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Trento

L’orso M49 si è spostato in val Calamento

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L’orso M49 è stato segnalato in un paio di occasioni, fino alla fine del mese di ottobre, in alta valle del Vanoi, tra la cima d’Asta ed il Lagorai dove, come già reso noto, ha effettuato anche delle predazioni su bestiame domestico.

Nel confermarlo, il Servizio foreste e fauna fa sapere anche che in questi primi giorni del mese di novembre altre segnalazioni sono pervenute invece dalla val Calamento (sempre Lagorai, versante Valsugana). In quell’area il plantigrado ha visitato alcune strutture casearie provocando qualche danno alle stesse e rovesciando alcuni bidoni di rifiuti.

Il monitoraggio ed il controllo degli spostamenti dell’animale continua in modo intensivo anche in quest’ultima parte della stagione; è probabile tuttavia che nell’arco di qualche settimana l’orso rallenti progressivamente la propria attività sino a fermarsi per il riposo invernale.

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Trento

BrennerLEC: al via la terza fase del progetto con importanti novità per ottimizzare la gestione del traffico e migliorare la qualità dell’aria

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E’ iniziata la terza fase sperimentale del progetto LIFE BrennerLEC di cui l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente è partner. Due le principali novità: l’estensione dell’applicazione dei limiti dinamici in condizioni di traffico intenso a tutto il tratto di progetto che si estende da Bolzano Nord a Rovereto Sud e l’introduzione di un sistema semi-automatizzato che fornisce agli operatori dell’A22 le indicazioni sui limiti di velocità ottimali da applicare.

A partire dalla fine del 2019, la sperimentazione della gestione dinamica della velocità in caso di traffico intenso – prima limitata al tratto autostradale Trento centro-Rovereto sud – è stata estesa fino a Bolzano Nord (91 km), sempre in carreggiata sud. I primi test sono stati effettuati durante le giornate di esodo turistico a cavallo tra dicembre e l’inizio di gennaio.

Da questa fase, l’attivazione dei limiti da parte degli operatori del Centro Assistenza Utenti (CAU) di A22 avverrà in base alle indicazioni fornite dal programma di calcolo, sviluppato nell’ambito del progetto e testato nella fase precedente, che indica quando e di quanto limitare la velocità per fluidificare il traffico ed evitare i fastidiosi e pericolosi stop and go.

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L’applicazione dei limiti dinamici ha dimostrato che è possibile ridurre i tempi medi di percorrenza anche del 34% permettendo ai veicoli di viaggiare ad una velocità di circa 80 km/h, a fronte dei 55 km/h prospettati in condizioni di traffico particolarmente critiche.

In maniera analoga, di qui alla fine del progetto prevista per l’aprile 2021, funzionerà anche la seconda sperimentazione, quella limitata alla tratta tra Egna Ora e San Michele (in entrambi i sensi di marcia) e volta a ridurre l’inquinamento atmosferico. Nelle prime due fasi, l’obiettivo principale è stato quello di misurare il rapporto tra limiti dinamici di velocità e riduzione delle emissioni.

I test hanno dimostrato che ridurre la velocità media dei veicoli leggeri di 14 km/h produce un calo delle concentrazioni di biossido di azoto del 10% a bordo autostrada.

I dati così raccolti hanno permesso l’introduzione di un sistema semiautomatico: grazie al complesso sistema diagnostico e previsionale realizzato dai partner tecno-scientifici del progetto, intrecciando in tempo reale i dati meteo, quelli sulla qualità dell’aria e sui volumi di traffico, il sistema informatico dedicato è in grado di proporre la scelta per il limite di velocità ottimale che, anche in questo caso, resterà agli operatori attuare.

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L’aiuto allo sviluppo di un progetto pilota sostenuto dalla Commissione Europea come modello di riferimento per l’intera Unione passa dalla collaborazione degli utenti. Per incentivarla, l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente e i partner di progetto hanno ideato un concorso a premi basato sull’utilizzo dell’App Shelly: più si rispettano le indicazioni sulla velocità e più premi si vincono. Per maggiori informazioni si rimanda al sito https://brennerlec.life/.

 

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Trento

Fino al 31 marzo le candidature per il Premio Arge Alp 2020

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AAA cercasi fanfara per Arge Alp, la Comunità di Lavoro delle Regioni Alpine. E’ indetto un concorso musicale con un primo premio del valore di 5.000,00 Euro e altri due premi di 1.000 Euro ciascuno.

Tema del concorso è una composizione per fanfara. Quella che risulterà vincitrice “sarà usata come fanfara ufficiale per Arge Alp inoccasione di eventi, disponibile sulla homepage del sito dedicato, usata come sigla per video e come elemento integrante e caratteristico dell’unione delle dieci regioni, land e cantoni che fanno parte di diverse nazioni”, sottolinea il presidente del Land Salisburgo, attuale presidente di Arge Alp. La scadenza è il 31 marzo 2020 (ore 16).

La composizione per fanfara – massimo dieci musicisti – ammessa al concorso dovrà avere una lunghezza compresa tra i 3 e i 5 minuti e una versione breve (sigla di 7-9 secondi) estrapolata dalla prima.

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L’opera deve saper rappresentare in musica le Alpi come spazio di vita nonché i principi di Arge Alp che si possono sintetizzare in tradizione e innovazione, comprensione reciproca e responsabilità condivisa, in sostanza l’idea ispiratrice dell’istituzione transfrontaliera: Arge Alp in musica.

La compositrice o il compositore nonché i musicisti che eseguono il pezzo devono provenire da una regione Arge Alp oppure avere lì il proprio domicilio.

Spartiti e registrazione originale

Il termine per la consegna delle composizioni è fissato per il 31 marzo 2020 alle ore 16. Per partecipare occorre consegnare, indicando come oggetto “Concorso di composizione musicale per Arge Alp”, lo spartito della fanfara nonché la versione breve e una registrazione originale delle opere in formato MP3.

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Le candidature vanno indirizzate qui

Per tutti i dettagli consultare invece consultare la pagina: https://www.argealp.org/it/

ARGE ALP: Dieci regioni in quattro stati. Dalla sua fondazione nel 1972 l’Arge Alp è un’importante rete di cooperazione transfrontaliera quando si tratta delle priorità dell’arco alpino, in particolare a livello ecologico, culturale, sociale ed economico. Negli stati Italia, Austria, Germania e Svizzera i seguenti land, regioni e cantoni, con una popolazione pari a 26milioni di persone, collaborano insieme: Baviera, Grigioni, Lombardia, Salisburgo, S. Gallo, Alto Adige, Ticino, Tirolo, Trentino e Vorarlberg.

 

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Trento

Riforma del turismo, fusione APT Trento e Rovereto: Failoni: «Nessuna imposizione ma solo molto opportunità da cogliere»

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In questi giorni l’assessore al turismo Roberto Failoni sta incontrando le Aziende per il Turismo, le categorie economiche, gli amministratori e gli operatori del ricettivo e degli altri settori economici legati al mondo del turismo attraverso una trentina di incontri in tutte le valli del Trentino.

Lo scopo di queste riunioni è quello di confrontarsi con i territori prima della preadozione del disegno di legge di riforma della legge sul marketing turistico.

«Non capisco la querelle che si sta sviluppando sulla stampa in merito ad un’ipotetica fusione dell’Azienda per il Turismo di Trento con quella di Rovereto, – commenta l’assessore al turismo Roberto Failoni – sfido chiunque a dire che impongo la fusione tra l’APT di Trento e quella di Rovereto, anche perché, se i primi non vogliono, c’è poco da fare. In autonomia, ciascun territorio avrà la facoltà di cogliere le opportunità migliori per il proprio ambito».

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«La riforma che stiamo portando avanti – prosegue l’assessore – guarda al 2030 e mette al centro il turista e i suoi bisogni, necessità che vanno sicuramente oltre i confini gestionali e organizzativi che ci diamo. La sfida è quella di permettere alle APT di agire con snellezza ed efficacia sul mercato per svolgere al meglio questo importante compito verso i nostri ospiti, cercando di sviluppare quella qualità dell’esperienza e dell’ospitalità che oggi è fondamentale per migliorare la competitività del nostro sistema turistico rispetto ai competitor più forti. In questi mesi abbiamo studiato diverse realtà, compreso quello che fanno Austria, Svizzera e Germania e su questo non si scherza: una destinazione turistica che ha meno di 1 milione di presenze non ha un peso specifico sufficiente per posizionarsi sul mercato. Da 1 a 3 milioni iniziamo a ragionare, mentre è da 3 milioni di presenze che abbiamo la forza per stare sul mercato da veri protagonisti. La stessa indagine ci ha evidenziato chiaramente come le APT di minori dimensioni o i consorzi fuori ambito turistico non hanno sufficiente personale e forza per dare servizi di qualità ai propri operatori e turisti (il principale scopo dell’APT) o, altresì, di posizionarsi sui diversi mercati con un prodotto turistico competitivo. Se vogliamo condannare i territori piccoli a rimanere marginali la strada è semplice: lasciamo tutto come è, lasciamo che il turismo rimanga ancillare rispetto agli altri settori dell’economia e lasciamo che le diverse normative blocchino per sempre il funzionamento di queste realtà. Allora sì che il Trentino non sarà interamente turistico, come invece vogliamo scrivere per la prima volta in legge».

Nei prossimi giorni l’assessore Failoni ha in programma diversi incontri sul territorio.

«Per quanto riguarda la Vallagarina – conferma l’assessore – oltre all’assemblea dei soci dell’APT, l’intenzione è quella di incontrare gli operatori dei diversi Comuni con incontri ad hoc come per tutto il Trentino. È giusto che ciascuna zona rifletta sullo stato attuale e che colga – o meno – le opportunità che ci possono essere, come no, in altri contesti. La scelta però sarà in primo luogo in mano al mondo imprenditoriale, ricordo infatti che le APT non sono l’ufficio affari esteri dei Comuni».

Giovedì 30 gennaio l’Assessore Failoni sarà a Brentonico per un’inaugurazione, mentre venerdì 7 febbraio l’intenzione è quella di incontrare l’assemblea dell’APT e – in un incontro pubblico – gli operatori della Vallagarina.

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«Seguiranno – conclude l’assessore – altri incontri sul territorio, in tutta la Vallagarina, coinvolgendo non solo Rovereto ma anche le altre località. Ricordo infatti che la città di Rovereto ha solo il 50% delle presenze dell’intero ambito, è pertanto giusto che ciascuna zona della Vallagarina possa scegliere in piena autonomia sul proprio futuro».

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