Connect with us
Pubblicità

Rovereto e Vallagarina

Ala: tre branchi di lupi, danni in diminuzione nel 2019

Pubblicato

-

La conferenza informativa fa seguito all’impegno preso dal consiglio comunale, che aveva approvato la mozione presentata da Stefano Gatti a favore di azioni informative sul grande carnivoro. La serata è stata assai partecipata: l’auditorium della cassa rurale era colmo di persone.

Tutto l’incontro è stato pacato, il pubblico ha seguito attento gli interventi, c’è stato un confronto con le associazioni di Ala che più sono a contatto con la montagna.

I branchi sul territorio di Ala sono tre, come ha spiegato la guardia forestale Tommaso Borghetti. C’è la coppia originaria, composta da “Slavc” e “Giulietta” con un probabile nuovo cucciolo.

Pubblicità
Pubblicità

Questa coppia, da quando ha scelto come casa i Lessini sei anni fa, si è riprodotta tutti gli anni. C’è un branco sul Carega, dove, grazie ad una foto trappola a Bocchetta Grole, è stato possibile contare la cucciolata: ben 8 nuovi individui (nel 2020 probabilmente la maggior parte di questi abbandonerà il gruppo, senza contare l’alta mortalità – 75% in media – nel primo anno di età).

Sul versante veneto è stato avvistato un branco con 5 cuccioli, e ancora non è stato possibile accertare se si tratta degli stessi lupi o di un branco diverso.

Pubblicità
Pubblicità

Infine, si è formata una coppia in destra Adige, sul Monte Baldo, che non sembra essersi ancora riprodotta, ma è presumibile lo faccia nel 2020. A livello regionale, come ha precisato Claudio Groff del servizio foreste e fauna della Provincia e coordinatore per i grandi carnivori, ci sono 16 branchi tra Trentino e Veneto, a cui se ne aggiunge uno in Alto Adige ed uno in Friuli.

I danni da lupo ad Ala nel 2019 sono consistiti in 26 ovini nei fondivalle (18 il 12 luglio in val di Ronchi), 1 manza morta ed una ferita, oltre ad un gregge che però era stato del tutto abbandonato a sé stesso in Carega (2 morte, 28 disperse).

Pubblicità
Pubblicità

Tra queste predazioni c’è quella accaduta a Marani, in fondovalle, in gennaio. Le azioni di prevenzione (recinzione mobile a malga Coe, recinzione semipermanente a malga Boldera, recinzione fissa e cani maremmani da guardiania a malga Riondera, recinzione fissa al Bec, recinzione mobile e box abitativo in Carega) hanno dato risultati positivi, azzerando in queste aree le predazioni.

Le predazioni sono state molte di più sul lato Veneto (un centinaio di capi morti quest’anno).

Claudio Groff ha dato un inquadramento generale del lupo: un animale che è sempre stato parte dell’ecosistema alpino, e che è mancato da queste aree solo per 150 anni. È l’unico carnivoro che è tornato sulle Alpi autonomamente, e non è stato mai reintrodotto con azione dell’uomo, né sulle Alpi né in tutta Europa; nel continente si contano 17 mila lupi.

«A differenza di lince e orso – ha detto Groffè l’unico che ormai si può considerare non più a rischio estinzione. L’atteggiamento deve essere di tipo gestionale più che conservazionistico, applicando quanto prescrive la legge. Il lupo può ibridarsi col cane, questo finora non è accaduto sulle Alpi; l’ibridazione è una minaccia per la conservazione della specie, ma gli individui ibridi non sono più dannosi o problematici».

Per quanto riguarda la pericolosità, «Non può essere escluso il pericolo per l’uomo, ma in modo straordinariamente ridotto rispetto all’orso, il lupo è diffidente rispetto agli umani ed ha imparato a temerli. La normativa stabilisce diversi comportamenti da adottare in caso di lupi confidenti, spaventandoli, fino alla possibilità, nei casi più gravi, di eliminarli».

