padre di Michele è stato invitato a prendere la parola per il grande traguardo raggiunto dal figlio: «Michele è un ragazzo autistico, e con il trial ha trovato il suo sport. È l’unico bambino autistico al mondo a fare questo sport.

Non è sempre facile far capire sui campi di gara che Michele è un bambino autistico, perché a volte è difficile che si riconosca e ogni tanto ci sentiamo anche qualche parola. Quando invece si scopre che è un bambino con disabilità psichica la gente poi ci chiede scusa. Noi andiamo avanti. Non è facile».

La premiazione è continuata con il comune di Lavis, il più popoloso della comunità. Sul palco sono salite le due stelle della Pallamano Pressano Nicola Fadanelli e Gabriele Sontacchi, il rallista Angelo Giovannini che all’età di 67 anni nella Trento-Bondone è riuscito a dare filo da torcere a corridori molto più giovani di lui, il ciclista Samuel Slomp, i due ballerini classe 2008 Timoty Nardelli e Nicole Vinco e la società Paganella Basket.

Il penultimo paese a salire sul palco è stato quello di Mezzocorona. A ricevere la medaglia al collo sono state Aurora Gislimberti e Annachiara Campestrin, atlete della Pallamano Mezzocorona, la ginnasta specializzata in nastro Chiara Rampazzo, la pallavolista della CDA Talmassons (serie A2 femminile) Karin Barbazeni e la coppia di rallisti Maurizio Pioner e sua moglie Bruna Nicolini.

Ultimo comune in ordine di chiamata ma non d’importanza è stato quello di Terre d’Adige. Il nuove comune istituito il 1° gennaio 2019 comprende Zambana e Nave San Rocco.

I ragazzi invitati a salire sul palco sono stati la ciclista del Veloce Club Borgo Erika Stenico, la campionessa italiana di curling Alice Cobelli, il pompiere Emanuele Girardi, la giocatrice della squadra di tamburello di Aldeno Vittoria Fronza e l’atleta della società bresciana  Atletica Paratico Loretta Bettin.

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Piana Rotaliana

Allontanamenti minori: a Lavis venerdì le storie del dolore

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Venerdì sera 6 Dicembre 2019 alla Casa Pezcoller in via Degasperi, 22 a Lavis – Trento un pubblico numeroso e partecipante ha più volte applaudito le relatrici presenti alla serata informativa realizzata grazie all’Associazione “Nessuno escluso”.

L’argomento dell’incontro era attuale e purtroppo decisamente scottante: si è parlato infatti degli allontanamenti coatti dei minori dalle proprie famiglie.

Grande emozione per la testimonianza di due donne coraggiose.

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La prima voce è stata quella di Marianna, che dopo essere stata definita dalla stampa una madre capace di conciliare lavoro, figli e un nipotino, è entrata, dopo solo 12 mesi da quel riconoscimento, in quel particolare tunnel pieno di straziante dolore che la separa ancora dai suoi bambini.

Fatima, appena maggiorenne, ha preso poi la parola raccontando che a soli 11 anni è stata portata via con i 5 suoi fratelli dalla sua casa e dai suoi cari per essere trasferita in una casa famiglia.

Marianna e Fatima si sono commosse raccontando che cosa hanno dovuto vivere, scuotendo inevitabilmente l’animo di tutti i presenti.

Ma le domande che tutti si dovrebbero fare sono: per quale motivo accadono queste cose ? Quale beneficio può aver avuto Fatina o i figli di Marianna ? I genitori diventano migliori nel periodo dell’allontanamento?

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Durante la serata si è parlato anche della situazione degli affidamenti in Trentino.

Sull’argomento hanno cercato di rispondere Gabriella Maffioletti, La D.ssa Marica Malagutti, l’avv Donatella Bussolati e Maricetta Tirrito

La serata è stata aperta e presentata da Giorgio Varignani, presidente della giovane Associazione “Nessuno escluso” che si dedica con grande impegno ad ogni tipo di disagio sociale .

