Connect with us
Pubblicità

Io la penso così…

85 milioni di morti attendono giustizia: abbattiamo il muro di omertà sui crimini del comunismo. – di Antonio Coradello

Pubblicato

-

Spett.Le Direttore,

a trent’anni dal crollo del muro di Berlino e dopo la successiva caduta dell’Unione Sovietica, occorsa nel 1991, con l’apertura degli archivi sovietici agli storici di tutto il mondo abbiamo conosciuto il bilancio agghiacciante delle vittime del comunismo in Russia, in Cina, in Corea del Nord, in Vietnam, in Cambogia, in Polonia, nelle repubbliche baltiche, in Bulgaria, in Cecoslovacchia, in Romania, in Jugoslavia, in Ungheria ed in generale nell’Europa dell’est, a Cuba, in Nicaragua, in Etiopia, in Angola, in Mozambico, in Afghanistan, ed in altri paesi ancora.

Gli archivi sovietici ci hanno documentato in dettaglio le circostanze, gli strumenti, l’estensione, la premeditazione e la sistematicità nello sterminio di popoli interi da parte del comunismo nel mondo, con un bilancio di vittime di almeno 85 milioni di morti dal 1917 al 1986.

Si tratta indubbiamente del più grande crimine nella storia dell’umanità, di proporzioni tali che certamente verrà ricordato nei secoli e nei millenni futuri.

Per avere un termine di paragone è da ricordare che la seconda guerra mondiale causò circa 50 milioni di morti, mentre la prima guerra mondiale ne costò poco più di una decina.

Dunque il comunismo, non in tempo di guerra e tra popoli diversi che si combattono tra di loro, ma in tempo di pace e contro gli stessi popoli su cui comandava, ha causato un numero di morti molto superiore rispetto a quello provocato dalle due guerre mondiali messe assieme, che sono ricordate come i più grandi conflitti nella storia dell’umanità. Ciò che è agghiacciante è che fino ad oggi è mancato un processo di Norimberga, almeno morale, per il comunismo nel quale si riconoscano i crimini comunisti e quanto meno vi sia, di conseguenza, il ricordo e la riabilitazione delle sue vittime.

Oltre ai morti va inoltre ricordato il mare di violenza, di miseria materiale e morale, di repressione e di terrore in cui ha vissuto mezzo pianeta per oltre settant’anni, senza contare quanti ancora oggi vivono sotto il giogo di qualche satrapo comunista, che magari, come in Cina, ha visto bene di coniugare il materialismo marxista con quello liberista.

La beffa più atroce è che il comunismo ha decimato popoli interi in nome della libertà, della giustizia sociale, dell’ uguaglianza, del progresso morale e materiale dell’umanità, insomma in nome della realizzazione concreta dell’utopia.

Ad oltre un secolo dalla rivoluzione comunista sovietica c’è da chiedersi come mai in Occidente si sia parlato sempre così poco dei crimini comunisti che hanno toccato quasi un terzo dell’ umanità su quattro continenti.

Non vi è dubbio che i partiti comunisti occidentali abbiano sempre minimizzato o messo in dubbio o addirittura denunciato complotti di destra o semplicemente negato o liquidato il tutto come “incidenti di percorso“, ma come mai – nonostante l’ampia documentazione maniacalmente precisa contenuta principalmente negli archivi del comitato centrale del PCUS (partito comunista sovietico), in quelli del KGB e di altri uffici dell’apparato sovietico – manca ancora la coscienza del fenomeno criminale comunista?

Alcuni storici hanno indicato come causa il metodo della menzogna ripetuta, lo stravolgimento sistematico del linguaggio da parte di intellettuali e di giornalisti ideologicizzati e servili – non di rado sul libro paga sovietico, grazie all’ “oro di Mosca”– i quali hanno sempre presentato il volto luminoso del comunismo che si richiamava all’emancipazione sociale ed umana, all’utopia della uguaglianza e della felicità per tutti.

