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Trento

Blocco Studentesco: striscioni anche in Trentino contro il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti

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“Fioramonti ministro della distruzione!”, questo il testo dello striscione che stamattina campeggia davanti a migliaia di istituti della penisola, tra i quali quelli di Trento e Riva del Garda, affissi dal movimento del fulmine cerchiato in risposta alle proposte del MIUR sull’introduzione di programmi scolastici obbligatori per lo studio dei “cambiamenti climatici”.

“Questa brillante proposta – inizia la nota del movimento – giunge dalla stessa mente che ha pensato e poi abortito la tassa sulle merendine. Parliamo del neo-ministro dell’istruzione, il grillino Lorenzo Fioramonti, colui che si è ritagliato un curriculum di tutto rispetto nel campo dell’anti-italianità: stiamo parlando di un soggetto in prima linea sul campo del globalismo. Uno che, per capirsi, è scappato all’estero quando ha ottenuto una cattedra all’Università di Pretoria e ha collaborato attivamente con sigle finanziate da Soros e dalla fondazione Rockefeller. Siamo di fronte ad un convinto globalista, un ‘sorosiano’ che, senza scivolare nel complottismo, ha semplicemente sposato l’agenda della Open Society. Uno di quelli che non vuole il crocefisso in aula e fa studiare solo l’inglese al figlio. Programmi quindi, quelli sui cambiamenti climatici, in odore di fake news, che saranno sicuramente infarciti di nozioni vaghe, poche soluzioni e tanto buonismo ‘gretino’”.

“Il pulpito da cui verrà la predica è quello del grande capitale finanziario. Infatti, se il Pianeta (o meglio i suoi ecosistemi) sono in pericolo, non saranno le multinazionali a salvarlo, non saranno le S.p.a e nemmeno le banche. L’unica soluzione è quella di un cambio netto di paradigma: come si può pensare che una società consumista possa imporre una svolta reale alle questioni gravose come lo spreco, lo spopolamento delle aree rurali, l’inquinamento delle acque, lo sfruttamento intensivo delle risorse e l’urbanizzazione selvaggia? Perché sono questi i problemi veri, non il più ben noto e vago ‘cambiamento climatico’. Il problema non è il clima, caro Fioramonti, il problema è il Capitalismo e la Globalizzazione che livellano i popoli a semplici consumatori di prodotti non duraturi, il problema è quel sistema che produce sottocosto in Asia per rivendere all’Occidente. Insomma, il problema siete proprio voi!”.

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“Imporre programmi del genere – continua la nota – significa sviare volontariamente le future generazioni dalle cause dei problemi che li perseguiteranno per tutta la vita: vuol dire abituarli al fatalismo, all’instabilità e al precariato. Significa indicare alcuni effetti come cause, nascondendo di fatto la mano che contribuisce a scatenarli. Non sarà lo sradicamento dei popoli che li vivono a salvare gli ambienti (al plurale, perché la Terra è un insieme di ecosistemi diversi) ma proprio il legame con la terra. La rivoluzione non si trova nei programmi del MIUR ma nella terra che ci circonda, quella che i nostri antenati hanno chiamato ‘Italia’. I giovani devono essere educati ai sentieri di montagna e dei boschi, della campagna e dei mari. Per rispettare l’ambiente lo si deve conoscere profondamente ed amare. Cosa può insegnarci Fioramonti, se non a cambiare casa (e casacca) quando cambia lo stipendio?”.

“Questo è il ministro della distruzione – conclude la nota del Blocco Studentesco – perché alfiere di un modello anti-italiano e quindi profondamente anti-umano. Ci accosteremo alla battaglia ambientale consapevoli che i nemici della natura sono gli stessi nemici dei popoli, delle identità e delle tradizioni. Vogliamo indirizzare la sincera partecipazione di molti giovani italiani ai ‘global strike’ nel ritorno ad una concezione di terra ‘sacra’: sacra perché indispensabile alla nostra vita e quindi non in vendita e alla mercé di distruttori apolidi e senza terra. ‘Nessun uomo su questa terra vive di banche e industria’ diceva qualcuno: noi non vivremo per vedere l’Italia trasformata in un deserto”.

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Trento

Tamponamento a Vigolo Baselga, coinvolte 3 autovetture

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L’incidente ha coinvolto 3 autovetture ed è successo al bivio per entrare nel paese di Vigolo Baselga sulla strada Statale 45.

Una Panda ha rallentato per prendere lo svincolo che porta in paese ed è stata tamponata dal mezzo che la seguiva.