«Nel 2019 – ha aggiunto Daniele Asson, forestale – in Trentino abbiamo avuto sinora 35 danni da lupo, per 34 mila euro di indennizzi: si sono molto ridotte rispetto al 2018, quando gli indennizzi furono 76 mila euro».

Asson ha ricordato gli strumenti della Provincia: finanziamenti per reti e recinzioni (anche con comodato d’uso gratuito e prestito), cani da guardiania. Gli indennizzi coprono per intero i danni da lupo, orso e lince: in questo casi va contattato il numero 335 7705966 per gli accertamenti e le denunce (da fare entro 24 ore dalla constatazione).

«Il dialogo con chi vive in montagna ed è alle prese con la problematica dei grandi carnivori proseguirà – ha detto l’assessora provinciale Giulia Zanotelli alcuni avvistamenti nei centri abitati avevano creato preoccupazione, e per questo abbiamo avviato un percorso a favore della sicurezza. Continueremo il confronto con le regioni dell’arco alpino che come noi sono interessate dal lupo, ed il confronto con il ministro dell’ambiente.

Confermeremo senz’altro gli indennizzi e le protezioni, ma l’obiettivo è raggiungere una gestione a capo dei territori, con la possibilità di poter agire su lupi e orsi problematici, a tutela della zootecnia e dell’agricoltura di montagna».

«Il lupo è un tema sentito ed un problema per i nostri allevatori – ha detto il sindaco Claudio Soini – il compito del Comune è quello di tenere monitorato il fenomeno e fare informazione”. “E continueremo a farlo – ha detto l’assessore Stefano Gatti – attraverso serate come questa, il notiziario comunale, il sito istituzionale. Ma vogliamo fare di più, creando un tavolo di discussione e di lavoro con le associazioni del territorio».

Sono intervenuti i rappresentanti delle associazioni che operano in Lessinia.

Mario Zomer degli allevatori ha detto che il lupo è per loro un problema per i danni diretti ed indiretti che si subisce; Stefano Tomasi, rettore della riserva di caccia, si è detto a favore di una montagna coltivata e vissuta dall’uomo e contro atteggiamenti solo protezionistici; Bepi Pinter (con Marta Gandolfi) per la Sat ha auspicato più consapevolezza, informazioni corrette e opere di prevenzione per ridurre i danni, Roberto Zendri di NaturAla e Stefano Gaiga della Pro Loco hanno ricordato l’attività divulgativa e di conoscenza delle loro associazioni.

Pubblicità
Pubblicità

Rovereto e Vallagarina

Lions club: conferenza su Leonardo da Vinci davanti a 450 studenti

Pubblicato

-

Straordinaria lectio magistralis nella mattina di martedì 12 novembre all’Auditorium “Melotti” di Rovereto tenuta dal prof. Domenico Laurenza sul genio universalmente riconosciuto di Leonardo da Vinci.

A 500 anni esatti dalla sua morte il Lions Club Rovereto Host ha deciso di proporre ad oltre 450 studenti di sette istituto superiori della città le parole e le immagini sempre suggestive di uno dei maggiori, se non il più grande, tra gli studiosi e i conoscitori del grande artista e scienziato toscano.

Il prof. Laurenza è stato presentato e introdotto dal prof. Luca Ciancio, docente roveretano di Storia delle Scienze e della Tecnologia all’Università di Verona, che ha saputo stimolare i molti giovani presenti.

Pubblicità
Pubblicità

E’ stata subito scoperta la carta – jolly, che nessuno si aspettava, un’autentica chicca.

Ovvero il fatto che oggi uno dei più appassionati cultori del genio di Leonardo da Vinci e uno dei maggiori possessori degli scritti del genio italiano, è nientemeno che il grande Bill Gates, uno degli uomini più ricchi della Terra e inventore di Microsoft. Un genio del nostro tempo che ha rivoluzionato il modo di comunicare.