Varignani ha poi passato la parola alla Maffioletti ex consigliere di Trento, delegata regionale di Adiantum e portavoce del Movimento Giustizia Sociale, nota attivista dal lontano 2011 sul tema degli allontanamenti coatti, quando ancora nessuno si occupava di questo scottante argomento.

La Maffioletti ha sottolineato come si dovrebbe sanare l’attuale Servizio Sociale dedicato alle famiglie che attualmente presenta falle in materia di protezione/tutela dei minori derivanti dal fatto che a loro sono state delegate, da parte della Autorità giudiziaria, le indagini di verifica probatorie della capacità genitoriale e delle condizioni di benessere psicofisico in cui versa un minore all’interno della propria famiglia.

Sono verifiche che si traducono quasi sempre in “ pagelle giudicanti” pregne di pregiudizio e di descrizioni di fatti e circostanze non basate su elementi oggettivi e probatori di reali vizi in capo o all’uno o all’altro genitore a seconda di quale tra i due spesso, risulti essere, oltretutto il più “precario” a livello di criticità conclamate.

La Maffioletti in particolare ha posto l’accento sulla necessità di ritornare ad avere un servizio rivolto al reale supporto delle famiglie e di togliere il grande potere ai servizi sociali esercitato in maniera impropria in virtù dell’art. 403 del c.c. che di fatto consente nella prassi a tali servizi di sostituirsi ai tribunali sulla presunzione di un “grave pregiudizio” incombente sul minore.

Sempre la Maffioletti nel suo intervento ha voluto ricordare come forse la speranza di riportare a casa tanti bambini istituzionalizzati, tolti dalle famiglie e posti in appartamenti “protetti” o strutture dedicate anonime e prive di calore umano spesso, inascoltati , che chiedono ad adulti sordi od impotenti di ritornare alle loro case, possa essere rappresentata dalla crisi economica che sta attanagliando il Paese e che costringe anche nella manovra finanziaria che il governo locale si appresta a votare a fare dei poderosi tagli proprio alla spesa corrente erogata in bilancio per il welfare collettivo.

In un passaggio importante poi ha snocciolato i dati estrapolati dal Report -Organizzazione servizi e interventi rivolti ai Minori in Provincia di Trento (anno riferimento 2018) che riporta i numeri dei minori fuori famiglia a 300 e che indica in 8.407.000 euro la spesa per assistenza in case famiglia di 174 minori commentando questo dato che risulta essere forse sottostimato rispetto al totale della spesa riferibile a tutto l’indotto anche di consulenti esterni.

La parola poi è passata alla D.ssa Malagutti che ha parlato delle emozioni che sottendono gli allontanamenti dei bambini dai propri cari, come la paura e il dolore.

La Dottoressa ha inoltre sottolineato i danni psicologici di tali allontanamenti coatti e la necessità di una valutazione oggettiva e statistica sugli effetti che questa metodologia ha sulle giovani menti e i giovani cuori che inevitabilmente soffrono oggi e che presto diventeranno adulti di domani.

L’avvocato Donatella Bussolati è intervenuta affermando che il diritto del minore a vivere all’interno della famiglia è sancito dalla costituzione e ribadito dal diritto internazionale in particolare dall’art 8 della convenzione di Strasburgo che obbliga lo Stato, da un lato ad astenersi da ingerenze ingiustificate e dall’altro a mettere in atto tutte le misure idonee a supporto della famiglia di origine.

I servizi sociali possono essere la forza delle famiglie se pongono al centro la persona fuori da giudizi precostituiti.

Il lavoro deve essere svolto sulle risorse personali potenziando naturalmente la genitorialità.

Il conflitto tra operatore sociale e familiare del minore non deve in alcun modo esistere perché sta al professionista non entrare nella eventuale conflittualità con l’utente. Quindi, sottolinea la Bussolati, se l’operatore sociale non è in grado di fare questo, non può rivestire il proprio ruolo professionale.

Infine Maricetta Tirrito, presidente del “laboratorio Una Donna per la tutela dei diritti dei deboli” e che dopo Bibbiano si occupa anche della sofferenza dei bambini e delle loro famiglie ha parlato del sua grande lotta e impegno verso questi temi attuali e purtroppo dolorosamente inaccettabili.

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