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Benessere e Salute

Indagine sesso adolescenti: risultati preoccupanti per colpa dell’uso di droghe e alcool

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Cala il desiderio sessuale, ma aumenta l’uso dei sexy toys: li usano il 42,5 % degli italiani tra i 18 ed i 30 anni.

Nello specifico il 18,8% li usa sia per autoerotismo che per giocare col proprio partner; il 14,4% solo con il partner ed il 9,6% li utilizza unicamente per autoerotismo.

La fascia di età che ci gioca con maggiore frequenza è quella compresa tra i 18 ed i 24 anni.

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Cala il desiderio e la causa più diffusa è la facilità di accedere a filmati porno in internet che va a creare una realtà virtuale che sostituendosi alla vita normale, appaga anche il desiderio sessuale.

Sempre più diffuso il sexting, ovvero lo scambio di immagini sessualmente esplicite che 6 ragazzi su 10 lo ha praticato almeno una volta nella loro vita.

Il limitato desiderio erotico interessa ormai il 46,2% mentre il 79,6% dei maschi tra i 16 ed i 21 anni dichiara difficoltà sessuali; il 47,9% riferisce una scarsa soddisfazione sessuale ed il 45,3% accusa disfunzioni erettili.

Dati decisamente preoccupanti che emergono da un’indagine promossa tra gli adolescenti italiani da Euromedia Research, tra i quali solo il 39,9% pratica sesso protetto: il 22% ritiene che la pillola protegga dalle malattie sessualmente trasmettibili e dalle infezioni, mentre per il 40% degli intervistati la prima volta è stata tra i 17 ed i 20 anni.

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L’uso, ma anche l’abuso di alcool, droghe, fumo e farmaci è incontrollabile fino a quando non viene intaccata la sfera sessuale, solo che in moltissimi casi il quadro generale è già compromesso.

Più che dannose “ le canne” che oltre ai danni fisici indiretti, creano la sensazione di essere grandi, prendendo il posto delle prime fidanzatine delle passate generazioni.

Ma i risvolti sono anche psicologici perché ad esempio, il porno sul web cambia del tutto le concezioni affettive, creando un modello distruttivo del normale rapporto di coppia.

Allarme anche per l’acquisto diffuso in internet di viagra e farmaci simili, da parte di adolescenti che aggirano le prescrizioni mediche, ma che così pensano di poter superare la loro possibile fragilità nel rapporto sessuale, senza correre il rischio di fare brutte figure.

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Benessere e Salute

VediamociChiara.it: successo per il portale dedicato alla salute femminile

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Nella foto la redazione del portale

Il primo consulente medico è internet, anche se spesso le notizie riportate non sono del tutto esatte, a volte sono parziali e quasi sempre innescano meccanismi di apprensione non giustificati.

Statisticamente sono più le donne rispetto agli uomini che lo utilizzano per raccogliere informazioni ed è per questo che è nato un portale tutto al femminile – vediamociChiara.it – che negli ultimi dodici mesi ha fornito 8 mila consulti medici online.

Il portale è dedicato alla salute ed al benessere femminile che spazia dai disturbi dell’apparato riproduttivo al mal di testa, alle patologie autoimmuni, all’osteoporosi e tanto altro.

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Oltre agli 8 mila consulti, 6 mila clic negli ultimi 10 mesi, è stata pianificata una newsletter con 300 mila utenti profilate e 20 specialisti che interagiscono con gli utenti con video, articoli, interviste e video conferenze.

“ VediamociChiara.it” nasce nel 2013 con l’intento di fornire informazioni certe e sicure sulla salute che arrivano anche dalla collaborazione con associazioni e fondazioni nazionali e locali.

Il portale si rilancia anche con una rubrica presente in molte reti radiofoniche e promuove stili di vita salutari e l’importanza dello screening nella prevenzione.

Una recente indagine del Censis ha stabilito che 15 milioni di italiani cercano informazioni sanitarie sul web, 8,8 milioni si sono affidate al “ dottor Google” imbattendosi in informazioni false o peggio ancora fake news.

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Il portale è nato per salvaguardare la corretta informazione specialmente per i giovani che cercano nel web le risposte sui contraccettivi, su patologie ginecologiche giovanili, per arrivare poi alle donne alle prese con i problemi della menopausa.

Accanto alle problematiche femminili, uno spazio per quelle familiari .

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Benessere e Salute

Depressione e non solo, quando le donne rischiano di più.

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Inizia il mese di dicembre e siamo nel periodo dell’anno nel quale la depressione guadagna terreno facilitata dal clima festivo, che spesso lo diventa a tutti i costi.