Pubblicità
Pubblicità

Bill Gates, con la sua fondazione filantropica, ha acquistato anni fa il Codice Leicester di Leonardo da Vinci per la somma di ben 30 milioni di dollari e lo ha messo a disposizione dei più validi e seri studiosi, al fine di divulgarne il più possibile la conoscenza e i molteplici contenuti.

Il suddetto Codice, costituito da 36 fogli che raccolgono disegni e scritti di Leonardo e stampati su carta formato più o meno A4, tratta di anatomia, di geologia, di astronomia e di meccanica.

Pubblicità
Pubblicità

Il prof. Laurenza studia Leonardo da Vinci in tutta la sua versatilità da parecchi decenni, collaborando pure con l’Università di Oxford.

Lì ha avuto modo di conoscere il prof. Martin Kemp, il più grande studioso inglese di Storia della Scienza. Con lui è nata una preziosa collaborazione, che li ha portati ad essere gli autori di una nuova straordinaria edizione del Codice Leicester di Leonardo da Vinci, finanziata da Bill Gates, che ha colto nei due studiosi serietà e affidabilità.

Il primo tomo del Codice Leicester a cura del prof. Laurenza e del prof. Kemp è già stato pubblicato. Degli altri tre volumi è prevista la pubblicazione nel 2020.

Pertanto, il prof. Laurenza con mirabile chiarezza ha illustrato in poco più di un’ora il prezioso Codice, che ci fa capire la grandezza di Leonardo quale artista e disegnatore, ma pure come attento e versatile scienziato.

Ma il Professore ha fatto capire agli studenti quanto, ad esempio, i suoi studi di anatomia siano stati fondamentali nei suoi quadri più famosi, quali la “Gioconda”, “L’Adorazione dei Magi”, “L’Ultima Cena” e “Sant’Anna” ad esempio.

Come, invece, le sue innovative applicazioni nella meccanica siano state preziose in altre opere quali “La battaglia di Anghiari”.

Il prof. Laurenza ha raccontato anche la vita di Leonardo da Vinci, che lo ha visto fin da giovanissimo artista nella bottega fiorentina di Andrea del Verrocchio, poi per quasi vent’anni a Milano alla corte degli Sforza, poi ancora a Firenze, quindi a Roma e infine a Amboise, in Francia, dove morì il 2 maggio 1519 e dove è sepolto nella Cappella di Saint Hubert.

Un viaggio conoscitivo attraverso la grandezza e l’universalità di Leonardo da Vinci, di questo genio unico del Rinascimento italiano, quello compiuto dal prof. Domenico Laurenza, che ha affascinato per oltre due ore gli oltre 450 studenti roveretani.

Da questi ultimi sono giunte domande assolutamente pertinenti, appassionate, a dimostrazione che la mattinata è stata un investimento per loro importante nel cogliere e apprezzare anche la tangibile modernità del pensiero di Leonardo da Vinci.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Rovereto e Vallagarina

Rovereto: ruba all’interno di una ditta, arrestato dalla Polizia di Stato

Pubblicato

-

L’intervento tempestivo degli agenti della Polizia di Stato che erano sul territorio per una serie di servizi di controllo predisposti dal Questore per la Provincia di Trento Giuseppe Garramone anche nella città di Rovereto, ha permesso la scorsa settimana di intervenire con tempestività all’interno di una ditta, ove un dipendente aveva sorpreso un individuo che, con fare indifferente, cercava di allontanarsi dopo aver frugato nella borsa di una dipendente lasciata per un attimo incustodita in ufficio ed aver sottratto dalla stessa 200 Euro.

La pattuglia intervenuta riconosceva subito il soggetto, un trentacinquenne roveretano, resosi in passato responsabile di altri furti simili, caratterizzati dal medesimo ed odioso modus operandi oramai collaudato: il responsabile, introducendosi approfittando dell’apertura al pubblico, si appropriava dei portafogli ed effetti personali delle vittime, verosimilmente attendendo la loro momentanea assenza.

