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Val di Non – Sole – Paganella

A Terzolas concluso il primo corso della Academy per giovani amministratori locali del Trentino.

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“L’autonoma trentina ha bisogno di rigenerarsi. Fare l’amministratore in Trentino è diverso rispetto al resto d’Italia perché siamo un piccolo Stato. La nostra specificità ci costringe, ed è una fortuna, a cercare un rapporto diretto con i cittadini ed il territorio, a cui dobbiamo risposte concrete. Abbiamo aperto la nostra legislatura con gli Stati generali della montagna, laboratorio di ricerca dell’identità con un forte senso di territorialità. Fare l’amministratore oggi è complesso perché spesso si è oggetto di responsabilità, intese come rischio, eccessive e di una cultura del discreto del ruolo pubblico. A voi chiedo, al contrario, di riscoprire la consapevolezza che il ruolo di amministratore e sindaco è importante, così come è importante il forte radicamento sul territorio”.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha chiuso così il primo corso della Academy per giovani amministratori locali del Trentino.

Da lunedì 4 novembre a giovedì 7, negli spazi del convento dei frati cappuccini di Terzolas, una ventina di responsabili degli enti pubblici hanno approfondito un tema di stretta attualità:Politiche e progetti per lo sviluppo locale sostenibile”. Il bilancio dell’Academy è positivo e la conferma arriva dagli stessi partecipanti: “Da Terzolas ci portiamo via – spiega Edoardo Felicetti, sindaco di Moena – due parole chiave: qualita ed identità. Qui abbiamo avuto la conferma dell’importanza di costruire lo sviluppo del territorio puntando sulla qualità, e non la qualità, delle azioni che mettiamo in campo, tenendo presente l’identità distintiva dei singoli territori”.

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A conclusione della Academy per giovani amministratori locali del Trentino, il programma ha  proposto nel pomeriggio di oggi la tavola rotonda sul tema “Lo sviluppo e la coesione delle comunità e dei territori: quali sfide tra locale e globale”.

All’incontro hanno preso parte Paride Gianmoena, presidente del Consorzio dei Comuni Trentini; Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento; Paolo Reboani, direttore generale del Ministero del lavoro e membro del comitato direttivo Ocse Lee e; l’assessore all’autonomia e cultura della Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli

In particolare, i relatori hanno discusso di sviluppo sostenibile nel quadro delle tendenze globali che condizionano e determinano in larga misura i destini delle comunità locali. Studi e ricerche recenti dell’OCSE enfatizzano – lo ha confermato nella sua relazione introduttiva, Alessandra Proto, responsabile del Centro OCSE di Trento per lo sviluppo locale – l’importanza di rafforzare a livello locale la capacità di adattamento e di resilienza rispetto alle modificazioni in atto.

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Nel corso del dibattito, è emersa l’esigenza di una governance rafforzata e di una risposta proattiva da parte dell’ente locale anche rispetto alle opportunità che questi cambiamenti possono offrire.

“La montagna – come ha ribadito l’assessore lombardo Stefano Bruno Galli – non ha bisogno di assistenzialismo ma di opportunità che l’uomo con le sue virtù può cogliere. E la soluzione potrebbe essere il principio della sussidiarietà”. Ciò rappresenta una sfida complessa, che mette alla prova le capacità innovative dell’amministrazione locale.

Il presidente di Confindustria Trento, Manzana, è partito dagli amministratori: “Sono soggetti che si mettono in gioco e, nel caso di quelli locali, si mettono in relazione con il proprio territorio. Ancora oggi però, al centro sta il processo amministrativo burocratico e non l’uomo. Questo è un aspetto borbonico che frena lo sviluppo e il fare impresa soprattutto nelle valli, e va superato. Così come – ha continuato Manzana – deve tornare d’attualità il tema della natalità che è l’unica che può far ritornare l’uomo nelle nostre valli”.

Di globalizzazione e comunità ha parlato invece Paolo Reboani, direttore generale del Ministero del lavoro e membro del comitato direttivo Ocse Leed: “Il fenomeno della globalizzazione deve essere sempre relativizzato. Ha fatto salire il benessere di tante persone e, al contempo, ha penalizzato il ceto medio dei paesi sviluppati, determinando una frattura sociale. Da qui la crisi economica e sociale molto profonda a cui non hanno saputo rispondere gli Stati e la struttura pubblica, incapaci di percepire il disagio, e nemmeno i mercati, incapaci di generare meccanismi correttivi dei fenomeni negativi. Allo stesso tempo è stata dimenticata la comunità, il terzo pilastro, a cui sono legati il territorio, il principio della sussidiarietà e la coesione”. 

Academy, la scelta giusta – Oltre 20 tra incontri e seminari in cinque giorni, riassunti nella sintesi presentata nella mattinata di oggi: l’agenda ha coinvolto in maniera totalizzante la ventina di partecipanti alla prima Academy, organizzato presso il convento Cappuccini di Terzolas (in val di Sole). Tra loro c’è Patrizio Andreatta, assessore al turismo del Comune di Borgo Valsugana:  “Avere la possibilità di approfondire il tema dello sviluppo locale con esperti rappresenta per noi amministratori sicuramente un’opportunità di crescita. Da tempo avvertiamo la necessità di approfondire le nostre competenza per garantire ai nostri territori la governance di processi di sviluppo”

Il successo dell’Academy lo si deve agli organizzatori: la Provincia autonoma di Trento, la sede di Trento dell’Ocse e la Trentino School of management (Tsm). – “L’Academy nasce – spiega Giovanni Gardelli, dirigente dell’Unità di missione strategica coordinamento enti locali, politiche territoriali e della montagna –  per offrire ai partecipanti gli strumenti necessari a maturare una visione strategica, oltre che il quadro di conoscenza e il metodo, delle politiche di sviluppo del territorio. Agli amministratori offriamo la possibilità di comprendere l’architettura delle politiche, delle istituzioni e dei programmi provinciali, nazionali e comunitari, così da cogliere le opportunità che queste offrono per lo sviluppo locale”.

 

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