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Società

STRIKE 2019 – Assegnati i premi nella serata finale

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I ragazzi e le ragazze di “Intrecciante”, Diana Anselmo e Francesco Camin sono i tre vincitori della quarta edizione di “Strike! Storie di giovani che cambiano le cose”, il progetto realizzato dall’Agenzia Provinciale per la famiglia, natalità e politiche giovanili in collaborazione con Fondazione Demarchi, Cooperativa Smart e Cooperativa Mercurio.

“Strike! Storie di giovani che cambiano le cose” è il concorso destinato agli under 35 che hanno realizzato un progetto o un’iniziativa di successo nella loro vita e vogliono condividere la propria storia con altri giovani per ispirarli a realizzare nuovi progetti o completare con successo quelli in corso. 

Il premio di 1000 euro è andato rispettivamente a: Francesco Camin, cantautore, che dopo il premio nazionale Lunezia e la finale al Festival di Sanremo nella sezione “nuove proposte”, sceglie di coltivare la passione per la natura: una percentuale dei guadagni derivanti dal suo ultimo disco “Palindromi” sono devoluti a progetti di riforestazione; a Diana Anselmo organizzatrice della mostra “Il museo dell’empatia”: dieci sedie, dieci indumenti per mettersi nei panni e vivere in prima persona l’esperienza di una persona che sta affrontando la sua lotta quotidiana per uscire dall’emarginazione sociale e conquistare la normalità in cui tutti viviamo; e al team Intrecciante, associazione che ha iscritto una formazione al campionato amatoriale di calcio della Figc con all’interno 35 ragazzi tutti under 30, di cui 16 sono richiedenti asilo.

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Gli stessi ragazzi di Intrecciante hanno ricevuto il riconoscimento come miglior progetto da parte del pubblico (500 euro), mentre il premio “Storytelling” messo in palio dal partner Favini, una tra le aziende nazionali più rinomate nella cartotecnica, è andato a Francesco Camin il quale a margine della serata ha deliziato i presenti intonando una delle sue canzoni, dedicata al suo rapporto particolare con la natura e gli alberi.

Di fronte a un pubblico molto numeroso e presentata dalla giornalista Francesca Re e dallo striker 2018 Davide Zambelli, la serata allo Smart Lab di Rovereto si è aperta come sempre con il saluto del dirigente Luciano Malfer il quale ha sottolineato come “Strike sia veicolo di un messaggio positivo non solo per i partecipanti ma anche per tutta la comunità”.

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Non sono mancati i consigli dell’innovatore firmati Alessandro Garofalo: attraverso le foto proiettate sul maxischermo ha spiegato come alcuni oggetti spesso racchiudano dei veri e propri motori di innovazione. Quindi il via alle esposizioni dei 10 finalisti.

I primi a salire sul palco sono stati Lorenzo Ferrari e Michele Bellio di Cinema giovane, seguiti da Mirko Martignon, Raffaele Fanini, Cristina Aldrighettoni, Nadia Andreani, Aaron Giordani di Intrecciante, Tomas Franchini, Ilaria Senter, Diana Anselmo e Francesco Camin.

Tutti loro sono stati incalzati dal timer che limitava a 5 minuti il tempo a disposizione, dalle numerose domande del pubblico e dal simpatico Shaki, la mascotte griffata Aquila Basket. Tra le più simpatiche sorprese della serata, Shaki ha fatto irruzione sul palco al termine di ogni storia in caso di discorso troppo prolisso o per complimentarsi con gli striker per la loro performance.

In conclusione, la premiazione dei tre vincitori scelti dalla giuria, composta da Chiara Cazzulani, Yeman Crippa, Lara Lago, Emanuele Masi, Lucia Adamo, Giovanni Campagnoli e Rossella Verga. Ai premiati, oltre ai riconoscimenti già elencati, è stato consegnato anche un premio composto da una palla da bowling nell’atto di abbattere un birillo, realizzato da Mattia Debertolis.

La serata si è chiusa con le premiazioni guidate dalla presidentessa di giuria Chiara Cazzulani, che ha affermato: “Il progetto di Diana ci ha colpito per la sua valenza sociale e per la volontà di parlare delle diversità attraverso un approccio emotivamente coinvolgente e che dimostra un attento lavoro di ricerca di storie e di approfondimenti. I ragazzi di Intrecciante attraverso lo sport hanno trovato una chiave per promuovere il dialogo interculturale, mentre Francesco Camin ha sviluppato un progetto molto nobile abbinando la musica al suo interesse verso le tematiche ambientali. Il suo atteggiamento non è finalizzato solamente al successo personale ma anche all’interesse per la salvaguardia della natura, facendo, nel suo piccolo, un qualcosa per l’ambiente.

Tra i motivi di successo di Strike, oltre alla bellezza delle storie di vita presentate da tutti i 10 finalisti, va sicuramente ricordato il format che coinvolge i partecipanti. Mi auspico che questo progetto possa continuare a crescere e possa aprirsi anche ad altre regioni e in tutta Italia”.

E chissà che l’espansione territoriale non sia una delle tante novità del 2020 per celebrare le cinque edizioni di Strike.

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