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Trento

Allarme allontanamento bambini dalle famiglie in Trentino. Nel 2018 + 61%. Scintille nella replica di Maffioletti alla Presidente Ordine Assistenti Sociali Rosignoli

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Nella foto da sinistra Angela Rosignoli e Gabriella Maffioletti

In un recente articolo a firma della Presidente dell’Ordine Assistenti Sociali del Trentino Alto Adige la dott.ssa Rosignoli, scrive in risposta ad un articolo apparso sulla stampa locale che per l’appunto parlava della loro operatività e di alcuni presunte illazioni mosse loro da un non meglio specificato partito politico che avrebbe usato definizioni per identificare le assistenti sociali poco consoni in un contesto pubblico.

Dalla puntualizzazione la stessa Presidente passa oltre, prendendo sempre spunto dalla vicenda della indagine giudiziaria di Bibbiano che ha dato una forte enfasi alle responsabilità della Categoria, sia a livello di esposizione mediatica che di immagine, non allineate ai principi della deontologia professionale.

Nella difesa di ufficio della Categoria e degli iscritti all’Ordine, la Presidente, facendo anche un richiamo sempre salvifico in determinate circostanze alla nostra vocazione alla cooperazione e al mutuo sostegno, riconduce in maniera distorta, la tematica dei minori fuori famiglia alla tematica della violenza, avvalendosi delle statistiche riportate da “Terre des Hommes” sulle vittime di violenza.

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Proprio in questo contesto arriva la replica di Gabriella Maffioletti delegata regionale di Adiantum e portavoce del Movimento Giustizia Sociale che spiega che spesso i numeri non sono identificativi dello stato reale dell’arte e a sua volta diffonde alcuni dati per lei inconfutabili su cui naturalmente ciascuno potrà trarre le proprie conclusioni.

I dati portati da Gabriella Maffioletti provengono dal report “Organizzazione servizi ed interventi rivolti ai minori in Provincia di Trento” della Provincia Autonoma di Trento – anno riferimento 2018 e riportano la presenza al Centro per l’Infanzia nel 2018 di 41 bambini di cui solo 8 accolti per violenza domestica/separazione conflittuale e ben 29 per presunta “inadeguatezza genitoriale”.

Mentre in affido familiare gli interventi nel 2018 sono stati 76 di cui 75 disposti dal Tribunale dei Minori: 18 parentali (affidati a parenti entro il 4° grado) e 58 etero-familiare ossia a famiglie terze.

In  questi dati rilasciati dalla provincia autonoma di Trento stupisce quindi l’alto numero di affidi eterofamigliari.

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«Possibile che i parenti (con i quali i minori spesso hanno relazioni affettive importanti) non siano idonei a farsene carico?»- si chiede Maffioletti.

«Su questi quesiti puntuali la Presidente dell’Ordine dovrebbe rispondere e non trincerarsi dietro all’affermazione di una perduta “immacolatezza” della Categoria che lei rappresenta. I servizi sociali da quanto a nostra conoscenza non dispongono quasi mai una verifica preventiva presso i parenti prossimi per cercare di inserire, nei casi di temporanee criticità tra i coniugi, i minori nel cerchio della propria famiglia di origine fino al 4° grado, così come il legislatore ha stabilito!» – incalza la presidente di Adiantum

L’ultimo dato riguarda infine le Comunità Residenziali per Minori.

Minori inseriti in struttura 183 di cui 37 per violenza domestica/separazione conflittuale (20,2%) e ben 134 (73,2%) per “inadeguatezza genitoriale«laddove per giustificare la “inadeguatezza genitoriale” possiamo trovare “motivazioni” spesso “fantasiose” e “bizzarre” perché soggettive nelle relazioni rilasciate dai servizi sociali territoriali. Il dato significativo che emerge da tale documento è che rispetto all’anno precedente abbiamo collocato fuori famiglia 99 bambini pari ad una percentuale del 61% in più rispetto alla precedente rilevazione».

Maffioletti poi approfondisce il discorso economico degli affidi e qui escono cifre clamorose: «da una risposta ad un atto ispettivo fatta all’ex Assessore competente del PD Luca Zeni emerge un dato sulla spesa totale per la copertura della spesa riferibile a tali interventi di euro 8.407.000,00 per 173 bambini. (circa 50 mila euro per bambino) Neanche un soggiorno all’Hotel Sharaton avrebbe costi così elevati? Perché non dare nel caso di genitori in difficoltà economica un piccolo aiuto in denaro e così risolvere il problema con meno costi per le casse pubbliche e una politica di vera tutela e salvaguardia del nucleo famigliare?»

Secondo Maffioletti su questi parziali dati è possibile avere una certa lettura del fenomeno anche trentino e che su questi numeri vi sia bisogno davvero di indagare per fare chiarezza sul genere di interessi che promuovono scelte troppo spesso improvvide, affrettate ed oltremodo scellerate nelle loro ripercussioni.

E ancora: «La categoria degli assistenti sociali è evidentemente sotto forte critica perché tutto il sistema di tutela minorile lo è dati i traumi che i minori portati via ai loro affetti ed alle loro famiglie sviluppano!»

«Lo strapotere dei servizi sociali è “di fatto” alimentato dai giudici minorili che delegano agli assistenti sociali la determinazione di aspetti di rilievo per la vita dei minori di fatto “ratificando acriticamente” l’operato dei servizi – conclude Gabriella Maffioletti – dalle nostre rilevazioni è emerso anche che alcuni giudici onorari operano in conflitto di interesse in quanto hanno interessi nelle organizzazioni del “privato sociale” che gestiscono case-famiglia e altri servizi sul territorio. Bene avrebbe fatto la Presidente dell’Ordine, a nostro avviso, a partire da questo forte momento di crisi istituzionale del sistema per aprire un serio ed approfondito dibattito ed analisi interna atta a verificare che l’utilizzo dello strumento dell’allontanamento dei minori dalla famiglia di origine sia ricondotto alla sua natura di “estrema ratio” e non invece (come in tanti casi da noi raccolti) la prima scelta spesso irreversibile».

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Trento

Sono 1.385 i dipendenti del comune di Trento. In forte crescita il part Time

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Il comune di Trento ha diffuso oggi i dati relativi all’annuario statistico 2018.

Per quanto riguarda il  focus sull’amministrazione il numero di deliberazioni consiliari adottate nel 2018 è pari a 207, le deliberazioni approvate della Giunta sono 294, i conclusi 700.

Per quanto riguarda l’Ufficio Relazioni con il Pubblico viene riportato l’andamento dei contatti registrati dal 2005 in poi. In generale, in serie storica, si rileva un calo, mentre nel 2018 i contatti sono aumentati rispetto all’anno precedente.

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Il valore è, infatti, pari a 16.605 (+8,1% rispetto al 2017), di cui 2.142 sono costituiti da suggerimenti, segnalazioni e reclami.

La modalità di contatto preferita dal cittadino è al banco (43,1%).

Da notare come siano in costante aumento i contatti scritti, in modo particolare quelli attraverso e-mail e tramite la piattaforma Sensorcivico (aumentati rispettivamente del 16 e del 21% rispetto al 2017).

I dipendenti del Comune di Trento sono 1.385 (-1,9% rispetto al 2017), 570 uomini (41,2%) e 815 donne (58,8%).

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I dirigenti, prevalentemente uomini, sono 24.

La qualifica con il numero maggiore di dipendenti è la C (625). Le persone in part-time sono 410, dato che corrisponde al 29,6% del totale dei dipendenti.

Questa proporzione è in aumento nel corso del tempo: nel 2005, infatti, i part-time erano 295 su un totale di 1.627 dipendenti, corrispondenti al 18,1%.

L’età media del personale a tempo indeterminato è di 50,5 (dato in costante aumento, nel 2005 era pari a 43,5).

Con riferimento ai dati catastali invece, si evidenzia che su un totale di 136.043 unità immobiliari accatastate, il 47,1% (64.131 unità) è ad uso abitativo, mentre il non residenziale  negozi, uffici, studi e uso produttivo) costituisce il 7,4%, la restante percentuale è costituita da pertinenze 2 .

Tra le unità ad uso abitativo, l’80,0% è costituito da abitazioni definite “di tipo civile” (A2, ovvero, secondo le note esplicative del catasto, unità immobiliari “appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale

 

 

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Trento

38.633 ricoveri negli ospedali di Trento nel 2018. Gli aborti sono 166

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Con riferimento all’anno 2018, i dati forniti dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari evidenziano 38.633 ricoveri, per 241.221 giornate di degenza negli ospedali cittadini (S. Chiara, S. Camillo e Villa Bianca).

I posti letto totali sono 853. I ricoveri sono diminuiti leggermente (-3,7%), così come le giornate di degenza (-1,3%).

La degenza media, calcolata come rapporto tra numero di giornate di degenza e ricoveri, è pari a 6,2, dato maggiore dell’anno precedente di 0,1.

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In Provincia i ricoveri sono 81.258 e le giornate di degenza 645.606, con una degenza media di 7,9 giorni.

Le persone residenti ricoverate sono 12.907 (dato inferiore a quello dell’anno precedente -3,6%): la maggior parte degli accessi alle strutture ospedaliere si verifica per malattie del sistema circolatorio (14,3%) e dell’apparato digerente (10,5%).

La percentuale di persone residenti a Trento ricoverate sul totale dei residenti diminuisce costantemente nel corso del tempo: si passa dal 14,0% del 2009 al 10,9% del 2018.

I ricoveri per parto delle residenti a Trento sono stati 801, dato in diminuzione rispetto al 2017 (-7,9%).

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Rimane costante il numero di interruzioni volontarie di gravidanza (166 nel 2017 e nel 2018).

Nel corso dal 2018 si evidenzia un decremento rispetto all’anno precedente delle persone non residenti in Trentino che vengono ricoverate in regime ordinario (-12,5%) ed un aumento di quelle ricoverate in day hospital (+17,3%) presso le strutture territoriali (mobilità attiva) e che provengono principalmente dal Veneto, dalla provincia di Bolzano e dalla Lombardia.

Si tratta in tutto di 3.758 persone, con una diminuzione percentuale del -6,9%. Nel decennio questo dato ha evidenziato un andamento piuttosto altalenante, con anni in crescita e anni in calo.

Sono in diminuzione, rispetto al 2017, le persone che, pur essendo residenti a Trento, vanno a farsi curare in strutture esterne alla Ragione (mobilità passiva). Il valore è pari a 2.023 con una diminuzione percentuale del 6,4%. Nel decennio il dato è calato del 26,3%.

Le mete preferenziali sono, come nel caso della mobilità attiva, il Veneto, la Lombardia e la Provincia di Bolzano. Le farmacie sul territorio comunale sono 30, di cui 10 comunali.

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Trento

A Trento si commettono 16 reati ogni giorno, il 41,6% sono perpetrati da extracomunitari

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Il comune di Trento ha diffuso i dati relativi all’annuario del 2018 

Nel corso del 2018 diminuisce il numero dei delitti commessi (e denunciati) nel Comune di Trento (-5,6%): se ne registrano, infatti, 5.555, rispetto ai 5.884 del 2017.

Il dato provinciale evidenzia una diminuzione più lieve (-1,2%).

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Con riferimento al Comune di Trento si rileva un decremento di persone denunciate e in seguito arrestate e fermate (-13,4%), mentre, a livello provinciale, diminuiscono in maniera minore (-5,9%).

Le persone extracomunitarie denunciate calano lievemente nel Comune di Trento (895, -9,1%) mentre restano costanti in provincia (1.733, +0,1%).

Gli extracomunitari costituiscono il 41,6% di tutte le persone denunciate in Comune; in Provincia invece il valore è pari a 28,8%.

Il furto resta sempre il tipo di reato maggiormente perpetrato (l’incidenza sul totale dei delitti è del 54,1%).

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Il dato è in leggero aumento rispetto all’anno precedente (+1,7%).

Nel corso del 2018 sono stati rilevati 445 danneggiamenti (-0,9% rispetto al 2017), 358 truffe e frodi informatiche (nel corso del 2017 erano state 406, -11,8%) e 240 reati connessi con la produzione, lo spaccio e il traffico di stupefacenti (234 nel 2017, +2,6%).

Le rapine sono 61 (nel 2017 erano 53). Diminuiscono, rispetto all’anno precedente, le denunce per reati contro l’incolumità e la libertà individuale (percosse, lesioni dolose, violenza privata, minacce, violenze sessuali) -32,9%.

Il tasso di delittuosità in comune (numero di delitti rispetto alla media annuale della popolazione residente rapportato a 100.000 abitanti), si mantiene costantemente più alto che nel resto della provincia: nel 2018 il valore per il Comune di Trento è pari a 4.701,9 per la Provincia è di 2.956,6.

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