Dopo alcuni secondi un’altra autovettura è arrivata ad alta velocità centrando la seconda autovettura. 

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Sul posto sono arrivati gli agenti della polizia municipale di Trento che stanno smaltendo le code che si sono formate e i vigili del fuoco di Vigolo Baselga che stanno mettendo in sicurezza la carreggiata. 

L’ambulanza di Trentino emergenza ha ricoverato una persona con ferite lievi e medicato sul posto altre due persone.

 

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Trento

Scoppia un tubo durante i lavori: allagato il nuovo centro islamico di Trento

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Non è cominciata sotto la buona stella l’apertura del nuovo centro islamico di via Franceschini a Trento. 

Nel pomeriggio hanno dovuto intervenire i vigili del fuoco e la polizia municipale per la rottura di un tubo che ha allagato tutta la struttura.

All’arrivo i soccorsi e gli agenti della municipale hanno trovato 5 persone al lavoro. Da verificare se fossero in regola o meno.

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I vigili del fuoco hanno azionato le pompe per asciugare parte della struttura che era stata inondata dall’acqua fuoriuscita dal tubo rotto dagli operai durante i lavori di ristrutturazione.

Ieri sulla bacheca dell’esercizio commerciale di via Prepositura “Friends fast food” è spuntata  la richiesta di donazione per 150 mila euro per la stessa associazione culturale islamica Fezane Mustafa di Trento ubicata appunto in via Franceschini  che serve per pagare la prima rata  dell’immobile acquistato.

Il 16 di gennaio 2020 Vittorio Bridi consigliere comunale della lega ha depositato un’interrogazione al sindaco Andreatta dove ipotizza che il centro islamico cela in realtà un’altro luogo di preghiera, a tutti gli effetti una moschea, nella  quale numerosi musulmani si riuniscono sfidando le regole catastali, ma anche a proprio rischio e pericolo.

La struttura il cui destino d’uso (D/8) dovrebbe esclusivamente essere di “ Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa”, secondo Bridi diventerà invece la sede di un altro centro culturale islamico.

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Nella sua interrogazione Bridi chiede Se corrisponda al vero che in via Franceschini 30 è insediato un luogo di culto islamico che secondo i residenti e commercianti sarebbe utilizzato come moschea; se l’attività svolta risulti autorizzata ed in base a quale normativa comunale; se siano stati effettuati controlli e quali esiti abbiano riportato e se non si ritenga opportuno revocare l’attuale autorizzazione che risulta palesemente in contrasto con le attività commerciali esistenti.

La paura è che finisca tutto per ricalcare quanto succede da anni al centro culturale del Magnete dove si è poi scoperto che la destinazione d’uso in realtà era un a Moschea dove si incontravano centinaia di persone per pregare.

Su questo repentino cambio d’uso il Sindaco e l’amministrazione di sinistra hanno sempre chiuso entrambi gli occhi e mai è stato preso nessun provvedimento nel merito nonostante interrogazioni, testimonianze fotografiche e lamentele dei residenti.

Si pensava che si trattasse di un trasferimento di questo centro in via Franceschini, ma per ora le due strutture rimangono entrambe aperte.

La testimonianza è in un cartello affisso alle vetrate della moschea del Magnete (foto) che fa pensare che non ci saranno chiusure ma che anzi le «Moschee» a Trento aumenteranno.

La struttura infatti alla fine si è rivelata essere a tutti gli effetti una vera e propria moschea del tutto abusiva con una processione che continua tutti i giorni in special modo il venerdì dove dentro uno spazio angusto di circa 70 metri quadrati si ammassano a volte anche più di 130 persone inginocchiate a pregare (vedi foto)

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Trento

Contromano da brividi al bus de Vela

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È successo poco dopo le 10.30 di oggi domenica 19 gennaio 2020 al Bus de Vela dove un’automobilista ha preso contromano la strada in direzione Trento.

Solo il sangue freddo di un conducente che proveniva nel senso giusto ha scongiurato una possibile tragedia all’altezza di Montevideo

Roberto Oberburger di Roverè della Luna con il suo furgone si è trovato davanti il mezzo contromano in un tratto di strada rettilineo e si è subito messo in mezzo alla carreggiata con le doppie frecce bloccando i mezzi che seguivano.

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Sceso dal furgone ha invitato il conducente italiano, dall’età apparente di circa 45 anni, a fare manovra e tornare indietro.

Se l’autovettura contromano fosse arrivata in prossimità di una curva poteva succedere una tragedia vista anche la poca visibilità di quel tratto di strada. 

 

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