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Trento

Marco Fontanari: «Lotteria degli scontrini e pagamenti elettronici, molti aspetti ancora critici per le imprese»

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Se l’intento è ampiamente condivisibile, meno lo sono gli strumenti che il governo ha individuato per contrastare l’evasione fiscale: il vicepresidente di Confcommercio Trentino e presidente dell’Associazione ristoratori provinciale Marco Fontanari chiede correttivi ad alcune misure contenute nel DL 124/2019 perché troppo onerose per gli esercenti, sia in termini economici che organizzativi.

 «Se l’intento del governo è quello di combattere l’evasione fiscale – spiega Marco Fontanari – non possiamo che essere d’accordo, ma il decreto legge introduce una serie di criticità che rischiano di pesare moltissimo sulle nostre aziende. Innanzitutto la mancata trasmissione da parte dell’esercente del codice fiscale (già sostituito con il codice lotteria) del contribuente all’Agenzia delle Entrate al momento dell’acquisto è punita con una sanzione obiettivamente eccessiva, da 100 a 500 euro. A tal proposito, inoltre, occorre prevedere un tetto massimo alla sanzione irrogabile per evitare una sproporzione tra comportamento adottato e la stessa sanzione. E tale sanzione non dovrebbe essere prevista qualora il mancato invio non dipenda dalla volontà dell’esercente ma da altri fattori. Una eventualità che il legislatore non ha nemmeno previsto, nonostante sia assolutamente reale in un progetto che ad oggi presenta ancora molte ombre».

«Sempre a proposito della “lotteria degli scontrini” va precisato che il recepimento del codice lotteria che il cliente deve fornire all’esercente comporta oneri molto pesanti in termini di tempo e, trattandosi di un’operazione da compiere manualmente, può essere suscettibile di imprecisioni ed errori, soprattutto se compiuta in momenti concitati dell’attività lavorativa. Se l’acquisizione è invece tramite lettore, questo comporta ulteriori aggravi economici a carico dell’esercente. Entro il 31 dicembre tutti i registratori di cassa dovranno essere aggiornati ed adeguati a queste disposizioni, provocando ancora ulteriori costi amministrativi sempre a carico delle imprese».

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Un altro punto critico del provvedimento è quello legato al credito d’imposta sui pagamenti elettronici.

Una misura che in parte cerca di contenere le commissioni bancarie ma che presenta notevoli punti deboli: «Il governo ha previsto il credito d’imposta – prosegue Fontanari – del 30% solo per i contribuenti con ricavi fino a 400 mila euro. Un tetto troppo basso che esclude molte attività: dev’essere necessariamente innalzato. C’è poi la questione dei micropagamenti, sollevata anche da Fipe nazionale recentemente: se non vengono azzerate le commissioni bancarie per i pagamenti fino a 15 euro i pubblici esercizi italiani arriverebbero a pagare fino ad 1.000.000.000 di euro all’anno in commissioni».

«Senz’altro sensibilizzeremo – spiega il vicepresidente – la nostra confederazione nazionale a far sentire la voce delle nostre imprese, ma coinvolgeremo anche la delegazione parlamentare del nostro territorio e il governo provinciale perché ci affianchino in queste richieste che riteniamo necessarie».

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Trento

Maltempo, esplode un tombino a san Donà. Il video

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La pioggia ininterrotta fa esplodere un tombino a san Donà vicino alla ex Aicad, sopra il Corallo.

Traffico in tilt e automobilisti in difficoltà per attraversare la strada invase dall’acqua

Sul capoluogo piove senza pausa da stamattina. La pioggia, come si può vedere nel video, ha fatto letteralmente esplodere il tombino a causa del deflusso delle acque piovane in città che in quella zona non era dei migliori

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Trento

Affidamento servizi socio assistenziali. Segnana: “Garantiti i rinnovi contrattuali”

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“In merito alle preoccupazioni espresse nel corso delle audizioni di oggi per la paventata mancanza di fondi destinati ai rinnovi contrattuali, vorrei rassicurare tutti gli interlocutori che la giunta ha espressamente previsto nel prossimo bilancio tale spesa nel fondo strategico e nello specifico verrà erogato alle comunità con aumento dei fondi a loro destinati per il finanziamento dei servizi socio assistenziali”. Lo afferma l’assessore Segnana a margine dei lavori della IV commissione legislativa che oggi ha affrontato il tema degli affidamenti e della co progettazione.

“La giornata odierna – commenta l’assessore – è stata l’occasione per confronto proficuo con tutti gli intervenuti durante il quale sono stati discussi i temi principali e già all’attenzione dell’assessorato e del dipartimento delle politiche sociali connessi al tema degli affidamenti dei servizi socio assistenziali. Un momento di ulteriore approfondimento che va nella direzione della preadozione delle linee guida e del catalogo atte ad accompagnare e disciplinare il cambiamento degli affidamenti in atto. Questa Giunta sente di poter accogliere le osservazioni pervenute in quanto migliorative nella consapevolezza da un lato di mantenere e accrescere ulteriormente l’attuale sistema dei servizi garantito dalle realtà territoriali del terzo settore e dall’altro di fornire agli enti locali chiamati a realizzare le procedure i necessari strumenti applicativi.”

Per quel che riguarda invece la figura dell’educatore socio sanitario e socio pedagogico nelle audizioni odierne Anep ha fornito l’inquadramento normativo di tali profili rispetto al quale la Provincia sottolinea che nell’ambito socio assistenziale tali funzioni educative possono esser svolte da entrambi i profili.

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In tal senso va ricondotta la recente sottoscrizione con Università di Verona di un protocollo per l’acquisizione della qualifica professionale socio pedagogica.

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Trento

Scoperto funzionario del Muse con una laurea falsa. Contestato un danno da 518 mila euro

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Un funzionario economico finanziario del Muse ha lavorato per dieci anni con un certificato di laurea falso.

Dopo aver vinto il concorso di selezione nel 2008, è rimasto come dipendente all’interno della struttura senza che nessuno si accorgesse di nulla.

Nel 2018, dopo esser passato con un nuovo incarico all’interno della Provincia di Trento, si è scoperta la truffa.

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Nel momento in cui l’ufficio del personale di Piazza Dante ha avviato una nuova verifica dei titoli di studio dei dipendenti, ha potuto accertare che il certificato di laurea dell’uomo era falso. Il funzionario è stato quindi costretto a dimettersi.

L’Università degli studi di Trento ha denunciato l’uomo alla Procura della Repubblica mentre la Provincia ha segnalato il tutto alla Corte dei Conti.

Nell’ipotesi della magistratura contabile vi è ora il reato di falso documentale e un danno erariale ai danni della Provincia di Trento, che chiama l’ex funzionario alla restituzione dell’intero importo lordo delle retribuzioni percepite nel periodo in cui era dipendente presso il Muse, per un totale di 518.371 euro (nell’importo sono compresi anche i contributi versati dalla Provincia all’Inps per tutto il lasso di tempo preso in considerazione).

L’uomo non risulta avere beni immobili e il procuratore Marco Valerio Pozzato, (foto) a garanzia del  credito della Provincia, ha chiesto alla sezione giurisdizionale della Corte che gli vengano sequestrati in via preventiva i conti correnti, l’importo accumulato per l’assicurazione sulla vita e per il Fondo pensioni, la macchina e lo scooter.

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La falsa laurea, molto verosimile all’originale, compresa la presenza di finti sigilli di Stato, risultava essere stata rilasciata dall’Università di Trento con un punteggio di 102 su 110 nell’indirizzo economia e commercio.

E’ grazie soprattutto a tale documento che nel 2008 l’allora candidato è riuscito a vincere la selezione piazzandosi al primo posto. Una volta arrivato in Provincia, l’ufficio del personale ha contattato direttamente l’Università per controllare i titoli di idoneità per l’attribuzione dell’incarico.

Dal momento che in Ateneo non è risultato che il funzionario avesse conseguito tale titolo, l’ufficio del personale ha chiesto spiegazioni all’uomo che nell’agosto del 2019 ha deciso improvvisamente di dimettersi.

Si resta ora in attesa dell’esito di convalida del sequestro, dopo l’udienza che si è tenuta ieri.

 

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