Ad essere a rischio sono maggiormente le donne fino a tre volte in più dei maschi, mentre per gli uomini sono le malattie cardiovascolari a farla da padrona.

La propensione nasce da vari fattori.

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Il primo è quello del post parto, dopo la fatica fisica e psicologica della gravidanza può arrivare una fase di rilassamento che talvolta sfocia nella depressione.

Poi c’è “l’altena ormonale”, l’effetto degli estrogeni, la tiroide ed il metabolismo degli alimenti.

La differenza tra uomo e donna – come è emerso dai dati contenuti nel Libro Bianco presentato da Francesca Merzagora presidente dell’Osservatorio Salute Donna – è anche negli incidenti sul lavoro che interessano le donne per il 32,9% e gli uomini per il 67,1%.

Con una punta curiosamente legata agli incidenti nel tragitto casa – lavoro e viceversa.

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E’ qui che il 22,7% delle donne subisce danni, contro il 10,4% degli uomini, percentuali calcolate sulle denunce del così detto “ rischio in itinere”.

Un altro dato sul quale riflettere è l’incidenza delle malattie cardiovascolari che più frequenti negli uomini, piuttosto che nelle donne.

Una causa è data dal fatto che mediamente le donne fumano meno degli uomini ( circa un terzo di sigarette in meno rispetto a quelle fumate dai maschi).

Ma in caso di diabete il rischio al femminile sale fino ad un 44% rispetto agli uomini con pari compenso glicemico, cioè con uguali valori del sangue.

Nelle donne c’è una maggiore predisposizione alle malattie autoimmuni e endocrine ( fino a 50 volte più frequenti) ed alle nevrosi associate al nuovo ruolo sociale della donna, diventato fortemente competitivo.

Con l’Osservatorio Salute Donna, l’Italia è all’avanguardia nella medicina di genere.

Un’ultimo dato è quello relativo alla multicronicità che riguarda il 29,2% delle donne contro il 21,7% degli uomini e se consideriamo che la nuova produzione farmaceutica è indirizzata per il 42% alla medicina di precisione, ecco perché lo studio delle differenze di genere diventa fondamentale.

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Benessere e Salute

Sconfiggere il morbo di Parkinson grazie all’attività fisica e al Tango

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Uno studio del CIMeC dell’Università di Trento indagherà i benefici nel cervello e nel comportamento dei pazienti coinvolti in attività motorie.

Lo studio, finanziato nell’ambito dell’accordo quadro con il Comune di Rovereto, sarà presentato sabato in un convegno a Palazzo Piomarta, promosso l’Associazione Parkinson Odv in occasione della Giornata nazionale dedicata alla malattia

Quale effetto ha il movimento sul comportamento dei pazienti affetti da Parkinson? Cosa accade nel loro cervello mentre ballano o fanno attività fisica? E questo movimento porta benefici nella riabilitazione?

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Da queste domande parte uno studio pilota condotto dal Centro Interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento e finanziato nell’ambito dell’accordo quadro tra Ateneo e Comune di Rovereto.

A partire dall’inizio del prossimo anno, i pazienti contattati tramite l’Associazione Parkinson Odv, saranno coinvolti in una serie di iniziative, dal tango all’attività fisioterapica, per valutare e validare gli effetti di diversi training motori.

Il progetto, coordinato dal ricercatore Luca Turella, misurerà i cambiamenti nelle loro abilità motorie, nelle capacità cognitive e nell’umore prima e dopo il training.

«Dal punto di vista neurale – spiega Turella – valuteremo le modificazioni cerebrali associate nella sostanza grigia e la connettività anatomica e funzionale indotte dal training. I risultati saranno acquisiti e studiati al CIMeC e al Centro di Riabilitazione Neurocognitiva (CeRiN), parte integrante del CIMeC. I risultati permetteranno una diffusione più ampia delle conoscenze su questa malattia che sarà di beneficio sia per i malati stessi, sia per le loro famiglie e poi più in generale per tutta la cittadinanza».

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Il progetto sarà presentato da Costanza Papagno, direttrice del CeRiN dell’Università di Trento, in occasione della Giornata nazionale della malattia di Parkinson che si celebra sabato prossimo, 30 novembre, con iniziative promosse da tante istituzioni, associazioni, università e centri di ricerca in tutta Italia.

Il convegno “La malattia di Parkinson. Trattamenti non farmacologici: indicazioni e opportunità” si terrà proprio sabato dalle 9 a Palazzo Piomarta a Rovereto (corso Bettini 84).

Il convegno è promosso dall’Associazione Parkinson Trento Odv in collaborazione con l’Università di Trento e con il patrocinio del Comune di Rovereto e dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

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