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Viaggi Estero

Autunno in Alsazia e Borgogna per percorrere le strade del vino francese

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L’autunno è la stagione ideale per percorrere le strade del vino in un paese con una solida tradizione come la Francia.

Si tratta, infatti, del periodo della vendemmia nelle zone a maggiore vocazione vitivinicola francesi, come l’Alsazia e la Borgogna.

Organizzare una vacanza in queste due mete nella stagione autunnale è quindi davvero appropriato: ecco qualche consiglio per organizzare un tour sulle strade del vino più antiche e famose d’Europa.

COME ORGANIZZARE MEGLIO IL TOUR – Ovviamente per andare in Francia non serve fare chissà cosa: basta studiarsi bene l’itinerario e capire come muoversi, attrezzarsi e comunicare. In Francia si può arrivare facilmente in auto attraversando i valichi alpini, magari facendo una sosta intermedia per riposarsi.

L’auto è il mezzo più indicato per muoversi agevolmente lungo le varie tappe del tour enogastronomico.

In alternativa, si può arrivare in treno o in aereo e poi affittare un’auto in loco oppure muoversi con i mezzi pubblici. Altra cosa da considerare è che il clima, soprattutto in autunno, è molto simile a quello dell’Italia settentrionale, quindi molto piovoso, per cui sarà meglio attrezzarsi con tutto il necessario.

Per quello che riguarda, invece, la possibilità di comunicare, bisogna considerare che la lingua francese, pur essendo di derivazione neolatina, all’inizio può risultare un po’ ostica.

Per questo prima di partire, è bene studiare le regole di base della grammatica francese facendosi supportare da Babbel, per esempio, il portale specializzato nell’apprendimento rapido delle lingue.

A questo punto manca solo definire l’itinerario da percorrere per vivere un viaggio unico: vediamo quali sono le attrazioni da non perdere in ciascuna regione.

NELLE CAMPAGNE E TRA LE VIGNE DELL’ALSAZIA – Ad ovest del Reno e confinante con la Germania, l’Alsazia è un tuffo nel verde e oro delle vigne che con l’autunno virano al rosso, lasciando svettare cime basse, tra magici borghi medievali.

Uno spettacolo unico, che fa concorrenza alle più caratteristiche terre umbro-toscane e che vede come principali centri urbani le città di Colmar e Strasburgo.

Due punti di riferimento fondamentali per chi arriva con l’obiettivo di percorrere la Route du Vin e lasciarsi assorbire dal paesaggio incantato.

Un riferimento per chi ama il vino ma anche per chi sente la necessità di uscire dal quotidiano. L’ideale sarebbe percorrere tutti i 170 chilometri lungo l’itinerario dei vini che si snoda tra Marlenheim e Thann, attraverso 67 borghi e comuni, tra cui la città di Colmar ma anche Kayserberg, il borgo del dottor Schweitzer, Riquewihr, Ribeauvillé, Ungersheim, con il suo ecomuseo d’Alsazia, e il castello di Alto-Koenigsbourg a Orschwiller.

Tutti al servizio della produzione dei principali vini alsaziani, lungo la più antica via dei vini francese, ricca per altro in questo periodo dell’anno di eventi manifestazioni e fiere.

ALLA SCOPERTA DEI CLIMAT DELLA BORGOGNA – Da Dijon a Santenay si stendono i Climat della Borgogna, territori vitati a perdita d’occhio, densi, pieni, ordinati come se ci fosse stato passato il pettine.

Caratteristica peculiare di questa zona, i Climat nel 2015 sono stati nominati Patrimonio Unesco e rappresentano ognuno il risultato dello studio attento tra vitigni, esposizione e configurazione geologica.

Il risultato è un vino dal gusto unico, che gli intenditori riconoscono al più lieve tocco del palato, fino ad individuarne anche la zona. E ciascuna zona ha un nome che proviene dalla sua caratteristica e in molti casi risale al Medioevo.

Montrachet” ad esempio descrive una collina priva di vegetazione, visto che “rachet” è proprio la calvizie. “Romanée” invece ricorda che nella località c’è una strada romana, mentre “Perrières” sono le pietre di cui è ricco il terreno.

E ci sono anche i soprannomi delle località a rendere la regione particolare.

Soprannomi che, neanche a dirlo, identificano le città, come Flavigny-sur-Ozerain, che è detta “la golosa”, grazie al forte aroma di zucchero e anice delle sue caramelle che aleggia ovunque, o Noyers-sur-Serein, detta “la medievale” per la ricchezza dei suoi angoli medievali intatti e vissuti, oppure Vézelay, la sacra, tappa obbligata per la Basilica di Sainte Marie-Madeleine, che raccoglie i pellegrini verso Santiago de Compostela.

A ben vedere, non c’è niente di meglio di un tour enogastronomico autunnale in queste regioni, dove il vino è il primo protagonista, insieme a tanti altri prodotti locali tipici da degustare insieme a un buon calice riservato solo a veri intenditori.

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