Vladimir Bukowskij, un professore russo rimasto 12 anni nei Gulag sovietici e scomparso pochi giorni fa, ha indicato nella intolleranza e nel settarismo violento degli utopisti una delle cause della tragedia comunista che ha definito “un’ utopia messa in pratica e l’utopia messa in pratica non può che generare mostri”.

Ebbene, la grande cortina fumogena storiografica sui crimini del comunismo continua! Anche a Trento! Infatti nel 30° anniversario della caduta del muro di Berlino e con essa, a ruota, con la caduta dei regimi comunisti sovietico e dell’Europa dell’est, il “Forum Trentino per la pace e i diritti umani”, in collaborazione con la “Fondazione Museo storico del Trentino”, anziché inaugurare un esame approfondito e una riflessione sulla utopia e sugli 85 milioni di morti causati dal comunismo, ci propina invece una serie di “incontri, spettacoli, proiezioni, mostre e presentazioni di libri” su “il muro di ieri, i muri di oggi” e… buona notte ai crimini comunisti che hanno causato la più grande ecatombe di morti della storia dell’umanità.

Tali iniziative appaiono come una coltre di nebbia per nascondere la verità dei fatti sugli orrori di un secolo di comunismo e per strumentalizzare ancora una volta la storia da parte dei soliti maestrini di ieri e di oggi, con il ditino alzato, i quali magari, sino a pochi anni orsono, sedevano tra le file del Pci-Pds-Ds-Pd.

E’ per rimediare a questa grave omissione che Civica Trentina dedicherà una serata e un ricordo storico serio e non fazioso, con il contributo dello storico Francesco Agnoli, responsabile della cultura del partito, proprio perché fare politica è anche fare cultura, che va affrontata con serietà e desiderio di capire senza utopie e ideologie. Insomma, un contributo per abbattere un muro non ancora caduto: il muro di omertà sui crimini del comunismo.

Ci sono 85 milioni di vittime che aspettano.

Antonio Coradello – Civica Trentina

Io la penso così…

Per combattere la microcriminalità a Trento serve una seria programmazione – di Sandro Bordignon

Pubblicato

-

Egregio direttore,

alla luce dei recenti episodi di microcriminalità – si pensi solamente a quanto successo domenica sera nel parco di Martignano, dove due giovani sono stati aggrediti con coltello e pistola in un tentativo di mano armata -, credo sia necessario ribadire come sia fondamentale che il Comune di Trento si impegni maggiormente sul tema della sicurezza.

Per amministrare una città che ha bisogno di essere protetta e amata tutti i giorni e non a corrente alterna, non è sufficiente, né può tanto meno rappresentare un motivo di valore, intervenire solamente nel momento in cui si accende la tensione, come puntualmente vediamo fare da alcuni esponenti della maggioranza in Comune che sui social tuonano “ho presentato più di 50 atti in Consiglio sulla sicurezza e ne sono orgoglioso”, inconsapevoli del fatto che, se i loro atti fossero stati veramente efficaci, probabilmente ne sarebbero bastati la metà.

Noi di AGIRE per il Trentino crediamo sia fondamentale che il Comune si attivi per ampliare e ammodernare il sistema di videosorveglianza sul territorio, con moderne videocamere full HD e visione notturna, sostituendo le videocamere installate anni fa e ormai obsolete, poco utili ai fini del riconoscimento di chi commette atti delittuosi.

Oltre a ciò, è essenziale lo studio di un sistema per mettere queste videocamere in rete tra tutte le Forze dell’Ordine. In questo modo sarebbe possibile aumentare l’efficacia della vigilanza e la condivisione delle informazioni, visto che, per affrontare questi problemi, diventa fondamentale una sinergia ancora più intensa tra tutte le Forze dell’Ordine.

La realizzazione di questo sistema potrebbe essere affidata a Trentino Digitale, azienda di proprietà pubblica, con una quota di partecipazione anche del Comune di Trento, la quale potrebbe avvalersi della rete wireless di proprietà pubblica, gestita dall’azienda, per mettere in rete l’intero sistema di videosorveglianza della città di Trento.

E’ palese che per scongiurare ulteriori episodi di degrado e vandalismo, gli interventi in materia di sicurezza presuppongono una logica: oltre all’ammodernamento del sistema di videosorveglianza è essenziale un miglioramento dell’illuminazione pubblica oltre ad un migliore coinvolgimento della Polizia locale. Proprio essa potrebbe occuparsi, anche in orario serale del pattugliamento dei sobborghi che – vorrei ricordare agli attuali amministratori – fanno parte di Trento (visto che negli ultimi anni pare se ne siano dimenticati). Gli interventi descritti contribuirebbero a creare un argine nei confronti di una situazione che, se non viene affrontata con urgenza e raziocinio, non potrà che peggiorare.

Sandro Bordignon – Vicesegretario Politico di AGIRE per il Trentino

Potete inviare le vostre lettere al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: redazione@lavocedeltrentino.it

Continua a leggere

Io la penso così…

Spazi degradati a Vela, un progetto per un migliore utilizzo a servizio della comunità

Pubblicato

-

Egregio direttore,

al piano terra del centro polifunzionale di Vela, nella parte di edificio antistante il parco giochi, è presente uno spazio aperto ma coperto, delimitato da alcune colonne cementizie, che attualmente è preda del degrado: le pareti vengono costantemente imbrattate e sul pavimento vi si trovano escrementi e rifiuti di ogni genere.

In seguito ad un confronto con i rappresentanti della Pro loco di Vela condotto dai sottoscriventi è emersa inoltre un’interessante proposta: nel caso in cui si decidesse di chiudere – con una parete in muratura – gli spazi presenti tra le colonne, lo spazio venutosi a creare in questo modo potrebbe essere valorizzato nella gestione delle iniziative locali.

La sottrazione al degrado di questo spazio e la sua restituzione alla Pro Loco di Vela rappresenterebbe un ottimo segno di riconoscenza nei confronti di chi giornalmente si impegna per la propria Comunità.

Per questo motivo, nel nostro ruolo di Consiglieri circoscrizionali per il Centro storico-Piedicastello, abbiamo proposto al Sindaco e alla Giunta comunale di: ripulire e ritinteggiare la parte del centro polifunzionale di Vela sopra descritta in modo da ripristinarne lo stato di decoro; creare una parete  in muratura in modo da chiudere i fori tra le colonne ed installare una porta di accesso; assegnare il sito venutosi a creare in questo modo alla Pro Loco di Vela, la quale lo potrà utilizzare come spazio funzionale alle proprie attività e ne curerà l’ordine ed il decoro.

Oltre a ciò, per favorire il crescente fenomeno del “cross booking” abbiamo chiesto al Comune che – all’interno dello spazio in muratura ricavato – venga creata una nicchia con apertura verso il parco dove sia possibile depositare dei libri a disposizione di chi li vorrà leggere.

Alfonso Larentis Dallago  e  Monica Mosna – AGIRE per il Trentino

Per inviare le lettere al direttore per la rubrica «io la penso così» scrivere a: redazione@lavocedeltrentino.it

Continua a leggere

Io la penso così…

I 5 stelle del Comune di Trento abbandonano il partito nazionale per fondare “Onda Civica”: ingenuità o opportunismo? – di Matteo Rigotti

Pubblicato

-

Egregio direttore,

i consiglieri comunali di Trento, Andrea Maschio, Marco Santini e Paolo Negroni, hanno abbandonato il Movimento 5 stelle per fondare un nuovo soggetto politico dal nome “Onda Civica Trentino”.

Una rottura con il partito nazionale (in origine guai a chiamarlo “partito”, era un “movimento” con tanto di “non-statuto”) che molto probabilmente coinvolgerà anche il consigliere provinciale Filippo Degasperi, che per il momento gioca su due tavoli, da una parte benedicendo il nuovo partito locale (definito nientemeno che loro “guru” dai consiglieri fuoriusciti), dall’altra rimanendo nel gruppo consiliare del Movimento 5 stelle, forse speranzoso di vedersi recapitare una lettera di espulsione che potrà riciclare a fini propagandistici.

Negli scorsi giorni l’ormai ex capogruppo grillino Maschio aveva pure pubblicato una lunga lettera strappalacrime dove raccontava la sua demoralizzazione, attaccando i duri e puri del Movimento: «Sapere di essere ora oggetto di attacco per la mia scelta, senza che gli ortodossi riconoscano gli errori, i tradimenti ed i continui voltafaccia di un vertice che ormai viaggia da solo mi rattrista». Evidentemente dimentica di quando gli “ortodossi” erano loro.

Gli attivisti della prima ora avevano capito già dal 2012 il grave deficit di democrazia interna al Movimento, assistendo alle prime immotivate espulsioni, tra le quali si cita come clamoroso esempio quella del consigliere regionale dell’Emilia-Romagna Giovanni Favia (“accusato” di essere andato a farsi intervistare in tv!) scomunicato direttamente dal blog di Beppe Grillo.

Nonostante il Movimento fosse già compromesso da allora, con i veri attivisti che si allontanavano inorriditi, nel 2013 arrivarono le elezioni politiche, e qualcuno, nonostante i mal di pancia, si candidò perché il simbolo nazionale “tirava”: molti si sono ritrovati, quasi a loro insaputa, deputati e senatori, qualcuno anche ministro o sottosegretario. Il boom elettorale portò molti, sull’onda dell’emozione, a entrare nei vari “Meetup”, che faranno il pieno di improvvisati moralizzatori. Nel 2013 arrivano le provinciali in Trentino e nel 2015 le comunali di Trento.

A distanza di 5 anni i grillini trentini sembrano aver maturato, non si sa se più per ingenuità o più per opportunismo, ciò che già era noto da tempo: il Movimento 5 stelle si è rivelato un falso storico, evidenziando che l’onestà non può essere appannaggio di un solo partito o un punto di programma, ma semmai è una qualità personale.

Paolo Negroni ha dichiarato «abbiamo cambiato nome ma siamo qui, a disposizione degli stessi elettori che ci hanno votati nel 2015», dimenticando forse le sue stesse dichiarazioni dello scorso 10 settembre, con le quali annunciava che avrebbe terminato la sua esperienza politica alla conclusione del mandato (cit. «per me basta e avanza questo mandato»), ma soprattutto che gli elettori “che li hanno votati” nel 2015 hanno votato il simbolo del Movimento 5 stelle, lasciando ai singoli candidati qualche manciata di preferenze (si ricordano le 105 di Negoni, nonostante fosse candidato sindaco sulla città capoluogo, le 92 di Maschio, o le 67 di Santini…).

Ecco perché il nuovo partito “Onda Civica”, più che un’onda sembra una boa di soccorso, per salvarsi dal naufragio di un simbolo nazionale che non “tira” più, o trascina verso il basso.

“AGIRE per il Trentino” ha avuto più occasioni in passato di contestare le contraddizioni del Movimento 5 stelle. Il Consigliere provinciale e segretario di AGIRE Claudio Cia (che a proposito di dogmi “grillini” è stato il solo rappresentante a livello regionale a non aver incassato neppure un euro per rimborsi spese nella precedente legislatura) aveva evidenziato la mancanza di volontà degli esponenti grillini di dialogare e di cercare percorsi comuni con altri soggetti onesti, che pure ci sono anche in altre forze politiche, per il bene della gente. Dichiarava testualmente nel marzo 2017: «Il Movimento 5 stelle, se rimarrà prigioniero di questa superbia, rischia l’auto-distruzione». Un momento che pare essere arrivato.

Matteo Rigotti – AGIRE per il Trentino

Potete inviare le vostre e-mail al direttore per l’inserimento nella rubrica «Io la penso così» a: redazione@lavocedeltrentino.it 

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza