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Trento

Massacrò il finanziere al Ciolda, già libero spacciava. Arrestato magrebino a Roncafort

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Continua in modo incessante il lavoro sul territorio della Guardia di Finanza di Trento contro il mondo dello spaccio.

Negli ultimi giorni gli uomini delle fiamme gialle hanno operato numerosi arresti di spacciatori, sequestrando droga e contanti.

Uno di questi arresti va raccontato e approfondito perché la storia è davvero clamorosa

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In questo caso a mettere gli uomini della guardia di finanza sulle tracce dello spacciatore arrestato sono stati i cittadini che gravitano intorno al parco di Roncafort.

Questi da tempo erano testimoni di scambi di droga tra dei soggetti per lo più stranieri e di strani incontri che avvenivano nelle ore del giorno fra conducenti di macchine di grossa cilindrata.

La guardia di finanza su indicazione dei cittadini che frequentano il parco ha cominciato ad organizzarsi con appostamenti e pedinamenti dei soggetti finché non è risalita allo spacciatore principale.

Dopo alcuni giorni di attesa lo spacciatore è stato tratto in arresto con un’ingente quantitativo di droga e di contanti frutto dello spaccio.

Si tratta di O.D. di 27 anni di origini magrebine, che era uno dei due giovani che il 16 luglio 2016 massacrarono fuori dal locale Ciolda di Pergine Mario Aiello, (foto) un finanziere 35 enne. (qui articolo dell’arresto)

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L’uomo era stato aggredito fuori dal locale da due persone per aver difeso la sua compagna 39 enne di Pergine Valsugana.

Era stato letteralmente massacrato senza ritegno dai due e ricoverato al pronto soccorso del Santa Chiara in condizioni gravissime.

Era rimasto in coma per parecchi giorni e per fortuna era riuscito a cavarsela dopo molti giorni di prognosi riservata e di lotta fra la vita e la morte.

In ospedale era rimasto circa tre mesi dove gli era stata riconosciuta un’invalidità del 15 per cento.

Il caso occupò intere pagine dei giornali della provincia per molte settimane vista la violenza e l’efferatezza inaudita dell’aggressione avvenuta per futili motivi.

O.D. era stato condannato a 4 anni e al pagamento di 75 mila euro (è di 35 la provvisionale) per danni morali. Il giudice aveva derubricato l’accusa da tentato omicidio a lesioni gravi ma nonostante questo per il giovane di nazionalità marocchina si erano spalancate le porte del carcere in virtù di altri reati commessi in precedenza per i quali la stessa sera dell’aggressione doveva essere ai domiciliari. 

Il giovane infatti aveva ricevuto un ammonimento orale del Questore con divieto di avvicinamento alla madre, che aveva più volte picchiato.

Pare però che in galera ci sia stato poco visto che era libero di spacciare. Non si capisce il perché quindi non abbia scontato i 4 anni della pena ricevuta visto anche i precedenti.

Per il resto rimane il grande lavoro in sinergia da parte della guardia di  finanza e i cittadini che dopo aver visto l’arresto in diretta hanno tirato un sospiro di sollievo acquisendo la consapevolezza di poter di nuovo frequentare il parco con le proprie famiglie in modo più tranquillo

 

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