I furti si verificano dove le persone sono più tranquille e perdono di vista momentaneamente i loro effetti personali come spogliatoi, postazioni di lavoro, anticamera di uffici o esercizi pubblici.

Pubblicità
Pubblicità

Nella ditta in questione, fortunatamente, un dipendente attento ha notato l’ingresso di questo soggetto sconosciuto che accedeva all’ufficio di una collega per uscirne dopo poco con le mani in tasca e l’aria indifferente ed ha immediatamente fermato l’individuo, allertando nel contempo le forze dell’ordine e la Volante della Polizia di Stato immediatamente intervenuta.

L’intruso, messo alle strette, dopo aver tergiversato, ha infine consegnato la somma rubata e, anche alla luce dei suoi precedenti specifici, è stato tratto in arresto dalla Polizia di Stato e sottoposto a giudizio direttissimo innanzi al Tribunale, dove è stato condannato.

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Rovereto e Vallagarina

Consiglio comunale shock: a Rovereto la maggioranza non c’è più

Pubblicato

-

Se non mancassero meno di sei mesi alle prossime elezioni comunali oggi staremmo qui a parlare di probabili dimissioni del sindaco Francesco Valduga. 

Il contendere, e non di poco conto, è la questione importante e molto sentita da parte della cittadinanza relativa alla viabilità.

La richiesta è invece quella ormai pluridecennale di realizzare una circonvallazione, variante, tangenziale, che dir si voglia.

Pubblicità
Pubblicità

Ieri sera in Consiglio comunale Valduga ha dovuto accettare che la mozione dal titolo “Variante di scorrimento veloce” venisse approvata con 17 voti a favore e la non partecipazione al voto di 12 consiglieri, compreso lo stesso primo cittadino e la sua giunta.

Una non partecipazione al voto che non ha evitato la sostanziale e grave bocciatura di un impianto di maggioranza che è andato via via disgregandosi tra incomprensioni, faide interne, imposizioni da parte della giunta municipale e mancanza di dialogo con i consiglieri di maggioranza, molti dei quali si sono stufati di dover soltanto alzare la mano per avallare decisioni a loro sconosciute senza che venisse richiesto, come dovrebbe essere, un loro parere e senza concordare una linea condivisa per la buona amministrazione della seconda città del Trentino.

Pubblicità
Pubblicità

Insomma una sorte di caos assoluto e il conseguente «rompete le righe» che apre il mercato dei consiglieri per le prossime elezioni comunali del 2020 dove si parla già di passaggi eccellenti dalla maggioranza ai partiti di centrodestra.

Al termine di una serata consiliare dai nervi tesi, con un assessore che ha definito “carta stracciala mozione presentata da ben 16 consiglieri, svilendo in tal modo il ruolo del civico consesso, alla faccia della presunta anima “civica” della maggioranza valdughiana, che negli ultimi 2 anni, e negli ultimi mesi in maniera inequivocabile ed esplicita, ha perso la sua unitarietà di visione.

Pubblicità
Pubblicità

La mozione, che impegna la giunta a modificare il Prg per inserire il tracciato della secante quale alternativa alla SS12 (statale del Brennero) oggi altamente trafficata e congestionata per molte ore del giorno, è stata approvata con 17 voti a favore su 29 consiglieri presenti. 

E  nemmeno la presenza di tutti i 32 consiglieri comunali in carica avrebbe cambiato le cose. La maggioranza di fatto non esiste più.

Al di là delle valutazioni di merito sulla scelta di un tracciato (la secante) rispetto alla circonvallazione (che correrebbe molto più distante dalla città, verso la Destra Adige, con il rischio di isolare ancora di più il centro città già oggi poco frequentato), la votazione mette in luce  la disgregazione in atto tra le fila valdughiane, con il primo cittadino che dovrà fare i conti con questi mutati scenari in vista delle elezioni del maggio 2020, alle quali pare intenzionato a ripresentarsi per un secondo mandato, a questo punto tutt’altro che certo.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • PubblicitàPubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza