Connect with us
Pubblicità

Riflessioni fra Cronaca e Storia

9 Novembre 1989: 30 anni fa cadeva il muro di Berlino

Pubblicato

-

In questi giorni celebriamo i 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, ma i ricordi si possono fare in tanti modi: si può ricordare tutto davvero, oppure solo quello che interessa (può essere utile fare gli “smemorati”); si può persino appropriarsi del passato, per strumentalizzarlo ancora una volta, adattando quello che si vuole ricordare alle esigenze politiche-partitiche del momento.

Mi spiego meglio: in questi giorni si sente spesso parlare del muro di Berlino, ma assai di rado di chi lo ha voluto e di quello che c’era dietro quel muro e dietro quella cortina di ferro: i gulag da cui prese esempio Adolf Hitler; un sistema repressivo inaudito, paragonabile solo a quello nazista, che portò allo sterminio di milioni e milioni di persone, in tempo di pace; la repressione di milioni di cittadini che venivano sacrificati con ogni scusa, persino se erano sempre stati comunisti.

Talora si scherza, in modo macrabro, ricordando che il maggior sterminatore di comunisti fu… il comunista Stalin, con le sue purghe, piccole e grandi, durante le quali, come ricorda nel suo Stalin (Mondadori, Milano, 1988) Gino Rocca, già giornalista de L’Unità e di Repubblica, circa 5 milioni di cittadini finirono negli ingranaggi della polizia politica, negli anni 1937 e 1938.

Pubblicità
Pubblicità

Si fa una storia smemorata quando si dimentica di dire che il comunismo non ha interessato un paese di 50 milioni di abitanti per vent’anni, come è successo per esempio al fascismo, ma miliardi di persone, generando, secondo una cifra assai prudenziale, 100 milioni di morti (è la cifra proposta dal team guidato da S. Courtois ne Il libro nero del comunismo del 1997, mentre il Nobel russo A. Solzenitsyn, in Arcipelago gulag, parla di 66 milioni di vittime tra il 1917 ed il 1959 nella sola Unione Sovietica; si ricordi che le carestie provocate in Ucraina dalla politica agricola di Lenin, nel 1920-21, e a da quella di Stalin, nel 1932-33, causarono, da sole, 11 milioni di vittime!).

Proporre una storia strumentale è anche fingere che tutti i muri siano uguali!

In questi giorni sentiamo spesso paragonare il muro di Berlino “ai tanti muri che esistono anche oggi”. Di modo che il muro di Berlino diviene una semplice scusa per parlare di attualità secondo la propria faziosità politica.

Pubblicità
Pubblicità

Si tratta di una falsificazione, di marca sinistra, volta a sminuire lo sterminio prodotto dall’utopia comunista: anzitutto perchè quei muri – come quello tra gli Usa e il Messico, voluto da Clinton, Bush, Obama, prima ancora che da Trump– non imprigionano ma “difendono” (come tutti i muri di confine, le palizzate, le frontiere … sempre esistiti); in secondo luogo perchè fermare qualcuno che entra non è lo stesso che rinchiudere il proprio popolo, costringendolo alla fame e alla disperazione.

Ma torniamo al comunismo: sotto tutti i regimi comunisti del Novecento abbiamo avuto campi di concentramento e persecuzioni di massa.

Eppure il marxismo-leninismo prometteva un mondo di giustizia, eguaglianza, di pura felicità!

Si insegnava ai bambini, nella Germania comunista: “Lenin ha spiegato che quest’epoca in cui non esisteranno più le lacrime ha un nome: non si chiama Natale nè primavera. Tenete a mente questa parola difficile: si chiama comunismo” (citato da E. Neubert, I crimini politici nella RDT, in Il Libro nero del comunismo europeo, Mondadori, Milano, 2006, p. 381).

Eppure 3,5 milioni di tedeschi, prima del muro del 1961, scapparono da tanta felicità! E altrettanto fece un altro milione, dopo la costruzione del muro. Nonostante la Stasi e il terrore.

Sì, l’utopia marxista-leninista prometteva che una volta instaurata la perfezione comunista, persino le chiavi, come le icone e i simboli religiosi, sarebbero finite nei musei, a ricordo di un lontano passato; profetizzava la morte dei tribunali, delle galere ecc… perchè l’uomo avrebbe cessato di essere come l’ “egoista borghese”, affamato di beni e proprietà privata.

A tanta promessa, trascinare il paradiso in terra, come notava Dostoevskij parlando dei socialisti del suo tempo, è sempre seguito l’inferno: più galere, più polizia segreta (Ceka, NKVD, Kgb, Stasi, Securitate, UB…), più muri o cortine di ferro per intrappolare.

E più suicidi!

Nel film Le vite degli altri, ambientato proprio nella Germania comunista prima del crollo del muro, si ricorda che negli anni ’70 e ’80, Russia, Ungheria e Germania dell’est, tutti e tre paesi comunisti, avevano il primato mondiale dei suicidi, benché i regimi, che pure catalogavano tutto, nascondessero le cifre relative al disastroso fenomeno. Infatti erano stati proprio molti teorici del socialismo a profetizzare che, una volta instaurata l’eguaglianza economica e materiale, alcolismo, prostituzione, furti ed anche suicidi, sarebbero spariti.

Il sociologo Marzio Barbagli, nel suo studio sul suicidio nella storia (Congedarsi dal mondo, Il Mulino, Bologna, 2010) rammenta che in URSS “nel 1924-25 vi fu un forte aumento dei suicidi”, non solo tra gli avversari del comunismo, ma “tra gli iscritti al partito”, tra coloro che professavano la fede del regime.

Stalin – il quale aveva affermato a gran voce “La vita è diventata più bella, la vita è diventata più allegra”- condannò il fatto, spiegando che il suicidio era il mezzo più semplice per lasciare il mondo, tradendo il paese e sputando “per l’ultima volta sul partito”. “In ogni caso, continua il Barbagli, il governo smise di pubblicare statistiche e studi sull’argomento”.

Stermini dunque, suicidi, ma anche boom degli orfani, disgregazione familiare ecc… : questo ha creato il comunismo nella storia, ovunque, spingendo uomini di ogni classe sociale e di ogni credo a cercare la fuga a costo della vita, a bruciarsi vivi, come Jan Palach e i suoi amici praghesi, a farsi schiacciare dai carri armati sovietici o cinesi, pur di cercare una via di scampo.

Ma allora perchè del comunismo si parla ancora così poco, o in modo così ambiguo?

Vorrei elencare brevemente alcuni motivi.

Il primo: l’URSS ha vinto la guerra mondiale; si è potuta sedere sul tavolo degli accusatori, e non degli imputati! Ha goduto quindi il favore di tanta storiografia servile, e ne ha prodotta una propria, rigidamente controllata.

Il secondo: la formidabile gerarchia del partito ha permesso molto spesso di tenere segreti che altri non avrebbero saputo custodire. Ha anche imposto ad artisti, letterati, scienziati che vivevano all’interno della cortina, di essere sempre “apostoli” del comunismo, soprattutto nelle relazioni con il mondo libero. Sono esistiti una “scienza comunista”, un'”arte comunista”, un “romanzo comunista”…

Il terzo: ogni volta che diventava evidente l’insucceso, si sono trovati capri espiatori da demonizzare: i “trotskisti”, i “fascisti”, i “destristi”, i “controrivoluzionari”, i “clericali”, addossando così sempre ad altri ogni colpa.

Il quarto: i comunisti sovietici sono riusciti a mettere a libro paga, sin dal principio, intellettuali, giornalisti, scrittori del mondo libero. Valerio Riva nel suo L’oro di Mosca, così come Isidoro Gilbert nel suo El oro de Moscù e tanti altri, hanno svelato, raccogliendo materiali d’archivio, quanti miliardi sono affluiti costantemente dal PCUS verso questi intellettuali a libro paga.

Al di là dei soldi, poi, va considerata l’immensa abilità propagandistica di personaggi come il comunista tedesco Willi Münzenberg, che negli anni Venti e Trenta, attraverso il suo impero editoriale in Occidente, ha compiuto un capolavoro, ribaltando il postulato bolscevico: “non più il rivoluzionario contro il resto del mondo, ma il resto del mondo contro il fascista”; il Bene contro il Male. E’ stato lui a capire l’importanza di “costruire il comunismo con mani non comuniste”, arruolando di continuo intellettuali, scrittori, editori in battaglie direttamente o indirettamente filo-comuniste (vedi Martino Cervo, Willi Munzenberg, il megafono di Stalin, Cantagalli, Siena, 2013). Tra queste battaglie, anche le grottesche “marce della pace” organizzate nel dopoguerra dai vari partiti comunisti europei, impegnati a presentarsi per ciò che non erano!

In generale, come nota la storica Anne Applebaum, nel suo La cortina di ferro. La disfatta dell’europa dell’est (Mondadori, Milano, 2016), la direttiva era chiara: “il termine ‘fascista’ sarebbe stato usato, in puro stile orwelliano, per definire quegli antifascisti che erano semplicemente anche anticomunisti. E ogni volta che la definzione venne ampliata, seguirono arresti”.

Il quinto: molti di questi “intellettuali” si sono messi volontariamente al servizio dell’utopia per una deformazione mentale tipica della categoria.

Smaniosi di poter aiutare “l’anima del mondo a cavallo” del loro tempo, di cambiare il mondo con la loro penna e secondo i loro schemi mentali, di sentirsi impegnati e influenti, giornalisti di tutta Europa, ma soprattutto italiani, hanno lavorato per costruire una storia secondo la loro prospettiva.

Un solo fatto, a dimostrarlo: nella nostra Italia, con il crollo del fascismo, moltissimi di coloro che avevano collaborato con riviste e rivistine del regime, da Eugenio Scalfari a Giorgio Bocca, da Vasco Pratolini a Renato Guttuso ecc., passeranno, una volta finita la guerra, non alla Dc, o ai partiti liberali, ma al Partito comunista (Paolo Buchignani, Fascisti rossi. Da Salò al PCI, la storia sconosciuta di una migrazione politica 1943-53, Mondadori, Milano, 2007).

Pronti a imporre la loro narrazione, anche a costo di negare l’evidenza (come per esempio ai tempi delle “sedicenti Brigate rosse”!).

Articolo tratto da «La Verità» 

Pubblicità
Pubblicità

  • Pubblicità
    Pubblicità

Necrologi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Arriva il Reddito di Libertà a sostegno delle donne vittime di violenza, come funziona
    Da qualche giorno è stato varato dal Governo un bonus , il reddito di libertà destinato alle donne vittima di violenza. Reddito di Libertà, cos’è Si tratta di un una misura molto attesa visto che... The post Arriva il Reddito di Libertà a sostegno delle donne vittime di violenza, come funziona appeared first on Benessere […]
  • Polizze assicurative per i turisti stranieri: previsto un fondo dal Ministero del Turismo
    Con l’arrivo della stagione estiva l’attenzione è puntata verso il turismo. Per questo, al fine di stimolare gli spostamenti, il Decreto Sostegni Bis prevede finanziamenti alle Regioni destinati al rimborso delle spese mediche ai turisti.... The post Polizze assicurative per i turisti stranieri: previsto un fondo dal Ministero del Turismo appeared first on Benessere Economico.
  • Il lavoro cambia e corre verso l’Hybrid Workplace, i vantaggi della “nuova normalità” e come introdurla
    Con la pandemia è emersa l’esigenza di trovare una nuova organizzazione del lavoro che cercasse di riadattare l’esperienza, trasferendo fuori dalla sede operativa la maggior parte delle attività lavorative. Questo processo ha iniziato a delineare... The post Il lavoro cambia e corre verso l’Hybrid Workplace, i vantaggi della “nuova normalità” e come introdurla appeared first […]
  • Aumentare le vendite online, consigli per migliorare le prestazioni del proprio e-commerce
    Il particolare periodo storico ha spinto molte attività a cercare soluzioni alternative per la vendita dei propri prodotti, una di queste è sicuramente l’apertura delle vetrina digitale con le vendita online. Qualsiasi imprenditore desideri aumentare... The post Aumentare le vendite online, consigli per migliorare le prestazioni del proprio e-commerce appeared first on Benessere Economico.
  • Bonus affitto 2021: modifiche e novità per i beneficiari nel Decreto Sostegni bis
    Nei contributi a fondo perduto previsti dal Bonus affitto 2021 sono previsti nuovi beneficiari grazie all’ampliamento della platea dettata dal Decreto Sostegni Bis. Bonus affitto 2021, come funziona Definito dal Decreto Rilancio, il bonus affitto... The post Bonus affitto 2021: modifiche e novità per i beneficiari nel Decreto Sostegni bis appeared first on Benessere Economico.
  • Europa verso la limitazione di circolazione dei contanti: tetto a 10 mila euro
    La Commissione Europea sta lavorando ad un pacchetto di norme che limiterebbe la circolazione di contanti nei Paesi membri. Il pacchetto che potrebbe entrare in vigore nel 2024, propone di fissare in tutta Europa un... The post Europa verso la limitazione di circolazione dei contanti: tetto a 10 mila euro appeared first on Benessere Economico.
  • In Italia arriva la prima Beach SPA marina: un’offerta turistica naturale e consapevole
    Gli elementi naturali caratteristici della spiaggia del Salento legati all’acqua salina del mare e all’aria estiva, diventano dei veri percorsi benessere all’interno di una spa che nasce direttamente sulla costa, in spiaggia, all’aria aperta. Un’idea unica per chi ama il mare e l’aria aperta, ma non vuole perdere tutte le conseguenze rigenerati e vitalizzanti tipiche […]
  • Piccoli angoli di paradiso immersi nella natura incontaminata, una perfetta alternativa al mare
    La bellezza incontaminata della natura fatta di scrigni selvaggi e posti da favola, accende la passione per l’Italia e per le sue straordinarie mete che spesso, nascondono scenari incredibili. Non solo acqua di mare, ma anche fiumi, cascate e canyon diventano un luogo ed un’alternativa perfetta per fare il bagno e rilassarsi. Infatti, per chi vuole […]
  • Nuotare nel Reno: un’esperienza unica nel suo genere
    Dalle montagne spettacolari, agli immensi boschi fino alle gole selvagge, la Svizzera circondata dalla sua natura incontaminata diventa inevitabilmente sinonimo di sostenibilità. Questa attenzione si riflette sui consumi, sulla lungimiranza nel riciclaggio della popolazione, ma anche sul turismo. Infatti, il turismo svizzero spinge i suoi visitatori ad entrare quanto più possibile a contatto con l’ambiente […]
  • Kylie Skin, la linea beauty di Kylie Jenner
    “La cura della pelle e il trucco vanno di pari passo e Kylie Skin è qualcosa che ho sognato subito dopo Kylie Cosmetics. Ci ho lavorato per quella che sembra una vita, quindi non posso credere che sia finalmente arrivato! Costruire la mia linea di trucco da zero mi ha insegnato molto e sono così […]

Categorie

di tendenza